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lunedì 31 ottobre 2022

Scooby! - (Where are you? We got some product to squeeze) - Recensione -

 
Anno.2020
Durata: 85 min
Genere: animazione, poliziesco, commedia, avventura
Regia: Tony Cervone
Soggetto: Matt Lieberman, Eyal Podell, Jonathon E. Stewart

I cartoni di Hanna-Barbera sono stati un tassello fondamentale nell'infanzia di milioni di bambini sparsi nel mondo, grazie anche a serie ricche di avventure e comicità, che sopperivano a una animazione altrimenti molto povera (con tecniche estremamente efficaci che puntavano ad abbattere il più possibile i costi legati alle intercalazioni tra due disegni chiave, il riciclo degli sfondi e animazioni varie) riscosse un successo enorme nel mondo. In fondo chi non si è mai emozionato guardando le Wacky Races, incuriosito per un mistero di Scooby Doo, divertito dalla roccheggiante quotidianità dei Flintstones o di altri eroi dello studios? Per non parlare poi delle copie dei loro stessi cavalli di battaglia (basti pensare ai cloni del formato Scooby Doo).

E sicuramente più riuscito del primo Suicide Squad

In un mondo cinematografico come quello attuale dove se non hai almeno un universo narrativo tutto tuo sei lo sfigato di Hollywood, era solo questione di tempo prima che la Warner (detentrice dei diritti delle serie H&B) decidesse di mettere in cantiere il suo "Hanna-Barbera Cinematic Universe" (che io ho ribattezzato Scoobyverso) e buttasse in cantiere una serie di film sui campioni dello studios.

lunedì 19 settembre 2022

Ghostbuster Legacy - Recensione - Gli Acchiappanostalgici


Titolo originale: Ghostbusters: Afterlife
Anno: 2021
Durata: 125 min
Genere: azione, fantascienza, commedia, fantastico, avventura
Regia: Jason Reitman
Soggetto: Dan Aykroyd, Harold Ramis 
Sceneggiatura: Gil Kenan, Jason Reitman

Una famiglia con diversi problemi economici eredita da un parente una vecchia magione nelle campagne dell'Oklahoma. La casa nasconde come il suo vecchio padrone molti segreti e starà alla nostra famiglia evitare quello che si nasconde minaccioso nei paraggi si scateni in una nuova apocalisse come accaduto tanto tempo prima a New York.

Il film del 1984 è stato uno strano miscuglio di sfighe incatenate, contrattempi, attori presi all'ultimo istante, budget risicato, beghe legali per il nome, sostanze allucinogene e letteralmente una corsa contro il tempo per far uscire il film nella data stabilita. Soprattutto fu il lavoro di quattro grandi comici che hanno saputo sopperire alle lacune della pellicola con la loro verve comica, tanto che alcune delle battute presenti nel film sono tra le più riuscite della storia del cinema. Il risultato fu uno grandissimo film rimasto nei cuori dei fan.

Tutti nel corso degli anni hanno provato a ricostruire quella formula magica, che aveva trasformato un film tutto sommato semplice, in una vera e propria miniera d'oro. 

Il cast e il regista del primo ci riprovarono con il secondo capitolo ma non funzionò totalmente. Era un buon film ma non riusciva a trovare la propria identità, finendo per essere una sorta di mix tra il primo film e le atmosfere più scanzonate del cartone.

Il videogioco del 2009, pur giocando quasi sempre in casa, riproponendo i set del primo film ha una storia carina e divertente (poi vogliamo mettere che vestiamo i panni di un recluta?). Forse quello che più si avvicina al titolo di degno seguito dell'originale. 

Il Remake/sequel del 2016 aveva delle buone idee (il cast di comici come l'originale ma al femminile e una trama più orientata all'azione) ma che poi buttava tutto alle ortiche con un umorismo di bassa lega e l'incapacità come tutti i remake moderni di staccarsi dall'emulazione del predecessore (per non parlare della scellerata idea di Sony di puntare in parte sul nazifemminismo, quello più stupido e becero, e delle ovvie reazioni che avrebbe scatenato nel pubblico). 

La voglia di Ghostbuster è ancora tanta e nel 2021 esce una nuova pellicola. In questo caso si tratta di un sequel/reboot del primo capitolo (il povero Acchiappafantasmi II è ormai una sorta di appestato con cui nessuno studio vuole averci a che fare).

venerdì 17 giugno 2022

In viaggio con Pippo - Recensione -

 
Titolo originale: A Goofy Movie
Anno: 1995
Durata: 78 min
Genere: Animazione, Commedia, Avventura, Musicale
Regia Kevin Lima
Soggetto Jymn Magon

Pippo è da sempre associato a un personaggio sempliciotto, con la testa fra le nuvole e adorabilmente goffo. Una vera e propria fabbrica ambulante di gag, perfetta spalla di Topolino o Paperino. Eppure nel corso del tempo il pippide ha saputo modificare e arricchire di nuovi elementi la sua figura a seconda della storia da raccontare (Primeggiando in quella arte di adattabilità, partendo da un canovaccio di caratteristiche base, in cui tutti i personaggi Walt Disney sono maestri). 

Pippo nella sua prima comparsata
Il nostro eroe esordisce nel cortometraggio "La rivista di Topolino" (Mickey's Revue) del 1932, in cui era caratterizzato da un character design che lo dipingeva molto più vecchio di quello attuale ma che già denotava alcune delle caratteristiche lo avrebbero reso uno dei tre moschettieri dello studios. Sarà però con il cortometraggio del 1940 "Pippo e l'aliante" che il personaggio comincerà veramente a... decollare, inaugurando quella collana di brevi episodi intitolata "How to..." (in cui un narratore posato e impostato spiega il tema della puntata mentre Pippo cerca di metterlo in pratica con risultati gustosamente disastrosi) che lo consacrerà definitivamente. 

Nel 1950 lo stile dei corti cambia ancora, viene inserita una comicità più graffiante ma allo stesso tempo più moralizzante, dove Pippo è costretto ad affrontare i dilemmi della società americana del periodo. Sarà proprio da questa serie che nascerà uno dei tanti alter ego di Pippo, forse quello più famoso, George Geef. Una delle caratteristiche più salienti del personaggio è quello di avere una moglie (che credo non venga mai mostrata in volto) e un figlio, Junior. Sarà proprio da questa collana che la Disney prenderà ispirazione per realizzare negli anni 90 la serie "Ecco Pippo!".

lunedì 25 ottobre 2021

La congiura degli innocenti - Recensione -

Titolo originale: The Trouble with Harry
Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 1955
Durata: 99 min
Genere: noir, commedia
Regia: Alfred Hitchcock
Soggetto: Jack Trevor Story

Se nel precedente film tutta la trama girava sull'impressione che qualcosa nel quartiere non fosse al giusto posto e delle indagini per scoprire incastrare il colpevole, qui invece abbiamo a che fare con un cadavere che non ha nessuna intenzione di rimanere sepolto. Una commedia nera che vi renderà complici della sua ironia.

Nelle belle campagne del New England un vecchio capitano sta cacciando, ma i risultati fino a quel momento sono stati deludenti per il suo stomaco. Per sua sfortuna tra le siepi trova un cadavere e convintosi di essere stato il fautore della disgrazia, e sicuro che la polizia non crederà alla sua storia di un incidente di caccia, decide di seppellire il cadavere. Il suo piano va a farsi benedire perché ogni volta che si mette all'opera uno degli altri protagonisti della storia entra in scena (e ognuno di loro sembra avrà poi la propria versione di come sono andati i fatti e di chi sia il vero colpevole). In un assurdo crescendo di colpi di scena, affermazioni di colpevolezza e successive smentite. A farne le spese sarà il povero cadavere che verrà seppellito e riesumato più e più volte. 

Il grande successo di critica e botteghino de "La finestra sul cortile" permette al regista britannico di avere più spazio di manovra per la scelta dei soggetti dei suoi film. Tra i vari progetti decide di realizzare una pellicola basata sul romanzo di Jack Trevor Story. Un libro che Hitchock aveva letto al momento della sua uscita e che gli era piaciuto molto, tanto da chiedere allo sceneggiatore di fiducia Hayes di lavorarci sopra per creare una sceneggiatura (nonostante il parere contrario della Paramout, che considerava il tema troppo bizzarro per il pubblico).

sabato 16 gennaio 2021

Il maggiore Payne - Voi conoscete la storia della piccola locomotiva coraggiosa? - Recensione -

Titolo originale: Major Payne
Anno: 1995
Durata: 95 min
Genere: commedia
Regia: Nick Castle
Soggetto: Joe Connelly, Bob Mosher
Sceneggiatura: Damon Wayans, Dean Lorey, Gary Rosen

Il maggiore Payne è un film che fa parte della mia infanzia, uno di quelle pellicole che da bambino mi sono rivisto un milione di volte e che grazie anche alle sue battute cattivissime (almeno per il target di riferimento) ricordo con molto piacere. Qualche giorno fa su Netflix ho visto tra le novità il faccione sorridente di Payne, potevo io rifiutarmi di dargli una visione in onore dei vecchi tempi?

Marine: "Il mio braccio! Il mio braccio!"
Payne: "Fammi dare un'occhiata. Ehi, amico, conosco un giochetto che ti farà dimenticare il tuo braccio. Dammi la mano! Ora sentirai un leggera pressione." [spezza il dito anulare del marine] 
Marine: "Aaaahh. Il mio dito! Il mio dito!"
Payne: "Funziona sempre!"


Il maggiore sa come rendere emozionante anche la giornata più grigia
Benson Winifred Payne è una vera e propria macchina da guerra, nonché un maggiore dei Marines, che ha praticamente sconfitto da solo tutti i nemici degli Stati Uniti (probabilmente a suon di frasi virili ma il film purtroppo sorvola su questo dettaglio). Il suo problema è ch'è stato così efficiente che l'esercito non ha più bisogno di lui e quindi decide "saggiamente" di rimandarlo nella società civile. Ovviamente lo stile di Payne poco si adatta alla vita comune, ma per nostra fortuna prima che il maggiore incontri un "sceriffo Teasle" con cui scatenare la propria guerra, viene richiamato da un  suo superiore per addestrare uno scapestrato gruppo di ragazzi in una scuola militare della Virginia, in attesa di un più guerresca occupazione.

sabato 19 dicembre 2020

Le 5 leggende - Recensione -

Titolo originale: Rise of the Guardians
Lingua originale: inglese
Anno: 2012
Durata: 97 min
Genere: animazione, avventura, fantastico, commedia
Regia: Peter Ramsey
Soggetto: tratto dai libri di William Joyce
Sceneggiatura: David Lindsay-Abaire

Tratto dalla serie di romanzi "The Guardians of Childhood" scritta da William Joyce, "Le 5 leggende" si è rilevato un film veramente piacevole e ben fatto. Sia a livello narrativo, con trovate che mi hanno conquistato, sia a livello visivo, con effetti grafici di primo piano.

Il comparto grafico di questo film è veramente spettacolare
Jack Frost è uno spirito senza memoria del proprio passato, legato all'elemento del freddo e del ghiaccio, che vive facendo scherzi ma senza che nessun bambino o essere umano in generale per qualche motivo lo possa vedere o sentire. Un giorno Pitch, il malvagio uomo nero, torna dal suo esilio per riportare la paura e il vuoto nei cuori dei bambini. Per scongiurare la minaccia e proteggere i bambini i quattro guardiani storici (Babbo Natale, Sandman, la Fata dei dentini e il Coniglietto pasquale) si alleano con Frost. 

lunedì 7 dicembre 2020

Green Book - Recensione -

Lingua originale: inglese, italiano
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 2018
Durata: 130 min
Genere: biografico, commedia, drammatico, musicale
Regia    Peter Farrelly
Sceneggiatura: Brian Hayes Currie, Peter Farrelly, Nick Vallelonga 

Scovato per caso durante una ricerca su un noto servizio di streaming Green Book si è rivelato una piacevole scoperta. Il film è un viaggio on the road nell'America degli anni sessanta, un paese ancora con profonde lacerazioni politiche e culturali (alcune ancora oggi non risolte), sopratutto per quanto i rapporti con il prossimo. 

Tony Lip, è un disoccupato italo-americano, che a causa di necessità economiche si ritrova ad accettare un posto come autista e tuttofare per Don Shirley, un pianista di colore, durante la sua tournée negli stati del profondo sud americano. 

venerdì 27 novembre 2020

SpongeBob - Amici in fuga - Recensione

Titolo originale: The SpongeBob Movie: Sponge on the Run
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 2020
Durata: 83 min
Genere: animazione, commedia, fantastico, avventura, azione, musicale
Regia: Tim Hill
Sceneggiatura: Tim Hill
Produttore: Paul Tibbitt, Mary Parent


Dai i suoi esordi nei primi anni 2000 SpongeBob è ormai un personaggio affermato e amato dal grande pubblico, quasi al pari di Mickey Mouse o dei Looney Tunes. Non è un caso quindi che Nickelodeon e Viacom (che ha acquisito tempo fa la prima) stiano cercando in tutti modi di espandere ancora di più lo show con film e prodotti accessori (con tanto di una nuova serie dove il protagonista e compari sono in versione giovanile e ambientata in un campo estivo. Ma il trend delle versioni baby non era rimasto agli anni 90?). Ricordo con piacere il primo film ed ero curioso su questo terzo capitolo della saga, visto che era su Netflix a causa della pandemia Covid che ha chiuso i cinema, mi sono detto che poteva essere una buona occasione per dargli una occhiata (il primo completamente in cgi, anche se piacevolmente camuffata per assomigliare allo stile della serie animata). 

Lo stile di animazione è veramente spettacolare
Il film inizia con l'ennesimo tentativo fallito di Plankton di rubare la formula del Krabby Patty. Fallimento che lui attribuisce come sempre a Mr. Krabs, ma l'intervento di Karen, la sua caustica moglie robot, gli fa comprendere finalmente che il suo vero antagonista è sempre stato SpongeBob, in tutta la sua simpatica idiozia. Per sbarazzarsi della spugna Plakton inscena un nuovo piano che coinvolge anche Gary (la lumaca di SpongeBob) e l'odioso Re Poseidone (che però non ha nulla a che fare con quello del primo film e che vuole usare la bava di Gary per i suoi benefici effetti sulla pelle).

lunedì 16 novembre 2020

La storia fantastica - Recensione -

Titolo originale: The Princess Bride
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 1987
Durata: 94 min
Genere: avventura, fantastico, commedia, sentimentale, azione
Regia: Rob Reiner
Soggetto: dal romanzo "La principessa sposa" di William Goldman
Sceneggiatura: William Goldman

Avete presente quelle iniziative che cercano in tutto i modi di farti vedere come è bello e divertente leggere, ma che alla fine falliscono tutte nell'obbiettivo? Ecco secondo me "La Storia Fantastica" riesce benissimo a farti comprendere la bellezza nel trovare un libro così emozionante da lasciarti immergere totalmente nella storia, ma sopratutto ti mostra molto chiaramente che se non sei il primo a dare l'esempio leggendo una storia come fa il nonno del film ai tuoi pargoli/parenti non puoi aspettarti che essi lo facciano da soli per magia. 

In una stanza che trasuda anni 80 il tenente Colombo (Peter Falk) racconta una storia a Brian di Piccoli mostri. Avete la mia attenzione più totale.

Vittima dell'influenza un bambino passa il tempo giocando ai videogiochi, cosa che non fa molto piacere al suo nostalgico nonno, che gli propone invece di leggerli una storia. Nonostante la sua iniziale perplessità, il bambino decide di accettare la proposta, sia per accontentare il suo vecchio sia perché in fondo è sempre più incuriosito dalla storia d'amore tra il garzone Westley e Bottondoro e dei tentativi del viscido principe Humperdink di separarli. 

giovedì 8 ottobre 2020

Lupin III - The First - Recensione -

Titolo originale: ルパン三世 THE FIRST
Paese di produzione: Giappone
Anno: 2019
Durata: 93 min
Genere: animazione, commedia, azione
Regia: Takashi Yamazaki
Soggetto: Monkey Punch
Sceneggiatura: Takashi Yamazaki 

Questo film doveva uscire al cinema il  27 febbraio 2020 ma a causa degli eventi che tutti conosciamo è stato prima rinviato e poi annullato definitivamente. Qualche tempo dopo è stato annunciato che il film sarebbe stato trasmesso direttamente sulla piattaforma streaming Amazon Prime Video a partire dal 15 settembre 2020 (saltando direttamente la distribuzione al cinema, un nuovo trand che avrà sicuramente dei sviluppi nel prossimo futuro, positivi o negativi che siano). Non avendo tale abbonamento ho dovuto coinvolgere qualche disgraz... ehm! Amico che mi permetteste di usufruire del suo account per vedere finalmente film. 

La banda al completo
Il film aveva con se una serie di elementi che elevano la posta a un livello decisamente inusuale e non è un caso che il film prenda come titolo "The first" (primo film in CGI, il primo uscito dopo la morte del suo creatore e il fatto che il ladro gentiluomo dovrà fare i conti con l'eredità di suo nonno, Lupin I). Quindi fin dall'inizio le aspettative su questo film fin dal primo trailer erano alte, sarà riuscito il film a rispettarle?
 
La trama vede Lupin tentare di rubare il diario del professor Bresson, un testo che perfino i nazisti avevano tentato di recuperare dello stesso archeologo durante la seconda guerra mondiale fallendo. Il diario è la chiave per ottenere l'accesso a un grande tesoro di nome "Eclipse", ma per aprirlo è necessario avere una chiave appositamente costruita (Lupin è interessato al colpo anche perché la leggenda vuole che sia stato l'unico colpo che suo nonno non sia riuscito a completare). Per riuscirci il ladro gentiluomo dovrà unire le forze con Laetitia, una giovane aspirante archeologa, ma dal passato un'ombra oscura si fa avanti per intralciare i loro piani e far rivivere il Terzo Reich.

sabato 4 aprile 2020

L'attimo fuggente - recensione -


Titolo originale: Dead Poets Society
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 1989
Durata: 128 min
Genere: commedia, drammatico
Regia: Peter Weir
Soggetto: Tom Schulman

L'attimo fuggente è un di quei film che vanno visto almeno una volta nella vita, una pellicola che ha significato tantissimo per migliaia di persone. L'attimo fuggente è uno di quei pochi film che dopo la visione arricchiscono le spettatore di nuovi elementi, anzi mi spingo a dire che si tratta di un film che andrebbe visto da ogni studente e prof.
i protagonisti del film
La trama si svolge nel 1959 nel rigidissimo e reazionario collegio maschile Welton, dove l'élite del paese viene forgiata. Il professor John Keating, insegnante di letteratura, recentemente trasferito nel collegio ha un approccio originale alla didattica, che vuol portare gli alunni a: Seguire la propria strada, a comprendere la bellezza della poesia e l'essere se stessi e a non omologarsi alla massa.
Lo spirito del film è rappresentato dalla bellissima frase "Carpe diem, cogliete l'attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita" che viene pronunciata dal professore Keating all'inizio del film. Un inno all'aprirsi al mondo, ad apprendere la cultura e sciogliere i vincoli mentali che limitano il nostro pensiero. I protagonisti del film siamo tutti noi: con i nostri dubbi e incertezze, paure e ansie, pressioni esterne e divieti, sogni e desideri (sopratutto nell'età scolastica, dove tale peso è sicuramente più forte visto che si tratta del periodo più delicato e ricco di possibilità in divenire della nostra esistenza).

lunedì 23 marzo 2020

...più forte ragazzi! - recensione -


Durata: 115 min (edizione originale)
90 min (edizione ridotta)
Genere: Commedia, Avventura, Azione
Regia: Giuseppe Colizzi
Soggetto: Giuseppe Colizzi, Amedeo Pagani
Sceneggiatura: Giuseppe Colizzi, Amedeo Pagani, Barbara Alberti

I film di Bud Spencer e Terence Hill non sono probabilmente delle gemme del cinema, di quelle che ogni appassionato "vero e puro" deve vedere almeno una volta nella vita, ne offrono sceneggiature o inquadrature di altissimo livello cinematografico, ma nella loro semplicità e bontà sono dei film sempreverdi. Film che possono essere rivisti 100 volte e avranno sempre la capacità di farvi sorridere ed essere ricordati con profondo affetto. Cosa non da poco a mio giudizio.

La trama del film vede le picaresche avventure di due piloti d'areo, Salud e Plata, amici litigiosi e soci alla "pari". Dopo una serie di avventure, compreso un tentativo di truffa per incidente aereo poi sfortunatamente accaduto per davvero, i due organizzano nella giungla un giro di affari che non fa piacere al boss criminale della zona.

sabato 22 febbraio 2020

Sonic - il film - Recensione -


Titolo originale: Sonic the Hedgehog
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Giappone
Anno: 2020
Durata: 99 min
Genere: Azione, Fantascienza, Commedia, Avventura
Regia: Jeff Fowler
Sceneggiatura: Patrick Casey, Josh Miller

Il porcospino blu è stato uno dei simboli degli anni 90 e uno dei massimi esponenti della console war tra Nintendo e Sega, che proprio grazie a Sonic poteva mostrare uno degli aspetti più forti della propria console (un processore a ben 7 mhz). Nel corso del tempo la società giapponese di Tokyo a causa di scelte sbagliate ha perso costantemente quote di mercato (arrivando nel 2001 a chiudere definitivamente il settore console nonostante un ottimo prodotto come il Dreamcast), ma Sonic è rimasto comunque nel cuore di milioni di fans (tanto che nuovi giochi escono per le console delle terze parti). Era logico quindi aspettarsi prima o poi un film tratto dalle sue avventure.

Sonic prima e dopo il cambio di design
Le prime informazioni sul film sono trapelate nel 2013, ma il film è diventato famoso anni dopo nella rete grazie a un trailer che mostrava un Sonic decisamente troppo umanizzato (aveva perfino dei denti umani), causando l'ira dei fans e le pronte scuse della società, che ha corso subito ai ripari slittando la data di uscita del film per rifare il design del personaggio (con un aggravio di costi di circa 5 milioni di dollari). Un evento che potrebbe diventare un tassello fondamentale per i futuri rapporti tra fan e produttori di film.

La trama vede il riccio antropomorfo Sonic venire costretto ad abbandonare il suo pianeta natale a causa di loschi soggetti che vorrebbero sfruttare i suoi poteri e a rifugiarsi sulla Terra grazie agli anelli magici che gli permettono di viaggiare per i mondi. Passano gli anni e Sonic si è ormai abituato alla vita nella cittadina di Green Hills, nel Montana, anche se a causa del pericolo di essere scoperto vive nascosto da tutti, nonostante la sua voglia di farsi degli amici si faccia sempre più forte. Un giorno a causa della sua frustrazione il porcospino blu rilascia per rabbia i suoi poteri scatenando l'attenzione dei politici sulla piccola città e l'arrivo di una strambo scienziato di nome Robotnik.
Baby Sonic



Passiamo alla domanda che ogni fan del porco spino si sta domandando: "Il film di Sonic è un buon film?" La mia risposta è un sì, ma con molte riserve. Parliamoci subito chiaro questo film non è rivolto al fan cresciuto con il Sega Megadrive (anche se non mancano varie strizzatine al mondo dei videogiochi), ma piuttosto si rivolge alle famiglie generiche e al possibile coinvolgimento di nuove generazioni (in una scena Sonic fa un balletto alla Fortnite). L'idea in se non è male ma non è applicata benissimo, tanto che non mancano salti logici e stiracchiature varie durante la pellicola. Sopratutto manca una cuore pulsante in un progetto che invece sembra un freddo robot del dottor Eggman.

Jim Carrey ci sta alla grande come Robotnik
Si tratta di un buddie movie tra un porcospino e il suo amico umano eseguito bene ma senza guizzi di originalità (il vecchiotto film di Super Mario non era fedelissimo al videogioco ma non mancava di originalità. Questo film invece è decisamente fin troppo generico). Anche i possibili usi dei poteri di Sonic portano a scene riusate più volte (comprese una determinata tipologia da sempre associata alla velocità). Non mancano scene di umorismo di bassa lega con peti e battutine varie.

Sonic e Robotnik sono caratterizzati abbastanza bene e hanno un percorso di crescita semplice ma azzeccato, sopratutto lo scienziato pazzo è divertentissimo da vedere grazie a un Jim Carrey semplicemente perfetto per il ruolo. La cosa che mi ha colpito molto è che entrambi i personaggi in questo film sono ancora lontani dalla piena maturità. Sonic è per esempio molto lontano dalla figura eroica e carismatica che conosciamo, spesso è ancora infantile nelle scelte e dubbioso nelle azioni, solo alla fine entrambe le figure cominceranno a diventare più simili alle loro controparti videoludiche.

Tom Wachowski, il compagno di Sonic durante la pellicola, è un personaggio che fa il suo onesto lavoro da bravo poliziotto

Questa gag era decisamente carina
Mi è piaciuto molto l'idea di usare gli anelli di Sonic come una sorta di strumento magico per attraversare i mondi (un gradito omaggio a uno degli elementi più iconici del personaggio). La scena iniziale con la tartaruga è decisamente molto carina e divertente.

La soundtrack è decisamente orecchiabile, ma risente molto del periodo nostalgico anni 80 che stiamo vivendo ultimamente.

A mio giudizio la scelta di fare un film live action non ripaga tantissimo e sarebbe stato meglio realizzare un film totalmente in animazione. Sopratutto perché la componente "umana" non ha per la gran parte molto da dire e fa quasi solo colore sullo sfondo.

Si vede che l'intenzione è quella di continuare il brand con nuovi film come fanno comprendere alcune scene del film (vi consiglio di rimanere in sala durante i credits in quanto siamo pieno territorio Marvel style).

In definitiva un film discreto, ma senza un forte elemento di fondo, che intrattiene ma che dopo due giorni dalla visione probabilmente non ricorderete nulla.

sabato 15 febbraio 2020

Lego Batman - Il film - Recensione -

 
Titolo originale: The Lego Batman Movie
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 2017
Durata: 104 min
Genere: animazione, azione, commedia
Regia: Chris McKay
Soggetto: basato su Batman, creato da Bob Kane & Bill Finger

I lego sono uno dei brand più popolari di sempre. Tutti almeno una volta nella vita ci abbiamo giocato e fantasticato con essi per realizzare mille avventure. Non solo in forma fisica ma anche attraverso altre forme ludiche, io per esempio ricordo con piacere un gioco per ps1 e i film dei Bionicle (ma poi che fine hanno fatto? Sono ancora in giro o sono morti come brand?). Con un parco titoli semplicemente immenso e un ottimo film di partenza (The Lego Movie) è naturale che prima o poi uscisse un film spin-off.

La trama vede Batman vivere la sua vita di tutti i giorni a base di lotte contro i cattivi, rabbia, solitudine e oscurità. Un personaggio decisamente poco eroico, anzi invero molto egoista e infantile. A costringerlo a rivedere la propria "tranquilla esistenza" ci penserà l'arrivo del nuovo commissario Barbara Gordon e di un bambino in cerca di un padre adottivo.

Lego Batman è a mio giudizio uno dei migliori film tratti dal personaggio di Bob Kane e Bill Finger, uno dei pochi ad averne capito la sua vera essenza per poi periodizzarla.

mercoledì 5 febbraio 2020

JoJo Rabbit - Recensione -


Paese di produzione: Nuova Zelanda, Stati Uniti d'America, Repubblica Ceca
Anno: 2019
Durata: 108 min
Genere: commedia, drammatico, guerra
Regia: Taika Waititi
Soggetto dal romanzo di Christine Leunens

Johannes Batzler (detto JoJo), è un bambino di dieci anni che crede fermamente nei principi della Germania nazista come solo un fanciullo della sua età può fare, tanto da avere come amico immaginario lo stesso Adolf Hitler. I suoi sogni di successo nella Gioventù Hitleriana però si concludono con poca gloria a causa di un incidente sul campo di addestramento. La guerra incombe e a incrinare ulteriormente i suoi dogmi nazifascisti ci penserà l'incontro con una ragazza ebrea.

Il regime nazista è stato un crimine mostruoso, la negazione di ogni principio umano, ma non dobbiamo pensare che le sua influenza sia ormai un elemento da relegare del passato. Il fascismo e il nazismo faranno sempre parte della zona più oscura del nostro io. Sopratutto oggi dove il rapido cambiamento di valori e principi attira molti verso gli ideali di certi regimi (ovviamente non dobbiamo pensare che essi torneranno con gli stessi vecchi simboli e tematiche di una volta). La storia del film è tratta molto liberamente dal libro "Il cielo in gabbia" di Christine Leunens.

lunedì 27 gennaio 2020

La spada nella roccia - recensione -



 Anno: 1963
Durata: 79 min
Genere: animazione, avventura, commedia, fantastico, musicale
Regia: Wolfgang Reitherman
Soggetto: T. H. White (romanzo)
Sceneggiatura: Bill Peet


La spada nella roccia non ha forse il fascino artistico di capolavori come Biancaneve o l'alto livello artistico di opere come La bella addormentata. Fu realizzato con un budget ridotto e con una storia dal taglio decisamente meno epico rispetto ad altri grandi film dello studio, venendo per questo etichettato da molti come un'opera minore. Un vero peccato considerando che al pari di un aspetto grafico meno elaborato, dimostra uno sviluppo narrativo e un intento pedagogico molto riuscito, cosa che si trova raramente in altre opere coetanee.

"Si narra che un dì l'Inghilterra fiorì
di audaci cavalier;
il buon re morì senza eredi e così
agognaron tutti al poter.
Soltanto un prodigio poté salvar
il regno da guerre e distruzion:
fu la spada nella roccia che un bel dì
laggiù comparì."

Questa scena è veramente fantastica.
La trama è ambientata nell'Inghilterra del VI d.C, dopo che la morte di Re Uther e la mancanza di eredi hanno fatto cadere nel caos il paese. A salvare il regno della guerra civile arriva la provvidenziale comparsa di una spada magica. Tale spada magica potrà essere estratta dal solo legittimo re d'Inghilterra. Purtroppo gli anni passano senza che nessuno sia risuscito nell'impresa di estrarre la spada, nel frattempo arriviamo alla conoscenza del nostro protagonista Artù (detto Semola), che sta per incontrare mago Merlino (dalla grande saggezza ma estremamente sbadato), che lo vuole addestrare per il suo grande compito.

I diritti dell'opera di White erano stati presi fin dagli anni quaranta ma varie vicissitudini avevano rinviato la produzione del film (compresa una cosina chiamata seconda guerra mondiale) che poté essere realizzato solo nei primi anni 60, quando ormai il primo periodo d'oro della Disney era finito.

mercoledì 25 dicembre 2019

Festa in casa Muppet - Recensione -



Titolo originale: The Muppet Christmas Carol
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 1992
Durata: 85 min
Genere: commedia, fantastico, avventura, musicale
Regia: Brian Henson
Soggetto: Charles Dickens
Sceneggiatura: Jerry Juhl

Festa in casa Muppet (o The Muppet Christmas Carol in originale, perché qui in Italia siamo bravissimi a cannare titoli) si è rivelato una piacevole sorpresa, un film che riesce nel difficile compito di coniugare le atmosfere prevalentemente cupe del canto di Natale di Dickens con le tematiche più allegre dei Muppet. Rilevandosi un ottimo film natalizio (di quelli che scaldano il cuore) e con Michael Caine praticamente perfetto nel ruolo dell'avaro Scrooge. Questo è il primo prodotto dei Muppet senza l'intervento del loro creatore, Jim Henson, morto qualche mese prima e alla cui memoria il film viene dedicato, che di fatti passa nelle mani del figlio Brian.

lunedì 29 luglio 2019

Scuola di polizia (1984) - Recensione -


Anno: 1984
Durata: 96 min
Genere: commedia, azione, avventura
Regia: Hugh Wilson
Soggetto: Neal Israel, Pat Proft
Sceneggiatura: Neal Israel, Pat Proft, Hugh Wilson

Il cast delle reclute del primo film
Ispirato da un evento realmente accaduto (nel 1984 l'ingente aumento della criminalità costrinse la polizia di Miami ad assumere molti agenti per risolvere il problema) Scuola di Polizia è uno di quei film che Italia 1 replica continuamente e instancabilmente da decenni. Praticamente Mahoney, Hightower, Tackleberry e il resto della banda sono stati i nostri istruttori su come diventare ottimi poliziotti per molti periodi festivi e non.

La trama vede in una città mai specificata l'abbassamento drastico dei requisiti minimi per entrare nelle forze di polizia da parte del sindaco, cosa che spinge ovviamente ogni tipo di personaggio a tentare di entrare nelle forze dell'ordine. Le nuove reclute non sono viste di buon occhio dal tenente Harris e da parte del comando di polizia, cosa che porta la decisione di promuoverne il minor numero possibile tramite un addestramento massacrante.

venerdì 31 maggio 2019

Zenobia - Ollio sposo mattacchione - Recensione -



Chi ha visto il film biografico di Stanlio e Ollio uscito recentemente al cinema si ricorderà che uno dei suoi temi portanti era la partecipazione di Oliver in un film senza il suo compagno di gag, definito "il film dell'elefante", che molto attrito avrebbe portato nella coppia. Quindi grazie a un recente passaggio televisivo mi sono detto che forse era l'occasione giusta per rivederlo e parlarne un po'.

Harry Langdon, Oliver Hardy e l'elefantessa Zenobia.
Nel doppiaggio italiano con il geniale nome di Gelsomina 
Nel film al contrario di quello che si crede (e su cui molti hanno speculato per trovare le prove su un certo astio nella coppia comica. Cosa falsa e ingiusta visto il profondo rapporto di amicizia del del duo) era prevista la presenza anche di Stan Laurel, ma visto che l'attore rescisse il contratto con Hal Roach per una diversa idea su come gestire i film, fu recitato da solo Hardy (e non fu il solo visto che successivamente uscirono: "Dopo Waterloo" nel 1949 assieme a John Wayne e "Le gioie della vita" (1950) di Frank Capra. Alla faccia della presunta influenza nefasta del film "con l'elefante").

Nel film Ollio (in originale Dr. Tibbett) è un medico condotto di un tranquillo paese americano in pieno ottocento, talmente buono da offrire assistenza anche a chi non ha i soldi per pagarlo, cosa che lo porta ad avere grosse difficoltà economiche. La figlia di Ollio, Mary, è innamorata dell'erede di una ricca famiglia del paese ma la sua posizione sociale è ritenuta troppo bassa dalla famiglia di lui per acconsentire al matrimonio. A portare ulteriore confusione ci pensa l'elefantessa Zenobia, che dopo le cure del dottor Ollio lo segue ovunque vada, cosa che verrà sfruttata dalla famiglia dello sposo per tentare di screditare del tutto la posizione del medico. 

martedì 14 maggio 2019

Stanlio & Ollio (2018) - Recensione -


Titolo originale: Stan & Ollie
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Regno Unito, Canada
Anno: 2018
Durata: 98 min
Genere: biografico, commedia, drammatico
Regia: Jon S. Baird
Soggetto dal libro di 'A.J.' Marriot
Sceneggiatura: Jeff Pope

Stanlio e Ollio sono due dei più grandi comici di tutti i tempi, dotati di un umorismo semplice ma non banale, comicità di classe e mai volgare. Erano l'incarnazione della sempre verde coppia composta da: uno stupido irrecuperabile ma in realtà molto più intelligente di quello che si direbbe e del suo compagno, che si crede il più intelligente e furbo della coppia, ma che in realtà è più svampito del suo compagno. Una coppia comica talmente riuscita da essere conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo. 

La vita dei due comici per quanto ricca di successi e soddisfazioni in campo professionale non è mai stata facile. Stan Laurel era la mente creativa del duo e molte scene presenti nei loro film devono molto della loro riuscita al suo costante lavoro dietro alle scene (tanto che negli anni della televisione Stan si dispiacesse del fatto che la pubblicità spezzasse irrimediabilmente il ritmo delle comiche), cosa non molto gradita da Hal Roach che non gradiva intromissioni nei suoi progetti. Oliver Hardy era invece un ottimo attore ma appena finivano le riprese scappava per coltivare le sue passioni (il golf, le scommesse e le donne) che lo lasciavano in breve tempo pieno di debiti e con gli alimenti delle ex mogli da pagare. Quello che però gli faceva più dividere era il loro contratto con il produttore Roach, un vero e proprio contratto capestro, dove la coppia non aveva nessuna partecipazione nei guadagni del film (o dei diritti annessi) ma riceva un semplice compenso da stabilire ad ogni contratto (e Roach poteva licenziare liberamente una delle parti senza particolari ostacoli).