lunedì 13 gennaio 2020

Il piccolo popolo decolla (Saga del Piccolo Popolo n° 3) di Terry Pratchett - Recensione -


Masklin, Angalo e Gurder; i niomi protagonisti del primo volume, sono alla ricerca di un mezzo che gli permetta di raggiungere Richard Arnold (ovvero il nipote Richard, 39 come riportato nel giornale. Nipote dei fondatori dell'emporio), in quanto sperano che attraverso il suo involontario aiuto di tornare a casa (una casa molto più lontana di quello che pensano gli niomi). Le vicende accadute in questo libro si svolgono in parallelo con le vicende accadute nel secondo volume.

"SCIENZA: Un modo di scoprire le cose e poi di farle funzionare. La scienza spiega cosa succede intorno a noi. Così fa anche la RELIGIONE, ma la scienza è meglio perché riesce a trovare scuse migliori quando ha torto. C'è molta più scienza di quanto si pensi. Dall'enciclopedia Scientifica del Giovane Niomo di Angalo de Haberdasheri."

Degna conclusione della trilogia del piccolo popolo, non mi potevo aspettare di meglio da Terry Pratchett. Masklin, Angalo e Gurder ancora una volta devono mettersi in gioco per scoprire la verità in un viaggio che più volte, tra un momento di stupidità e l'altro (divertentissimo a questo proposito il pezzo ambientato in aereo), devono rimettere costantemente in discussione tutto quello che avevano sempre dato per assodato (le loro origini, la quantità di niomi presenti nel mondo, gli essere umani e la loro bontà ed intelligenza).


Il percorso degli niomi è una metafora riuscita sul comportamento degli esseri umani, con i protagonisti che spesso sono la caricatura di alcuni difetti umani. Non mancano gli spunti di riflessione interessanti e la storia delle rane è una dei più emozionanti e toccanti racconti di esplorazione che io abbia mai letto.

"Io penso" rispose Masklin, "che forse sono intelligenti abbastanza per sentirsi soli"

Mi è piaciuto molto il discorso molto il discorso finale che fa il protagonista nei confronti degli essere umani, che tendono si a ricollegare tutto quello che vedono a fenomeni che possono spiegare (o ad eliminarli completamente dalla mente se non sono in linea con quel pensiero) per esempio scambiano gli niomi o per topi o per alieni (idea più affascinante), sono costantemente alla ricerca inconscia di una qualche forma di essere intelligente per non sentirsi più soli.

I protagonisti di questo romanzo sono tutti adorabili nei loro pregi e difetti, sopratutto Angalo e Gurder che tra un attacco di idiozia e un crollo di fede sono irresistibili. Non manca poi una storia d'amore ben realizzata.

In definitiva una bella conclusione per una saga che si è un po' adagiata nel secondo capitolo ma che in questo si riprende alla grande. 

4 commenti:

  1. Non sono esattamente un fans di questo ciclo ma Pratchett scriveva comunque molto bene.

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    1. Non è di certo il capolavoro di Terry Pratchett, ma si difende molto bene.

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  2. Very good Job ��������������

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