lunedì 15 febbraio 2016

Frankenstein (anime) 1981 (Toei Animation) - Recensione -

オッス!帰ってきた孫悟空と仲間たち!!
(Kyofu Densetsu: Kaiki! Furankenshutain)
special TV anime
Lingua orig. giapponese
Paese Giappone
Regia Yugo Serikawa
Soggetto Roy Thomas dal fumetto Marvel Comics, Don Heck dal fumetto Marvel Comics, Mary Shelley dall'omonimo romanzo
Musiche Kentarō Haneda
Studio Marvel Animation, Toei Animation
1ª TV luglio 1981
Durata 98 minuti

Nel corso del 1970 la Marvel è decisa ad aprire i suoi prodotti ai nuovi lucrosi mercati orientali e stringe un accordo con lo studio di animazione Toei, che permetterà all'azienda giapponese di sfruttare alcuni personaggi del mondo fumettistico americano per i proprio Show. Da questa collaborazione nascono: Il Super Sentai Spider-Man con tanto di robot gigante Leopardon (il primo show giapponese che inserisce un robot nella trama, successivamente divenuto elemento caratteristico dei Super Sentai). Successivamente arriveranno: l'esilarante Dracula: Sovereign Of The Damned e l'anno dopo lo special televisivo qui recensito.

In molti paesi è stato spacciato come adatto ai  minori

Sembra che Dracula, per quanto mal riuscito in molti aspetti, in Giappone sia stato un tale successo da permettere alla Toei di realizzare un altro special Tv basato sull'universo Marvel, precisamente sul fumetto Frankenstein di Roy Thomas  e Don Heck, tratto a sua volta dall'omonimo romanzo di Mary Shelley. Bisogna precisare che questo special prende solo spunti generici dalle opere d'origine per creare un prodotto  che si ispira più al film omonimo del 1931. Questo prodotto è denotato da una componente Horor e Splatter veramente forte, con molte scene dal forte impatto visivo.

Lo special non esita a mostrare sangue, amputazioni, strangolamenti e morti; anche abbastanza cruente fin dai primi minuti. Sorprende che in molti paesi (Italia compresa) questo filmato sia stato confezionato come un prodotto per bambini e venduto come tale.   

Il film è caratterizzato da un messaggio cattolico, sopratutto nella parte finale.

Il mostro
La trama brevemente è questa: In un castello diroccato il dottor Victor Frankenstein sta eseguendo un esperimento con l'obbiettivo di riportare in vita i morti. Grazie alle sue conoscenze il dottore riesce ad rianimare il cadavere di un uomo gigantesco, realizzato con parti raccolte da diversi cadaveri. Quando tutto sembra andare per il meglio un fulmine sovraccarica la struttura, che esplode. La creatura che esce dall'esperimento è mostruosa e sconvolgente. Il dottore è costretto a far abbattere la creatura al suo assistente, per poi tornare a casa in svizzera. Quando tutto sembra essere finito, strani omicidi vengono commessi intorno a lui e lo costringono a mettere in discussione il suo operato, e se la sua creatura sia davvero morta o no.

Il dottor Frankenstein
Il Dottor Frankenstein e il mostro omonimo sono ovviamente presenti in questa produzione, anche se con caratterizzazioni ben diverse rispetto al romanzo. Il primo è ben più vecchio della sua controparte cartacea (ovviamente per permettergli di avere una figlia. Nel romanzo è appena sposato e poco dopo il mostro gli uccide la moglie). Ha qui un carattere cinico ed egocentrico, e non esita a sacrificare il proprio assistente alla furia del mostro per salvarsi o a trattare in malo modo la propria famiglia preoccupata per lui . Solo alla fine, con un gesto catartico, comprenderà i propri sbagli e chiederà scusa per i suoi misfatti.

Il mostro rispetto alla sua controparte cartacea si avvicina di più al personaggio di King Kong. Quindi un personaggio forte fisicamente, ma dotato di un intelletto sottosviluppato (invece il Frankenstein cartaceo era denotato da un'intelligenza pari o addirittura superiore a quella del suo creatore), che si comporta violentamene non per propria volontà, ma a causa dell'odio umano che non riesce a vedere la sua purezza all'interno di un corpo malformato. Il film ne da una visione molto simile a quella di Gesù (nel senso che ambedue ricevono sofferenze dal genere umano)

In questo special sono presenti alcuni personaggi originali:

Elizabeth e suo padre
Emily è la figlia del Dottor Frankenstein (è un personaggio originario dello special). Bionda e dagli occhi azzurri (altrimenti come lo attiri il mostro?), dotata di una bellissima voce, è l'unica assieme al nonno a comprendere che dietro al mostro si nasconde un animo buono. Nonostante i suoi sforzi il mostro dovrà soccombere alla furia umana.

Elizabeth è la moglie del Dottor Frankenstein. Innamoratissima di lui ne condividerà il nefasto destino.

L'ispettore e suoi assistenti sono l'elemento più inutile del film, buoni solo per allungare il brodo di qualche minuto. Nonostante arrivino sempre a comprendere la verità dietro il mostro per un motivo o l'altro l'ispettore non procederà mai a fare alcunché e si limiterà a sparare qualche ipotesi per guadagnarsi la pagnotta. Sarà sua l'idea che innescherà i tragici eventi finali del film.    

Zuckel è l'ex assistente del dottor Frankenstein (quello che il dottore ha sacrificato al mostro per riuscire a scappare). Scampato miracolosamente al mostro, arriva per vendetta a ricattare il dottore facendoli credere che il mostro esista veramente. Finirà esso stesso vittima del mostro che tanto voleva emulare.

Il comparto tecnico è di buon livello. Le animazioni sono veramente di ottime e non si notano errori gravi.

La regia è di Yugo Serikawa veterano delle serie "World Masterpiece". Toyoo Ashida è il direttore dei disegni, tre anni dopo dirigerà Ken il guerriero.

Nonostante la sceneggiatura sia solo ispirata all'opera originale riesce comunque a dare una certa affinità all'opera originale. Questo special si ispira fortemente al film del 1931 e sia il mostro che molte scene sono dei veri e propri omaggi alla pellicola, quasi al livello di plagi. Il personaggio del mostro riesce ad essere fortemente empatico e dare quel senso di tristezza per un mostro nato dalla follia umana.

Il ritmo è abbastanza lento, la storia sembra per la maggior parte del tempo non portare a nulla e solo nella seconda parte assistiamo ad un rapido e fitto numero di colpo di scena. Da dimenticare l'avulso e disturbante quadretto famigliare alla "mulino bianco" tra il mostro Frankenstein, Emily e suo nonno; fortunatamente breve. Sopratutto dopo aver visto che lo special non lesina scene splatter abbastanza pesanti sia dopo che prima.

Anche il messaggio cristiano, per quanto un po' forzoso, è ben gestito. Bellissima la scelta registica di inquadrare alternativamente le mani di del crocifisso e quelle ferite del mostro Frankenstein, a indicare una comunanza "nella sofferenza" fra i destini dei due. Sicuramente la scena più riuscita.

Le musiche sono molto belle, è riescono a ricreare le atmosfere del tempo. Degna di menzione la musica che accompagna Frankenstein quando si rifugia in chiesa davvero azzecca e carica di tristezza per la sorte del mostro. Negativa la canzone che canta Emily, che sviene spacciata per canzone tradizionale ma risulta essere invece una canzone jpop bruttina, con tono di voce che mal si azzecca ad una ragazzina di 12 (per quanto la canzone sia cantata dalla bravissima cantate Kumiko Kaori, che molti ricorderanno per la sigla finale di General Daimos), da dimenticare.

Il doppiaggio italiano è di qualità scarsa, quattro doppiatori fanno tutti le voci (3 uomini e una donna). Sono presenti errori abbastanza evidenti di traduzione. Per esempio veniamo informati del fatto che il nonno ci vede poco, ma da come si muove e da come agita le mani possiamo comprendere che sia in verità sia cieco o il fatto che i versi e le urla non sono riddoppiate e capita spesso che in mezzo si sentano parole giapponesi.

Veramente sorprendente la scena finale, con una soluzione cosi drastica che non credo si trovi in altre opere ispirate al romanzo della Shelley. Sono rimasto davvero stupito che si sia adattato un finale cosi tragico e catartico.  

In definitiva lascio a voi se decidere o meno se vedere questo special. Io mi sono divertito a vederlo, sopratutto per l'alto livello di trash presente nella pellicola. Alcune scene sono veramente fatte bene, ma il ritmo è lento anche troppo per un prodotto ispirato ad un romanzo ottocentesco. La fedeltà all'opera originale c'è, ma non è abbastanza da consigliarne la visione come surrogato al libro. Sicuramente è da sconsigliarsi ai deboli di cuore e a chi cercava un prodotto da guardarsi con la propri pargoli.


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