domenica 7 marzo 2021

Cristoforo Gorno - Cronache dall'antichità - Recensione -

 

 

Rai 5 e Rai Storia sono i miei canali preferiti dell'offerta della rete pubblica. Uno dei pochi motivi validi a mio giudizio per giustificare il canone. Due canali con palinsesti e appaganti, soprattutto difficilmente sarebbero pensabili per una rete commerciale (basti pensare al canale Focus che a parte i programmi in prima serata è diventato una sorta di "asta channel" o "incidenti aerei channel" a seconda dell’orario in cui vi sintonizzate. Probabilmente gli unici programmi capaci di attirare in massa il pubblico generalista.

Gorno ha il realizzato per la rete Rai Storia un formato chiamato "Cronache dall'antichità" e i suoi vari seguiti (Medioevo, Rinascimento, Risorgimento e l'ultimo realizzato è stato "Cronache dall'impero"). Si tratta a mio giudizio di un programma ben fatto, con una attenta cura per i luoghi in cui si sono svolte le vicende, le battaglie ma soprattutto tende a parlare della personalità dei protagonisti della vicenda, spesso usando le fonti storiche per analizzarne il pensiero e la mentalità dell'epoca (ed evitando invece l'uso di ricostruzioni dal vivo con attori). Spesso usando le fonti letterarie dell'epoca o dipinti moderni per dare più colore alla vicende e farci comprendere come poteva pensare un uomo della sua epoca sulla vicenda o la visione moderna che abbiamo di tali personaggi (con i dovuti distinguo, come per esempio nel caso di Federico II di Svevia dove si avverte spesso gli spettatori che alcune fonti sono di orientamento guelfo e quindi ostile), le fonti poi vengono usate anche come base per smascherare tutte le leggende che legano determinati personaggi. 

Il logo della prima serie dello show
Il programma è poi realizzato con una buona grafica computerizzata, cosa che aiuta a seguire le vicende che vengono narrate (uno dei must della serie sono le frasi tratte dalle fonti letterarie "impresse" su mura, rovine o paesaggi).

Gorno è un buon cicerone, ha una buona oratoria e gestualità, riuscendo sempre a centrare il punto senza risultare pesante (un perfetto mix tra l'esuberante dialettica di Barbero e l'impostazione seriosa di Mieli). 

Il libro "Cronache dall'antichità" è un buon compendio di quanto visto nella serie. Il saggio tratta il periodo che va dall'antica Grecia al periodo del dominato dell'impero romano. Il volume propone l'interessante idea che l'antichità vera e propria finisca nel 380 con l'editto di Tessalonica, che impose nell'impero romano la religione cristiana come l'unica consentita, chiudendo secoli di storia antica e aprendo le porte al medioevo.

Il libro i Gorno è formato da tanti tasselli storici che ci aiutato a comprendere come la storia antica abbia influenzato la nostra, nonostante le enormi differenze tra i nostri due mondi. 

Danae e il figlio Perseo
Una società come quella delle polis greche capace di creare una poesia attualissima come quella che Simonide dedica a Danae, donna che fecondata da Zeus si ritrova per volontà del padre (che teme che suo nipote lo possa scalzare dal potere) si ritrova rinchiusa in un cassa durante una tempesta marittima. Nonostante la donna sia in preda al terrore deve nascondere i suoi sentimenti per non far spaventare il suo bambino. Un contesto che ricorda tantissimo le donne profughe che si portano appresso i loro figli in massacranti marce in paesi ostili.

Uomini capaci di creare il prototipo della democrazia ma che avevano schiavi e alle donne non era concesso nessun diritto (la giusta vendetta di Clitennestra nei confronti del marito Agamennone per aver sacrificato con l'inganno la loro figlia per placcare l'ira degli dei era visto in modo negativo nella Grecia antica).

Argomenti che fanno comprendere come spesso la roboante storia che ci viene tramandata nasconda in verità diversi elementi di ambiguità, come per esempio il fatto che il termine Lupa nell'antica Roma poteva anche intendere una prostituta. Romolo forse imbroglio nel conteggio e suo fratello venne ucciso anche per dare un sacrificio di sangue alla fondazione della città (elementi che danno luci e ombre alla città eterna).

Oggi ci lamentiamo dell’inefficienza del sistema democratico ma anche nell'antichità spesso i valori democratici (di cui i greci erano orgogliosi) si piegavano alla ragione politica, come accade nel caso del processo di Socrate. Processo nato per trovare un capro espiatorio per purgare (o meglio nascondere le colpe della società intera) le colpe della sconfitta contro Sparta e il governo dei tiranni. Come vittima venne scelto Socrate, accusato di deviare i giovani ma la cui unica  vera colpa era quella di cercare la verità dietro ogni cosa, ma senza l'arroganza dell'accusa del tribunale di avere la verità assoluta. La storia del processo è veramente interessante e le fasi del processo (che durarono un singolo giorno come era d'uso all'epoca amministrare la giustizia) dimostrano la grandezza del filosofo, che nonostante la sua abile difesa venne condannato comunque ma accettò da grande la propria sorte. 

A volte come nel caso di Tiberio viene mostrato come la nomea nera che conosciamo di un personaggio storico non sia sempre veritiera (o meglio la realtà è molto più complessa di quello che ci viene detto). Un grande personaggio che ha vissuto in situazione veramente difficile (basti pensare che passò la gioventù con un padre adottivo, Augusto, che aveva causato la rovina del proprio padre naturale). Tenuto per molto tempo lontano dalla politica per favorire gli eredi scelti dell'imperatore, mostrò un carattere chiuso e riservato alle faccende politiche (in cui comunque si dimostrò abile). Un personaggio complesso, che molte volte si allontanò dal potere, forse perché per primo ne comprese il lato corruttivo. Gorno ne mostra anche le qualità come quando in Grecia, luogo dove si era rifugiato per fuggire da Roma, chiese ai notabili locali di mostrargli i malati della città in cui risiedeva. Questi però travisarono i suoi desideri e organizzarono una sorta di Freak Show ante litteram. Tiberio imbarazzato per la situazione, dopo un momento di impasse si avvicinò ad ogni singolo malato e gli chiese personalmente scusa (un evento che decisamente non si accorda con la nomea da vecchio caprone e entità luciferina che conosciamo). 
 
Personaggi che sembrano quasi trascendere dai limiti umani per darci una visione più ampia, quasi degli archetipi delle grandezze e delle bassezze della umana specie: Clitennestra è la donna che subisce i soprusi del maschilismo e la perdita della figlia per le manie del marito, Socrate è colui che si sacrifica per portare avanti l'idea di seguire un ideale morale superiore alle leggi degli uomini (soprattutto quando essa si piega al sopruso e alla giustificazione della violenza), Giulio Cesare è colui che porta al massimo la generosità e le nefandezze dell'animo umano.

In definitiva il libro di Gorno è un buon testo storico, che si presta bene con i suoi piccoli frammenti del mondo antico ad analizzare la nostra società moderna e le differenze che ci divino da quella classica. 

È un libro breve, e molti degli argomenti esposti sono ripresi dalle puntate televisive, ma rimane comunque un libro piacevole anche per chi ha seguito il programma in tv e si presta bene come regalo.  

2 commenti:

  1. "come per esempio il fatto che il termine Lupa nell'antica Roma poteva anche intendere una prostituta."
    Un associazione, per altro, del tutto fuori luogo, in quanto i lupi sono animali fedeli e monogami per loro natura.

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    Risposte
    1. Certo, ma non sempre un animale associato a un determinato aspetto umano in natura ne giustifica l'interpretazione.

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