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lunedì 31 ottobre 2022

Scooby! - (Where are you? We got some product to squeeze) - Recensione -

 
Anno.2020
Durata: 85 min
Genere: animazione, poliziesco, commedia, avventura
Regia: Tony Cervone
Soggetto: Matt Lieberman, Eyal Podell, Jonathon E. Stewart

I cartoni di Hanna-Barbera sono stati un tassello fondamentale nell'infanzia di milioni di bambini sparsi nel mondo, grazie anche a serie ricche di avventure e comicità, che sopperivano a una animazione altrimenti molto povera (con tecniche estremamente efficaci che puntavano ad abbattere il più possibile i costi legati alle intercalazioni tra due disegni chiave, il riciclo degli sfondi e animazioni varie) riscosse un successo enorme nel mondo. In fondo chi non si è mai emozionato guardando le Wacky Races, incuriosito per un mistero di Scooby Doo, divertito dalla roccheggiante quotidianità dei Flintstones o di altri eroi dello studios? Per non parlare poi delle copie dei loro stessi cavalli di battaglia (basti pensare ai cloni del formato Scooby Doo).

E sicuramente più riuscito del primo Suicide Squad

In un mondo cinematografico come quello attuale dove se non hai almeno un universo narrativo tutto tuo sei lo sfigato di Hollywood, era solo questione di tempo prima che la Warner (detentrice dei diritti delle serie H&B) decidesse di mettere in cantiere il suo "Hanna-Barbera Cinematic Universe" (che io ho ribattezzato Scoobyverso) e buttasse in cantiere una serie di film sui campioni dello studios.

lunedì 17 ottobre 2022

Viaggio ad Altrove: Scooby-Doo! incontra Leone il cane fifone - Recensione -

Certo che non si sono sforzati molto con la copertina

La Mystery Inc sta risolvendo l'ennesimo caso, quando all'improvviso e senza nessun motivo apparente Scooby scappa, costringendo i suoi amici ad abbandonare il caso (con il criminale appena catturato) e partire al suo inseguimento. In realtà Scoobert (non ho sbagliato a scrivere, è il nome completo del personaggio) è stato attratto da un suono misterioso, che gli ha onnubilato la mente e spinto a raggiungere la città di Altrove. Al sopraggiungere di una fattoria nel mezzo del nulla i rumori cessano. Nel frattempo dall'edificio viene cacciato Leone, cane "pavido" e di colore rosa, che aveva disturbato il suo padrone Giustino a causa degli stessi rumori percepiti dal nostro Alano. I due cani non fanno in tempo a presentarsi che vengono immediatamente attaccati da un nugolo di insetti giganti. Quando la situazione sta per volgere al peggio l'arrivo del resto della banda dei giovani detective risolve la situazione. Ora Scooby e la sua banda uniscono le forze con Leone e i suoi padroni per risolvere il mistero e salvare Altrove da una nuova minaccia.


"Viaggio ad Altrove: Scooby-Doo! Incontra Leone il cane fifone" è il trentatreesimo lungometraggio capitolo tratto dalla serie "Scooby-Doo!" e il ritorno inaspettato di "Leone il cane fifone" in un progetto animato dopo quasi vent'anni dall'uscita dell'ultimo episodio della serie originale.

lunedì 12 settembre 2022

Batman vs Teenage Mutant Ninja Turtles - Recensione - Il nuovo Ninja Rap Batusi è in città

 

Trovare la formula giusta in un film cross-over è difficilissimo, visto che bisogna far coesistere due universi diversi senza che una delle parti prevalga sull'altra, nei fatti anche un singolo elemento fuori posto può rovinare l'intera esperienza. Per fortuna "Batman vs Teenage Mutant Ninja Turtles" riesce a giocarsi benissimo le sue carte e a portare a casa un buon risultato.

Gotham City è vittima di nuova ondata criminale che punta a rubare tecnologia di alto livello. Le abilità di questi criminali però sono diverse da quelle affrontate di solito dalla famiglia Batman, e alcuni oggetti ritrovati nei luoghi dei furti fanno pensare che tra di loro ci siano alcuni metaumani. 

Dopo avergli scambiati per dei criminali, e affrontati brevemente in uno scontro, Batman e soci riconoscono nelle tartarughe ninja degli alleati. Infatti si scopre che Shredder (e il suo clan del piede) e Ra’s Al Ghul si sono uniti per un inquietante obbiettivo. Come se non bastasse anche dall'Arkham Asylum si prospettano nuovi guai. Riusciranno i nostri eroi a mettere da parte le loro divergenze di approccio e scongiurare la minaccia?

lunedì 22 agosto 2022

Maya e i tre guerrieri - recensione -

 

Jorge R. Gutierrez aveva già dimostrato di saper sfruttare al meglio le mitologie precolombiane (e loro tracce rimaste in Messico e in altri paesi del continente americano) nel bellissimo "Il libro della vita" (coprodotto da Guillermo del Toro). Il regista messicano non ha deluso le mie aspettative con questa storia targata Netflix, dal timbro caliente e vivacemente colorata, ma che nonostante sia rivolta a un pubblico molto giovane non si tira indietro quando c'è bisogno di affrontare argomenti molto delicati come la morte.

Nel regno simil azteco di Tecla vive la principessa Maya, ragazza intraprendente ed esuberante, che piuttosto che intraprendere la carriera diplomatica come stabilito dai genitori vorrebbe seguire le orme guerresche dei suoi fratelli maggiori. Un giorno alle porte della città si presenta un emissario del dio della guerra, con il compito di portare con se la ragazza nella sede degli dei per essere sacrificata. 

Il rifiuto dei suoi genitori scatena la guerra tra la città e gli dei. Purtroppo le divinità si rivelano troppo forti per il loro esercito e a Maya non rimane altro da fare che affidarsi a una antica profezia per tentare sconfiggerli e allo stesso tempo scoprire le sue vere origini. 

venerdì 17 giugno 2022

In viaggio con Pippo - Recensione -

 
Titolo originale: A Goofy Movie
Anno: 1995
Durata: 78 min
Genere: Animazione, Commedia, Avventura, Musicale
Regia Kevin Lima
Soggetto Jymn Magon

Pippo è da sempre associato a un personaggio sempliciotto, con la testa fra le nuvole e adorabilmente goffo. Una vera e propria fabbrica ambulante di gag, perfetta spalla di Topolino o Paperino. Eppure nel corso del tempo il pippide ha saputo modificare e arricchire di nuovi elementi la sua figura a seconda della storia da raccontare (Primeggiando in quella arte di adattabilità, partendo da un canovaccio di caratteristiche base, in cui tutti i personaggi Walt Disney sono maestri). 

Pippo nella sua prima comparsata
Il nostro eroe esordisce nel cortometraggio "La rivista di Topolino" (Mickey's Revue) del 1932, in cui era caratterizzato da un character design che lo dipingeva molto più vecchio di quello attuale ma che già denotava alcune delle caratteristiche lo avrebbero reso uno dei tre moschettieri dello studios. Sarà però con il cortometraggio del 1940 "Pippo e l'aliante" che il personaggio comincerà veramente a... decollare, inaugurando quella collana di brevi episodi intitolata "How to..." (in cui un narratore posato e impostato spiega il tema della puntata mentre Pippo cerca di metterlo in pratica con risultati gustosamente disastrosi) che lo consacrerà definitivamente. 

Nel 1950 lo stile dei corti cambia ancora, viene inserita una comicità più graffiante ma allo stesso tempo più moralizzante, dove Pippo è costretto ad affrontare i dilemmi della società americana del periodo. Sarà proprio da questa serie che nascerà uno dei tanti alter ego di Pippo, forse quello più famoso, George Geef. Una delle caratteristiche più salienti del personaggio è quello di avere una moglie (che credo non venga mai mostrata in volto) e un figlio, Junior. Sarà proprio da questa collana che la Disney prenderà ispirazione per realizzare negli anni 90 la serie "Ecco Pippo!".

venerdì 10 giugno 2022

Playmobil: The Movie - Recensione -

 
Lingua originale: Inglese
Paese di produzione: Francia
Anno: 2019
Durata: 110 min
Genere: commedia, animazione, avventura, fantastico, musicale
Regia: Lino DiSalvo
Soggetto: Lino DiSalvo

Hans Beck e la sua creatura
Nel 1973 la crisi petrolifera costringe moltissime società a ripensare in modo radicale alla loro produzione, tra di esse c'è la Geobra Brandstätter, società tedesca che produceva giocatoli in plastica di generose proporzioni. L'aumento del costo delle materie prime infatti costringe la società a pensare a una nuova linea di giocatoli di dimensioni ridotte. A capo del progetto viene messo Hans Beck (considerato il padre del brand), che ispirandosi ai disegni dei bambini mette in campo una serie di pupazzi alti 7,5 cm e con una dotazione di pezzi molto dettagliata che saranno poi conosciuti come "Playmobil", diventando in breve tempo un successo commerciale (e una sorta di rivale per i Lego). 

Una rivalità giocattolosa che si è trascinata nel corso di decenni, set dopo set, licenza dopo licenza. Era ovviamente solo questione di tempo prima che la controparte tedesca tentasse una qualche risposta allo strabordante successo di The Lego Movie. Infatti nel dicembre 2019 viene portato nelle sale il film "Playmobil: The Movie", che nonostante le poche velleità artistiche, è risultato alla fine uno dei peggiori flop della stagione (prima che i cinema chiudessero per il covid-19). 

domenica 28 marzo 2021

Kick-Heart - Recensione - Non lo ricordavo così Naoto Date



Ho molti piacevoli ricordi legati all'uomo tigre e alla sua bellissima sigla, cantata dai grandi Cavalieri del Re* (Sfido chiunque nato tra gli anni 80 e 90 nel sentire la strofa "Solitario nella notte va, Se lo incontri gran paura fa, il suo volto ha la maschera" a non rispondere ingrossando il petto con "Tigre, Tiger Man!!!"). Una serie che aveva nel suo cast anche sportivi realmente esistenti nel mondo della lotta libera giapponese come Antonio Inoki e Giant Baba, oltre che una serie sterminata di personaggi di fantasia uno più affascinante dell'altro (Come dimenticare per esempio il cinico emissario di tana delle tigri Mr X o inquietante quanto assurdo Mr No?). Per non parlare poi degli innumerevoli combattimenti inscenati con i cugini per emulare lo show e dove ognuno era tigre nera/rossa/verde a seconda del proprio gusto personale. Certo rivisto oggi è un cartone veramente violento e poco adatto al giovane pubblico che lo guardava su Italia 7 o canali regionali simili, ma i temi di quel cartone e di molti altri di quello stampo come Ken il guerriero o I cavalieri dello zodiaco sono ancora vivi in tutti quei bambini oggi adulti che li videro al tempo (ditemi oggi qualche cartone tramesso in tv che dia gli stessi insegnamenti).

Il nostro eroe mascherato
Kick-Heart è un corto animato realizzato nel 2013 da Masaki Tuasa con la collaborazione dello studio Production IG. Secondo Wikipedia si tratterebbe del primo anime realizzato completamente tramite finanziamento dei fan (usando la piattaforma Kickstarted).

domenica 14 marzo 2021

Kid Cosmic (serie 1) - Recensione -

 

Per quanto l'animazione sia da sempre un settore dell'intrattenimento che mi piace esplorare, quando si parla di animazione americana moderna sono sempre in difficoltà. Conosco all'incirca cosa va per la maggiore in questo periodo ma è difficile che gli dia una visione approfondita, anche perché di solito non trattano argomenti che mi possano piacere. Di fatto i cartoni americani si potrebbero dividere generalmente in due grosse aree: I cartoon appositamente pensati per gli adulti, di solito con tematiche comiche (che puntano spesso molto sulla volgarità e black humor), e quel gigantesco calderone di produzioni per bambini/preadolescenti in cui si può trovare di tutto: Dai prodotti ben scritti e piacevolmente complessi come "Adventure Time" o "Lo straordinario mondo di Gumball" ai prodotti infantili tipo Paw Patrol. 

Queste citazioni ai fumetti di fantascienza anni 30- 50 mi sono piaciute molto.
Kid Cosmic fin da quando Netflix me l'ha inserito tra i suggeriti mi ha dato sensazioni contrastanti. Da una parte lo stile volutamente retrò del cartone mi attirava (ho un debole per le storie di fantascienza anni 50), dall'altra il protagonista non mi convinceva, quindi per diverso tempo l'ho tenuto in forse. Visto però l'enorme successo su Twitter mi sono detto che magari una possibilità la meritava. Dopo aver finito di vedere i dieci episodi della prima stagione devo dire che rispetto a "Gli Acchiappaglitch" la serie non mi ha deluso, non si tratta di un capolavoro ma ha uno stile piacevole, divertente e molto colorato.

Kid Cosmic è l'ultima serie creata da Craig McCraken, che molti di noi si ricorderanno per essere il papà delle Superchicche (questa serie deve qualche spunto narrativo dalle eroine fatte con "zucchero, cannella e ogni cosa bella"), prodotta da Netflix e distribuita sul suo servizio di streaming a partire dal 2 febbraio 2021. La serie è stata realizzata in CGI ma con le animazioni che ricalcano volutamente lo stile di fumetti vecchia scuola come "Tintin".

La trama è incentrato su Kid, un strambo ragazzino che sogna di diventare un eroe simile quelli che trova nei vecchi fumetti di fantascienza. Tutto procede come sempre nella sua pacifica cittadina nel New Mexico, fino a quando la caduta di una navicella spaziale permette al protagonista di trovare cinque strane gemme, ognuna di esse da al portatore incredibili poteri, e che lui ribattezza per questo le Gemme del potere. Ovviamente Kid non è il solo ad ambire alla potenza delle pietre e da tutto lo spazio arrivano diverse razze aliene interessate ai loro effetti. Sta a Kid Cosmic, il nome da battaglia del protagonista, e la sua scapestrata banda di compari affrontare la minaccia aliena.

lunedì 21 dicembre 2020

Zanna Bianca (2018) - Recensione -

Titolo originale: Croc-Blanc
Paese di produzione: Francia, Lussemburgo
Anno: 2018
Durata: 85 min
Regia: Alexandre Espigares
Soggetto: Jack London
Sceneggiatura: Philippe Lioret, Serge Frydman 

Coccoloso fuori, totalmente selvaggio dentro
Zanna Bianca è uno dei classici della letteratura, un romanzo che esplora attraverso un cucciolo di cane lupo temi come la moralità e la redenzione, ma che riflette anche sul difficile rapporto tra uomo e natura. Soprattutto il romanzo di Jack London fu uno dei primi a mettere il punto di vista dell'animale al centro della storia (seppur filtrato dall'idea di darwinismo sociale e della difficile esperienza dell'autore nel Klondike). Una storia che ha conquistato milioni di lettori, riproposta in vari film, anche se stranamente nessuno in versione animata (anche bisogna dire che il film Balto in diversi elementi riprende la storia di London). A sopperire a questa mancanza arriva nel 2018 Espigares, che realizza una storia decisamente ben realizzata anche se non scevra di difetti. 

Zanna Bianca è un cucciolo di cane-lupo (in realtà è per tre quarti un lupo) che vive nello Yukon di fine ottocento. Il capo di una tribù indiana accoglie il cucciolo per le sue qualità fisiche, l'animale cresce e dimostra una forza fisica eccezionale. Le sue caratteristiche fisiche attirano però le attenzioni di fuorilegge che scommettono sui combattimenti tra animali.

Il primo incontro con l'essere umano (da notare il particolare stile spigoloso per le fattezze umane)
Per essere un film di produzione europea (quindi con budget e maestranze inferiori rispetto alle controparti americane e giapponesi) il film visivamente è un piccolo gioiello. Grazie anche all'uso di una animazione mista, realizzata in parte con il Motion Capture per l'animazione degli esseri umani, computer grafica per gli animali e l'utilizzo della pittura per la colorazione. Un mix che funziona decisamente bene, soprattutto per i paesaggi che sono veramente spettacolari ( gli effetti di illuminazione, in special modo quelli riguardanti il tramonto sono fatti benissimo. Danno una sensazione di realismo che difficilmente ho riscontrato in altri film), gli umani sono realizzati in modo spigoloso ma considerato l'ambiente è un tocco adeguato per esprimere la durezza della vita in quei luoghi. Il character design degli animali, in special modo Zanna Bianca è fatto con cura (da cucciolo è troppo dolce). Le animazioni sono ben curate, in special modo quelle degli animali (anche se bisogna dire che gli esseri umani non godono di altrettanta cura e risultano leggermente scattosi nelle movenze).

Il difetto principale del film è che non si capisce bene a quale pubblico si rivolge: da una parte è troppo serioso e scevro di elementi comici che possono attirare il pubblico più piccolo, dall'altra film ci va con il freno a mano tirato per le scene violente o dal forte impatto emotivo (rendendo molto più difficile per lo spettatore immedesimarsi nelle sofferenze di Zanna Bianca e nel suo difficile percorso di crescita tra civiltà umana e natura selvaggia). Il film poi non è neanche totalmente fedele allo storia del romanzo, saltando una buona parte introduttiva del romanzo e modificando molti sviluppi narrativi della storia, il che ci può stare se le scelte portano a uno sviluppo interessante, peccato che le scelte in questo caso non portano a sviluppi particolarmente interessanti e anzi spesso finisco per svilire il messaggio del romanzo. 

In definitiva Zanna Bianca è un buon film, in special modo nella prima parte, quella ambientata nella foresta e prima del contatto con gli umani. Il resto del film non si dimostra altrettanto buono, ma si rimane sulla sufficienza, grazie all'ottimo comparto grafico che sopperisce alle vistose lacune narrative.

venerdì 27 novembre 2020

SpongeBob - Amici in fuga - Recensione

Titolo originale: The SpongeBob Movie: Sponge on the Run
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 2020
Durata: 83 min
Genere: animazione, commedia, fantastico, avventura, azione, musicale
Regia: Tim Hill
Sceneggiatura: Tim Hill
Produttore: Paul Tibbitt, Mary Parent


Dai i suoi esordi nei primi anni 2000 SpongeBob è ormai un personaggio affermato e amato dal grande pubblico, quasi al pari di Mickey Mouse o dei Looney Tunes. Non è un caso quindi che Nickelodeon e Viacom (che ha acquisito tempo fa la prima) stiano cercando in tutti modi di espandere ancora di più lo show con film e prodotti accessori (con tanto di una nuova serie dove il protagonista e compari sono in versione giovanile e ambientata in un campo estivo. Ma il trend delle versioni baby non era rimasto agli anni 90?). Ricordo con piacere il primo film ed ero curioso su questo terzo capitolo della saga, visto che era su Netflix a causa della pandemia Covid che ha chiuso i cinema, mi sono detto che poteva essere una buona occasione per dargli una occhiata (il primo completamente in cgi, anche se piacevolmente camuffata per assomigliare allo stile della serie animata). 

Lo stile di animazione è veramente spettacolare
Il film inizia con l'ennesimo tentativo fallito di Plankton di rubare la formula del Krabby Patty. Fallimento che lui attribuisce come sempre a Mr. Krabs, ma l'intervento di Karen, la sua caustica moglie robot, gli fa comprendere finalmente che il suo vero antagonista è sempre stato SpongeBob, in tutta la sua simpatica idiozia. Per sbarazzarsi della spugna Plakton inscena un nuovo piano che coinvolge anche Gary (la lumaca di SpongeBob) e l'odioso Re Poseidone (che però non ha nulla a che fare con quello del primo film e che vuole usare la bava di Gary per i suoi benefici effetti sulla pelle).

giovedì 12 novembre 2020

City Hunter Special 6 - Arrestate Ryo Saeba! - Recensione -

 

Purtroppo con oggi si conclude a malincuore (per il sottoscritto, ma spero anche per voi lettori) il nostro appuntamento con gli special di City Hunter. "Arrestate Ryo Saeba!" esce in Giappone nel 1999 ed è arrivato da noi nel 2004. Questo special rappresenta al meglio i pregi e i difetti delle produzioni del nostro pistolero. 

Kaori e Ryo hanno stabilito un nuovo record di disoccupazione (sarebbe interessante sapere se Hunter in qualche modo paga le tasse e può usufruire di forme di aiuto economico), ma per fortuna nonostante il suo essere un farfallone il nostro sniper trova una cliente nella bellissima presentatrice Sayaka Asagini della potente emittente tv "Mega City tv". La ragazza ha assistito all'omicidio di un suo superiore e adesso teme che qualcuno possa ucciderla. A complicare la situazione c'è il fatto che ogni membro della tv ha ricevuto un  anello che registra la loro posizione e che se si tenta di toglierlo farà scattare un ago imbevuto di veleno nel possessore.

domenica 25 ottobre 2020

City Hunter Special 5 - La Rosa Nera - recensione -

 

City Hunter: La rosa nera (titolo decisamente più brutto rispetto all'originale "Goodbye My Sweetheart") è il primo special uscito dopo la conclusione della serie tv nel 1991. Questo special è uscito in Giappone nel 1997, mentre in Italia è arrivato in tv solo nel 2004. 

Questa volta Hunter dovrà vedersela con Professor, un criminale di fama internazionale, caratterizzato dal fatto che sceglie solo i colpi che possano mettere alla prova le sue abilità e non per il semplice compenso. Il criminale si trova attualmente a Tokyo dopo essere sfuggito da una retata della polizia. Allo stesso tempo Emi, una famosa ballerina, chiede ai nostri eroi di ritrovare suo fratello, scomparso durante il suo diciottesimo compleanno. Le due storie finiranno per scontrarsi, con tutte le spiacevoli conseguenze del caso. 

Questo character design più maturo e realistico non mi dispiace. Peccato che cozzi molto nelle scene comiche.

Fin dalle prime scene si vede benissimo che lo special punta molto a replicare gli stilemi del cinema action americano. Un nemico e una trama più seria "costringono" Ryo a dare il meglio di se, sopratutto nelle scene dove la sua fisicità e abilità con la pistola brillano assai. 

Il cattivo con il suo cinismo, intelligenza e una spiccata dose di sociopatia lo rendono la perfetta nemesi di Ryo Saeba. Rispetto ai tanti cattivi da operetta visti precedentemente la sua totale mancanza di scrupoli morali lo rendono un avversario molto pauroso e a tratti realistico (con tanto di background che per una volta da i giusti elementi per spiegare la sua rabbia contro il mondo).

martedì 20 ottobre 2020

Mister Link - Recensione -

Titolo originale: Missing Link
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 2019
Durata: 95 min
Genere: animazione, avventura, fantastico
Regia: Chris Butler
Sceneggiatura: Chris Butler 

Mr link è l'ultima fatica dello studio Laika, uscito lo scorso anno in America e arrivato da noi solo quest'anno. 

Come per tutti i film dello studio Laika si tratta di un film in stop motion diretto in questo caso da Chris Butler. È stato candidato agli Oscar lo scorso anno per la categoria animazione (purtroppo vinto ingiustamente dal quinto capitolo di Toy Story). 

La mia stessa espressione quando cerco di parlare delle mie passioni con dei perfetti sconosciuti.
La storia vede Sir Lionel Frost, un avventuriero scapestrato e sognatore, cercare di ottenere l'approvazione della rinomata "Society of Great Men", che però poco apprezza l'idealismo e il romanticismo che Mr Frost mette nelle sue assurde e fallimentari ricerche (che riguardano principalmente i criptidi, animali la cui esistenza è sostenuta da tradizioni e leggende, ma di cui mancano prove scientifiche). A dargli una possibilità di riscatto c'è una misteriosa lettera, che lo invita a cercare il famoso Sasquatch negli USA. Arrivato sul posto l'avventuriero scopre che la lettera è stata inviata dalla stessa mitica creatura, che spera ardentemente che Mr. Frost possa aiutarlo nella sua ricerca per ritrovare i suoi parenti tra gli Yeti, in Himalaya. Mr Frost e Mr Link (il nome dato alla creatura) partono per questa nuova grande avventura ma non tutti sono disposti a permettere che "l'evoluzione" faccia il suo corso. 

giovedì 8 ottobre 2020

Lupin III - The First - Recensione -

Titolo originale: ルパン三世 THE FIRST
Paese di produzione: Giappone
Anno: 2019
Durata: 93 min
Genere: animazione, commedia, azione
Regia: Takashi Yamazaki
Soggetto: Monkey Punch
Sceneggiatura: Takashi Yamazaki 

Questo film doveva uscire al cinema il  27 febbraio 2020 ma a causa degli eventi che tutti conosciamo è stato prima rinviato e poi annullato definitivamente. Qualche tempo dopo è stato annunciato che il film sarebbe stato trasmesso direttamente sulla piattaforma streaming Amazon Prime Video a partire dal 15 settembre 2020 (saltando direttamente la distribuzione al cinema, un nuovo trand che avrà sicuramente dei sviluppi nel prossimo futuro, positivi o negativi che siano). Non avendo tale abbonamento ho dovuto coinvolgere qualche disgraz... ehm! Amico che mi permetteste di usufruire del suo account per vedere finalmente film. 

La banda al completo
Il film aveva con se una serie di elementi che elevano la posta a un livello decisamente inusuale e non è un caso che il film prenda come titolo "The first" (primo film in CGI, il primo uscito dopo la morte del suo creatore e il fatto che il ladro gentiluomo dovrà fare i conti con l'eredità di suo nonno, Lupin I). Quindi fin dall'inizio le aspettative su questo film fin dal primo trailer erano alte, sarà riuscito il film a rispettarle?
 
La trama vede Lupin tentare di rubare il diario del professor Bresson, un testo che perfino i nazisti avevano tentato di recuperare dello stesso archeologo durante la seconda guerra mondiale fallendo. Il diario è la chiave per ottenere l'accesso a un grande tesoro di nome "Eclipse", ma per aprirlo è necessario avere una chiave appositamente costruita (Lupin è interessato al colpo anche perché la leggenda vuole che sia stato l'unico colpo che suo nonno non sia riuscito a completare). Per riuscirci il ladro gentiluomo dovrà unire le forze con Laetitia, una giovane aspirante archeologa, ma dal passato un'ombra oscura si fa avanti per intralciare i loro piani e far rivivere il Terzo Reich.

domenica 27 settembre 2020

City Hunter Special 1 - Amore, Destino e una 357 Magnum - Recensione -

 

 

City Hunter era ed è una delle colonne portanti della mia infanzia (non che adesso mi possa definire il più serio e maturo degli uomini). Trasmesso nella programmazione serale di Italia 7, guardavo la serie senza sosta, anche quando il canale era ormai sull'orlo della chiusura e trasmetteva gli episodi dei cartoni senza nessun criterio logico (quindi spesso capire il senso della trama era molto complicato). In questi giorni Mediaset sta rimandando sul suo canale Italia 2 le puntate della serie tv, mentre il mercoledì sera viene dedicato alla proiezione dei vari special, ritornando dopo più di vent'anni al piano di trasmissione originale stabilito da Fininvest per questo show (infatti la serie doveva essere trasmessa su Italia 1, ma nonostante le censure e le semplificazioni culturali lo show venne considerato inadatto per il target del canale, e come accaduto per Ranma 1/2 virato verso la controllata Italia 7 che trasmise le prime due stagioni nel 1997).

"Invincibile, odiato dai criminali, amato dalle loro vittime... è City Hunter!"
Quando la programmazione della tv era un cosa seria e trovavi solo il meglio

Nell'aeroporto di Tokyo per uno strano scherzo del destino, atterrano, nello stesso momento due persone completamente diverse: Una è Kirchmann, informatore doppiogiochista che spera di vendere a caro prezzo le proprie informazioni alla polizia giapponese; l'altra è Nina Stemberg, una famosa pianista e amica di una conoscenza in comune di Ryo e Falcon. L'informatore viene ucciso prima di spifferare alcunché mentre la ragazza contatta Ryo per aiutarla a ritrovare il proprio padre scomparso prima della sua nascita, ma per qualche strano motivo degli agenti della Galeria Est sembrano molto interessati alle mosse di Nina.

venerdì 18 settembre 2020

Gli Acchiappaglitch (Glitch Techs) - stagione 1 - Recensione -

Miko e Forza Cinque, i due protagonisti.

Il retrogame è una tematica che sta avendo un certo successo nel mondo, complice anche un effetto nostalgia canaglia in chi quell'avventura fatta di cartucce l'ha vissuta in prima persona o per la semplice curiosità nelle nuove generazioni, quindi non è un caso che film come "Ralph spaccatutto" e "Read Player One" abbiano sbancato il botteghino.


Le espressioni di Miko sono adorabili
Era solo questione di tempo che prima o poi qualcuno tentasse di riadattare la formula per il piccolo schermo (che ormai si potrebbe tranquillamente definire come quello del cellulare visto che si tratta di un prodotto Netflix). Gli Acchiappaglitch (in originale Glitch Techs) è una serie creata da Eric Robles e Dan Milano per Nickelodeon e pubblicato in esclusiva su Netflix.

La serie vede protagonisti due adolescenti: Hector, soprannominato nel doppiaggio nostrano "Forza Cinque" (forse nel tentativo di fare una sorta di battuta sul gioco forza quattro? O è una citazione del film di arti marziali omonimo del 1981? O semplicemente un adattamento mal pensato? In originale è invece High Five) e Miko (il cui nome da battaglia è rimasto come in originale "Me_K.O.", forse perché Me Sconfitta/Perso non suonava benissimo). Entrambi vivono una piccola cittadina americana dove svolgono la loro vita da videogiocatori alle prese con i piccoli problemi quotidiani, finché tramite un torneo indetto della Hinobi (una società simil Nintendo con il monopolio) scoprono che spesso i videogiochi tramite glitch o difetti del sistema possono entrare nel nostro mondo e combinare guai. Dopo una serie di disavventure ed essere alla fine diventati dei dipendenti della stessa Hinobi, e ottenuto la loro tecnologia da acchiappaglitch, il duo deciderà di combattere i mostri informatici.

sabato 15 febbraio 2020

Lego Batman - Il film - Recensione -

 
Titolo originale: The Lego Batman Movie
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 2017
Durata: 104 min
Genere: animazione, azione, commedia
Regia: Chris McKay
Soggetto: basato su Batman, creato da Bob Kane & Bill Finger

I lego sono uno dei brand più popolari di sempre. Tutti almeno una volta nella vita ci abbiamo giocato e fantasticato con essi per realizzare mille avventure. Non solo in forma fisica ma anche attraverso altre forme ludiche, io per esempio ricordo con piacere un gioco per ps1 e i film dei Bionicle (ma poi che fine hanno fatto? Sono ancora in giro o sono morti come brand?). Con un parco titoli semplicemente immenso e un ottimo film di partenza (The Lego Movie) è naturale che prima o poi uscisse un film spin-off.

La trama vede Batman vivere la sua vita di tutti i giorni a base di lotte contro i cattivi, rabbia, solitudine e oscurità. Un personaggio decisamente poco eroico, anzi invero molto egoista e infantile. A costringerlo a rivedere la propria "tranquilla esistenza" ci penserà l'arrivo del nuovo commissario Barbara Gordon e di un bambino in cerca di un padre adottivo.

Lego Batman è a mio giudizio uno dei migliori film tratti dal personaggio di Bob Kane e Bill Finger, uno dei pochi ad averne capito la sua vera essenza per poi periodizzarla.

venerdì 7 febbraio 2020

Robin Hood (1973) - Recensione -


Titolo originale: Robin Hood
Durata: 83 min
Genere: animazione, avventura, commedia, sentimentale
Regia: Wolfgang Reitherman


Primo classico Disney realizzato dopo la morte di Walt Disney e senza un suo coinvolgimento diretto. Sicuramente si tratta di uno dei film più replicati e trasmessi durante i periodi festivi, credo che nessuno ai primi accenni della canzone "Urca urca tirulero oggi splende il sol" non saprebbe dire almeno un ritornello per quanto è conosciuto e amato dal pubblico.

Il film ci parla delle avventure di Robin Hood, un volpe che ostacola i piani dello stolto e mammone Principe Giovanni, con la speranza che un giorno torni il buon re Riccardo a ristabilire l'ordine.

Credo che il successo di questo film sia molto dipeso dalla sua riuscita semplicità e umorismo. Infatti il film si limita a replicare a grande linee il canovaccio del fuorilegge di Sherwood, ma lo fa con un brio e una comicità di fondo semplicemente irresistibili. L'idea vincente è sicuramente quella di trasformare i personaggi in animali antropomorfi (associando le proprie virtù a quelle di determinati animali e rendendo il tutto più interessante al pubblico più giovane).

lunedì 27 gennaio 2020

La spada nella roccia - recensione -



 Anno: 1963
Durata: 79 min
Genere: animazione, avventura, commedia, fantastico, musicale
Regia: Wolfgang Reitherman
Soggetto: T. H. White (romanzo)
Sceneggiatura: Bill Peet


La spada nella roccia non ha forse il fascino artistico di capolavori come Biancaneve o l'alto livello artistico di opere come La bella addormentata. Fu realizzato con un budget ridotto e con una storia dal taglio decisamente meno epico rispetto ad altri grandi film dello studio, venendo per questo etichettato da molti come un'opera minore. Un vero peccato considerando che al pari di un aspetto grafico meno elaborato, dimostra uno sviluppo narrativo e un intento pedagogico molto riuscito, cosa che si trova raramente in altre opere coetanee.

"Si narra che un dì l'Inghilterra fiorì
di audaci cavalier;
il buon re morì senza eredi e così
agognaron tutti al poter.
Soltanto un prodigio poté salvar
il regno da guerre e distruzion:
fu la spada nella roccia che un bel dì
laggiù comparì."

Questa scena è veramente fantastica.
La trama è ambientata nell'Inghilterra del VI d.C, dopo che la morte di Re Uther e la mancanza di eredi hanno fatto cadere nel caos il paese. A salvare il regno della guerra civile arriva la provvidenziale comparsa di una spada magica. Tale spada magica potrà essere estratta dal solo legittimo re d'Inghilterra. Purtroppo gli anni passano senza che nessuno sia risuscito nell'impresa di estrarre la spada, nel frattempo arriviamo alla conoscenza del nostro protagonista Artù (detto Semola), che sta per incontrare mago Merlino (dalla grande saggezza ma estremamente sbadato), che lo vuole addestrare per il suo grande compito.

I diritti dell'opera di White erano stati presi fin dagli anni quaranta ma varie vicissitudini avevano rinviato la produzione del film (compresa una cosina chiamata seconda guerra mondiale) che poté essere realizzato solo nei primi anni 60, quando ormai il primo periodo d'oro della Disney era finito.

martedì 31 dicembre 2019

Il pianeta del tesoro - Recensione -


Titolo originale: Treasure Planet
Anno: 2002
Durata: 95 min
Genere: animazione, fantascienza, avventura
Regia: Ron Clements, John Musker
Soggetto: Robert Louis Stevenson (romanzo)

Per il sottoscritto parlare del Pianeta del tesoro è estremamente difficile, sopratutto per il profondo legame nostalgico e affettivo che mi lega a questa pellicola. Sapete ci sono sempre due o tre film che per qualche arcano motivo si legano alla nostra anima e finiscono per identificare una parte di noi stessi. Quindi dopo un bel respiro vediamo di parlare con calma di questo di piccolo capolavoro del cinema che fece un bel tonfo al botteghino.

Altro che immersione nella storia...
Il pianeta del tesoro (Treasure Planet) è un film d'animazione del 2002 diretto da Ron Clements e John Musker. Liberamente tratto dal romanzo "L'isola del tesoro" di Robert Louis Stevenson, ne ripercorre a grandi linee la storia, aggiungendo una ambientazione spaziale e tematiche fantascientifiche e steampunk. Una idea sulla carta rischiosa ma che era già stata usata con profitto in altri show, basti pensare per esempio alla serie anime "Hakugei: Legend of the Moby Dick" di Osamu Denzaki (che aveva già diretto la meravigliosa versione animata dell'isola del tesoro) o la versione kolossal del 1987 per la TV "L'isola del tesoro della RAI" di Antonio Margheriti (a cui questo film deve diverse strizzate d'occhio).

Il film si apre con il piccolo Jim Hawkins leggere di nascosto un libro che genera ologrammi* sulle avventure del temibile capitano Nathaniel Flint e del suo Pianeta del Tesoro. Passano gli anni e Jim è diventato un ragazzo problematico che sembra aver perso la propria strada, ma il ritrovamento fortuito della mappa per il pianeta del tesoro di Flint può cambiare per sempre il destino del ragazzo e dei suoi amici. Purtroppo la mappa è ricercata anche dalla peggiore feccia della galassia.