giovedì 8 novembre 2018

Il mistero della casa del tempo - Recensione -


Titolo originale: The House with a Clock in Its Walls
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 2018
Durata: 105 min
Genere: fantastico, fantascienza, orrore, thriller
Regia: Eli Roth
Soggetto dal romanzo di John Bellairs
Sceneggiatura: Eric Kripke

La pellicola è l’adattamento del romanzo “La pendola magica” del 1973 scritto da john bellairs. Non avendo letto il libro la recensione si baserà solo sul materiale filmico e non terrà conto delle possibili differenze tra libro e pellicola.

Una coppia di apparenti stramboidi 
Non avevo grosse aspettative per questo film, complice un trailer che sembrava promette un film per ragazzi a base di magia alla Harry Potter, cosa effettivamente mantenuta ma con piacevoli sorprese e altre decisamente meno riuscite.

Dopo la morte dei propri genitori, il giovane e precisino Lewis Barnavelt si ritrova catapultato nella casa dello strambo zio Janathan. Una notte Lewis svegliato dai forti rumori scopre che suo zio sta colpendo i muri di casa con un'ascia. Dopo un iniziale spavento il ragazzo scopre che suo zio è in realtà uno stregone alla ricerca di un orologio magico che il precedente malvagio proprietario, Isaac Izard, aveva nascosto prima della sua morte a causa di un disastroso rito magico. Per il ragazzo sarà l’inizio di una grande avventura, ma anche il più indomito degli eroi deve prima o poi affrontare i suoi problemi.


Il mistero della casa del tempo si dimostra un piacevole film, con una trama solida e accattivante, forse un po’ stereotipata e in alcuni punti forse troppo pilotata (soprattutto la parte del ritorno del cattivo) ma che alla fine funziona così bene da non dare troppi problemi alla visione. Certo personalmente avrei evitato di mettere troppe volte in scena il gatto-scultura erborea con problemi digestivi o la scena con Jack Black ridotto a neonato ma con la testa da adulto (scena per il sottoscritto abbastanza rivoltante, soprattutto realizzata con una cgi non proprio riuscita), ma sono i miei gusti personali.

Jack Black e Cate Blanchett fanno un lavoro egregio e riescono a rendere veramente piacevoli i loro personaggi. Anzi sono rimasto stupito per un jack Black insolitamente più calmo ed equilibrato del solito, anche se non mancano le sue scenette dove si lancia nella sua mimica molto esagerata ed comicità slapstick (anche se non ai livelli del remake di Jumanji).

Bella anche la morale del film, certo niente di rivoluzionario ma ben implementata nel film, tutto incentrato sulla parola “indomito” (vero e proprio centro del film) e sui molteplici significati (non tutti così semplici da comprendere), in un percorso di crescita interiore che coinvolgerà tutti i personaggi. Cosa che lo rende un ottimo film per ragazzi come non se ne vedeva da tempo. Infatti sono la stranezza e la diversità al centro del film, tutti i personaggi infatti hanno abitudini e comportamenti molto bizzarri (zio Jonathan è un campionario di assurdità, quanto la signora Zimmerman è elegante e superba, i continui battibecchi tra di loro sono forse la parte più bella del film e fanno comprendere la loro forte unione nelle piccole come nelle grandi questioni).  Un luogo dove il piccolo Lewis, nella sua stranezza, trova finalmente la famiglia tanto cercata.

Un'unione che si nota dai piccoli gesti che fanno entrambi

Non so se sia dipeso dal fatto che la saga di Harry Potter abbia sdoganato la concezione della magia o l’abbia resa molto più mainstream ma questo film ha delle idee molto più audaci (per quanto messe sempre sullo sfondo) di quello che ci aspetterebbe per un film per ragazzi. Non mancano infatti pentagrammi in bella vista, schemi magici ripresi dalla cabala, si parla chiaramente di omicidi e anche se non viene detto chiaramente il film fa intendere che uno dei personaggi ha venduto la propria anima a un principe dell’inferno per ottenere poteri necromantici. Forse dipeso anche dal fatto che dietro alla macchina da presa c'è Eli Roth, regista decisamente più famoso per film horror come Hostel che per pellicole per famiglie. La violenza c'è ma è molto contenuta, si punta più sull'affascinare con la magia che terrorizzare con tematiche da serata Halloween (anche se qualche scenetta da il giusto brivido)



In definitiva “Il mistero della casa del tempo” si è rilevato un piacevole film per famiglie, divertente e con un buon ritmo, non manca una morale interessante e ben implementata nelle meccaniche del film.  Un film perfetto per Halloween, ma anche per una pausa da Harry Potter. Peccato per il baby Jack Black. 

10 commenti:

  1. Sono rimasto turbato quando ho scoperto che il regista è Eli Roth (eh!?), sono felice che Giacomo Nero sia tornato a recitare, gli darò un'occhiata per questa ragioni, aspettative basissime però almeno ora so cosa aspettarmi dopo il tuo post ;-) Cheers

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    1. Idem, non mi sarei mai aspettato che un regista di Horror si mettesse a giare un film per famiglie. È un buon film per ragazzi, per certi versi molto nostalgico di quel genere di film che andava di moda negli anni 80-90, con qualche piccolo azzardo.

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  2. Allora potrei dargli una possibilità, dai...

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    1. Se lo guardi con la giusta ottica è un film molto piacevole da vedere. Sopratutto per un Jack Black e Cate Blanchett calati perfettamente nei loro ruoli.

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  3. Vedi, mi sembra un film dalla costruzione semplice (classica?) stile anni '80. Forse è ciò che i primissimi Harry Potter avevano: la magia. Anche se banale, pilotata, erano riusciti.
    Chissà, con questo film mi hai incuriosito^^

    Moz-

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    1. Il film rispecchia molto lo stile film per ragazzi anni 80, quindi la tua riflessione ci sta.

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  4. Da piccolo sarei impazzito per questi film... oggi, dopo il mago quattrocchi, non li sopporto più.
    Certo che però potevano farlo uscire separatamente da Piccoli Brividi 2, ho dovuto rivedere i trailer 4 volte prima di capire che si trattasse di due film distinti...
    Descrivendo la scena di Black nel copro di un neonato, mi hai ricordato Quel Nano Bastardo 😅
    Quando ho letto il regista mi hai fatto cadere la mascella.

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    1. Il bello è che per far Jack Balck per comparire in piccoli brividi 2 ha fatto giusto un piccolo spezzone, ha preso l'assegno e poi è andato diretto a fare questo film. :P

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  5. Molto carino ma aspetto sempre che Roth torni all'horror!

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    1. Non un fan dell'horror ma comprendo il tuo sentimento.

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