domenica 23 ottobre 2022

Lupin III - Una storia senza fine - Ep 08 (ex episodio 04) - I sicari della cena - Commento

 

In strano pub inglese, in cui è presente gente poco raccomandabile, compaiono due strani killer poco professionali che iniziano a disquisire con la cameriera per ottenere, tra un botta e risposta dei due e un commento sull'intelligenza della ragazza, qualcosa di decente da mangiare (non riuscendoci minimante). 

 Dopo una disquisizione molto interessante sui gusti filmici e librari della ragazza (devo ammettere di essermi appuntato i nomi dei registi da lei citati per un possibile recupero) i due (che ovviamente sono Lupin e Jigen travestiti, secondo Wikipedia vestiti con i tipici capi degli ebrei chassidici), affermano di essere sulle tracce di Andre Anderson e del tesoro che ha rubato. 

Anche gli altri commensali presenti sono dei killer appostati per aspettare la venuta di Anderson, che però non si è presentato. Alla proposta di Lupin di dividersi il malloppo il resto degli assassini declina l'invito e dopo lo spegnimento delle luci scoppia uno scontro a fuoco dove solo il nostro duo e la ragazza sopravvive.

Ragazza che dopo la 578° battuta sulla sua somiglianza con Wendy's
ha sviluppato un carattere scazzato e chiuso
In realtà dietro alla cameriera c'era Fujiko (che quindi scopriamo non saper cucinare) che approfitta del caos per anticipare i nostri e va da Anderson. In una storia che coinvolgerà la CIA e lo scrittore Ernest Hemingway (che per tutta la vita fu convinto di essere vittima dell'agenzia di spionaggio americana. Cosa anni dopo il suo suicidio scopertasi veritiera).

Eviterò di andare avanti con la trama perché per gran parte della struttura (diretto talaltro diretto da Mamoru Oshii, un caposaldo dell'animazione giapponese, a cui dobbiamo capolavori come i primi due film di Ghost in the Shell e quello di di Patlabor) è ripresa dal racconto breve del 1927 "Gli uccisori"

Ma quello è Golgo 13! Uno dei caposaldi del manga giapponese. 
Infatti nell'episodio si chiama Togo (il nome del personaggio
nella serie è infatti Duke Togo)
 di Hemingway. In cui due improbabili killer, tanto da sembrare più attori che assassini, discutono con l'alter ego dell'autore ordinando piatti non disponibili mentre aspettano l'arrivo della vittima. In una amara satira sulla forza irresistibile del destino e dello scopo della vita. 

L'idea sulla carta è carina, per un appassionato di libri e film è anche interessante per avere nuovi spunti di ricerca, ma la realizzazione invece lascia abbastanza a desiderare. 

Il Mamoru Oshii, che decenni prima ci aveva deliziato con film con importanti riflessioni (basti pensare all'idea di coscienza virtuale presente nel primo Ghost in the Shell), qui sembra semplicemente ridotto a una imitazione. Mettendo in piedi una storia che nella sua prima parte risulta essere troppo verbosa e statica, tanto da dare l'impressione di durare il doppio, mentre la seconda parte (quella che teoricamente dovrebbe mettere il pepe alla vicenda) è un coacervo di banalità complottiste e non offre il minimo refrigerio a chi delle disquisizioni letterarie non interessa nulla. 

Perlomeno adesso ho un altro libro da aggiungere alla mia lista

In definitiva è un episodio carino più per i suoi omaggi letterari che per la trama in se, perlomeno se amate il cinema o la letteratura è un interessante esperimento (anche se non molto riuscito). Perlomeno le frecciatine sul fatto che Fujiko non sa cucinare sono carine





Per chi fosse interessato allego una lettura fatta da un bravissimo youtuber del racconto da cui è stato tratto questo episodio:


Qui invece potete trovare i registi citati:


3 commenti:

  1. Ti rispondo qui alla domanda che mi hai fatto sul blog: di Von Trier ti consiglio assolutamente la serie The Kingdom (o Riget, chiamala come vuoi), Dancer in the Dark e Melancholia. Non è un regista che amo particolarmente, quindi non mi sento di consigliarti altri film che i suoi fan amano, come Antichrist, La casa di Jack (che pur mi è piaciuto) e Nymphomaniac, ma se fai una ricerca sul mio blog troverai le recensioni di tutti e tre. Di Zulawski ti consiglio Possession, che è un vero capolavoro (anche di quello, se vuoi, trovi la recensione sul blog), mentre ammetto di non avere mai visto nulla di Kaurismaki.

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    1. Mi segno tutto. Grazie per le dritte.

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    2. Se lo cita Fujiko sto Kaurismaki deve essere una cosa spettacolare... tre secondi dopo... zzz zzz zzz :P

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