lunedì 20 giugno 2016

Lupin e la strategia psicocinetica - Recensione -

Già la copertina non preannuncia nulla di buono
Lupin sembra si sia fumato qualcosa di molto pesante (sorvoliamo sul resto del cast)
Anno: 1974
Durata: 82 min
Genere: avventura
Regia: Takashi Tsuboshima
Soggetto: Monkey Punch
Sceneggiatura: Hiroshi Nagano
Casa di produzione: Toho

Ne avevo già parlato nel film live action del 2014, oltre a Lupin the movie (Qui la mia recensione) esiste un'altro film live action di Lupin III, ma cosi brutto che Monkey Punch lo ha disconosciuto come prodotto basato sul ladro gentiluomo. I. Uscito nel 1974 in Giappone, Lupin III e la strategia psicocinetica è un film diretto da Takashi Tsuboshima.

Sia la prima serie anime (1971) che la prima serie del manga (67-72) hanno reso ormai Lupin III un fenomeno virale nel Giappone anni 70. Logico quindi che altri settori dell'intrattenimento si siano interessati a questo nuovo personaggio. L'idea di creare un Live action sul nipote del ladro gentiluomo di Maurice LeBlanc non è a priori una idea cosi pessima, essendo il personaggio privo di poteri o colpi supereroistici che tanta fortuna hanno portato all'animazione giapponese. Peccato che il film realizzato da Tsuboshima sia uno dei più imbarazzanti e scarsamente fedeli al personaggio mai realizzati, oltre ad essere di una povertà tecnica imbarazzante.

Il nostro Lupin nel suo periodo Toto Cutugno
Di solito nei live action giapponesi ispirati da manga o anime possiamo notare la volontà di riportare nel modo più fedele possibile il "sobrio" vestiario e le acconciature dei protagonisti. Tralasciando spesso completamente una sceneggiatura che sia minimamente funzionale o che ne ricalchi lo spirito originale. Con risultati spesso al limite del trash o della sufficienza. Nel film di Takashi Tsuboshima non abbiamo neanche questo, con il risultato di vedere un film comico di stampo quasi jamesbondiano a cui all'ultimo momento sono stati cambiati i nomi dei personaggi con quelli di Lupin III. Anticipando per molti aspetti l'umorismo buonista della seconda serie.

La trama del film riprende in modo parziale e con molte libertà alcuni aspetti tratti del manga.  Il film si apre con un Lupin versione anni 70 che tenta di salvare una bella carcerata (che scopriremo essere poi Fujiko Mine). Ovviamente come da tradizione Fujiko ricompensa Lupin per averla liberata facendolo arrestare al posto suo. Nel frattempo grazie al Jigen più anziano mai visto e dal vestiario a metà tra un Dandy e di un maggiordomo scopriamo il pretesto su cui si basa la trama. Veniamo a sapere che Lupin II aveva creato la più potente organizzazione criminale del mondo, ma è stato ucciso dall'ultimo arrivato della sua organizzazione, la famiglia Maccherone, che ha preso il suo posto all'interno della stessa. Solo l'ultimo rappresentate della Famiglia Lupin (Lupin III) potrebbe ancora ostacolare il suo piano e per questo va eliminato. Starà a Lupin III ricostruire l'impero Lupin e vendicare la morte del suo genitore.

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Il film realizzato da Takashi Tsuboshima si rivela essere un film noioso, inconcludente e incapace di portare su celluloide qualsiasi aspetto dei personaggi o del manga/anime, finendo per scadere nella più scadente commedia. La regia usa uno stile molto slapstick e cartonesco, cosa che può funzionare per un corto da 5-10 minuti; ma in un film da 82 minuti con personaggi maschiette e comicità degna del peggior film di Stanlio e Olio rendono il film una visione straziante (sopratutto se siete fan di Lupin III). Takashi cerca di riprende alcuni aspetti del manga (come le scene delle esplosioni con i personaggi che assumono le capigliature Afro; Lupin ingrifato che rimane solo in mutante ecc.), ma non bastano a risollevare le sorti del film, finendo per far comprende di non aver compreso per nulla il personaggio e il suo modo di fare. Takashi arriva addirittura a dare dei quasi-poteri da super eroe a Lupin (come quando uno spocchioso Lupin ci dimostra come è riuscito ad uccidere uno sicario della famiglia Maccherone grazie alla sua velocità supersonica). La stessa sceneggiatura è piena di buchi di trama e scene senza senso, Molti argomenti vengono buttati come viene e poi subito dimenticati nella scena successiva. Per esempio la famiglia Maccherone, che il film vorrebbe farci credere pericolosissima, viene tirata in ballo solo quando serve per fare andare avanti e poi subito dimenticata. Lupin non ha nessuna voglia di vendicarsi e ruba semplicemente perché non ha nessuna voglia di lavorare. Altri elementi come i furti, che dovrebbero rappresentare uno dei cardini della storia, sono a malapena abbozzati e ridotti a pochi minuti di girato. Con il film che preferisce concentrarsi sui tendiosi tentativi di copulazione di Lupin (che finisco quasi sempre in bianco) e le tragicomiche avventure di Zenigata (che dire essere imbarazzanti e fare un pregio al film). Mettiamoci pure che il finale del film non porta a conclusione nessuno degli artefatti messi in campo, risultando quindi uno spreco totale di tempo.

Il mostruoso emblema della famiglia Lupin.
Come ciliegina sulla torta per la bruttezza del film veniamo a sapere che il simbolo della famiglia Lupin sarebbe una mostruosa lettera L stilizzata che finisce con un dito con una unghia laccata di rosso. Che Lupin III ha addirittura tatuata addosso fin dalla nascita! (Si capisce perché non abbia nessuna voglia di vendicare il Padre)

Neanche la caratterizzazione dei personaggi si salva. Lupin è uno scansafatiche, che grazie alle sue abilità ladresche che gli derivano dal sangue paterno vive di furti, visto ch'è in grado fin da neonato di realizzare qualsiasi furto o fuga che gli venga in mente (come a dire che se vostro padre è un falegname allora voi dalla nascita siete in grado di realizzare tavoli e sedie senza aver mai praticato prima il mestiere). In questa versione è veramente insopportabile, vuoto e vanesio. L'unico aspetto positivo è l'uso di una giacca bianca rispetto alle classiche verde o rossa.

Jigen mostra il suo arsenale.... ehm! le armi da fuoco ovviamente! :)
(scena non equivocabile).
Jigen in questo film è veramente un aborto. Lasciando perdere il vestito da Danday degno della peggior galera, sembra più l'apprensivo maggiordomo di Batman, che il freddo pistolero e fedele compagno di Lupin che tutti noi conosciamo. 'E l'unico personaggio con un briciolo di motivazione per quello che fa, ma è veramente un pretesto ridicolo che viene subito dimenticato per scene di commedia spicciola. L'attore Kunie Tanaka è l'unico attore che dimostri una certa somiglianza con il corrispettivo cartaceo oltre ad essere un attore con un certo spessore.

Fujiko Mine ha un ruolo abbastanza classico nel film. Fare la gatta morta per far fare a Lupin quello che lei vuole. L'attrice Hideko Ezaki si dimostra veramente incapace nella recitazione, con espressioni facciali da recita scolastica. L'unica nota interessante è il suo uso di carte da gioco affilatissime per tranciare oggetti.

La famiglia italiana Maccherone (fantasia portami via) e i suoi sgherri non rappresentano mai un reale pericolo per Lupin e company. La loro caratterizzazione è praticamente nulla. Addirittura non vediamo mai in viso il cattivo (in stile Boss Artiglio dell'ispettore Gadget), visto che preferisce mandare i suoi ordini su videocassetta, che dopo la visone dovrebbero teoricamente esplodere ma per motivi tecnici ciò non succede mai (forse le uniche scene divertenti del film).

I tre marmitto.... ehm Zenigata (l'ultimo a destra) e assistenti.
Zenigata in questa versione viene se possibile ridicolizzato ancora di più di quanto accade nella seconda serie. Oltre ad essere un imbecille di prima categoria, per aumentare il presunto livello di comicità del personaggio al detective vengono affiancati due assistenti (se fosse umanamente possibile) più scemi di lui (una sorta di Gianni e Pinotto giapponesi). Con l'unico risultato di trasformare ogni scena in cui sono presenti in qualcosa di cosi grottesco e fuori contesto che i peggiori cinepanettoni nostrani diventano quasi dei capolavori di comicità al loro confronto. Zenigata è sempre stato sempre contornato da un'aura tragicomica, ma ha dimostrato di essere l'unico capace grazie alla propria tenacia e a un pizzico di furbizia di catturare Lupin. Qui è già tanto se riuscirebbe a risolvere un puzzle per bambini di 3 anni. Sicuramente il personaggio più violentato e irriconoscibile del quintetto.

Il doppiaggio italiano è di ottima fattura, Tutti i doppiatori fanno un lavoro più che egregio, sopratutto Onofri (il doppiatore di Lupin) in uno dei suoi primi lavori sul ladro gentiluomo. Ma onestamente non riesco a capire perché Yamato Video abbia speso tempo e denaro per un prodotto che non valeva la spesa e non abbia speso tali risorse per fornire per esempio di sottotitoli fedeli all'originale i suoi dvd di Lupin.

In definitiva se siete fan del personaggio fate finta che il film non sia mai esistito. Quei pochi elementi riusciti non sono abbastanza per salvare un film che di Lupin ha poco e nulla da spartire e come film preso in se non merita neanche una minima traccia di pietà.

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