lunedì 18 novembre 2019

Il prodigioso Maurice e i suoi geniali roditori di Terry Pratchett - Recensione -



Il prodigioso Maurice e i suoi geniali roditori (The Amazing Maurice and His Educated Rodents) è il 28° romanzo della mitica saga di Mondo Disco di Terry Pratchett. Inoltre è il primo volume di questa saga espressamente realizzato per i ragazzi.

L'originale lingua inventata dei topi
Non c'è niente da fare, i romanzi di Terry Pratchett sono per il sottoscritto irresistibili. In nessun altro autore trovi storie al fulmicotone, situazioni esageratamente divertenti e riflessioni molto interessanti e intelligenti (e che in mano ad autori meno abili diventerebbero dei pastrocchi incomprensibili). Un romanzo così bello che in meno di due giorni l'ho divorato con profonda soddisfazione.

 "Il problema del saper pensare era che, una volta cominciato, uno non smetteva più"

Maurice è un gatto che assieme a un gruppo di topi è diventato senziente e in grado di parlare per un qualche incidente magico. Organizzato il gruppo al suo comando e messosi in società con Keith, un ragazzino dall'aria poco sveglia ma abile nel suonare strumenti a fiato, gira per i paesi di mondo disco per organizzare false invasioni di topi, che poi il ragazzo dietro pagamento risolverà grazie alla sua abilità come "pifferaio magico" (in realtà i topi, intelligenti quanto il gatto, eseguono solo gli ordini di Maurice). Il piano va discretamente bene, ma i topi cominciano ad provare i primi dubbi morali su queste operazioni e ottengo la promessa che la prossima città sarà l'ultima che trufferanno. Blintz Terme, questo il nome della città designata, nasconde al suo interno un mostruoso segreto, che metterà alla prova i loro ideali e il loro modo di pensare.

lunedì 11 novembre 2019

Basil l'investigatopo - Recensione -


Titolo originale: The Great Mouse Detective
Anno: 1986
Durata: 72 min
Genere: animazione, avventura, giallo
Regia: Ron Clements, John Musker, Burny Mattinson, David Michener
Soggetto: Paul Galdone, Eve Titus (romanzo)

Oggi parliamo di un film dal profondo valore nostalgico per il sottoscritto, visto che da bambino e ragazzo ho consumato il nastro della VHS del film per quanto non mi stancavo mai di rivederlo (probabilmente è anche uno dei motivi per cui amo il giallo classico). Un piccolo gioiello dell'animazione made in Disney che oggi molti sembrano aver dimenticato, forse complice uno stile più cupo e maturo di quanto siamo usualmente abituati a vedere in un film della casa del topo (La produzione di questo film si colloca in quel periodo dove la casa, orfana del suo fondatore, sperimentava diversi stili per trovare una sua nuova identità. Infatti questo film può essere considerato una sorta di ponte tra il vecchio modo di fare film e il successivo rinascimento Disney).

<<Niente è impossibile dottore, finché si ha il tempo per riflettere>> Basil di Baker Street
Basil di Baker Street
Uno degli aspetti che mi piacciono molto di questo film è l'essere una riuscita parodia topesca degli scritti basati sulla figura di Sherlock Holmes (usciti dall'abile penna di Arthur Conan Doyle). La trama è ambientata nella Londra di fine 800, dove la povera Olivia assiste al rapimento del padre da parte degli sgherri del Professor Rattigan, che vuole usare le abilità meccaniche da giocattolaio del genitore della ragazza per un suo diabolico piano. Alla topina non rimane altro da fare che cercare l'aiuto di Basil di Baker Street (Parodia di Sherlock Holmes. Il nome è un omaggio a Basil Rathbone, che interpretò il detective in diversi film), il più geniale topo investigatore della città e acerrimo nemico del Napoleone del crimine. Nel tragitto incontrerà il buon Dottor David Q. Topson (parodia del Dottor Watson) che prende subito a cuore le sorti della piccola. Basil dopo qualche titubanza accetta di prendere in carico quello che si rivelerà uno dei suoi più grandi casi investigativi. 

lunedì 4 novembre 2019

La casa sull'abisso di William H. Hodgson - Recensione -



William Hope Hodgson è un autore che oggi come ieri rimane sconosciuto ai più. Lo stesso Lovecraft si rammaricò più volte nel corso della sua vita che l'autore inglese fosse così poco conosciuto.

William Hope Hodgson
William Hodgson nacque il 15 novembre del 1887 a Blackmore End, nell'Essex. Figlio un pastore anglicano, a causa delle opinioni radicali del padre passò una infanzia movimentata tra le varie parrocchie che il padre era costretto a cambiare per i contrasti con i suoi superiori. Con la precoce morte del genitore il giovane William fu costretto ad abbandonare gli studi ed imbarcarsi come mozzo per aiutare le disastrate finanze famigliari. L'autore odierà profondamente il periodo passato in mare, sopratutto per le pessime condizioni di vita e i vari soprusi che era costretto a subire dai suoi superiori (anche se dimostrò sempre generoso e volenteroso, arrivando a salvare un suo superiore che era cascato in mare e venendo insignito della Royal Human Society per altri atti di eroismo), ma tale esperienza fu allo stesso tempo fu la base per la maggior parte dei suoi scritti.

Nel frattempo sviluppò una delle sue passioni e divenne esperto di judo e sviluppo muscolare. Tanto da riuscire in una occasione grazie alla sua conoscenza sui muscoli gli permise di legare così bene il prestigiatore Houdini, che il prestigiatore impiegò ben due ore per liberarsi dai nodi (nessun'altro riuscì in una tale impresa). 

Aprì con alterne fortune una "scuola di cultura fisica". Solo nel 1903 Hodgson fece il suo primo tentativo di scrivere qualcosa, anche se si trattavano di articoli sulla cultura fisica e di fotografia (altra sua grande passione). Solo l'anno seguente scrisse la sua prima storia dal titolo "La Dea della Morte" ispirata da una statuetta presente nel parco di Blackburn e riguardante la vendetta di una statuetta indiana rubata dal suo luogo natio. Il vero successo arrivò con il suo racconto (A tropical Horror) che riscosse un ottimo successo dalla critica. 

Pubblicò diversi romanzi, tra cui il secondo fu proprio "La casa sull'Abisso", che venne pubblicato nel 1908. Questo romanzo influenzò moltissimo la prosa di Lovecraft, che lo considerò il suo lavoro migliore. Purtroppo i racconti orrifici gli procuravano poche entrate, tanto da costringerlo a diversificare la propria produzione verso la prosa poliziesca, visto l'enorme successo dei racconti di Sherlock Holmes di Conan Doyle (anche se con una propria originalità visto che il suo detective, Carnacki, era un investigatore dell'occulto che lottava contro le forze oscure). 

Tra il 1910 e il 1911, Hodgson scrisse quello che considerava il suo capolavoro. Un romanzo intitolato "La terra dell'eterna notte", libro a tema apocalittico di ampio respiro da altre 200000 parole.

Allo scoppio della prima guerra mondiale nonostante fosse fuori dai limiti di leva per l'età (aveva quarant'anni) partecipò come soldato volontario alla prima guerra mondiale. La terrificante esperienza lo portò ad avere il desiderio di scrivere un nuovo romanzo che riportasse le devastanti esperienze provate, cosa che purtroppo non riuscirà a fare visto che nell'aprile del 1918 morirà a causa di un bombardamento nei pressi di Ypres.

giovedì 31 ottobre 2019

Il richiamo di Cthulhu di Howard Phillips Lovecraft - Recensione-

La copertina della rivista nella quale
venne stampato il racconto

«Penso che la cosa più misericordiosa al mondo sia l'incapacità della mente umana di mettere in relazione i suoi molti contenuti. Viviamo su una placida isola d'ignoranza in mezzo a neri mari d'infinito e non era previsto che ce ne spingessimo troppo lontano. Le scienze, che finora hanno proseguito ognuna per la sua strada, non ci hanno arrecato troppo danno: ma la ricomposizione del quadro d'insieme ci aprirà, un giorno, visioni così terrificanti della realtà e del posto che noi occupiamo in essa, che o impazziremo per la rivelazione o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di un nuovo Medioevo.»
Per festeggiare degnamente Halloween ci vuole una storia dell'orrore, una di quelle che ti lasciano con la profonda angoscia se quello che hai letto sia solo un banale racconto o molto di più.

Dal 1928, data della sua pubblicazione su Weird Tales, Il Richiamo di Cthulhu rappresenta un punto di svolta nella produzione di Lovecraft. Con questo racconto l'autore costruisce il tassello principale del suo concetto filosofico del "cosmicismo" (Per Lovecraft gli esseri umani sono una presenza assolutamente insignificante nello schema generale dell'universo) e la definizione consacrazione dei "Miti di Cthulhu", fondati su esseri provenienti da mondi lontani, che hanno dominato la Terra in eoni passati e che adesso dormono sul fondo dell'oceano in attesa delle condizioni giuste per risvegliarsi dal loro stato di non-morte.

La trama vede Francis Wayland Thurston, rinvenire dei diari e documenti del suo defunto prozio, il linguista George Gammell Angell, morto in quello che in apparenza fu un incidente. Leggendo i resoconti di Angell, Thurston scopre man mano dopo un iniziale stato di scetticismo un sotterrano culto occulto e dei suoi nefasti obbiettivi.

mercoledì 23 ottobre 2019

La maledizione di Capistrano di Johnston McCulley - Recensione -

La bellissima copertina di Vincenzo Pratticò

Zorro è un personaggio ormai iconico, archetipo dell'eroe mascherato che raddrizza i torti celando la propria vera identità, che ha goduto nel corso del tempo di svariate trasposizioni; ma quanti sanno che in realtà il giustiziere mascherato fa la sua prima comparsa in un romanzo breve del 1919 e non in un qualche film o serie tv?

"I soprusi che i militari compiono ai danni del popolo e dei nativi restano impuniti. L’unico a ergersi a baluardo della giustizia è un bandito mascherato, Zorro, che si dice sia imprendibile come uno spettro e scaltro come una volpe. La Maledizione di Capistrano, lo chiama la gente. Tutti i militari della regione verranno sguinzagliati alla sua ricerca. Il loro capitano, Ramon, ha messo gli occhi addosso alla ragazza più bella del pueblo e farà di tutto per farla sua. Ma non è l’unico ad avere mire su di lei… Zorro: tanti i nemici, pochi gli alleati, un solo segno, impresso nella carne degli ingiusti!" Trama tratta dal sito dell'editore

Johnston McCulley per la stesura della sua storia riprende la lunga tradizione dei romanzi di cappa e spada europei (per esempio il celeberrimo "I tre moschettieri" di Dumas), ma lo arricchisce con diverse idee tipicamente americane degli inizi del novecento: Per per prima cosa l'eroe perde la sua connotazione di emarginato della società per diventare invece il rampollo di una ricca e nobile famiglia (la famiglia di Diego de La Vega è il fior fiore della nobiltà californiana); nasconde la sua vera identità tramite una maschera, mentre di giorno camuffa il suo carattere risoluto dietro una falsa ostentazione di vacuità e pusillanimità; combatte le ingiustizie non attraverso il sistema costituito ma agendo personalmente per raddrizzare i torti (pur rimanendo comunque nei limiti di un vago senso dell'onore che non lo fa sprofondare nell'anarchia), usa degli assistenti per le sue missioni ecc.

giovedì 17 ottobre 2019

Il piccolo popolo dei grandi magazzini di Terry Pratchett - Recensione -



La trama vede un piccolo gruppo di gnomi (o meglio loro si definisco "niomi") vivere una esistenza sempre più difficile e precaria a causa della presenza dell'uomo. Il gruppo guidato Masklin, ormai ridotti a pochi elementi (di cui la maggior parte anziani), decide di salire su un camion per trovare una nuova sistemazione più sicura. Il viaggio li porterà all'interno del supermarket "F.lli Arnold", dove scoprono l'esistenza di altri gnomi, che nonostante l'evidente benessere sono divisi in gruppi  (che corrispondo a un determinato settore merceologico) in forte rivalità tra di loro; ma che sopratutto hanno completamente perso la concezione del mondo esterno e pensano che la loro realtà sia interamente composta dall'emporio e che tutto sia stato creato da "F.lli Arnold (dal 1905)", che loro considerano una divinità e vedono i cartelloni pubblicitari del negozio come suoi messaggi divini. Una rivelazione esterna porterà però il gruppo a scoprire che l'emporio sta per chiudere definitivamente e venire abbattuto, quindi Masklin dovrà trovare il modo per convincere gli "niomi" del posto ad evacuare e sospendere le rivalità dei gruppi per il bene comune, ma sopratutto convincerli che esista veramente "l'esterno". 

Disegno di Josh Kirby
Sir Terence David John Pratchett è stato uno scrittore noto per i suoi romanzi di fantasy umoristico, anche se ridurre la sua produzione a una determinata etichetta sarebbe molto riduttivo. Pratchett è uno di quei scrittori che con la loro prosa riescono a tenerti incollato alle pagine del libro, che anche se riletti più volte riescono sempre a farti fare nuove riflessioni e risate, grazie al fatto che il suo stile apparentemente serio permette di rendere estremamente divertente il fantasy che esce dalla sua prosa. Sopratutto quello che mi ha fatto amare questo scrittore è la sua capacità di farti prima ridere con il suo umorismo, poi farti riflettere sui significati reconditi della battuta, poi rifarti di nuovo sorridere quando hai capito cosa vuole intendere l'autore.

martedì 10 settembre 2019

La piramide di fuoco di Arthur Machen



Arthur Machen è un autore decisamente sconosciuto in Italia, la cosa è un vero peccato perché questo scrittore ebbe una profonda influenza in scrittori come Howard e Lovecraft (tanto che i due nonostante avessero ottenuto il suo indirizzo i due non osarono mai provare a comunicarci per la profonda ammirazione che provavano), sopratutto il solitario di provvidenze deve tantissimo stile e tematiche allo scrittore inglese.

Machen nacque nel Galles, precisamente a Caerleon-on-Usk, nel 1863 con il nome di Arthur Llewellyn Jones. Il cognome materno Machen, vene preso solo in seguito. Nonostante i buoni risultati scolastici è costretto a lasciare la scuola a causa delle ristrettezze economiche della famiglia. Con il sogno di diventare un giornalista nel 1881 andò a Londra, senza però ottenere la fama che sperava di ottenere e anzi vivendo in estrema povertà sbarcando il lunario svolgendo lavori di tipografia e di precettore. Nonostante la povertà non si perse d'animo, tradusse le "Memorie di Casanova" e scrisse un libro di racconti in stile antico che non ottenne un grande successo. Tra le tue tante esperienze ci fu quella di redigere in una vecchia soffitta un catalogo di libri esoterici per una libreria, cosa che gli diede molti spunti per le sue opere, sopratutto per il suo libro più famoso "Il Grande Dio Pan".