sabato 7 novembre 2020

Conan e il Dio-ragno di di L. Sprague de Camp



I pastiche howardiani sono come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita. A volte sono discretamente divertenti, altre volte sono decisamente scadenti. "Conan e il Dio-ragno" è un testo discreto, a tratti anche divertente e in altri invece un po' stucchevole, ma che offre la piacevole alternativa di un barbaro decisamente più sentimentale e ciarliero di quanto siamo abituati con la penna di Howard.

La trama vede Conan fuggire dal Turan a causa delle sue disavventure sentimentali per conquistarsi la bella di turno. Neanche il tempo di dire cimmero, che il barbaro si ritrova coinvolto suo malgrado nel complotto dei sacerdoti del dio ragno Zath; che sono pronti a per rapire Jamilah, la moglie favorita di re Yildiz, per i loro oscuri scopi. Tra belle ballerine, un dio ragno e sacerdoti dagli oscuri poteri magici Conan avrà una durissima prova da affrontare.

De Camp è sicuramente uno dei migliori scrittori che si sono avvicinati al personaggio di Conan, forse quello che più si è riuscito ad replicare lo spirito del personaggio come inteso da Howard, ma ovviamente ne ha dato una propria rilettura al personaggio. La storia funziona abbastanza bene, anche se pur troppo non mancano dei momenti morti (la sosta presso l'amico mago per esempio) e alcuni personaggi sono decisamente poco sviluppati per risultare interessanti (lo stigiano). Conan è nella sostanza lo stesso di quello di Howard, ma si posso notare delle piccole note aggiuntive dell'autore che rendono il personaggio sicuramente diverso. Come detto prima il protagonista in questo volume è molto più ciarliero e ricco di sfumature sentimentali; in alcuni casi questo si dimostra un interessante sviluppo, in altri il personaggio diventa quasi irriconoscibile: Per esempio è piacevole vedere un Conan per una volta titubante tra l'abbracciare la vita cittadina per sposare la donna amata o partire di nuovo all'avventura (con la damigella che questa volta non si scioglie subito davanti all'abbraccio del barbaro); dall'altra spesso si ha l'impressione che De Camp forzi il personaggio a fare azioni che normalmente non sarebbe portato a fare per renderlo più amichevole e simpatico al pubblico (per esempio l'uso di un inusuale urlo cimmero in alcune situazioni). Forse il difetto principale di questo Conan è quello di essere più spesso vittima degli eventi che un reale artefice delle proprie scelte.

la bruttina copertina italiana

Personalmente non ho gradito molto il rimando ad altri racconti howardiani come "la torre dell'elefante" o al romanzo "L'ora del dragone", che aiutano sì il lettore ad orientarsi temporalmente nelle avventure di Conan, ma allo stesso tempo offrono uno scomodo collegamento ad opere che pur non brillando nel ciclo sono comunque meglio sviluppate di questa. 

Una copertina decisamente più
Arnold Schwarzenegge
Il nemico è ideato bene, anche se alla fine non brilla nel panorama degli antagonisti affrontati da Conan, venendo sconfitto abbastanza facilmente.

In definitiva un romanzo che diverte, con un Conan con delle sfumature interessanti, ma a tratti un po' troppo zoppicante. Si sente che per quanto De Camp sia avvezzo a scrivere avventure su Conan esso sia lontano da quanto da lui tipicamente scritto. Un testo che sente il peso degli anni ma ancora godibile per chi sa venirne a patti con i vari difetti e ha una inestinguibile voglia di avventure barbariche come il sottoscritto. 

14 commenti:

  1. Mi sto rendendo conto che per quanto mi piaccia il personaggio di Conan, a parte libri e versioni a fumetti (che in genere quando basati sui racconti sono molto ben fatti), non mi è mai capitata l'occasione di leggerne un libro: che stranezza XD

    Comunque si, concordo che fare riferimento a opere migliori della propria (e che probabilmente il pubblico conosce) non è mai una buona idea perchè porta un inevitabile confronto; tuttavia un autore per arrive a capirlo dovrebbe prima ammettere l'inferiorità della propria opera e questo non so quanto spesso accada XD

    La copertina italiana è effettivamente brutta e piena di errori basilari nella costruzione della scena.

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    1. Conan è uno dei personaggi più divertenti e carismatici della prosa Howardiana, anche se a mio giudizio ci sono personaggi dello autore più interessanti. Se hai letto qualche volume con le storie dello scrittore texano probabilmente ti sarà capitato di leggere "L'ora del dragone" o "Conan il conquistatore", l'unico romanzo scritto dal suo creatore nel tentativo di conquistare il mercato anglosassone (poi mai avvenuto perché la casa editrice britannica fallì prima di pubblicarlo).

      Sì, diciamo che una citazione ci può stare ma deve essere ben introdotta, altrimenti porta solo a scomodi paragoni.

      Se non fosse per le zampe del ragno sembrerebbe che Conan stia affrontando un camion.

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    2. Oddio, ma che ho scritto stamattina? Dovevo essere ancora mezzo rimbambito XD La frase corretta che volevo scrivere era "a parte i due film e le versioni a fumetti". Scusa.

      Recupererò qualcosa a livello letterario allora.

      Si esatto, perchè altrimenti tu, autore, stai praticamente ricordando al lettore di racconti migliori che potrebbe leggere al posto del tuo XD

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  2. Beh, la terza copertina spacca!
    Per me comunque oltre Howard se la cavano bene nei fumetti.
    Questo racconto non so se l'ho letto, penso di no... Bene che diano delle collocazioni temporali, è rispettoso per i fan e per il lettore, meno bello è dare un'interpretazione di Conan troppo diversa e ammiccante.

    Moz-

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    1. Ovvio c'è un simil Arnold Schwarzenegger! Tutto guadagna di mascolinità quando c'è lui in copertina.

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  3. Un ragno gigante è un classico, quasi tutto diventa più spaventoso con un ragno gigante, non poteva mancare come avversario per il Cimmero ;-) Cheers

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    1. Dategli un mostro, il peggiore
      E state a vedere quanto dura
      E non c'è ragno che pegno dia

      Perché Conan è il più forte che ci sia!

      Famosa ballata di Aquilonia

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  4. De Camp aveva avuto la fortuna di poter avere a sua disposizione gli archivi howardiani compresi molti frammenti mai conclusi e diversi soggetti, purtroppo a differenza dei suoi maestri (Lovecraft di cui fu biografo e lo stesso Howard) era dotato di scarsa immaginazione, prefendo spesso limitarsi a svolgere dei buoni ma freddi compitini e la cosa si nota. A proposito dei pastiche howardiani, qualche anno fa, uno degli ultimi scrittori coinvolti, il bravino Robert Jordan ha dichiarato che per evitare gli stessi errori compiuti da De Camp ed altri autori del passato (vedi Lin Carter) ogni volta che si occupa di scrivere una avventura del Cimmero la fa durare temporalmente al massimo due o tre giorni, in modo da non doversi confrontare troppo con le avventure più conosciute e con la cronologia conaniana. Non so se questo basti però perlomeno le storie di Conan scritte da Jordan sono divertenti ma anche non troppo ambiziose.

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    1. De Camp e Lin Carter ebbero il pregio di mantenere vive le opere di Howard nei decenni (senza il loro intervento oggi pochissimi conosceremmo questo grande autore), ma come dici anche tu erano più abili come curatori editoriali che nelle collaborazioni postume (ma che io non butterei totalmente).

      I fumetti hanno dimostrato che si possono scrivere altre storie di Conan, essendo il personaggio decisamente versatile ("Gli accoliti del cerchio nero" è quasi un dramma shakespeariano, "Il Dio nell'urna" ha molti elementi del giallo classico per dire), bisogna solo comprendere bene le sfumature del personaggio. Poi ovviamente non potrà mai essere degno al 100% un racconto degno di Howard, visto che lui ci metteva un po' di se in ogni storia, ma sicuramente si può fare un lavoro rispettoso (neanche Howard stesso ha scritto solo storie belle, in alcune si nota che anche lui doveva scrivere per pagare le bollette, con storie dove il suo personaggio scade nel supereroistico brutto).

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  5. Il racconto di Conan che ha ispirato D'Amato durante la lavorazione del suo "mitico" Ator l'invincibile!

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    1. Non sapevo di questa cosa, su wikipedia si afferma una generica ispirazione al Conan filmico ma nulla su questo fatto. Sicuramente Ator l'invincibile si presterebbe benissimo a una recensione.

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    2. TUTTI gli Ator sono l'ideale per delle recensioni, anche perchè rappresentano un certo modo che avevamo noi di fare Cinema: povero, anche grossolano e pure dozzinale ma certamente genuino.
      Comunque l'ho citato in questa tua recensione per il motivo che nel primo film di Ator è presente proprio un culto del ragno con tanto di gran sacerdote e annesso Dio Ragno nel finale... pezzente (nel senso che è fatto di pezza XD).

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    3. Sono d'accordo, era un modo di fare cinema che pur cercando di emulare quello americano aveva un suo stile. Se lo ritrovo si potrebbe organizzare qualcosa, magari non la solita stroncatura...

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  6. Veramente un ottima recensione signore!
    Dovrebbe farne una anche con quel piccolo capolavoro breve che è "La cosa nella Cripta", francamente un pò troppo dimenticato ultimamente.

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