giovedì 2 aprile 2020

Conan - La cittadella scarlatta - Recensione - Robert E. Howard


Se la prima avventura di Conan ci catapultava nel pieno di un complotto per eliminare il re barbaro, nella seconda Howard spiazza di nuovo il lettore narrando del re Conan nel mezzo... di una battaglia campale dove il nostro eroe esce sconfitto (quando proprio uno pensa di aver capito l'andazzo ecco che quel birbone di Howard ti tira il tappeto sotto i piedi). Questo racconto venne pubblicato per la prima volta nel 1933 sulle pagine di Weird Tales.

Tsotha-lanti disegnato da Frank Brunner
La trama infatti vede Conan partire con soli cinquemila uomini per assistere un regno vicino, ma la presunta richiesta d'aiuto non è altro che un inganno di re Strabone e re Amalrus, che hanno organizzato una imboscata per distruggere lui e il suo esercito. Sconfitto l'esercito aquiloniano i due sovrani vorrebbero eliminare il re di Aquilonia, che stoicamente continua combattere sopra a una collinetta di nemici uccisi dalla sua spada, ma l'oscuro mago Tsotha-lanti, vero padrone di Koth, lo cattura con la sua magia e lo porta nella suo castello. Non avendo ceduto alle lusinghe del mago, il re viene relegato nelle segrete del castello, dove oscure entità si nascondono in attesa di ghermire e torturare l'anima di Conan per l'eternità. Riuscirà il re a trovare la strada per uscire dalla prigione e salvare il suo regno?

lunedì 30 marzo 2020

Dieci piccoli indiani di Agatha Christie - Recensione -


Dieci piccoli indiani è uno dei massimi capolavori del romanzo giallo, forte di una trama praticamente perfetta e dal suspense riuscita. Un piccolo libro, che si può riuscire a completare in una giornata, dove il tema dell'enigma della camera chiusa viene portato ai massimi livelli. Non sorprende quindi che il capolavoro di Agatha Christie sia uno dei romanzi più venduti di tutti i tempi (oltre 110 milioni di copie).

I protagonisti del romanzo trasposti in una recente miniserie tv
La trama vede Anthony Marston, John Macarthur, Emily Brent, Lawrence Wargrave, William Blore, Edward Armstrong, Philip Lombard e Vera Claythorne venire invitati in una piccola isola da un certo signor Owen, per passare qualche tempo nella sua villa. Arrivati sull'isola il gruppo scopre che del proprietario non c'è traccia e che gli unici abitanti sono i domestici, nonché coniugi Thomas ed Ethel Rogers. Un misterioso messaggio però informa che tutti gli abitanti della villa hanno commesso un grave crimine nel corso della loro vita e che tutti saranno puniti per tale colpa. Perseguitati da un sciocca filastrocca infantile ognuno dei protagonisti dovrà fare i conti con le proprie colpe.

lunedì 23 marzo 2020

...più forte ragazzi! - recensione -


Durata: 115 min (edizione originale)
90 min (edizione ridotta)
Genere: Commedia, Avventura, Azione
Regia: Giuseppe Colizzi
Soggetto: Giuseppe Colizzi, Amedeo Pagani
Sceneggiatura: Giuseppe Colizzi, Amedeo Pagani, Barbara Alberti

I film di Bud Spencer e Terence Hill non sono probabilmente delle gemme del cinema, di quelle che ogni appassionato "vero e puro" deve vedere almeno una volta nella vita, ne offrono sceneggiature o inquadrature di altissimo livello cinematografico, ma nella loro semplicità e bontà sono dei film sempreverdi. Film che possono essere rivisti 100 volte e avranno sempre la capacità di farvi sorridere ed essere ricordati con profondo affetto. Cosa non da poco a mio giudizio.

La trama del film vede le picaresche avventure di due piloti d'areo, Salud e Plata, amici litigiosi e soci alla "pari". Dopo una serie di avventure, compreso un tentativo di truffa per incidente aereo poi sfortunatamente accaduto per davvero, i due organizzano nella giungla un giro di affari che non fa piacere al boss criminale della zona.

domenica 22 marzo 2020

Noi della compagnia dei sogni di Filomena Impicciatore - recensione -



"Cosa potrebbe succedere quando si incontrano un vispo bambino che vuole realizzare i suoi sogni e quelli di coloro che ama, un cervo, un pastore ragazzino, un uomo grosso e muscoloso, uno alto e ossuto e il più anziano dei boscaioli? Inizia questo avvincente viaggio insieme al piccolo Poseidone e lo scoprirai! …“a te, Vita, assegno il compito di custodire gli astri del firmamento. Nel corso dei secoli, chi riuscirà a far incontrare una Stella Alpina con una Stella Marina avrà la possibilità di raggiungere la propria Stella del Cielo e, dall’unione delle tre, potrà ricevere in dono la realizzazione di tutti i suoi sogni. Ma ricorda: se non sarai una guardiana attenta e sensibile, destinerai te stessa a non capire…”.

Noi della compagnia dei sogni è un piccolo libricino che mi è capitato di leggere recentemente grazie alla pregevole iniziativa della casa editrice che ha permesso ai lettori interessati di scaricare in formato pdf (qui il link).

sabato 21 marzo 2020

La città senza cielo di Jean Malaquais - Recensione -


Jean Malaquais nacque come Wladimir Jan Pavel Malacki in Polonia nel 1908, per poi emigrare successivamente in Francia praticando i più disparati mestieri pur di riuscire a mettere qualcosa nello stomaco (il minatore e lo scaricatore per esempio) e passando il resto del tempo alla Bibliothèque Nationale per stare al caldo e per apprendere al meglio la lingua del paese che era diventato la sua nuova patria. Il suo esordio letterario avviene grazie a André Gide che riconosciuto il suo talento letterario lo incoraggiò a dedicarsi alla scrittura. I due si erano incontrati grazie a una lettera furibonda di Malaquais in reazione a un articolo di Gide su una rivista letteraria, dove l'autore si chiedeva se la sua povertà passata avesse avuto un qualche effetto sulla sua prosa, cosa che ovviamente un letterato costantemente al verde come Jean Malaquais non poteva accettare. A nulla servirono le scuse dello scrittore e una lettera con 10 franchi (che jean strappò in mille pezzi e rispedì al mittente). Nel corso della sua vita scriverà pochi romanzi (tre per la precisione), ma elaborati con cura e ricchi di metafore. Nel 1953 pubblica Le Gaffeur, pubblicato in due occasioni in Italia, la prima in versione incompleta come "Il venditore di fumo" e solo recentemente grazie all'editore Cliquot in forma completa con il nome " La città senza cielo". Un romanzo che nonostante sia stato scritto quasi settant'anni fa è oggi più attuale che mai.

martedì 17 marzo 2020

Capitan Sciabola: Il tesoro di Lama Rama - recensione -


Ho sempre avuto la passione per le storie di pirati e quando ho visto su Infinity un film intitolato "Capitan Sciabola" ho deciso di dargli una possibilità a questo strano film ambientato nei caldi mari caraibici ma realizzato nella fredda Norvegia.

Capitan Sciabola (in norvegese Kaptein Sabeltann) è un personaggio che nei paesi scandinavi ha un ottimo successo di pubblico. Pensato inizialmente come spettacolo teatrale per bambini nei primi anni novanta, nel corso del tempo ha ottenuto sempre più successo, portando alla realizzazione di: Serie televisive, cartoni animati e libri a tema. Il film in questione è il penultimo prodotto realizzato e con con un budget di 6.970.000$ è stato il più costoso film norvegese per famiglie mai realizzato.

La trama vede Pinky, un ragazzo orfano, seguire le gesta di Capitan Sciabola e della sua temibile ciurma per i sette mari. Un giorno il capitano scopre la mappa per il favoloso regno di Lama Rama e il suo grandioso tesoro, sarà l'occasione per Pinky per intraprendere una grande avventura e ottenere qualche risposta su chi sia il suo vero padre (anche io se visto il nome di palta che gli ha rifilato lo avrei mandato alla malora).

venerdì 6 marzo 2020

Come si fermò la Terra di Calogero Ciancimino - recensione -


Nel lontano 3000 il mondo ha finalmente trovato pace e prosperità in ogni luogo del pianeta. L'umanità vive in gigantesche città ipertecnologiche, gli stati nazionali sono stati superati, i contatti con i marziani sono frequenti e il lavoro è un orpello quasi totalmente desueto. Il tutto grazie anche all'energia atomica, pulita e praticamente quasi infinita. Purtroppo un giorno, inspiegabilmente, il moto di rotazione della Terra rallenta sempre di più, fino a fermarsi: una parte del mondo cade nel buoi e nella morsa del gelo; l'altra è costantemente bersagliata dal sole e dal calore estremo. Solo una piccola striscia di terreno nella zona crepuscolare è abitabile, scatenando la guerra tra i vari popoli del mondo, che dimenticandosi della loro avanzata cultura sono ricaduti nelle barbarie per prendere con la forza gli ultimi pezzi di terra ancora vivibili.

Calogero Ciancimino nacque a Sciacca (AG) il 14 marzo 1899. Intraprese gli studi umanistici per la volontà del padre di farne un dottore, ma il suo rendimento scolastico si rivelò molto scostante, sopratutto in quanto insofferente della rigida disciplina che vigeva nella scuola. Per punizione, seconda la prefazione al romanzo scritta dal suo editore dopo la morte dell'autore, venne imbarcato dai genitori come mozzo su una nave mercantile diretta nell'America del sud. La nave fece naufragio lungo le coste della Guyana francese e Ciancimino fu uno dei pochi membri dell'equipaggio a sopravvivere. Da quella tragica avventura l'autore sviluppo paradossalmente una grande passione per il mare, tanto da diventare Capitano di lungo corso a 20 anni. La sua carriera come scrittore si può racchiudere nel brevissimo arco di pochi anni (dal 1932 al 1936), ma coronati da un ottimo successo di pubblico; sia come autore singolo, sia collaborando con Luigi Motta (di cui fu anche ghost writer per alcuni dei suoi romanzi). Autore di stampo salgariano, riuscì a crearsi un proprio stile grazie alla sua passione per il genere spionistico e la tecnologia (molti dei suoi romanzi, come il qui presente "Come si fermò la Terra", si possono tranquillamente inserire nel genere della protofantascienza).

sabato 22 febbraio 2020

Sonic - il film - Recensione -


Titolo originale: Sonic the Hedgehog
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Giappone
Anno: 2020
Durata: 99 min
Genere: Azione, Fantascienza, Commedia, Avventura
Regia: Jeff Fowler
Sceneggiatura: Patrick Casey, Josh Miller

Il porcospino blu è stato uno dei simboli degli anni 90 e uno dei massimi esponenti della console war tra Nintendo e Sega, che proprio grazie a Sonic poteva mostrare uno degli aspetti più forti della propria console (un processore a ben 7 mhz). Nel corso del tempo la società giapponese di Tokyo a causa di scelte sbagliate ha perso costantemente quote di mercato (arrivando nel 2001 a chiudere definitivamente il settore console nonostante un ottimo prodotto come il Dreamcast), ma Sonic è rimasto comunque nel cuore di milioni di fans (tanto che nuovi giochi escono per le console delle terze parti). Era logico quindi aspettarsi prima o poi un film tratto dalle sue avventure.

Sonic prima e dopo il cambio di design
Le prime informazioni sul film sono trapelate nel 2013, ma il film è diventato famoso anni dopo nella rete grazie a un trailer che mostrava un Sonic decisamente troppo umanizzato (aveva perfino dei denti umani), causando l'ira dei fans e le pronte scuse della società, che ha corso subito ai ripari slittando la data di uscita del film per rifare il design del personaggio (con un aggravio di costi di circa 5 milioni di dollari). Un evento che potrebbe diventare un tassello fondamentale per i futuri rapporti tra fan e produttori di film.

La trama vede il riccio antropomorfo Sonic venire costretto ad abbandonare il suo pianeta natale a causa di loschi soggetti che vorrebbero sfruttare i suoi poteri e a rifugiarsi sulla Terra grazie agli anelli magici che gli permettono di viaggiare per i mondi. Passano gli anni e Sonic si è ormai abituato alla vita nella cittadina di Green Hills, nel Montana, anche se a causa del pericolo di essere scoperto vive nascosto da tutti, nonostante la sua voglia di farsi degli amici si faccia sempre più forte. Un giorno a causa della sua frustrazione il porcospino blu rilascia per rabbia i suoi poteri scatenando l'attenzione dei politici sulla piccola città e l'arrivo di una strambo scienziato di nome Robotnik.
Baby Sonic



Passiamo alla domanda che ogni fan del porco spino si sta domandando: "Il film di Sonic è un buon film?" La mia risposta è un sì, ma con molte riserve. Parliamoci subito chiaro questo film non è rivolto al fan cresciuto con il Sega Megadrive (anche se non mancano varie strizzatine al mondo dei videogiochi), ma piuttosto si rivolge alle famiglie generiche e al possibile coinvolgimento di nuove generazioni (in una scena Sonic fa un balletto alla Fortnite). L'idea in se non è male ma non è applicata benissimo, tanto che non mancano salti logici e stiracchiature varie durante la pellicola. Sopratutto manca una cuore pulsante in un progetto che invece sembra un freddo robot del dottor Eggman.

Jim Carrey ci sta alla grande come Robotnik
Si tratta di un buddie movie tra un porcospino e il suo amico umano eseguito bene ma senza guizzi di originalità (il vecchiotto film di Super Mario non era fedelissimo al videogioco ma non mancava di originalità. Questo film invece è decisamente fin troppo generico). Anche i possibili usi dei poteri di Sonic portano a scene riusate più volte (comprese una determinata tipologia da sempre associata alla velocità). Non mancano scene di umorismo di bassa lega con peti e battutine varie.

Sonic e Robotnik sono caratterizzati abbastanza bene e hanno un percorso di crescita semplice ma azzeccato, sopratutto lo scienziato pazzo è divertentissimo da vedere grazie a un Jim Carrey semplicemente perfetto per il ruolo. La cosa che mi ha colpito molto è che entrambi i personaggi in questo film sono ancora lontani dalla piena maturità. Sonic è per esempio molto lontano dalla figura eroica e carismatica che conosciamo, spesso è ancora infantile nelle scelte e dubbioso nelle azioni, solo alla fine entrambe le figure cominceranno a diventare più simili alle loro controparti videoludiche.

Tom Wachowski, il compagno di Sonic durante la pellicola, è un personaggio che fa il suo onesto lavoro da bravo poliziotto

Questa gag era decisamente carina
Mi è piaciuto molto l'idea di usare gli anelli di Sonic come una sorta di strumento magico per attraversare i mondi (un gradito omaggio a uno degli elementi più iconici del personaggio). La scena iniziale con la tartaruga è decisamente molto carina e divertente.

La soundtrack è decisamente orecchiabile, ma risente molto del periodo nostalgico anni 80 che stiamo vivendo ultimamente.

A mio giudizio la scelta di fare un film live action non ripaga tantissimo e sarebbe stato meglio realizzare un film totalmente in animazione. Sopratutto perché la componente "umana" non ha per la gran parte molto da dire e fa quasi solo colore sullo sfondo.

Si vede che l'intenzione è quella di continuare il brand con nuovi film come fanno comprendere alcune scene del film (vi consiglio di rimanere in sala durante i credits in quanto siamo pieno territorio Marvel style).

In definitiva un film discreto, ma senza un forte elemento di fondo, che intrattiene ma che dopo due giorni dalla visione probabilmente non ricorderete nulla.

sabato 15 febbraio 2020

Lego Batman - Il film - Recensione -

 
Titolo originale: The Lego Batman Movie
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 2017
Durata: 104 min
Genere: animazione, azione, commedia
Regia: Chris McKay
Soggetto: basato su Batman, creato da Bob Kane & Bill Finger

I lego sono uno dei brand più popolari di sempre. Tutti almeno una volta nella vita ci abbiamo giocato e fantasticato con essi per realizzare mille avventure. Non solo in forma fisica ma anche attraverso altre forme ludiche, io per esempio ricordo con piacere un gioco per ps1 e i film dei Bionicle (ma poi che fine hanno fatto? Sono ancora in giro o sono morti come brand?). Con un parco titoli semplicemente immenso e un ottimo film di partenza (The Lego Movie) è naturale che prima o poi uscisse un film spin-off.

La trama vede Batman vivere la sua vita di tutti i giorni a base di lotte contro i cattivi, rabbia, solitudine e oscurità. Un personaggio decisamente poco eroico, anzi invero molto egoista e infantile. A costringerlo a rivedere la propria "tranquilla esistenza" ci penserà l'arrivo del nuovo commissario Barbara Gordon e di un bambino in cerca di un padre adottivo.

Lego Batman è a mio giudizio uno dei migliori film tratti dal personaggio di Bob Kane e Bill Finger, uno dei pochi ad averne capito la sua vera essenza per poi periodizzarla.

martedì 11 febbraio 2020

Lupin contro tutti - Recensione -



"Lupin contro tutti" è uno special realizzato per il cinquantesimo anniversario della pubblicazione del manga. La trama vede Lupin coinvolto in una gara automobilistica che però si rivela essere una trappola organizzata da Mr X e Kyosuke Mamou, vecchi nemici di Lupin.

Bellissima l'idea di riprendere la tuta, ma perché usare la orribile 500 per la gara? Sopratutto quando si poteva ripescare la stupenda Ferrari 312B?
Lupin contro tutti è un piacevole episodio speciale, molto nostalgico, dove si rivedono molti cammei di nemici delle precedenti serie (anche se poi alla fine combinano veramente poco). Molto carino che sia il titolo giapponese "Lupin sta ancora bruciando?", che per una volta anche quello italiano, pur con il titolo del secondo doppiaggio "Lupin contro tutti", siano una citazione al titolo dal primo episodio della serie del 71.

La cura dei dettagli di questo OVA è spettacolare.
Il piano del duo mi è piaciuto molto, non solo perché permette di far rivedere gli episodi più memorabili della prima serie (un gran peccato che non si sia pescato maggiormente anche della seconda e terza serie) ma consente tramite vari escamotage narrativi di sviluppare secondo nuovi aspetti i personaggi storici.

venerdì 7 febbraio 2020

Robin Hood (1973) - Recensione -


Titolo originale: Robin Hood
Durata: 83 min
Genere: animazione, avventura, commedia, sentimentale
Regia: Wolfgang Reitherman


Primo classico Disney realizzato dopo la morte di Walt Disney e senza un suo coinvolgimento diretto. Sicuramente si tratta di uno dei film più replicati e trasmessi durante i periodi festivi, credo che nessuno ai primi accenni della canzone "Urca urca tirulero oggi splende il sol" non saprebbe dire almeno un ritornello per quanto è conosciuto e amato dal pubblico.

Il film ci parla delle avventure di Robin Hood, un volpe che ostacola i piani dello stolto e mammone Principe Giovanni, con la speranza che un giorno torni il buon re Riccardo a ristabilire l'ordine.

Credo che il successo di questo film sia molto dipeso dalla sua riuscita semplicità e umorismo. Infatti il film si limita a replicare a grande linee il canovaccio del fuorilegge di Sherwood, ma lo fa con un brio e una comicità di fondo semplicemente irresistibili. L'idea vincente è sicuramente quella di trasformare i personaggi in animali antropomorfi (associando le proprie virtù a quelle di determinati animali e rendendo il tutto più interessante al pubblico più giovane).

mercoledì 5 febbraio 2020

JoJo Rabbit - Recensione -


Paese di produzione: Nuova Zelanda, Stati Uniti d'America, Repubblica Ceca
Anno: 2019
Durata: 108 min
Genere: commedia, drammatico, guerra
Regia: Taika Waititi
Soggetto dal romanzo di Christine Leunens

Johannes Batzler (detto JoJo), è un bambino di dieci anni che crede fermamente nei principi della Germania nazista come solo un fanciullo della sua età può fare, tanto da avere come amico immaginario lo stesso Adolf Hitler. I suoi sogni di successo nella Gioventù Hitleriana però si concludono con poca gloria a causa di un incidente sul campo di addestramento. La guerra incombe e a incrinare ulteriormente i suoi dogmi nazifascisti ci penserà l'incontro con una ragazza ebrea.

Il regime nazista è stato un crimine mostruoso, la negazione di ogni principio umano, ma non dobbiamo pensare che le sua influenza sia ormai un elemento da relegare del passato. Il fascismo e il nazismo faranno sempre parte della zona più oscura del nostro io. Sopratutto oggi dove il rapido cambiamento di valori e principi attira molti verso gli ideali di certi regimi (ovviamente non dobbiamo pensare che essi torneranno con gli stessi vecchi simboli e tematiche di una volta). La storia del film è tratta molto liberamente dal libro "Il cielo in gabbia" di Christine Leunens.

martedì 4 febbraio 2020

Miti e Leggende - Imprese epiche - Recensione -


La copertina è decisamente fuorviante rispetto al contenuto ma attira sicuramente l'attenzione

Una delle cose mi piacciono di più è quella di andare in giro per i mercatini dell'usato alla ricerca di libri e riviste di mio interesse, se poi riesco a prenderli a poco è tutto di guadagnato. Un giorno in un angolo di una bancarella, in stile spada della roccia della Disney, su una pila di libri vedo una rivista seminascosta con in copertina due barbari che se la menano di santa ragione (non proprio disegnati benissimo, ma il sottoscritto se ci sono i barbari è disposto a perdonare qualche incertezza). Complice un prezzo decisamente basso e il mio sesto senso di bibliofilo che vibra potente decido di prenderlo con me. Soldi devo dire ben spesi.

Si tratta infatti dell'ottavo volume della serie "Miti e Leggende" della Hobby & Work. Un volume che mi ha piacevolmente sorpreso sia per la qualità grafica, sia per la ricchezza testi proposti. La serie venne pubblicata tra il maggio del 98 e l'aprile del 99 in 21 volumi (ripresi interamente dalla serie "The Enchanted World" del 1980 della Time Life Books) a circa 15000 lire a volume.

sabato 1 febbraio 2020

Conan - Gli Accoliti del Cerchio Nero - Recensione - Robert E. Howard



Il re di Vendhya si trova agonizzante tra le braccia di sua sorella Devi Yasmina, prima di morire gli rivela che gli artefeci della sua morte sono i Veggenti Neri. La Devi promette vendetta, ma gli stregoni si nascondo in una fortezza inespugnabile tra le cime più alte dei monti Himeliani. Alla ragazza arriva la notizia che un famoso capo di una banda di predoni, dall'aspetto straniero rispetto ai suoi sottoposti, è in zona per cercare di trovare un modo per liberare alcuni suoi compagni e che potrebbe essere capace di affrontare gli odiati stregoni. Si organizza una trappola per incontralo e per conviverlo a intervenire ma non tutto va come sperato...

Pubblicato in tre parti da Weird Tales nel 1934 (con un pagamento di $250), Gli Accoliti del Cerchio Nero (People of the Black Circle), è uno dei racconti migliori mai usciti dalla penna di Robert E. Howard.

lunedì 27 gennaio 2020

La spada nella roccia - recensione -



 Anno: 1963
Durata: 79 min
Genere: animazione, avventura, commedia, fantastico, musicale
Regia: Wolfgang Reitherman
Soggetto: T. H. White (romanzo)
Sceneggiatura: Bill Peet


La spada nella roccia non ha forse il fascino artistico di capolavori come Biancaneve o l'alto livello artistico di opere come La bella addormentata. Fu realizzato con un budget ridotto e con una storia dal taglio decisamente meno epico rispetto ad altri grandi film dello studio, venendo per questo etichettato da molti come un'opera minore. Un vero peccato considerando che al pari di un aspetto grafico meno elaborato, dimostra uno sviluppo narrativo e un intento pedagogico molto riuscito, cosa che si trova raramente in altre opere coetanee.

"Si narra che un dì l'Inghilterra fiorì
di audaci cavalier;
il buon re morì senza eredi e così
agognaron tutti al poter.
Soltanto un prodigio poté salvar
il regno da guerre e distruzion:
fu la spada nella roccia che un bel dì
laggiù comparì."

Questa scena è veramente fantastica.
La trama è ambientata nell'Inghilterra del VI d.C, dopo che la morte di Re Uther e la mancanza di eredi hanno fatto cadere nel caos il paese. A salvare il regno della guerra civile arriva la provvidenziale comparsa di una spada magica. Tale spada magica potrà essere estratta dal solo legittimo re d'Inghilterra. Purtroppo gli anni passano senza che nessuno sia risuscito nell'impresa di estrarre la spada, nel frattempo arriviamo alla conoscenza del nostro protagonista Artù (detto Semola), che sta per incontrare mago Merlino (dalla grande saggezza ma estremamente sbadato), che lo vuole addestrare per il suo grande compito.

I diritti dell'opera di White erano stati presi fin dagli anni quaranta ma varie vicissitudini avevano rinviato la produzione del film (compresa una cosina chiamata seconda guerra mondiale) che poté essere realizzato solo nei primi anni 60, quando ormai il primo periodo d'oro della Disney era finito.

sabato 18 gennaio 2020

Conan - La fenice sulla lama - Recensione - Robert E. Howard

Davvero uno strano inizio per la saga di Conan, di fatti non si inizia come si sarebbe abituati a pensare dalla sua infanzia, ma la storia è invece ambientata nel massimo del suo splendore come Re di Aquilonia. Un avvio decisamente spiazzante, ma Howard seminando sapientemente indizi durante il racconto sulle precedenti avventure di Conan incuriosisce il lettore e lo porta a bramare nuove avventure del cimmero, nonostante alla fine il lettore sappia già la conclusione (e poi dicono che anticipare il finale di una storia porta solo astio e rancore).

La prima storia pubblicata su Conan nacque come riscrittura di una storia mai stampata di Kull di Valusia (Quest'ascia è il mio scettro) che venne più volte rifiutata da vari editori (invece la prima storia scritta da Howard su Conan fu " La figlia del gigante dei ghiacci", ma che non venne mai pubblicata durante la vita dello scrittore perché ritenuta troppo scollacciata). Il bardo prese la storia, ne modificò alcuni punti, anche se ampi pezzi di entrambi racconti sono simili, e aggiunse diversi elementi di magia e orrifici. Con queste modifiche venne pubblicata su Weird Tales nel Dicembre del 1932.

lunedì 13 gennaio 2020

Il piccolo popolo decolla (Saga del Piccolo Popolo n° 3) di Terry Pratchett - Recensione -


Masklin, Angalo e Gurder; i niomi protagonisti del primo volume, sono alla ricerca di un mezzo che gli permetta di raggiungere Richard Arnold (ovvero il nipote Richard, 39 come riportato nel giornale. Nipote dei fondatori dell'emporio), in quanto sperano che attraverso il suo involontario aiuto di tornare a casa (una casa molto più lontana di quello che pensano gli niomi). Le vicende accadute in questo libro si svolgono in parallelo con le vicende accadute nel secondo volume.

"SCIENZA: Un modo di scoprire le cose e poi di farle funzionare. La scienza spiega cosa succede intorno a noi. Così fa anche la RELIGIONE, ma la scienza è meglio perché riesce a trovare scuse migliori quando ha torto. C'è molta più scienza di quanto si pensi. Dall'enciclopedia Scientifica del Giovane Niomo di Angalo de Haberdasheri."

Degna conclusione della trilogia del piccolo popolo, non mi potevo aspettare di meglio da Terry Pratchett. Masklin, Angalo e Gurder ancora una volta devono mettersi in gioco per scoprire la verità in un viaggio che più volte, tra un momento di stupidità e l'altro (divertentissimo a questo proposito il pezzo ambientato in aereo), devono rimettere costantemente in discussione tutto quello che avevano sempre dato per assodato (le loro origini, la quantità di niomi presenti nel mondo, gli essere umani e la loro bontà ed intelligenza).

sabato 11 gennaio 2020

Il piccolo popolo all'aria aperta (Saga del Piccolo Popolo n° 2) di Terry Pratchett - Recensione -


Dopo le rocambolesche avventure accadute nel primo libro gli niomi dell'emporio devono affrontare un nuovo e grande nemico... il mondo esterno, con tutti i suoi guai come: il freddo e la neve, il cibo da coltivare (e che non esce come dovrebbe da barattoli e scatole), ma sopratutto abituarsi al fatto che il mondo sia immenso e pieno di cose sconosciute. Ovviamente le nuove generazioni (sopratutto quelle nate dopo la fuga dai grandi magazzini) si sono abituate alla novità ma le vecchie generazioni sono ancora restie a... tutto il nuovo. E come se non bastasse gli umani stanno per sfrattarli per l'ennesima volta.

Devo essere sincero questo romanzo l'ho trovato meno divertente rispetto a precedente, Terry cerca di mescolare le sue carte allontanando gran parte dei protagonisti del precedente romanzo, una idea che sulla carta si rivela interessante, ma i nuovi protagonisti non hanno lo stesso brio dei precedenti e non aiuta che l'ambientazione della cava non riesce ricreare lo stesse opportunità narrative dei grandi magazzini. Alcuni nuovi personaggi sono interessanti, sopratutto una sorta di Savonarola a misura di niomo che vorrebbe riportare indietro lo spirito di "F.lli Arnold (dal 1905)" e cancellare le novità, peccato che il romanzo sia fin troppo breve per sviluppare questa interessante tematica.