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martedì 10 settembre 2019

La piramide di fuoco di Arthur Machen



Arthur Machen è un autore decisamente sconosciuto in Italia, la cosa è un vero peccato perché questo scrittore ebbe una profonda influenza in scrittori come Howard e Lovecraft (tanto che i due nonostante avessero ottenuto il suo indirizzo i due non osarono mai provare a comunicarci per la profonda ammirazione che provavano), sopratutto il solitario di provvidenze deve tantissimo stile e tematiche allo scrittore inglese.

Machen nacque nel Galles, precisamente a Caerleon-on-Usk, nel 1863 con il nome di Arthur Llewellyn Jones. Il cognome materno Machen, vene preso solo in seguito. Nonostante i buoni risultati scolastici è costretto a lasciare la scuola a causa delle ristrettezze economiche della famiglia. Con il sogno di diventare un giornalista nel 1881 andò a Londra, senza però ottenere la fama che sperava di ottenere e anzi vivendo in estrema povertà sbarcando il lunario svolgendo lavori di tipografia e di precettore. Nonostante la povertà non si perse d'animo, tradusse le "Memorie di Casanova" e scrisse un libro di racconti in stile antico che non ottenne un grande successo. Tra le tue tante esperienze ci fu quella di redigere in una vecchia soffitta un catalogo di libri esoterici per una libreria, cosa che gli diede molti spunti per le sue opere, sopratutto per il suo libro più famoso "Il Grande Dio Pan".

martedì 2 aprile 2019

PROVIDENCE TALES n° 2 (Febbraio 2018)


Dopo la ristampa del primo volume la Providence Tales rende disponibile sempre a febbraio il secondo volume (la copertina è di Iosif Chezan). La qualità dei testi proposti è veramente di alto livello.

I racconti:

Arthur Machen
Tre racconti di Arthur Machen (La storia del sergente Richard Haughton, Il calvario di Azay e il canto di guerra dei gallesi): Tutti i racconti sono ambientati durante la prima guerra mondiale e raccontano eventi ai limiti del fantastico. Questi racconti fanno parte di un progetto di recupero e riscoperta delle opere di Machen da parte di Providence Press e di altri editori come Hypnos. Le opere di Machen furono molto elogiate da Lovecraft e personalmente non posso dissentire dal suo giudizio (anche se il secondo racconto l'ho trovato decisamente sottotono rispetto agli altri due racconti), anche se in questi racconti subiscono l'allora l'imperante influenza della propaganda alleata, con i tedeschi spesso dipinti come bruti e demoniaci. 

Saga di Steve Costigan: Il bulldog di razza di Robert E. Howard: Un marinaio, un bulldog, botte da orbi come se non ci fosse un domani e filosofia Howardiana. Cosa volete di più? Da amante dei cani non posso che promuovere questo racconto.

Il treno per Flushing di Malcolm Jameson: Una interessante rivisitazione del mito dell'Olandese Volante e dei viaggi del tempo, il tutto in chiave ferroviaria. I protagonisti sono un uomo e una donna costretti a subire le angherie di un losco pirata alla ricerca della sua nave perduta, ma più passa il tempo e più i due si accorgono che stanno tornando sempre più giovani, fino al misterioso finale.

lunedì 19 novembre 2018

Il Grande Dio Pan di Arthur Machen - Recensione -


Arthur Machen non è di certo un autore che spunti facilmente nella memoria del genere horror, di quelli che basta sussurrare l'opera x per attirare subito sguardi di complicità nel lettore a voi più prossimo o l'autore che ha ricevuto mille adattamenti filmici dal proprio romanzo. Machen è in verità un personaggio che ha goduto e gode di un forte influsso nel panorama letterario, basti pensare che autori come Howard Philip Lovecraft (scrittore che stravedeva per Machen, tanto da omaggiarlo e citarlo in molti suoi scritti) e King hanno ricevuto una forte influenza dalla prosa dell'autore anglosassone.


Arthur Machen, vero nome Arthur Llewelyn Jones (il cognome Machen è preso dalla famiglia della madre), nasce a Caerlon in Galles nel 1863. La sua vita sarà sempre caratterizzata da continui e repentini cambi di fortuna, il primo dei quali lo porterà a non concludere mai gli studi universitari a causa delle difficoltà economiche sopraggiunte per alcuni investimenti sbagliati. Machen sarà quindi costretto a svolgere vari lavori, tra cui il giornalista e a farsi strada in una soffitta colma di libri esoterici per redigere il catalogo di una libreria, cosa che gli fornirà molto del materiale necessario per la redazione nel 1891 del suo libro più famoso "Il grande Dio Pan". Libro che non viene accolto benissimo nel clima puritano dell'epoca vittoriana, forse anche complice i fatto che "Il Grande Dio Pan" ne mostra il lato più oscuro e morboso espresso in un latente desiderio di spiritualità e un interesse segreto per l’occulto (che nel racconto viene rappresentato benissimo dal personaggio di Clarke), con il Dio Pan elevato a potere primordiale della natura contro il potere della scienza e della filosofia materialista del tempo. Vittima del suo stesso successo nel genere decadentista Machen finirà per rimanerne intrappolato, tanto che i suoi successivi racconti non avranno moltissimo successo, facendolo finire nuovamente in povertà.  Solo durante la prima guerra mondiale ritroverà un effimero successo con la storia degli Angeli di Mons. Anni dopo grazie all'aiuto di amici e conoscenti riesce a ottenere un piccola pensione che gli permette di vivere serenamente la sua vecchiaia, morendo a 87 anni nel 1947.