lunedì 12 novembre 2018

Gli allegri pirati dell'isola del tesoro - Recensione -


Titolo originale: Dōbutsu takarajima (letteralmente "L'isola del tesoro degli animali")
Paese di produzione: Giappone
Anno: 1971
Durata: 78 min
Genere: animazione, azione, avventura
Regia: Hiroshi Ikeda
Soggetto: Robert Louis Stevenson
Sceneggiatura: Kei Iijima

Quanto ho sognato una barchetta così per partire all'avventura.
Gli allegri pirati dell'isola del tesoro è uno di quei film di animazioni che più mi sono rimasti impressi da bambino e che hanno fatto nascere in me la passione per la filibusta. Sopratutto per alcune scene che nella loro semplicità fin da bambino mi hanno conquistato e lanciato in fantasticherie dove ripercorrevo le gesta del film. 

Film del  1971 uscito per commemorare il ventesimo anniversario dalla fondazione dello studio, vede tra i suoi realizzatori un allora trentenne Hayao Miyazaki, che come suo solito si fece il mazzo lavorando in diversi ruoli (character designer, autore dei fondali, animatore chiave e secondo alcuni anche come consulente per la sceneggiatura).

giovedì 8 novembre 2018

Il mistero della casa del tempo - Recensione -


Titolo originale: The House with a Clock in Its Walls
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 2018
Durata: 105 min
Genere: fantastico, fantascienza, orrore, thriller
Regia: Eli Roth
Soggetto dal romanzo di John Bellairs
Sceneggiatura: Eric Kripke

La pellicola è l’adattamento del romanzo “La pendola magica” del 1973 scritto da john bellairs. Non avendo letto il libro la recensione si baserà solo sul materiale filmico e non terrà conto delle possibili differenze tra libro e pellicola.

Una coppia di apparenti stramboidi 
Non avevo grosse aspettative per questo film, complice un trailer che sembrava promette un film per ragazzi a base di magia alla Harry Potter, cosa effettivamente mantenuta ma con piacevoli sorprese e altre decisamente meno riuscite.

Dopo la morte dei propri genitori, il giovane e precisino Lewis Barnavelt si ritrova catapultato nella casa dello strambo zio Janathan. Una notte Lewis svegliato dai forti rumori scopre che suo zio sta colpendo i muri di casa con un'ascia. Dopo un iniziale spavento il ragazzo scopre che suo zio è in realtà uno stregone alla ricerca di un orologio magico che il precedente malvagio proprietario, Isaac Izard, aveva nascosto prima della sua morte a causa di un disastroso rito magico. Per il ragazzo sarà l’inizio di una grande avventura, ma anche il più indomito degli eroi deve prima o poi affrontare i suoi problemi.

lunedì 5 novembre 2018

La vegetariana di Han Kang - Recensione -



Il titolo di cui oggi voglio parlarvi è decisamente particolare e per certi versi di difficile comprensione per la nostra mentalità occidentale, romanzo che però ho trovato veramente interessante e in cui ho trovato diversi punti di riflessione. Sopratutto una interessante esplorazione della società coreana che difficilmente si vede nei drama o nelle canzoni Kpop.

La protagonista della storia è una donna coreana mite e remissiva, da cui non ci si aspetterebbe nulla di straordinario, tanto che il suo stesso marito ammette chiaramente di averla sposata per la sua insipidezza caratteriale che gli permette di padroneggiare come ogni vero uomo coreano che si rispetti. Questo "mondo idilliaco" si spezza quando improvvisamente la donna decide di diventare vegana con profondo sconcerto del marito e della sua famiglia. I tentativi egocentrici dei parenti di far ritornare la donna sui suoi passi portano solo a un sempre più rigido isolamento della donna, tanto che alla fine la donna intraprenderà un percorso autodistruttivo pur di raggiungere lo scopo di diventare un vegetale. Nessuno riuscirà a capire il motivo di tale scelta, tranne che tutto è partito da uno strano sogno.

giovedì 1 novembre 2018

Crociata spaziale di Poul Anderson - Recensione -



Crociata spaziale di Poul Anderson è una di quelle strane idee che normalmente nessuno di noi considererebbe fattibili, sopratutto pensando a quanto siano difficilmente coniugare ambietnazione medievale e fantascienza a base di navi spaziali e imperi gallatici. Però Poul Anderson non è un comune scribacchino e nel 1960 scrisse questo interessante romanzo in tre puntate sulla rivista mensile Analog Science Fiction and Fact. L'opera non è considerata una delle produzioni più interessanti dello scrittore ma ha riscosso un notevole successo tra il pubblico.

La trama vede un signorotto inglese, Sir Roger de Tourneville, prepararsi a combattere i francesi per il suo re, nel frattempo però una nave aliena atterra improvvisamente nei pressi nel suo castello. Nonostante l'iniziale spavento e il divario tecnologico mostruoso i soldati inglesi riescono in breve tempo ad avere la meglio sugli alieni, complice anche il fatto che la loro tecnologia avanzatissima si dimostra nei confronti della praticità e della immediatezza delle armi bianche medievali totalmente inutile. Purtroppo un tradimento porterà il lord inglese, i suoi soldati e tutti gli abitanti del borgo a intraprende la più grande delle crociate, quello della conquista dello spazio.

sabato 27 ottobre 2018

Le avventure di Lupin III: Lupin la morte, Zenigata l'amore - Recensione -



Il mondo di Lupin si sa è sterminato, ci sono: serie tv, film, manga, gadget ecc. Ovviamente anche il mondo dei videogiochi non poteva mancare e di fatti in terra nipponica sono usciti una sterminata serie di giochi tematici, alcuni decenti e molti decisamente brutti. Oggi voglio parlare di uno tra i migliori e uno dei pochi ad essere arrivato in Italia. "Le avventure di Lupin III: Lupin la morte, Zenigata l'amore" (Rupan Sansei - Rupan ni wa shi o, Zenigata ni wa koi o) è un videogioco d'azione pubblicato in Giappone nel 2007 e arrivato da noi l'anno successivo.

La trama vede Lupin & Co correre all'ennesimo salvataggio di Fujiko, che si è messa nei guai nel tentativo di rubare il tesoro di Sokai (uno stato orientale immaginario simile alla Cina), venendo rapita dalla banda del Drago Celeste al cui comando c'è il temibile Kourin. Lupin riesce ad arrivare nel luogo dove è tenuta prigioniera la regina del furto, ma un temibile colpo marziale sferrato da Kourin, il famoso "Colpo oscuro", lo colpisce in un punto vitale lasciando al ladro solo tre giorni di vita. Forse solo il tesoro di Sokai potrebbe nascondere una cura capace di curare il ladro gentiluomo dalla maledizione. Parte quindi un corsa serrata contro il tempo per recuperare i Cristalli Rosa o Neri (a seconda del finale narrativo scelto) unico indizio per arrivare al tesoro, mentre Zenigata dovrà affrontare la più romantica e dolce tra le sue avventure con la bella Ginrei.

giovedì 25 ottobre 2018

Il Segreto dell'Uomo Elettrico - Recensione -


Titolo inglese: The Secret of the Telegian
Titolo originale: Densō Ningen
Anno di uscita: 1960
Durata: 85 min.
Regista: Jun Fukuda

Riprendiamo finalmente questa rubrica di "Arrivano i mostri", rimasta per troppo tempo in naftalina (ma si sa che l'attesa del mostro è una parte clou dei film), con un film che non ha mostro giganti come protagonisti ma un essere più discreto e silenzioso, ma forse ancora più letale e minaccioso. 

Kobayashi e Kirioka
Il Segreto dell'Uomo Elettrico è il secondo capitolo della cosiddetta "Trilogia dei mutanti", film prodotti dalla Toho (gli altri due capitoli sono "Uomini H" e "Una nube di terrore").

La trama vede una Tokyo sconvolta da una serie di omicidi misteriosi eseguiti da un essere mostruoso, che preanuncia con precisione micidiale l'ora e il giorno dei propri assassinii, riuscendo dopo aver colpito a scomparire nel nulla come se fosse dotato di poteri magici. Nonostante le indagini del detective Kobayashi e dell'intelligente giornalista scientifico Kirioka (che passa più tempo a indagare che a scrivere i suoi servizi. Chissà come fa a non farsi licenziare.) a nulla servono gli sforzi della polizia per fermarlo. Alla fine però si scoprirà che le sue vittime sono tutte legate ad eventi accaduti durante la fine della seconda guerra mondiale, loschi traffici e un misterioso carico scientifico.

sabato 20 ottobre 2018

Revolution in Toyland/Vzpoura hraček (1946) - Recensione -


Diretto da Hermína Týrlová, Frantisek Sádek
Paese: Cecoslovacchia, 1946
Genere: Animazione, Corto, Per famiglie, Muto
Durata: 13 minuti

La trama vede un soldato nazista (anche se l'aspetto ricorda più un ufficiale della Gestapo/SS) entrare in un negozio di un giocattolaio in cerca del proprietario perché indispetitto dalla visione di un giocattolo con le sembianze di Adolf Hitler (in alcuni siti si afferma che il giocattolaio nasconda messaggi per la resistenza nei giocattolini ma non ho trovato conferme a questa affermazione). Non trovando nessuno il tedesco comincia a sfasciare i giocatoli, ma questi dopo poco tempo passano al contrattacco e dopo una breve lotta lo costringono a una rovinosa ritirata.