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sabato 2 marzo 2019

Almuric di Robert E. Howard - Recensione -



Almuric è l'unico romanzo di "fantascienza" da Robert E. Howard (anche se appartiene più propriamente al sottogenere del Planetary Romance, stile inventato da Burroughs con John Carter di Marte, un tipo di storie dove un eroe solitario vive una serie di avventure in un mondo alieno e ostile.

In realtà il romanzo è un escamotage narrativo per introdurre un mondo scevro dalle avvilenti etichette della civiltà moderna, che reprime le pulsioni attive dell'individuo e la sua forza vitale ingabbiandola in una serie di blocchi mentali. Un mondo barbarico dove il collerico protagonista e lo stesso Howard possano esprimere liberamente la propria visione.

Esaù Cairn è un personaggio inquieto, insofferente all'ordine borghese, incapace di assoggettarsi alla pigra società moderna. Un essere alieno alla comune razza umana, dalla forza prorompente (tanto che nonostante si trattenga finisce sempre per ferire i propri avversari sportivi), in definitiva un uomo che sembra essere nato in un tempo sbagliato. Incapace di trovare un lavoro adatto al suo modo di vivere finisce nelle grinfie di un corrotto uomo politico, che lo usa per compiere i suoi crimini, ma Cairn non è uno stupido e dopo poco tempo si ribella finendo per uccidere il losco criminale. Braccato dalla polizia e dai sottoposti del boss, finisce per rifugiarsi da un suo amico scienziato, che grazie a un antico dispositivo riesce a spedirlo verso il pianeta Almuric. La nuova casa è dura ma Esaù Cairn si sente finalmente libero.

Si tratta di un mondo semplice e allo stesso tempo pericoloso, dove la sopravvivenza è garantita solo al più forte e le poche regoli sono semplici ma giuste, guidate da un barbarico senso dell'onore. Una comunità dove spesso i litigi e rivalità vengono risolti con una scazzottata e il coraggio è un valore universalmente apprezzato negli uomini, tanto da stabilirne assieme alla forza muscolare il grado di comando nella società. Il mondo escapista per eccellenza per Howard.

lunedì 11 giugno 2018

Bran Mak Morn - L'eroe oscuro di Robert E. Howard



Nella sua breve esistenza letteraria (poco più di dieci anni) Howard ci ha regalato diversi personaggi memorabili come: Solomon Kane, Conan il Barbaro, Kull il Valusia e tanti altri più sconosciuti come Dark Agnes. Rispetto a tanti autori contemporanei e anche moderni l'autore texano era convito (e io con lui) che non si potesse scrivere all'infinito storie con lo stesso personaggio, per quanto di
Disegno di Gary Gianni (Bran mak Morn)
successo, pena il rischio alla lunga di scrivere racconti vuoti e artificiali. Solo due personaggi fanno eccezione a questa regola: El Borak (Francis Xavier Gordon, il primo personaggio immaginato da Howard) e l'oscuro popolo dei pitti guidati dal loro re dal triste destino Bran Mak Morn, entrambi avranno vita lunga, ma il popolo mediterraneo avrà maggiore e più diffusa partecipazione, finendo addirittura per fare da special guest in molti racconti di Kull (di cui saranno alleati) e Conan (di cui saranno la trasfigurazione delle popolazioni dei pelle rossa) con una strizzata al mondo orrifico dell'amico Lovecraft.

lunedì 20 novembre 2017

Cerimonie nere (La città vampira di Paul Féval, Il villaggio nero di Stefan Grabinski, La cerimonia di Laird Barron) - Recensione -




Se c'è una certezza nel mondo Urania è che le collane laterali hanno sempre una vita brevissima, questo volume infatti chiude Urania Horror (o forse si tratta solo di un pausa per rinascere in un nuovo formato chissà) con un interessante e grosso volume, che propone una sorta di best of in ordine cronologico della produzione di tre grandi scrittori del panorama Horror.

Il volume si apre con "La Città Vampira" di Paul Feval (1875), un autore oggi sconosciuto ai più ma che in vita rivaleggiò per fama e successo con Doumas. Dotato di una fantasia scafata per ogni genere d'avventura, scrisse quello che si può considerare il primo thriller letterario. Come spesso accade però la vita dello scrittore non fu di certo tranquilla. Convertitosi alla religione cattolica, in un eccesso di zelo religioso distrusse o rimaneggio ogni sua opera in modo che si adattasse alla sua nuova visione spirituale. Un lavoro che lo distrusse fisicamente e mentalmente, e che unito a un tracollo finanziario, non gli lascio scampo. Incredibilmente "La Città Vampira" passò quasi indenne il nuovo furore religioso, e tranne qualche piccola revisione è sopravvissuta intatta fino a noi.

lunedì 19 giugno 2017

Malpertuis di Jean Ray - Recensione -



Malpertuis è una strana casa che sembra nascondere un male senza nome. Per una questione di eredità un gruppo di persone sarà costretta a vivere dentro a questa strana dimora, dove ogni giorno accadono cose mostruose e la rassicurante realtà sembra nascondere antichi e terrificanti misteri, mentre antichi dei sono pronti per ritornare in scena. I miti possono veramente tornare a vivere sulla terra?

Queste sono le premesse dell'interessante romanzo di Jean Ray. Purtroppo fino a qualche tempo fa questo interessante volume era praticamente introvabile nel mercato nostrano, per fortuna nel dicembre del 2016 Urania ha deciso finalmente di ristampare questo volume.
Il romanzo si può dividere sostanzialmente in tre parti (nel'escamotage narrativo di un documento ritrovato che narra le vicende accadute precedentemente a Malpertuis e redatto da tre persone diverse), sempre più negative e orrorifiche con il passere delle pagine, che narreranno le sfortunate vicende di Jean Jacques e di sua sorella Nacy, costretti per questioni di eredità assieme ad altre persone (ma successivamente anche per altri più diabolici motivi) a vivere all'interno della oscura magione di Malpertuis. Le vicende iniziali, con le loro storie di avidità, rabbia, invidia, accidia, possono ricordare molto un qualche romanzo di Dickens (Per dire uno a "David Copperfield"), ma il succedersi di eventi e sparizioni sempre più strane fanno presagire pian piano che qualcosa non va, che la casa possa essere infestata da qualcosa di più angosciante delle antiche leggende legate alla magione o dai noiosi inquilini. Quando ormai il protagonista sembra abituarsi ai fatti, tutto precipita definitivamente e gli ultimi pietosi veli vengono strappati e la follia e l'assurdo evento di cui sono vittime viene a galla in tutta la loro empia e malvagia entità.

lunedì 10 aprile 2017

Marziani, andate a casa! di Fredric Brown - Recensione -


Uno dei più grandi quesiti della storia dell'umanità è se esistono altre forme di vita intelligenti nello spazio oltre a noi e sopratutto se un giorno riusciremo a stabilire un contatto con loro (che sia pacifico o meno). Per il momento non abbiamo prove certe per affermare o smentire l'esistenza di esseri alieni, proprio per sopperire a questa mancanza di risposte sono nati in vario ambito storie che riguardassero un contatto alieno. Basti pensare alla "guerra dei mondi" di Wells, passando per "E.T. l'extra-terrestre" di Spilberg, a Star Trek ecc.

Negli anni 30-40 all'apice dei racconti Pulp, uno degli argomenti più in voga erano delle storie dove eroi muscolosi e votati all'azione andassero in giro nello spazio raddrizzano torti o ingiustizie presso le indigene popolazioni del pianeta o salvando la terra da pericolose invasioni aliene (basti pensare a John Carter di Marte o Flash Gordon).

venerdì 6 maggio 2016

I vampiri dello spazio di Colin Wilson - Recensione -


Per quanto ormai i vampiri e il loro mondo siano un genere ormai iperinflazionato dai romanzi young adoult e similari cercando bene, sopratutto nel passato, qualcosina di buono si trova ancora.  
I vampiri dello spazio si rivela un'interessante rielaborazione del mito del vampiro in salsa fantascientifica (anche se in verità di fantascienza c'è solo nella prima parte, la seconda potrebbe essere ambientata tranquillamente ai giorni nostri).

La trama vede la navicella spaziale Hermes durante un viaggio esplorativo incontrare un'oggetto misterioso. Tale oggetto si rivelerà essere una gigantesca astronave con essere umanoidi ancora vivi a bordo ma in stato comatoso. Carlsen (il capitano della nave) dopo aver esplorato la nave decide di portare 3 esseri sulla terra per studiarli. La fama e la gloria sembrano attendere i membri dell'equipaggio, quando arrivati sulla terra un'evento imprevisto porterà a una rivelazione terrorizzante. Da questo film è stato tratto anche un film omonimo del 1985. 

lunedì 7 marzo 2016

City di Clifford D. Simak - Recensione -



Oggi parliamo di fantascienza con la F maiuscola, parliamo di City di Cliffordo D. Simak (nelle prime edizioni italiane era stato scelto il titolo Anni senza fine). Ci sono libri che sono cosi belli che quando sei arrivato all'ultima pagina sei triste perché sai che trovare libri dello stesso calibro è quasi come partire per scoprire antichissime rovine ormai dimenticate. Simak ha l'incredibile capacità di mischiare fantascienza, racconti di vita, distopie, eventi catastrofici in modo assolutamente perfetto e rendere la lettura digeribile anche per i palati che poco digeriscono il fantastico.

La Trama vede nel futuro in parte passato (il primo racconto parte dal'ormai passato 2008) l'umanità ha deciso di abbandonare le città, diventate grazie alla tecnologia ormai inutili, e di rifugiarsi in gigantesche tenute latifondo, dove continuano a vivere coadiuvati dai robot nei lavori manovali. Successivamente grazie all'esplorazione spaziale l'umanità trova una specie di eden sul pianeta Giove.

lunedì 29 febbraio 2016

L'inferno degli specchi di Edogawa Ranpo (Urania collezione n°99) - Recensione -



Nell'aprile del 2011 Urania pubblica a sorpresa di tutti questo volumetto che raccoglie nove storie dello scrittore Edogawa Ranpo (vero nome Taro Hirai). Ma chi è questo autore giapponese per meritarsi un volume di questa collana? vediamo di scoprirlo.

Ranpo Edogawa è nato nella prefettura di Mie il 21 ottobre 1894  ed è morto il 28 luglio 1965. è stato uno scrittore e critico letterario giapponese.
Nel corso della sua vita ha scritto numerosi romanzi e racconti gialli. In molti di questi, nel solco del giallo investigativo di quel periodo, hanno come protagonista il detective Kogoro Akechi. Lo stile di scrittura di Rampo fu fortemente influenzato dagli scrittori occidentali, in special modo da Edgar Allan Poe (inventore del genere giallo con il suo investigatore Dupin). Lo scrittore era cosi affascinato dalle storie di Poe da usare come pseudonimo la trasposizione fonetica giapponese del nome dell'autore americano. Edogawa Ranpo (o Rampo) appunto.