giovedì 11 agosto 2022

Dragonheart (1996) - E tu rispetterai l'antico codice? -Recensione -


Anno: 1996
Durata: 103 min
Genere: azione, fantastico
Regia: Rob Cohen
Soggetto: Patrick Read Johnson, Charles Edward Pogue
Sceneggiatura: Charles Edward Pogue

Chi di voi si ricorda il ciclo fantastica avventura su Italia 1? Si trattava di una sorta di contenitore televisivo che negli anni 90 (ma credo sia durato fino ai primi anni del duemila) trasmetteva il sabato e la domenica pomeriggio una serie di film fantasy accomunati dallo scarso budget a disposizione e dalle trame semplici (Io ricordo una serie di film, perlomeno credo fosse una trilogia, dove un gruppo di umani finiva in una isola piena di dinosauri senzienti). Però quando le stelle erano alienate al momento giusto potevi beccare qualche film di qualità superiore. Tra di questi c'era il mitico Dragonheart, che da bambino ricordo adoravo per: la sua storia scanzonata, il mitico codice cavalleresco, un cattivo tanto stronzo da giustificare il tuo odio nei suoi confronti, ma soprattutto Draco, il drago che con la sua saggezza e nobiltà mi ha sempre entusiasmato (e per il 1996 era realizzato veramente bene).

Dopo quasi trent'anni dalla sua uscita nelle sale il film è rimasto ancora quel campione di avventura e azione che ricordavo oppure il tempo è stato inclemente con lui? La risposta è ni.

Bowen e il suo padaw... ehm! allievo
Nel basso medioevo, il cavaliere Bowen addestra il giovane principe Einon affinché diventi un prode cavaliere, seguace del dettami del codice cavalleresco di Re Artù, e si allontani dalle tiranniche ambizioni di suo padre.

Un giorno durante una rivolta di contadini il Re viene ucciso e il principe mortalmente ferito. L'ultima speranza di salvezza è riposta in un drago, che solo usando i suoi poteri potrà guarire il ragazzo. L'antica creatura accetta di seguire il rito in cambio della promessa del futuro re di seguire i dettami del codice.

Con il tempo però il giovane diventa ancora più cinico e crudele del padre, instaurando un regime di terrore nel paese. Bowen deluso dal ragazzo e credendo che la colpa sia del drago rinnega il codice e diventa un cacciatore di creature del mondo fatato. Un incontro fortuito lo riporterà sulla retta via.


Sarà l'ultimo della sua specie ma ha stile da vendere
Dragonheart è uno degli ultimi grandi esponenti (forse l'ultimo della sua specie...) del fantasy per ragazzi, sottogenere uscito dal grande boom del genere a partire dagli anni 80 e con caposaldi come Willow e Dark Kristal. Un genere cinematografico dove la violenza e i temi più adulti erano molto attenuati, arricchendole nel contempo con scene comiche, di avventura spicciola e messaggi morali. Certo poi qualcosa uscirà ancora ma saranno prodotti rivolti principalmente alla tv e per un pubblico molto giovane, non avendo mai lo stesso spessore di questo film (forse solo i primi film di Harry Potter hanno ancora qualche traccia di questo tipo di fantasy).

L'idea originale del film risale al 1988 quando Patrick Johnson propose a Raffaella De Laurentis l'idea di un film su un cavaliere disilluso e un drago che truffano un villaggio per soldi.

Nel 1990 la Universal decide di finanziare il progetto. Se le fattezze del drago vennero immediatamente plasmate sul volto di Sean Connery, per il coprotagonista Bowen il discorso fu molto più complesso. Johnson proponeva Liam Neeson, ma lo studio non era d'accordo. Tra i tanti nomi sondati per il ruolo ci furono: Schwarzenegger, Harrison Ford e Mel Gibson, alla fine venne scelto Dennis Quaid.

Ci troviamo ancora in una epoca dove la CGI non era arrivata a livelli di resa scenica tali da essere costantemente preferita agli effetti tradizionali. Capire quale tecnica fosse la più adatta per rendere su schermo il drago, anche considerando il fatto che il drago sarebbe stato un personaggio principale, non fu affatto facile.

Il modello creato dallo studio di Jim Henson
Per esempio si realizzarono due modellini diversi: Uno creato dal laboratorio di Jim Henson sarebbe stato un animatronico, l'altro invece sarebbe stato realizzato in computer grafica dall'industrial Light & Magic. Il successo di Jurassic Park spinse lo studios a puntare sul secondo modello nonostante i vari dubbi e il budget non altissimo.

La visione romantica e nobile (a tratti anche nostalgica) del soggetto di Johnson poco si adattava al nuovo andamento della Universal, che voleva un film più incentrato su un pubblico giovane e alle famiglie, e venne quindi presto esautorato e sostituito da Rob Cohen, che modificò e semplifico ampiamente il film.

La lavorazione della pellicola fu molto più problematica e complessa rispetto a Jurrasic Park (perlomeno a livello tecnico) visto che Draco compare per molto più tempo rispetto ai dinosauri del film di Spielberg, e gode di una maggiore e più ricca capacità di movimento dei muscoli facciali (cosa che rende il drago molto espressivo ed è ancora oggi uno dei punti di forza del film).

Nonostante l'intenzione di puntare sulla CGI alcune scene del film vennero realizzate per comodità tramite l'uso di effetti speciali della vecchia scuola e animati da un burattinaio (per esempio la scena dove Bowen si trova all'interno della bocca del drago o quando viene schiacciato dalla zampa del medesimo).

A livello di trama il film ha dei forti alti e bassi, anche se purtroppo più i secondi che i primi.

Da una parte mi piace come si evolve il rapporto tra Bowen e Draco. Da una iniziale diffidenza si passa a una sorta di fratellanza di intenti. Una di coppia di amici che gira per questo mondo medievale per estorcere denaro ai ricchi tramite dei piccoli escamotage 8riprendendo l'idea iniziale per il film). Un rapporto che migliora entrambi, infatti Bowen ritrova fiducia nell'antico codice e il drago trova un mezzo per riscattarsi dalle sue presunte colpe.

Dentro il cerchio della tavola,
sotto la sacra spada,
un cavaliere deve giurare di obbedire
al codice che è senza fine,
senza fine come la tavola,
un anello legato all'onore.

Un cavaliere è votato al coraggio,
il suo cuore conosce solo la virtù,
la sua spada difende gli inermi,
la sua forza sostiene i deboli,
la sue parole dicono solo la verità,
la sua ira abbatte i malvagi.

Il giusto non può morire,
se un uomo ancora ricorda,
le parole non sono dimenticate,
se una voce le pronuncia chiare,
il codice per sempre riluce,
se un cuore lo conserva splendemente...
Forse il momento più epico del film
Draco poi ti da veramente la sensazione che sia un essere maestoso e saggio, capace di essere tanto minaccioso quanto pronto alla risata. Le sue espressioni e la voce di Sean Connery gli danno quel tocco british veramente delizioso (da noi magistralmente sostituito da Gigi Proietti).

Il film riesce poi a ricreare abbastanza bene quel senso di avventura e di fantastico, che sono l'abc per un pellicola di questo genere. Anche l'umorismo fa la sua parte, purtroppo di grana molto grossa (cadute, tonfi, botte ai gioielli di famiglia ecc) pensato principalmente per un pubblico generalista e molto giovane (per fortuna non ci sono peti). Ancora oggi la scena dello stallo alla messicana nella bocca del drago mi fa sorridere.

Date una caratterizzazione a questi personaggi!!!
Kara e il monaco poeta sono dei personaggi interessanti ma vengono scarsamente utilizzati (soprattutto Kara che dovrebbe essere una sorta di eroina attiva e interesse amoroso per Bowen ma a causa dei vari tagli messi in campo da Cohen rimane una figura sulla sfondo e poco più).

Dall'altra parte è innegabile che il film sia pieno di cliché e semplificazioni. Il cattivo su tutti (è bruttarello, rosso di capelli e le sue azioni hanno la stessa profondità di un bambino viziato e capriccioso che vuole la cioccolata). Un vero peccato perché a cercare bene qualche spunto interessante si trova, forse rimasugli della sceneggiatura Patrick Johnson, dove è chiaro che il film voglia esplorare temi come la corruttibilità del potere e di come non sempre sia possibile cambiare in meglio gli altri. Soprattutto il cattivo è una occasione sprecata, poteva essere una nemesi di re Artù o una sorta di Palpatine del medioevo, capace di essere un degno avversario usando appieno i propri poteri... purtroppo non è andata così.

Bisogna dire che anche Bowen come novello Obi-Wan non brilla certo per lucidità, visto che tutti, compreso un contadino orbo e con la cataratta all'altro occhio, si sarebbero accorti dopo poco che il principe sia tutto tranne un santo. Il nostro coprotagonista invece è la dimostrazione che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire (o vedere in questo caso).

E pensare che anni dopo andrò ad insegnare a Hogwarts
Ci deve essere poi qualcosa nel terreno o nelle acque che ottenebra le menti, visto che nessuno in questo film mostra un particolare capacità di far funzionare le celluline grigie. Il re padre ha una sagacia tattica degna di un tordo imbalsamato e senza nessuna scorta si dirige verso il centro del villaggio, dove ovviamente viene massacrato dai rivoltosi. Il figlio si butta anche lui nel pericolo, e viene ferito mortalmente dopo aver ricevuto una spintarella da una ragazza (Che figura di m... mi dovrebbero spiegare chi è il genio del male che ha messo degli spuntoni affilati ad altezza petto nella struttura della propria casa) e dimostra di non sapere usare con un minimo di cognizione le proprie forze (manda i propri cavalieri in mezzo alla foresta a combattere singolarmente contro i rivoltosi, perdendo così tutto il suo vantaggio).

La grafica è come detto buona ma ormai risente in molte scene del passare del tempo, soprattutto in quelle dove c'era poco tempo a disposizione per fare un buon lavoro. Nelle scene notturne, come usale in questo genere di produzioni, la qualità sale leggermente.

Mi è un po' dispiaciuto rivedere questo film perché mi ha tolto quella patina magica della nostalgia che ovattava i difetti e ampliava le parti belle.

In definitiva è un bella storia, abbastanza epica e avventurosa. Peccato che le numerose lacune a livello di trama e caratterizzazione dei personaggi rovinino l'alchimia del film. La CGI è invecchiata male ma qui e là ha ancora qualcosa da dire e soprattutto Draco ha ancora un fascino irresistibile.

E se almeno una volta non avete cercato nel cielo la stella di Draco non siete degni di essere definiti cavalieri

Bowen: E adesso, Draco, senza di te, che cosa faremo? A chi ci rivolgeremo?

Voce di Draco: Alle stelle, Bowen. Alle stelle.





Poi ci sarebbero tipo sedici seguiti uno più brutto dell'altro che non hanno nulla a che fare con il capostipite.

7 commenti:

  1. Scende una lacrimuccia ogni volta, per un film che è rimasto nel cuore :)

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    1. Verissimo, è un film che sa emozionare e divertire.

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  2. Eeeehhh, addirittura 16 seguiti, sono solo 4, e si spera non ne faranno altri perchè ormai e da qualche anno che si parla di un "Dragonheart 6" (nell'ultimo abbiamo pure avuto una draghessa).

    Comunque non sono daccordo con il tuo giudizio parzialmente negativo, visto che alcune delle cose che tu hai giudicato come difetti in realtà NON LO SONO, ma sono scelte coerenti con la strama e lo svolgimento; anche sui personaggi, io li ho trovati TUTTI caratterizzati BENISSIMO, cattivo compreso... Ma forse parlo così perchè, dopo aver visto film molto recenti ZEPPI di difetti (anche i più banali), un film nella media come questo risulta un capolavoro di regia e sceneggiatura.

    Nulla da dire sulla critica rivolta alla CGI visibilmente invecchiata, ma si sa, la computer grafica è per antonomasia la tecnica pezzente e scacciona per chi non vuole spendere un pò più di soldi o avere i risultati in poco tempo ma con la metà della qualità.

    P.S. Molto bello il modello animatronico della Jim Henson studios... Quasi mi dispiace non aver avuto lui nel film: magari si poteva realizzarlo un pò in animatronica, e un pò in stop-motion.

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    1. Era una esagerazione. Onestamente già il secondo era un affronto a quanto di buono si era fatto nel primo, non oso immaginare cosa hanno combinato negli ulteriori seguiti.

      La CGI non è il male assoluto e se ben usata può giovare alla storia, il problema è che oggi si tende ad usarla per tutto, anche dove si potrebbero usare altre tecniche più tradizionali (guarda il Signore degli Anelli a distanza di decenni è ancora visivamente godibile, perché si usarono delle tecniche miste per realizzarlo. Non altrettanto si può dire dello Hobbit che dopo pochi anni risulta già vecchio e finto per la CGI onnipresente).

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    2. Ma si, l'avevo capito che era un'esagerazione XD Comunque verissimo che il "seguito" era oscena paragonato al primo, sembrava una delle putate più scarse e ridicole di Hercules. Non so dirti degli altri tre, c'è chi dice che sono un pò meglio, altri ancora che è allo stesso livello... Però se sei curioso e vuoi vederli; a me piacerebbe leggere delle tue recensioni in cui li stronchi ;)

      Ma sai che ti dico... che malgrado i limiti e l'età, la CGI impiegata in questo film per Draco è più realistica e meglio integrata con il contesto analogico di quello che propinano oggi; ma probabilmente è anche perchè i film li filmavano ancora su pellicola e NON in digitale. Effettivamente da proprio la stessa sensazione del Signore degli anelli.

      Tra i vari aspetii positivi ti sei dimenticato di citare: la buona ricostruzione storica (se pensiamo alle pacchianate che vediamo oggi) e soprattutto l'ottima colonna sonora firmata da Randy Edelman.

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  3. Ah ecco un bel film. Lo ammetto io non sto a vedere tanto la complessita della trama ma la scenografia. Poi ammettiamolo quando viene recitato il codice tutti si mettono in ginocchio e lo ripetono a voce alta. Sebbene ammetto che il cattivo sembrava piu il classico imbecille che da solo non fare nulla e non viene ucciso subito perché c'é qualcosa che lo protegge dai buoni piu forti e robusti e perso il vantaggio le prende subito. Ottima analisi e curiosita sei un grande.

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    1. Ci sta, alla fine lo si può guardare tranquillamente senza farsi tante storie per le lacune (di cui alla fine quasi nessun film è assente). Il cattivo è sicuramente uno degli elementi sfruttati peggio.

      Grazie mille, mi fa piacere che la mia recensione ti sia stata gradita.

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