martedì 12 gennaio 2021

Mariel di Redwall (Quarto volume della saga di Redwall) di Brian Jacques - Recensione -

 

Trovato a un mercatino dell'usato a pochi spiccioli Mariel di Redwall si è rivelato una piacevole lettura.

La trama del romanzo vede una Topolina risvegliarsi sulla spiaggia, senza memoria del suo passato e circondata da gabbiani che non hanno intenzioni pacifiche nei suoi confronti. Nonostante la sua debolezza fisica la protagonista riesce a salvarsi grazie alla sua forza di volontà e il provvidenziale uso di una corda piena di nodi come arma contundente. Qualche tempo dopo la ragazza raggiunge l'abbazia di Redwall, dove trova ristoro e nuovi amici, riscopre la sua identità e organizza una missione che la porterà a confrontarsi con il nefasto ratto Gabol, capo della fortezza piratesca nell'isola di Terramort e ottenere la propria vendetta.

Brian Jacques (1939 -2011) è stato uno scrittore che fin da bambino ha avuto la passione per la scrittura (complice il fatto che il padre, grande lettore, gli leggeva i romanzi di avventura di Sir Arthur Conan Doyle, Robert Louis Stevenson e Edgar Rice Burroughs). A dieci anni Brian, sotto consegna dell'insegnante, scrivere un racconto talmente bello che il maestro è convito che il bambino abbia copiato il testo. Terminata la scuola a quindici anni si imbarca su varie navi e va in giro per il mondo, ma la vita del marinaio non fa per lui. Nel 1960 fonda la propria band, i "The Liverpool Fishermen". La saga di Redwall venne pubblicata anche grazie all'aiuto di Alan Durband, uno dei suoi insegnanti della sua infanzia, che promosse il suo libro presso diversi editori (inizialmente senza dire nulla all'autore). La saga ha avuto un grande successo in Inghilterra e nel mondo. Purtroppo in Italia non tutti i romanzi della serie sono stati tradotti e pubblicati, e per recuperarli rimane solo il mercatino dell'usato o internet.

Sicuramente uno degli elementi che più mi hanno conquistato del mondo di Redwall è il fatto ch'è interamente popolato di animali (di solito presi dalla fauna inglese), ma non legati alle virtù/difetti umani che di solito vengono loro associati dalla cultura comune (Volpe uguale furbizia, il riccio uguale timidezza per dire), ma ognuno di loro ha la propria caratterizzazione. I personaggi sono sicuramente l'aspetto più riuscito del romanzo, al netto di una divisione manichea tra buoni e cattivi, ognuno di loro è ben delineato e risulta facile per il lettore distinguerli; in alcuni si finisce per volergli bene e volerne sapere molto di più. Gabol e la protagonista (Spoiler// il cui nome originale è Mariel //Spoiler) sono i due personaggi più interessanti: il primo è un capo pirata spietato e senza nessuna virtù, un tizzone d'inferno pronto a tutto pur di rimanere nella sua posizione di potere, e che troverà nella campana una sorta di amplificatore delle sue paranoie e manie fino alla distruzione totale; la topolina, che inizialmente si risveglia sulla spiaggia senza nessun ricordo di se e si ribattezza con il nome battagliero di "Tempesta Ammazzagabbiani", è un personaggio decisamente interessante e intraprendente, con carisma da vendere, e una affascinante arma costituita da una corta con un nodo che la protagonista usa a mo' di frusta. Peccato che nella seconda parte del romanzo, la protagonista perda a mio giudizio una buona parte del suo fascino quando riparte con la sua compagnia di amici.

Il mondo di Redwall è una ambientazione decisamente inusuale e affascinante, senza nessun intervento/traccia umana, una sorta di medioevo con vaghi elementi fantastici, al cui centro c'è l'abbazia, fondata in tempi antichi dal topo guerriero Martino, che offre aiuto e soccorso agli animali in difficoltà (qualcosa di simile l'ho visto solo nel film "Basil l'investigatopo" e nel romanzo "La signora Frisby e il segreto di Nimh", anche se in entrambi i casi il fattore umano era comunque presente).

La protagonista in una fanart di
Per essere un romanzo per ragazzi il romanzo non lesina su morti, violenza e ferite (anche se la protagonista e suoi amici rimangano abbastanza in disparte da questi elementi, e il grosso dei misfatti è compiuto da Gabol, nel suo degenerare nella paranoia e follia, e da alcuni personaggi secondari dei buoni). Jacques a mio giudizio da una visione onesta dei pirati, sempre pronti a fare bottino ma paurosi quando si trovano di fronte un avversario più forte, pronti a seguire i loro capi tanto quanto a tradirli se la situazione lo permette.

 Molto carino il fatto che gli monaci dell'abbazia a causa dell'assalto dei pirati si trasformino da pacifici e mangioni a tenaci difensori della loro casa e dei cuccioli lasciati alla loro custodia (mi hanno ricordato un po' i monaci guerrieri del videogioco Stronghold).

Sicuramente il romanzo si presterebbe tantissimo ad essere trasposto in serie tv o in un film in stile Don Bluth dei tempi d'oro (visto che ha trasposto il segreto di Nimh ci sarebbe stato alla grande).  

Mi è piaciuto il fatto che la protagonista della storia lascia la propria arma come corda per la campana dell'abbazia alla fine della storia, come se fosse un lascito importante per la sua evoluzione e pegno per l'aiuto dato dagli animali al suo interno.

In definitiva un romanzo molto bello, con un mondo interessante e piacevole, soprattutto mi piace che l'autore tratti con rispetto i suoi lettori e non edulcori la storia ammorbidendo violenza e tematiche. La protagonista e l'antagonista principale sono molto carini, ma anche il resto del cast si difende bene e si ricorda con piacere. la storia principale non offre nulla di nuovo al lettore adulto (soprattutto grazie a una struttura che si dipana tramite missioni ed enigmi), ma sicuramente intrattiene e credo che da bambino l'avrei adorato (anche se la lenta discesa nella follia di Gabol ha il suo fascino anche per lo spettatore adulto). Spero di riuscire a recuperare il resto delle opere tradotte in italiano e tramite il post ad attirare l'attenzione su un autore ingiustamente sconosciuto ai più.

12 commenti:

  1. Interessante davvero. Avevo sentito parlare di questa saga ma purtroppo non ne ho mai letto un solo volume. Chissà, potrei recuperare anche io!

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    1. Mi ha piacevolmente colpito, sicuramente ha molti elementi positivi e originali. Da quello che ho visto i volumi tradotti in italiano non sono difficili da trovare (forse i primi sono quelli più costosi e difficili da trovare).

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  2. Veramente, una serie TV l'hanno realizzata eccome.

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    1. Non ne ero a conoscenza, comunque sembra che qui in Italia non sia mai arrivata.

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    2. No, infatti, è uno di quei clamorosi casi di serie inedite; fu realizzata tra il 99 e il 2000, ed è una produzione interamente europea.
      Comunque hai ragione, un film realizzato da Don Blurh (o da qualche altro contemporaneo, tipo Simon Wells) sarebbe stato fantastico.

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    3. Se rispecchia un minimo lo stile dei libri ho già capito perché non è mai arrivata.

      Quando si spiccia a realizzare il film su Dragon's Lair magari posso provare a contattarlo.

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    4. Se sai come contattarlo informami... mia sorella scrive storie per bambini a tempo perso, ed io solo recentemente le ho suggerito di convertirne un paio in soggetti da presentare al vecchio Bluth. Ora che è deciso di tornare in pista con uno studio tutto suo credo che non disdegnerà materiale nuovo da esordienti.

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  3. Questo genere di animali, topi per lo specifico, mi ricordano Geronimo Stilton ma sono totalmente ignorante sul personaggio. Animali antropomorfi ma che mantengono le loro fattezze. Ricordano un po' i topi imbalsamati di A Cena Con Un Cretino.
    Posso solo immaginare quanto ti sia piaciuto il lato piratesco 😁

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    1. Geronimo Stilton è stato una delle letture preferite di mio fratello da piccolo, ma da quello che ricordo come stile stiamo molto lontani (Se non ricordo male Stilton è un detective).

      La parti in cui i pirati erano i protagonisti mi hanno gasato assai, peccato che qui siano tutti dipinti tranne poche eccezioni come dei mentecatti senza speranza.

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  4. I personaggi antropomorfi, topi in particolare si sono sempre prestati bene per la narrativa. Questo poi mi pare particolarmente intriganti.

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    1. Si, poi i topi essendo animali sociali si prestano bene a fare da "sostituto" della razza umana. L'autore è riuscito a creare un mondo complesso, non esente da pericoli ma abbastanza avventuroso da essere decisamente appetibile per un ragazzo (visto che i giovani protagonisti sono coinvolti in una missione che gli tiene lontani dagli eventi più sanguinosi e pericolosi). è un buon compromesso a mio giudizio.

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