lunedì 27 luglio 2020

Conan delle isole (Grandi eroi n. 47 di: L. Sprague de Camp, John Buscema, Roy Thomas, Lin Carter ) - Comic Art - Recensione


Questo è un fumetto regalatomi da un mio carissimo amico, che qui ringrazio per il pensiero. Conan è divertimento ed avventura, in tutte le sue forme, originali e non, alcune sicuramente più riuscite di altre, ma vale comunque il prezzo del biglietto (almeno nella maggior parte delle volte).

Gli anni passano ma il nostro eroe è ancora micidiale
La trama vede un anziano ma ancora attivo Conan nei suoi ultimi anni di regno sul trono di Aquilonia, svilito da beghe burocratiche e infinite discussioni finanziare; ma una nuova sfida è all'orizzonte. Una minaccia chiamata "ombre rosse", una strana maledizione che rapisce moltissimi cittadini del regno, compreso il fidatissimo Trocero di Poitian. Ovviamente il nostro eroe non può rimanere fermo, nonostante i vari acciacchi dell'età, e dopo aver ricevuto un segno da parte di un antico e potente alleato parte per quella che probabilmente si rivelerà la sua ultima avventura. La storia è una riduzione fumettistica di un romanzo di  L. Sprague de Camp e Lin Carter dal titolo omonimo.

"Silver di nascosto entra piano e poi, con sorpresa assale tutti"



Pensavate che il rifugio di Long John Silver fosse ormai scomparso nel mar dei Sargassi? Che il suo autore fosse diventato una sorta di Olandese Volante, costretto da qualche forza oscura a navigare nel mar dei blogger senza mai fermarsi in qualche posto? Onestamente cominciavo a pensarlo pure io! Ma noi pirati abbiamo la pelle dura e quindi eccomi ancora qui! Finalmente posso annunciare che il blog riprende la piena operatività.  Non vedo l'ora di ricominciare e rivedere i molti amici che mi sono fatto in questo piccolo angolo virtuale.

Sono stati messi decisamente complessi, ricchi di sfighe e di nuove avventure. Un problema alla linea telefonica, che a causa del covid è durato mesi, mi ha reso praticamente impossibile collegarmi a internet in modo stabile; il mio vecchio pc portatile dopo anni di onorato servizio si sta facendo decisamente troppo poco potente per le mie ambizioni (per quanto lo tenga sempre carissimo come "Mastro Catrame" di salgariana memoria) e ho quindi preso un nuovo pc fisso che come la Folgore del Corsaro Nero promette meraviglie.

Ho anche trovato un lavoro, per il momento temporaneo, ma che spero possa diventare qualcosa di duraturo, quindi il tempo a disposizione per il blog dovrà per forza incastrarsi con gli impegni di lavoro ma cercherò comunque di pubblicare almeno un post alla settimana.

Le novità

Le Pubblicazioni riprenderanno sulla stessa falsariga delle precedenti ma vorrei esplorare nuovi settori che sul blog non sono stati esplorati a dovere (per esempio i fumetti e videogiochi) e riprendere progetti che sono stati messi in sospeso per troppo tempo (come le recensioni dei film di Lupin o dei racconti di Conan per fare un esempio). Si valuteranno attentamente anche collaborazioni con editori e autori per eventuali recensioni, che ad oggi sono uno dei pochi strumenti che permettono ad un blog di emergere presso il grande pubblico (perlomeno senza un grosso budget di spesa in pubblicità). 

Probabilmente i mie tre affezionati lettori avranno notato che adesso è stata implementata la moderazione dei commenti, cosa purtroppo resa necessaria dal fatto che pochi ma comunque molesti soggetti si sono fatti vedere in alcune recensioni del blog. Spero che comprendiate il gesto.

Progetti futuri: Visto che il nuovo computer ha una discreta potenza di calcolo mi vorrei lanciare in una serie di progetti collaterali alle attività del blog: come montaggio video (per piccole video-recensioni), attività di podcast, modifica di immagini ecc. Se avete qualche programma interessante da consigliare non esitate a scriverlo nei commenti.

Questi sono gli elementi principali di cui volevo parlarvi, spero che vi possono interessare, io sono veramente entusiata di ricominciare. Ora non resta altro che proseguire per la nostra rotta, ovunque essa ci porti.

La prossima recensione, che vedrete oggi stesso, parlerà di un eroe ormai vecchio è stanco ma che può ancora dare del filo da torcere ai propri avversari.  

lunedì 29 giugno 2020

La Donna dagli Aghi - Recensione -



La storia della medicina è piena di casi misteriosi o strani, molto spesso si tratta di malattie nuove o rare, che la medicina dell'epoca faceva fatica a comprendere.

Nel 1829 il primo chirurgo dell'ospedale maggiore di Milano, Giuseppe Ferrario, scrive il resoconto di un caso bizzarro in cui si era imbattuto nel 1828.

Il chirurgo Giuseppe Ferrario
Maria Magni è apparentemente una giovane ragazza come tante, denotata da una scarsa voglia di svolgere i pesanti lavori agricoli e vittima di una qualche forma di epilessia che ogni tanto la colpisce. Un giorno, secondo la sua prima versione dei fatti, trova per terra una carta azzurra con all'interno molti aghi d'acciaio; per non perderli la ragazza decide di appuntarli sulla sua camicia. Poche ore dopo la fanciulla è vittima di uno dei suoi attacchi epilettici e cade svenuta a terra. 

Ripresasi dalla crisi sente un profondo dolore sul lato destro del corpo. Gli aghi sono scomparsi e Maria crede che i suoi movimenti convulsi abbiano permesso ai medesimi di infilzarsi all'interno del suo corpo. Inizialmente la donna non fa nulla ma quando il dolore si fa insopportabile decide di recarsi in ospedale. 

Inizialmente i medici sono esitanti sul metodo da usare, sopratutto perché credono che in realtà la donna sia malata di sifilide, e solo con l'intervento del Dottor. Ferrario, inizia la vera cura.

I metodi usati dal chirurgo dimostrano una scienza medica ai primordi, ancora in bilico tra gli antichi metodi di cura (salassi con sanguisughe per esempio) e un approccio razionale e scientifico al problema (bisturi e attenzione al benessere del paziente). Mi ha colpito moltissimo il fatto che Giuseppe Ferrario si rifiuti di mettere degli aghi segnati nel corpo della donna per vedere che direzione avrebbero preso all'interno delle carni della donna, come suggerito da molti suoi colleghi, e da lui rifiutato perché inutilmente doloroso e pericoloso per la paziente. 

"Per non ripetere quanto ogni medico onesto avrebbe risposto a costoro, dirò solo che rifiutati da uomo d'onore tale esperimento inutile, dannoso e immorale"

Una illustrazione della Magni e dei punti in cui vennero trovati gli aghi
Dopo qualche tempo il medico comincia ad accorgersi che la storia propinata dalla ragazza non regge più alla realtà dei fatti. Troppi infatti sono gli aghi estratti dal corpo della ragazza, spesso in condizioni praticamente pari al nuovo, oppure trovati spezzati in varie parti del corpo. Alla fine della cura si raggiunse la ragguardevole cifra di 315 aghi estratti! Ma lo stesso Ferrario afferma che potrebbero essercene ancora molti all'interno del corpo della donna. 

"La Magni prese moltissimi rimedi interni; e nel periodo d'un anno incirca di cura le furono praticati 30 e più salassi assai generosi, applicate 280 e più sanguisughe, eseguite 10 apposizioni di potassa caustica, e fatti più di 300 tagli sulla superficie destra del corpo."

Nel frattempo la fama della donna si espande sempre di più, con moltissima gente che viene a farle visita all'ospedale (una donna secondo le affermazioni della Magni le avrebbe addirittura promesso un posto in una fabbrica tessile), tanto da ottenere il soprannome di "Donna dagli aghi" e la nomea di strega. Fama nata sopratutto dopo l'evento che la vede vomitare degli aghi (anche se ormai il medico ha seri dubbi sul fatto che la donna non abbia ingerito di proposito tali oggetti. Infatti tale situazione non si ripeterà più, visto che la donna rischiò in quella occasione di perdere la propria vita). 

"Una vecchia contadina convalescente, posta nel letto di fianco a quello della Magni, incomincio da qualche giorno a fissarsi in capo che questa era stata stregata, e che poscia era diventata essa stessa una strega in virtù della magia comunicatale dagli aghi. Standole vicina di letto credeva la vecchia di potere ella medesima andare soggetta allo stesso stregamento. Non voleva essere quindi toccata dalla giovane, e nemmeno da me ch'essa pure credeva uno stregone, perché avevo la facoltà di estrarle gli aghi."

Alla fine la donna dopo varie perquisizioni fatte nella sua camera e alcuni giorni passati rinchiusa confessa di essersi auto-inflitta gli aghi nella parte destra del corpo, avendo poi cura di aspettare qualche giorno per fare in modo che le ferite si rimarginassero prima di denunciare la presenza dell'ago.

Lo stile del Ferrario è ricco di dettagli sulla vicenda, quasi un romanzo gotico, con numerose escursioni su fatti e nozioni su casi simili di cui il dottore era venuto a conoscenza nei suoi studi. Oggi probabilmente si avrebbe difficoltà ad accettare un teso che non si fa problemi a descrivere anche i dettagli più scabrosi della vicenda, ma bisogna anche comprendere l'intento istruttivo che probabilmente l'autore si proponeva di svolgere. 

Oggi è difficile comprendere le motivazioni dietro al comportamento della ragazza  (sicuramente abbiamo più strumenti per analizzare il fenomeno). Tanto che alla fine lo stesso Ferrario mette le mani avanti sulle possibili motivazioni dietro al gesto della donna. La donna sostenne di essere stata spinta dalle sue vicine, che tramite questo gesto autolesionistico erano sicure che la ragazza avrebbe ottenuto il favore dei santi martiri, ma è molto probabile che in realtà questa storia fosse stata raccontata per salvare in qualche modo la faccia. Magari dietro al suo gesto c'era la voglia di essere costantemente al centro dell'attenzione o per sfuggire in qualche modo alla magra vita di campagna). Probabilmente la vera risposta non la sapremo mai.  

Questo libro è stato ristampato dal micro editore/alternativo Ex Umbris, che coraggiosamente si propone il nobile ed interessante obbiettivo di recuperare "storie e testi inopportuni, repellenti, imperfetti, sotterranei, attraverso autoproduzioni lente e non convenzionali".

Sicuramente è una casa editrice che seguirò con molto piacere e a cui auguro il miglior successo.

venerdì 5 giugno 2020

L'intrepida Tiffany e i Piccoli Uomini Liberi di Terry Pratchett



Questo libro mi ha piacevolmente stupito non solo per la sua abile rilettura di molti elementi delle fiabe; ma anche per il suo essere un ottimo libro sul tema della crescita, dell'importanza del seguire la propria strada e non farsi inquadrare in ruoli creato da altri, prendersi le proprie responsabilità (anche quando le colpe non sono nostre), combattere per il bene di chi non può farlo ecc.

"- Mi stai ascoltando?
- Sì.
- Bene. Allora... se hai fiducia in te stessa...
- Sì?
- ... e credi nei tuoi sogni...
- Sì?
- ... e segui la tua stella...
- Sì?
- ... verrai sempre e comunque battuta da chi ha passato il proprio tempo a lavorare sodo e studiare, accantonando la pigrizia. Arrivederci."

Tiffany e gli uomini liberi
Tiffany Aching è apparentemente una bambina come tante altre che si occupa delle pecore e del fare il formaggio (anche se molto perspicace ed intelligente). Tiffany però vuole essere molto di più di una semplice contadina. Il problema è che: non è bionda quindi non può essere una principessa, non è un maschio quindi non può essere il prode principe, al massimo visto i suoi capelli bruni potrebbe ambire al ruolo di taglialegna, ma chi ambisce a tale ruolo? In verità Tiffany vorrebbe diventare una strega, non una di quelle stereotipate che si trovano nelle fiabe, ma una strega vera, di quelle che conoscono la verità e aiutano le gente (ed evitare le ingiustizie).

venerdì 29 maggio 2020

Fenomenologia di Diabolik di Andrea Carlo Cappi - Recensione -


Nel 1962 le sorelle Angela e Luciana Giussani portano in edicola un personaggio che ha fatto letteralmente da spartiacque nel modo di fare fumetti in Italia, non più legato ai principi dei buoni ma questa volta eroe dell'altra parte della barricata, quella dei cattivi (anche se con i dovuti distinguo). Diabolik diventerà in breve tempo un fenomeno di massa, tanto da dare sviluppo a tutta una serie di epigoni, tutti legati dalla lettera"K". Scatenando le feroci critiche dell'Italia per bene (arrivando a spingere le creatrici a spostare le avventure di Diabolik in posti immaginari, ma comunque con una certa verosimiglianza con le nostre regioni europee).

Un antieroe nel vero senso del termine, assassino e ladro, ma con una propria etica morale che lo rende paradossalmente superiore alle proprie vittime (che di solito sono criminali o ricchi affaristi della peggiore specie), tanto che spesso le sorelle Giussani si faranno araldi di numerose iniziative morali nelle sue pagine (la lotta con la violenza sulle donne, la pericolosità delle droghe ecc).

mercoledì 27 maggio 2020

Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov - Recensione -


Bulgakov ebbe sempre un rapporto difficile con l'elitè culturale sovietica, che spesso censurava i suoi lavori pochi giorni prima della messa in scena, tanto da arrivare a mandare una lettera al governo per chiedere un permesso di emigrare all'estero (cosa ovviamente respinta ma che gli permise di ottenere il favore di Stalin). La prima stesura del romanzo risale al 1928, ma essa venne poi distrutta nel fuoco dallo stesso autore allo notizia dell'imminente censura del suo romanzo per i suoi contenuti cabalistici (un tema che nel romanzo ritornerà). L'autore però non demorde e nel corso della sua vita continuerà a riscrivere e rivedere l'opera (la quarta e definitiva stesura verrà completata dalla terza moglie dopo la morte di Bulgakov nel 1941).

Il romanzo venne pubblicato per la prima volta nel numero 11 del novembre del 1966 e nel numero 1 del gennaio del 1967 appare, sulla rivista Moskva in una versione censurata del romanzo (che ne decurtata un buon dieci percento del romanzo originale).

Il romanzo dal forte spessore satirico si svolge in due piani temporali diversi. Da una parte si parla della visita a Mosca di Satana nei panni di Woland, un sarcastico professore straniero di occultismo, con la sua assurda compagnia di assistenti (Da Fagotto al mitico e gigantesco gatto Behemot, dal temibile Azazello alla strega Hella). Il loro arrivo porta caos e incredulità nel MASSOLIT, una importante associazione letteraria sovietica, mostrandone tutte le ipocrisie e loro false pretese artistiche (oltre a portare scompiglio in tutta Mosca). L'altra parte del romanzo, che interrompe la parte principale del racconto, si svolge nella Palestina al tempo del procuratore Ponzio Pilato, concentrandosi principalmente sulle vicissitudini di quest'ultimo e del suo rapporto con il predicatore Jeshua Ha-Nozri (Gesù).

lunedì 25 maggio 2020

Il delitto allo stagno dei loti (Serie " I Casi del Giudice Dee") di Robert van Gulik - Recensione -






Ritorniamo a parlare dei casi del Giudice Dee con un racconto breve ambientato tra i romanzi "I delitti del lago cinese" e "Il monastero stregato".

Nel 667 D.C. nella città di Han-yuan il nostro investigatore cinese deve risolvere il caso di un misterioso omicidio di un anziano poeta, ucciso apparentemente senza che l'assassino abbia lasciato il minimo indizio. A complicare ulteriormente le cose c'è il problema della scomparsa di un messo del tesoro imperiale, che stava trasportando alcuni preziosi lingotti d'oro.

Il delitto allo stagno dei loti non spicca tra le avventure del Giudice, ma intrattiene il giusto e ci sono alcuni siparietti comici molto carini (come il giudice Dee che cerca di calmare l'interesse per le donne di un suo aiutante con uno escamotage, che purtroppo finirà invece per riscaldarlo ancora di più).

Mi è piaciuto il fatto che l'assassino si faccia mascherare da un elemento che lui stesso aveva disprezzato, sicuro del fatto che non avrebbe mai rilevato la sua presenza, e che invece come dice lo stesso giudice ha rivelato il suo crimine. Lo status quo viene ristabilito e tutti possono tornare alle loro vite.

Il finale l'ho trovato un po' affrettato ma in sole 27 pagine non credo si potesse chiedere di meglio.