Pinocchio è uno dei personaggi letterari più famosi, molti probabilmente lo conoscono grazie al film omonimo della Disney, e il suo libro è stato tradotto in più di 220 lingue diverse (complice il fatto che dal 1940 i diritti d'autore sono scaduti). Un successo che il tempo non è riuscito a scalfire, visto la costante riproposizione della storia del burattino. Basti pensare allo sconosciuto ma rispettoso del materiale originale film animato del 1971, alla famosa serie tv della Rai o il recente film di Garrone.
Una storia di formazione dal lieto finale e dai giusti messaggi pedagogici. Tutti la conosciamo, perlomeno a grandi linee: un discolo impenitente ma sostanzialmente buono, che si fa traviare dalle cattive compagnie ma che alla fine dopo diverse traversie trova la giusta strada e per ricompensa diventa un bambino vero. E se vi dicessi che di questa storia esistono due versioni differenti? Quasi agli antipodi? Infatti se si guarda con attenzione si può notare una certa discrepanza tra i primi quindici capitoli del romanzo e i successivi. I primi hanno un tono decisamente più oscuro, il tema della crescita morale del personaggio è decisamente messo in sordina.
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I disegni di Simone Stuto |