Durante la seconda guerra mondiale il diplomatico Robert van Gulik decise di tradurre un romanzo cinese anonimo quasi totalmente dimenticato (si trattava proprio di "Celebri casi del giudice Dee", stampato a Tokyo in 1949). Grazie a questo lavoro l'autore si appassionò a questo genere letterario e convito delle sue potenzialità rispetto alla sua controparte occidentale decise di scrivere nuove storie sull’infallibile giudice Dee, protagonista del romanzo, realmente vissuto in epoca Tang.
L'opera come detto è probabilmente il lavoro di un animo cinese del XVIII secolo, sullo stile delle cronache delle avventure dei magistrati distrettuali, un genere che però non era ben visto dall'élite culturale cinese che lo considerava un genere poco degno per i letterati di alto livello (probabilmente per questo motivo il romanzo è arrivato in forma anonima).
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| Il giudice Dee in una antica stampa |
Questo giallo cinese è come tutti i suoi simili molto diverso dalla controparte occidentale. Per prima cosa si tratta di un genere formatosi molto prima che in occidente (nella sua forma definitiva si parla del sedicesimo secolo ma i primi tentativi sono molto più antichi). Altro aspetto interessante è il fatto che il ruolo del "detective" è assunto dal giudice, un funzionario statale che viene considerato come il “padre e madre del popolo” visto che non solo dirige le funzioni civili del distretto di cui è incaricato ma ha anche il compito di amministrare la giustizia.

