martedì 11 febbraio 2020

Lupin contro tutti - Recensione -



"Lupin contro tutti" è uno special realizzato per il cinquantesimo anniversario della pubblicazione del manga. La trama vede Lupin coinvolto in una gara automobilistica che però si rivela essere una trappola organizzata da Mr X e Kyosuke Mamou, vecchi nemici di Lupin.

Bellissima l'idea di riprendere la tuta, ma perché usare la orribile 500 per la gara? Sopratutto quando si poteva ripescare la stupenda Ferrari 312B?
Lupin contro tutti è un piacevole episodio speciale, molto nostalgico, dove si rivedono molti cammei di nemici delle precedenti serie (anche se poi alla fine combinano veramente poco). Molto carino che sia il titolo giapponese "Lupin sta ancora bruciando?", che per una volta anche quello italiano, pur con il titolo del secondo doppiaggio "Lupin contro tutti", siano una citazione al titolo dal primo episodio della serie del 71.

La cura dei dettagli di questo OVA è spettacolare.
Il piano del duo mi è piaciuto molto, non solo perché permette di far rivedere gli episodi più memorabili della prima serie (un gran peccato che non si sia pescato maggiormente anche della seconda e terza serie) ma consente tramite vari escamotage narrativi di sviluppare secondo nuovi aspetti i personaggi storici.

venerdì 7 febbraio 2020

Robin Hood (1973) - Recensione -


Titolo originale: Robin Hood
Durata: 83 min
Genere: animazione, avventura, commedia, sentimentale
Regia: Wolfgang Reitherman


Primo classico Disney realizzato dopo la morte di Walt Disney e senza un suo coinvolgimento diretto. Sicuramente si tratta di uno dei film più replicati e trasmessi durante i periodi festivi, credo che nessuno ai primi accenni della canzone "Urca urca tirulero oggi splende il sol" non saprebbe dire almeno un ritornello per quanto è conosciuto e amato dal pubblico.

Il film ci parla delle avventure di Robin Hood, un volpe che ostacola i piani dello stolto e mammone Principe Giovanni, con la speranza che un giorno torni il buon re Riccardo a ristabilire l'ordine.

Credo che il successo di questo film sia molto dipeso dalla sua riuscita semplicità e umorismo. Infatti il film si limita a replicare a grande linee il canovaccio del fuorilegge di Sherwood, ma lo fa con un brio e una comicità di fondo semplicemente irresistibili. L'idea vincente è sicuramente quella di trasformare i personaggi in animali antropomorfi (associando le proprie virtù a quelle di determinati animali e rendendo il tutto più interessante al pubblico più giovane).

mercoledì 5 febbraio 2020

JoJo Rabbit - Recensione -


Paese di produzione: Nuova Zelanda, Stati Uniti d'America, Repubblica Ceca
Anno: 2019
Durata: 108 min
Genere: commedia, drammatico, guerra
Regia: Taika Waititi
Soggetto dal romanzo di Christine Leunens

Johannes Batzler (detto JoJo), è un bambino di dieci anni che crede fermamente nei principi della Germania nazista come solo un fanciullo della sua età può fare, tanto da avere come amico immaginario lo stesso Adolf Hitler. I suoi sogni di successo nella Gioventù Hitleriana però si concludono con poca gloria a causa di un incidente sul campo di addestramento. La guerra incombe e a incrinare ulteriormente i suoi dogmi nazifascisti ci penserà l'incontro con una ragazza ebrea.

Il regime nazista è stato un crimine mostruoso, la negazione di ogni principio umano, ma non dobbiamo pensare che le sua influenza sia ormai un elemento da relegare del passato. Il fascismo e il nazismo faranno sempre parte della zona più oscura del nostro io. Sopratutto oggi dove il rapido cambiamento di valori e principi attira molti verso gli ideali di certi regimi (ovviamente non dobbiamo pensare che essi torneranno con gli stessi vecchi simboli e tematiche di una volta). La storia del film è tratta molto liberamente dal libro "Il cielo in gabbia" di Christine Leunens.

martedì 4 febbraio 2020

Miti e Leggende - Imprese epiche - Recensione -


La copertina è decisamente fuorviante rispetto al contenuto ma attira sicuramente l'attenzione

Una delle cose mi piacciono di più è quella di andare in giro per i mercatini dell'usato alla ricerca di libri e riviste di mio interesse, se poi riesco a prenderli a poco è tutto di guadagnato. Un giorno in un angolo di una bancarella, in stile spada della roccia della Disney, su una pila di libri vedo una rivista seminascosta con in copertina due barbari che se la menano di santa ragione (non proprio disegnati benissimo, ma il sottoscritto se ci sono i barbari è disposto a perdonare qualche incertezza). Complice un prezzo decisamente basso e il mio sesto senso di bibliofilo che vibra potente decido di prenderlo con me. Soldi devo dire ben spesi.

Si tratta infatti dell'ottavo volume della serie "Miti e Leggende" della Hobby & Work. Un volume che mi ha piacevolmente sorpreso sia per la qualità grafica, sia per la ricchezza testi proposti. La serie venne pubblicata tra il maggio del 98 e l'aprile del 99 in 21 volumi (ripresi interamente dalla serie "The Enchanted World" del 1980 della Time Life Books) a circa 15000 lire a volume.

sabato 1 febbraio 2020

Conan - Gli Accoliti del Cerchio Nero - Recensione - Robert E. Howard



Il re di Vendhya si trova agonizzante tra le braccia di sua sorella Devi Yasmina, prima di morire gli rivela che gli artefeci della sua morte sono i Veggenti Neri. La Devi promette vendetta, ma gli stregoni si nascondo in una fortezza inespugnabile tra le cime più alte dei monti Himeliani. Alla ragazza arriva la notizia che un famoso capo di una banda di predoni, dall'aspetto straniero rispetto ai suoi sottoposti, è in zona per cercare di trovare un modo per liberare alcuni suoi compagni e che potrebbe essere capace di affrontare gli odiati stregoni. Si organizza una trappola per incontralo e per conviverlo a intervenire ma non tutto va come sperato...

Pubblicato in tre parti da Weird Tales nel 1934 (con un pagamento di $250), Gli Accoliti del Cerchio Nero (People of the Black Circle), è uno dei racconti migliori mai usciti dalla penna di Robert E. Howard.

lunedì 27 gennaio 2020

La spada nella roccia - recensione -



 Anno: 1963
Durata: 79 min
Genere: animazione, avventura, commedia, fantastico, musicale
Regia: Wolfgang Reitherman
Soggetto: T. H. White (romanzo)
Sceneggiatura: Bill Peet


La spada nella roccia non ha forse il fascino artistico di capolavori come Biancaneve o l'alto livello artistico di opere come La bella addormentata. Fu realizzato con un budget ridotto e con una storia dal taglio decisamente meno epico rispetto ad altri grandi film dello studio, venendo per questo etichettato da molti come un'opera minore. Un vero peccato considerando che al pari di un aspetto grafico meno elaborato, dimostra uno sviluppo narrativo e un intento pedagogico molto riuscito, cosa che si trova raramente in altre opere coetanee.

"Si narra che un dì l'Inghilterra fiorì
di audaci cavalier;
il buon re morì senza eredi e così
agognaron tutti al poter.
Soltanto un prodigio poté salvar
il regno da guerre e distruzion:
fu la spada nella roccia che un bel dì
laggiù comparì."

Questa scena è veramente fantastica.
La trama è ambientata nell'Inghilterra del VI d.C, dopo che la morte di Re Uther e la mancanza di eredi hanno fatto cadere nel caos il paese. A salvare il regno della guerra civile arriva la provvidenziale comparsa di una spada magica. Tale spada magica potrà essere estratta dal solo legittimo re d'Inghilterra. Purtroppo gli anni passano senza che nessuno sia risuscito nell'impresa di estrarre la spada, nel frattempo arriviamo alla conoscenza del nostro protagonista Artù (detto Semola), che sta per incontrare mago Merlino (dalla grande saggezza ma estremamente sbadato), che lo vuole addestrare per il suo grande compito.

I diritti dell'opera di White erano stati presi fin dagli anni quaranta ma varie vicissitudini avevano rinviato la produzione del film (compresa una cosina chiamata seconda guerra mondiale) che poté essere realizzato solo nei primi anni 60, quando ormai il primo periodo d'oro della Disney era finito.

sabato 18 gennaio 2020

Conan - La fenice sulla lama - Recensione - Robert E. Howard

Davvero uno strano inizio per la saga di Conan, di fatti non si inizia come si sarebbe abituati a pensare dalla sua infanzia, ma la storia è invece ambientata nel massimo del suo splendore come Re di Aquilonia. Un avvio decisamente spiazzante, ma Howard seminando sapientemente indizi durante il racconto sulle precedenti avventure di Conan incuriosisce il lettore e lo porta a bramare nuove avventure del cimmero, nonostante alla fine il lettore sappia già la conclusione (e poi dicono che anticipare il finale di una storia porta solo astio e rancore).

La prima storia pubblicata su Conan nacque come riscrittura di una storia mai stampata di Kull di Valusia (Quest'ascia è il mio scettro) che venne più volte rifiutata da vari editori (invece la prima storia scritta da Howard su Conan fu " La figlia del gigante dei ghiacci", ma che non venne mai pubblicata durante la vita dello scrittore perché ritenuta troppo scollacciata). Il bardo prese la storia, ne modificò alcuni punti, anche se ampi pezzi di entrambi racconti sono simili, e aggiunse diversi elementi di magia e orrifici. Con queste modifiche venne pubblicata su Weird Tales nel Dicembre del 1932.