mercoledì 5 febbraio 2020

JoJo Rabbit - Recensione -


Paese di produzione: Nuova Zelanda, Stati Uniti d'America, Repubblica Ceca
Anno: 2019
Durata: 108 min
Genere: commedia, drammatico, guerra
Regia: Taika Waititi
Soggetto dal romanzo di Christine Leunens

Johannes Batzler (detto JoJo), è un bambino di dieci anni che crede fermamente nei principi della Germania nazista come solo un fanciullo della sua età può fare, tanto da avere come amico immaginario lo stesso Adolf Hitler. I suoi sogni di successo nella Gioventù Hitleriana però si concludono con poca gloria a causa di un incidente sul campo di addestramento. La guerra incombe e a incrinare ulteriormente i suoi dogmi nazifascisti ci penserà l'incontro con una ragazza ebrea.

Il regime nazista è stato un crimine mostruoso, la negazione di ogni principio umano, ma non dobbiamo pensare che le sua influenza sia ormai un elemento da relegare del passato. Il fascismo e il nazismo faranno sempre parte della zona più oscura del nostro io. Sopratutto oggi dove il rapido cambiamento di valori e principi attira molti verso gli ideali di certi regimi (ovviamente non dobbiamo pensare che essi torneranno con gli stessi vecchi simboli e tematiche di una volta). La storia del film è tratta molto liberamente dal libro "Il cielo in gabbia" di Christine Leunens.


Se proprio dovessi finire per combattere in qualche guerra assurda voglio emulare la sobria eleganza del Capitano Klenzendorf
Il film del regista Taika Waititi si dimostra abilissimo nel trattare un tema esplosivo. Sopratutto in questi tempi dove si cerca di accontentare tutti e di non scontentare nessuno. Un film di formazione di un ragazzo, che tra una risata e l'altra ci fa comprendere l'assurdità del nazismo e della guerra, di un fanatismo che schiaccia ogni ragione e fa tacere la coscienza grazie a un miscuglio perfetto di paura, false verità e propaganda. Sopratutto il combattimento finale è emblematico in tal senso. Con vecchi e bambini che vengono tirati in ballo in una guerra ormai persa, con il semplice obbiettivo di ottenere un altro po' di tempo prima del crollo definitivo. Altrettanto stranianti nella loro comica fedeltà ai dettami del regime sono gli uomini della Gestapo (la scena dove si continuano a salutare con "Heil Hitler" ogni volta che qualcuno entra in sala è decisamente spassoso) e la donna della gioventù hitleriana.

Questo film è ricco di bellissime metafore
JoJo è un ragazzo lontanissimo dall'essere il perfetto campione ariano. È semplicemente un ragazzino un po' pauroso e con un unico amico che cerca disperatamente di far parte di un gruppo (anche se il suo amico è il mitico e adorabile Yorki). Man mano che gli eventi della guerra procedono la sua fiducia nei principi nazisti crolla sempre di più. Anche grazie la giovane ebrea che si nasconde in casa sua e che piano piano, tra un dialogo stralunato e l'altro, fa breccia nel suo cuore e gli mostra che gli ebrei sono solo altro che normali persone come lui (solo che hanno avuto la sfortuna di essere il bersaglio della ignoranza e frustrazione della gente comune. Che da sempre preferisce comode soluzioni come un capro espiatorio che affrontare la complessa realtà delle cose). Il loro rapporto, inizialmente di sfiducia e pregiudizi, si trasforma nel corso del film un rapporto affettivo quasi da fratello e sorella, molto dolce e poetico, rappresentando anche uno degli elementi di arricchimento del protagonista (che comincia a comprendere che le sue azioni possono causare dolore al prossimo e lo portano a riflettere sui propri atti e idee).

Altro piacevole dettaglio è il concetto di allacciarsi le scarpe. Metafora semplice ma di grande effetto sulla crescita interiore, che solo nella scena finale avrà la sua piena conclusione con JoJo che allaccia le scarpe alla ragazza ebrea. Degna conclusione del suo interiore percorso di crescita ma anche legato a uno dei momenti più tristi del film.

Un elemento che mi è piaciuto molto è il fatto che il film fa vedere che nonostante alcuni personaggi siano dalla parte dei cattivi e si dimostrino apparentemente duri con il protagonista, in realtà essi non sono totalmente assorbiti dalla follia nazista e nel momento del bisogno sono disposti a tutto pur di aiutare il protagonista. Tutti i personaggi sono scritti bene, le loro personalità vengo suggerite e mai esposte con spiegoni per far capire l'ovvio al pubblico, emblematico in tal senso l'omosessualità di un determinato soggetto del film. 

Ottime le musiche, mi è piaciuta sopratutto la canzone finale.

Scarlett Johansson è semplicemente fantastica per il suo ruolo. Una madre che vede il suo figlio traviato dal fascino oscuro della Germania nazista ma non perde la speranza di vederlo prima o poi tornare da se. Sicura che come il nazismo anche la nefasta influenza finirà prima o poi.

Il re di questa pellicola
Il regista Taika Waititi interpreta ottimamente un Hitler come potrebbe immaginarlo un bambino di dieci anni, idealizzato e allo stesso tempo buffo. Rappresentando allo stesso tempo l'io nazista di JoJo, che di fatti tenderà ad avere sempre minor presenza durante lo svolgimento della storia.  

L'elemento comico è decisamente riuscito, perché tra una risata e un sorriso, ti fa capire benissimo la follia della guerra e delle teorie deliranti di Hitler.

Bellissima la poesia che conclude il film:

"Lascia che tutto ti accada: bellezza e terrore. Si deve sempre andare: nessun sentire è mai troppo lontano…” Rainer Maria Rilke

In definitiva un film poetico e toccante. Un percorso di formazione di un ragazzo, che ci permette di vedere sotto una lente ironica le idee velenose e sopite che anche oggi si diffondo per l'Europa. Sopratutto una pellicola che combatte l'idea radicata in molti che in fondo Hitler e compagnia non fossero totalmente in torto. Il film di Waititi è un piccolo gioiello che tutti dovrebbero andare a vedere.

8 commenti:

  1. Ottima recensione Silver ������

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille. È un bellissimo film e mi andava di parlarne.

      Elimina
  2. Adorabile, uno dei film che ho preferito in questa forsennata rincorsa all'Oscar. Ma da Waititi non mi aspettavo di meno!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono d'accordo è un bellissimo film, con un ottimo messaggio per il pubblico. Speriamo che Waititi riesca a portare a casa almeno una statuetta.

      Elimina
  3. Inizia come un pezzo punk (e Tom Waits in sottofondo) e termina con una delicatezza incredibile (e David Bowie). Ogni tanto capita di vedere un film che hai voglia di consigliare a tutti. Ecco, questo ;-) Cheers

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È un bellissimo film su un tema molto attuale. Una buona soundtrack è fondamentale per creare le giuste atmosfere e sviluppare i temi portati.

      Elimina
  4. Ottima recensione, che mi serve per inquadrare meglio questo film, non ancora visto.
    Stavamo pensando, noi del dipartimento di Lettere, di proporlo a scuola, credo che sarebbe ottimo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sicuramente sarebbe un ottimo film da far vedere nelle scuole, fa ridere ma allo stesso tempo fa comprendere benissimo la follia della ideologia nazista.

      Elimina