sabato 18 gennaio 2020

Conan - La fenice sulla lama - Recensione - Robert E. Howard

Davvero uno strano inizio per la saga di Conan, di fatti non si inizia come si sarebbe abituati a pensare dalla sua infanzia, ma la storia è invece ambientata nel massimo del suo splendore come Re di Aquilonia. Un avvio decisamente spiazzante, ma Howard seminando sapientemente indizi durante il racconto sulle precedenti avventure di Conan incuriosisce il lettore e lo porta a bramare nuove avventure del cimmero, nonostante alla fine il lettore sappia già la conclusione (e poi dicono che anticipare il finale di una storia porta solo astio e rancore).

La prima storia pubblicata su Conan nacque come riscrittura di una storia mai stampata di Kull di Valusia (Quest'ascia è il mio scettro) che venne più volte rifiutata da vari editori (invece la prima storia scritta da Howard su Conan fu " La figlia del gigante dei ghiacci", ma che non venne mai pubblicata durante la vita dello scrittore perché ritenuta troppo scollacciata). Il bardo prese la storia, ne modificò alcuni punti, anche se ampi pezzi di entrambi racconti sono simili, e aggiunse diversi elementi di magia e orrifici. Con queste modifiche venne pubblicata su Weird Tales nel Dicembre del 1932.


La trama del racconto vede Conan ormai saldamente al potere dopo aver ucciso il precedente re Numedide, sovrano corrotto e perfido. Nonostante inizialmente il popolo abbia acclamato Conan come proprio liberatore e visto con favore le sue vittoriose campagne militari, ora nella pace e prosperità serpeggia il malumore e lo scontento. Una rivolta fomentata grazie ai complotti del conte Volmana e del menestrello Rinaldo, che grazie alla sua poesia infanga la figura del re e idealizza la figura precedente sovrano. Nel frattempo le forze oscure fanno la loro comparsa e solo il potere magico concesso da un vecchio saggio potrà aiutare il re a salvare il regno.

Conan è sempre pronto ad "accettare"
ogni critica. 
La storia pur non essendo tra le migliori del ciclo scorre bene e intrattiene. Conan nonostante non sia ancora perfettamente definito e in alcuni punti ricorda ancora molto Kull (tanto da far nascere in molti l'idea sbagliata che l'atlantideo sia una sorta di prototipo di Conan) ha già in se gli elementi che lo renderanno amato dal pubblico: forza erculea (anche se non ancora inarrestabile come in racconti successivi), carisma e dinamicità barbarica, fisicità e umore lunatico. Un personaggio che più che una banale riscrittura sembra arrivare con la sua energia prorompente in un mondo grigio e meschino (e possibili accenni al nostro mondo borghese si sprecano), tanto che si può affermare che tanto il granitico Kull rappresenta la parte più oscura di Howard, tanto Conan ne rappresenta la parte solare e vogliosa di andare verso nuovi orizzonti (cosa che nella vita reale per volontà propria e elementi esterni non gli era possibile fare).

Alla trama principale si collegano due tracce narrative parallele costituite dalla vendetta del temibile stregone Thoth-Amon e l'avventura onirica di Conan, che alla fine del racconto troveranno la propria conclusione.

Altro tema interessante del racconto è la composizione poetica, genere in cui Howard eccelleva, e di come possa influenzare le masse non solo nel presente ma anche nel futuro (basti pensare a quanto un poema come l'Iliade abbia modificato la nostra concezione della Grecia antica), tanto che lo stesso Conan ne ammette la grandezza rispetto alla sua transitoria forza fisica.

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Copertina rigida
Ebook

11 commenti:

  1. Spettacolare, potrei leggere storie di Conan tutto il giorno, e commento su storie di Howard ancora di più, per quello sono sempre da queste parti ;-) Cheers

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    1. Grazie mille, il bardo texano è per me una droga. L'obbiettivo che mi sono prefisso è quello di portare una storia alla settimana (magari alternando personaggi e cicli).

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  2. Ho quattro libri Newton di Howard, prima o poi ci metto mano. :-P

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    1. E cosa aspetti? Avventura, uomini con muscoli d'acciaio, donne sexy e combattive, pericoli e antiche ed empie civiltà, maghi con bramosie di conquista sono lì che ti aspettano. Se vuoi un consiglio inizia da Solomon Kane o Kull di Valusia, poi passa a Conan.

      Poi Howard metteva se stesso nei suoi personaggi, quindi anche le avventure più trite rimangono accattivanti grazie a un realismo unico.

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    2. Ho tre Newton con tutte le avventure di Solomon Kane, più un quarto denominato i Signori Della Spada o qualcosa del genere, ma comunque prima o poi ci arrivo.

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  3. Sull'elogio alla poesia, in pratica la penna più forte della spada 😁

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    1. Howard era un ottimo poeta, ci sono passi che sono magnifici.

      In questo caso la passione del bardo texano infiammerebbe i cuori più gelidi.

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  4. Delle storie su Kull di Valusia pare che solo due vennero pubblicate quando Howard era in vita, Weird Tales e le altre riviste dell'epoca le stroncarono tutte senza pietà....salvo poi pentirsi amaramente dopo il suicidio dell'autore, non per sensi di colpa, quanto per la ricerca di materiale inedito. Come tanti racconti rifiutati del coevo Lovecraft anche i racconti howardiani di Kull vennero riscoperti e pubblicati dopo la morte dell'autore.

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    1. Scusa il ritardo. Purtroppo le riviste dell'epoca preferivano storie trite e stereotipate, le trame originali erano viste con molta diffidenza. Comunque bisogna dire che non sempre i rifiuti degli editori erano ingiustificati, howard scriveva per vivere e quindi la qualità dei suoi racconti era altalenante.

      Il fatto che molti racconti di Howard siano stati pubblicati anni dopo la sua morte dimostra che le sue potenzialità come scrittore erano enormi. Peccato che gli eventi della sua vita l'abbiano portato a una fine prematura, quando ancora non aveva pienamente sviluppato le sue potenzialità.

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  5. Tantissimi anni fa avevo letto una raccolta di racconti di Conan. Però questo non mi sembra ci fosse, doveva essere di una parte posteriore del ciclo.

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    1. Può tranquillamente essere, essendo un ciclo abbastanza lungo non è raro trovarlo in qualche vecchia edizione spezzettato in vari volumi.

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