lunedì 28 dicembre 2020

La biblioteca di Lovecraft (volume 01) - Recensione -

 
 
È sempre bello per il sotto scritto (decisamente meno per il suo portafoglio) scoprire nuove collane editoriali, sopratutto se queste ripropongono opere letterarie citate dal caro Zio Lovy. Spunti spesso tratti dai suoi saggi "Supernatural horror in literature" e "In defence of Dagon".

Il volume graficamente si rivela molto curato (anche se non mancano difetti grafici come immagini sgranate, ma nulla che non si possa perdonare considerando che si tratta del primo volume). Il libro contiene quattro racconti: 
 
Il luogo ideale di A. Bierce: Un racconto molto interessante, inizialmente la trama sembra decisamente sconclusionata, ma man mano che si va avanti nella lettura ogni tassello si incastra alla perfezione e si trasforma in un piccolo gioiello dell'orrore.
 
Il volto di Edward Frederic Benson: La trama vede una donna condurre una vita apparentemente agiata e tranquilla, se non fosse per la ricomparsa di un sogno orribile (che a sua volta era premonitore qualcosa di ancora peggiore) che faceva da bambina, causandole forti attacchi di ansia e paranoia. I medici le consigliano un periodo di riposo presso una rinomata ma sperduta cittadina inglese. Nonostante la situazione sia inizialmente tranquilla sarà proprio qui che il suo tragico destino arriverà a compiersi. Un racconto che riprende il tema del quadro maledetto ma con molta abilità e fascino, incollando il lettore con la sua prosa diabolica. È il racconto che mi è piaciuto di più assieme a "L'occhio invisibile".

venerdì 25 dicembre 2020

Natale di Dorata Speranza (Golden Hope Christmas) di Robert E. Howard



Quale miglior modo di festeggiare il periodo natalizio se non con una storia del mio bardo Texano preferito? Natale di Dorata Speranza è uno dei primi racconti scritti da un giovane Howard per il giornale scolastico, quando aveva circa 16 anni. Un racconto che dimostra uno stile ancora acerbo, ma capace di tratteggiare un calda storia natalizia e personaggi affascinanti nel giro di poche pagine. Il tutto in un genere, il western, che Howard adorava e a cui dedicherà molte storie.

Red Ghallinan è un uomo cinico e duro, che ha vissuto un'infanzia fatta di violenza e povertà (tranne che per un breve momento della sua tormentata esistenza), odiato da tutti e temuti dagli altri criminali, il suo unico lavoro consiste nell'uccidere in duello gli avversari dei ricchi possidenti locali. Le avanguardie della legge però si fanno sempre più vicine e il pistolero deve trovare nuove vie per guadagnarsi il pane. Il lavoro in miniera è duro e faticoso, quindi decide di truffare Hal Sharon, un giovane ingenuo e sognatore dall’Est, millantando le incredibili qualità della sua concessione. Incredibilmente la testardaggine di Hal viene premiata e Red mosso da profonda invidia medita una sanguinosa vendetta. Un segno gesto di buona volontà fermerà il massacro.

Natale di Dorata Speranza è una storia di brevissima durata, con personaggi semplici e stereotipati, ma la trama funzione e scorre bene. Il gesto che salva i protagonisti è ben pensato (riesce a dare quel tocco di spirito natalizio senza mettere in ballo renne e babbi natali o spiriti festivi). Il ravvedimento del cattivo funziona e ci sta in una storia di questo genere. Il tema western ci sta veramente bene e l'influenza degli scritti di Jack London si sente.

Il racconto può essere letto tranquillamente sul sito dell'editore Providence Press: http://www.providencepress.it/it/natale-2018/

lunedì 21 dicembre 2020

Zanna Bianca (2018) - Recensione -

Titolo originale: Croc-Blanc
Paese di produzione: Francia, Lussemburgo
Anno: 2018
Durata: 85 min
Regia: Alexandre Espigares
Soggetto: Jack London
Sceneggiatura: Philippe Lioret, Serge Frydman 

Coccoloso fuori, totalmente selvaggio dentro
Zanna Bianca è uno dei classici della letteratura, un romanzo che esplora attraverso un cucciolo di cane lupo temi come la moralità e la redenzione, ma che riflette anche sul difficile rapporto tra uomo e natura. Soprattutto il romanzo di Jack London fu uno dei primi a mettere il punto di vista dell'animale al centro della storia (seppur filtrato dall'idea di darwinismo sociale e della difficile esperienza dell'autore nel Klondike). Una storia che ha conquistato milioni di lettori, riproposta in vari film, anche se stranamente nessuno in versione animata (anche bisogna dire che il film Balto in diversi elementi riprende la storia di London). A sopperire a questa mancanza arriva nel 2018 Espigares, che realizza una storia decisamente ben realizzata anche se non scevra di difetti. 

Zanna Bianca è un cucciolo di cane-lupo (in realtà è per tre quarti un lupo) che vive nello Yukon di fine ottocento. Il capo di una tribù indiana accoglie il cucciolo per le sue qualità fisiche, l'animale cresce e dimostra una forza fisica eccezionale. Le sue caratteristiche fisiche attirano però le attenzioni di fuorilegge che scommettono sui combattimenti tra animali.

Il primo incontro con l'essere umano (da notare il particolare stile spigoloso per le fattezze umane)
Per essere un film di produzione europea (quindi con budget e maestranze inferiori rispetto alle controparti americane e giapponesi) il film visivamente è un piccolo gioiello. Grazie anche all'uso di una animazione mista, realizzata in parte con il Motion Capture per l'animazione degli esseri umani, computer grafica per gli animali e l'utilizzo della pittura per la colorazione. Un mix che funziona decisamente bene, soprattutto per i paesaggi che sono veramente spettacolari ( gli effetti di illuminazione, in special modo quelli riguardanti il tramonto sono fatti benissimo. Danno una sensazione di realismo che difficilmente ho riscontrato in altri film), gli umani sono realizzati in modo spigoloso ma considerato l'ambiente è un tocco adeguato per esprimere la durezza della vita in quei luoghi. Il character design degli animali, in special modo Zanna Bianca è fatto con cura (da cucciolo è troppo dolce). Le animazioni sono ben curate, in special modo quelle degli animali (anche se bisogna dire che gli esseri umani non godono di altrettanta cura e risultano leggermente scattosi nelle movenze).

Il difetto principale del film è che non si capisce bene a quale pubblico si rivolge: da una parte è troppo serioso e scevro di elementi comici che possono attirare il pubblico più piccolo, dall'altra film ci va con il freno a mano tirato per le scene violente o dal forte impatto emotivo (rendendo molto più difficile per lo spettatore immedesimarsi nelle sofferenze di Zanna Bianca e nel suo difficile percorso di crescita tra civiltà umana e natura selvaggia). Il film poi non è neanche totalmente fedele allo storia del romanzo, saltando una buona parte introduttiva del romanzo e modificando molti sviluppi narrativi della storia, il che ci può stare se le scelte portano a uno sviluppo interessante, peccato che le scelte in questo caso non portano a sviluppi particolarmente interessanti e anzi spesso finisco per svilire il messaggio del romanzo. 

In definitiva Zanna Bianca è un buon film, in special modo nella prima parte, quella ambientata nella foresta e prima del contatto con gli umani. Il resto del film non si dimostra altrettanto buono, ma si rimane sulla sufficienza, grazie all'ottimo comparto grafico che sopperisce alle vistose lacune narrative.

sabato 19 dicembre 2020

Le 5 leggende - Recensione -

Titolo originale: Rise of the Guardians
Lingua originale: inglese
Anno: 2012
Durata: 97 min
Genere: animazione, avventura, fantastico, commedia
Regia: Peter Ramsey
Soggetto: tratto dai libri di William Joyce
Sceneggiatura: David Lindsay-Abaire

Tratto dalla serie di romanzi "The Guardians of Childhood" scritta da William Joyce, "Le 5 leggende" si è rilevato un film veramente piacevole e ben fatto. Sia a livello narrativo, con trovate che mi hanno conquistato, sia a livello visivo, con effetti grafici di primo piano.

Il comparto grafico di questo film è veramente spettacolare
Jack Frost è uno spirito senza memoria del proprio passato, legato all'elemento del freddo e del ghiaccio, che vive facendo scherzi ma senza che nessun bambino o essere umano in generale per qualche motivo lo possa vedere o sentire. Un giorno Pitch, il malvagio uomo nero, torna dal suo esilio per riportare la paura e il vuoto nei cuori dei bambini. Per scongiurare la minaccia e proteggere i bambini i quattro guardiani storici (Babbo Natale, Sandman, la Fata dei dentini e il Coniglietto pasquale) si alleano con Frost. 

lunedì 14 dicembre 2020

Il dottor Miracolo - Recensione -

Titolo originale: Murders In The Rue Morgue
Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 1932
Durata: 75 min
Genere: orrore
Regia: Robert Florey
Soggetto: Edgar Allan Poe

Il successo può rappresentare per un attore sia una benedizione, portandoti nell'olimpo delle produzioni hollywoodiane di fama, sia una maledizione, relegandoti ad interpretare lo stesso identico ruolo per il resto della tua carriera artistica. Un esempio lampante di questa contraddizione fu Bela Lugosi, che nel 1931 salì nell'olimpo della celebrità del cinema con Dracula (un "filmetto" che ha solo consacrato la figura del vampiro per come la conosciamo oggi), ma che allo stesso tempo ne segnò il destino in modo indelebile, costringendolo per il resto della sua vita a vivere nell'ombra del conte (complice anche un forte accento ungherese), nonostante la sua volontà di interpretare ruolo più "umani".    

La Universal dopo l'uscita di Dracula sta preparando il suo nuovo film dell'orrore, un altro "filmetto" ispirato a un romanzo gotico di Mary Shelley, Frankenstein (anche questa pellicola ha segnato l'immaginario collettivo, tanto che immaginare il mostro senza gli iconici chiodi o l'ampia fronte sarebbe impossibile). Inizialmente si pensa di far dirigere il film a Robert Florey e far interpretare il mostro a Lugosi, ma dopo qualche prova, gli studios cambiano idea e decidono di far dirigere il film a James Whale e usare Boris Karloff per il mostro. Il film sarà un altro successo per lo studio. Per compensare il duo e sfruttare la rivalità dei due grandi attori, Lugosi e Karloff, la Universal da il via a progetto di adattamento per la storia di Poe "I delitti della Rue Morgue". 

Siamo nella Parigi di metà ottocento, in un circo itinerante il dottor Miracolo (Bela Lugosi) intrattiene il pubblico con uno Erik, un possente gorilla che ubbidisce ai suoi ordini grazie alla capacità del dottore di comprendere la lingua dei primati. Lo show in realtà è una copertura per permettere allo scienziato di compiere i suoi folli esperimenti, volti a confermare la validità della teoria sull'evoluzione dell'uomo dalla scimmia, e creare successivamente un potente ibrido uomo-gorilla tramite l'uso di sventurate ragazze a cui iniettare il sangue del primate (che dovrebbe fungere come una sorta di test di compatibilità per diventare la sua compagna). Visto che le donne non sopravvivono al trattamento, il dottore con l'aiuto del suo aiutante, se ne libera gettando i corpi nella Senna. I ritrovami dei cadaveri insospettiscono il giovane Pierre Dupin, che inizia una indagine che lo porterà a scoprire i piani del dottore appena  in tempo per salvare la sua amata, rapita da un innamorato Erik. L'epica lotta si concluderà nei tetti di Parigi.

mercoledì 9 dicembre 2020

Over the Moon - Il fantastico mondo di Lunaria - Recensione -

Titolo originale: Over the Moon
Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Stati Uniti, Cina
Anno: 2020
Durata: 95 min
Genere: animazione, avventura
Regia: Glen Keane
Sceneggiatura: Audrey Wells

 La morte è da sempre uno dei grandi tabù della nostra società, un elemento che l'uomo ha sempre cercato di esorcizzare e analizzare in modi sempre più complessi col passare del tempo (basti pensare danza macabra medievale o il viaggio di Ulisse nell'oltre tomba per esempio), altre volte è un comodo escamotage per permettere all'eroe di partire all'avventura (la morte dell'amata per evitare l'imborghesimento del protagonista o in salsa Disney  la morte di un genitore, di solito la madre). Oggi con la sempre più lunga aspettativa di vita, la scomparsa di una persona giovane, colpisce profondamente chi vi assiste o ne subisce i cambiamenti. Sopratutto perché la signora con la falce non è più una componente quotidiana delle nostre esistenze e quindi mancano tutti gli strumenti per analizzarla e comprenderla (questo ovviamente non vuol dire che la morte sia scomparsa, ahimè! Ma semplicemente abbiamo rinchiuso questi tristi eventi in luoghi appositi, gli ospedali, e quindi la morte non è quasi più un evento a cui assistiamo di persona. Basti pensare che nel medioevo erano le donne ad assistere i moribondi, visto che assieme alla nascita era considerato loro esclusivo compito. Tanto che gli uomini ne erano estranei).  

Ben venga quindi la recente sensibilità sul tema espresso da molte pellicole di animazione. Film che spesso offrono una interessante riflessione o perlomeno un mezzo per elaborare/creare speranza al giovane spettatore. Sopratutto il film  offre una sottile e interessante metafora sul non rimanere ancorati nei propri dolorosi ricordi e vivere la propria vita.

lunedì 7 dicembre 2020

Green Book - Recensione -

Lingua originale: inglese, italiano
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 2018
Durata: 130 min
Genere: biografico, commedia, drammatico, musicale
Regia    Peter Farrelly
Sceneggiatura: Brian Hayes Currie, Peter Farrelly, Nick Vallelonga 

Scovato per caso durante una ricerca su un noto servizio di streaming Green Book si è rivelato una piacevole scoperta. Il film è un viaggio on the road nell'America degli anni sessanta, un paese ancora con profonde lacerazioni politiche e culturali (alcune ancora oggi non risolte), sopratutto per quanto i rapporti con il prossimo. 

Tony Lip, è un disoccupato italo-americano, che a causa di necessità economiche si ritrova ad accettare un posto come autista e tuttofare per Don Shirley, un pianista di colore, durante la sua tournée negli stati del profondo sud americano.