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venerdì 24 giugno 2022

Il grande potere del Chninkel di Rosinski e Van Hamme - Recensione -

Nel 1976 Grzegorz Rosinski conosce per la prima volta Jean Van Hamme e instaura con lui una collaborazione artistica che darà grandi frutti negli anni seguenti. Esattamente dieci anni dopo Rosinski e Van Hamme mettono in piedi un progetto che si discosta molto dal classico canovaccio del fumetto franco-belga, ma si rivelerà un vero e proprio capolavoro nascosto della produzione fumettistica europea. Si tratta infatti di un inusuale fumetto fantasy con elementi molto cupi e temi esistenziali e nichilistici.

I discepoli di J'on
Ci sono tutti gli elementi del grande fantasy: L'eletto scelto da una entità superiore, una grande missione da compiere per salvare il suo popolo chiamato Chninkel (che seppur dalle fattezze leggermente topesche sono innegabilmente ispirati agli Hobbit di Tolkien) da una grande minaccia, una serie di ostacoli e missioni secondarie per raggiungere la meta, cattivi potentissimi e ispirati ai cavalieri dell'apocalisse ecc (chissà se Miura non ha preso ispirazione da loro per la creazione dei componenti della mano di Dio in Bersek). Non manca  poi un tocco di fantascienza con la rappresentazione del Dio del pianeta nelle forme non molto diverse dal monolite nero di "2001 Odissea nello spazio" di Kubrick. Una storia che parte con i topoi classici del genere fantastico ma che vira entro breve tempo su riflessioni decisamente più negative, per esempio il rimando alla figura messianica del Cristo, anche se in un contesto molto più cinico e oscuro.

venerdì 29 maggio 2020

Fenomenologia di Diabolik di Andrea Carlo Cappi - Recensione -


Nel 1962 le sorelle Angela e Luciana Giussani portano in edicola un personaggio che ha fatto letteralmente da spartiacque nel modo di fare fumetti in Italia, non più legato ai principi dei buoni ma questa volta eroe dell'altra parte della barricata, quella dei cattivi (anche se con i dovuti distinguo). Diabolik diventerà in breve tempo un fenomeno di massa, tanto da dare sviluppo a tutta una serie di epigoni, tutti legati dalla lettera"K". Scatenando le feroci critiche dell'Italia per bene (arrivando a spingere le creatrici a spostare le avventure di Diabolik in posti immaginari, ma comunque con una certa verosimiglianza con le nostre regioni europee).

Un antieroe nel vero senso del termine, assassino e ladro, ma con una propria etica morale che lo rende paradossalmente superiore alle proprie vittime (che di solito sono criminali o ricchi affaristi della peggiore specie), tanto che spesso le sorelle Giussani si faranno araldi di numerose iniziative morali nelle sue pagine (la lotta con la violenza sulle donne, la pericolosità delle droghe ecc).

mercoledì 15 aprile 2020

Dellamorte Dellamore di Tiziano Sclavi - Recensione -



Questo periodo di quarantena sta offrendo un sacco di spunti interessanti. Da qualche giorno Tiziano Sclavi ha gratuitamente la possibilità di scaricare il suo romanzo "Dellamorte Dellamore" da tempo fuori stampa.

Un romanzo che mi ha stupito per la sua qualità narrative veramente notevoli. 

Francesco Dellamorte nel film ominimo
Francesco Dellamorte lavora come becchino nel cimitero della piccola cittadina di Buffalora. Un eroe stralunato e cinico, che combatte ogni notte i ritornanti. Infatti nel suo cimitero per qualche strano fenomeno entro sette giorni i neo morti risorgono dalla loro tombe e sorgono in una sorta di non-vita desiderosi di carne umana, ed è compito del nostro protagonista rimandarli nel mondo dei morti. L'unico a fargli compagnia è il ritardato Gnaghi (capace di esprimersi solo attraverso il termine "gna" e le sue sfumature). Nonostante il nostro protagonista sembri un eroe, in realtà un cinico e sociopatico antieroe che non disdegna di portarsi avanti nel lavoro uccidendo i propri compaesani con la stessa pistola con cui elimina gli zombi (che poi per qualche assurda logica non viene mai collegato a tali misfatti).