martedì 8 agosto 2017

Lupin III - Il castello di Cagliostro - recensione -


Titolo originale ルパン三世 カリオストロの城
Rupan Sansei: Kariosutoro no shiro
Anno 1979
Durata 100 min
Genere animazione, azione, avventura, fantastico, sentimentale
Regia Hayao Miyazaki
Soggetto Monkey Punch
Sceneggiatura Hayao Miyazaki, Haruya Yamazaki
Casa di produzione TMS Entertainment

Ho uno strano rapporto di amore/odio per questo film. Personalmente non credo sia uno dei migliori per quanto riguarda il mondo di Lupin III, prima che prendiate torce e forconi vedrò di spiegarmi meglio. Da una parte non si può che applaudire per le animazioni faraoniche, le scene iconiche ormai rimaste nella storia (una su tutte le famosa "rincorsa" che Lupin fa per raggiungere la bella Clarissa intrappolata nella torre), gli sfondi mozzafiato ecc. Dall'altra non si può non notare la forte antipatia di Miyazaki per il personaggio di Monkey Punch, tanto che del vecchio Lupin in questo film rimangono solo la giacca verde e i pantaloni, un pupazzo sgonfio che fu poi riempito dal futuro fondatore dello Studio Ghibli con i suoi concetti, cosa che personalmente non ho mai apprezzato.

La trama vede il nostro ladro gentiluomo svaligiare un casinò, accoratesi che il denaro era stato falsato dal Caprone, decide quindi di partire alla volta dell'arciducato di Cagliostro per venire a capo della faccenda. Appena arrivato li salva una ragazza in fuga da una banda di cattivi da una banda di cattivi, la ragazza si scoprirà poi essere Clarisse, la bellissima Duchessa di Cagliostro appena torna dal convento per sposare forzatamente il suo lontano parente e reggente del ducato dalla morte dei genitori di Clarisse, il diabolico Conte di Cagliostro. Lupin deciderà quindi di aiutare la principessa a evitare un ingiusto matrimonio.     

Lupin III - Il castello di Cagliostro è forse il film più iconico sul ladro gentiluomo che di Miyazaki, qualsiasi persona che mastichi qualcosina di animazione ne avrà almeno sentito parlare. È un film veramente fantastico e si vede con quanta passione e abnegazione Hayao Miyazaki ci abbia messo per realizzarlo, tanto da addossarsi più ruoli (regista, sceneggiatore, Character design ecc) per realizzarlo al meglio delle sue possibilità, alla fine non si può che rimanere letteralmente incollati allo schermo per la qualità elevatissima del prodotto. Le inquadrature sono fantastiche, sopratutto nelle scene di volo (una delle passioni di Miyazaki sono proprio gli aeri), dove sembra quasi di avere la sensazione di volare con il mezzo inquadrato in quel momento. Le animazioni sono fantastiche, sempre fluide e ricche di colori. Il disegno riesce a dare un ottima espressività ai personaggi. Gli sfondi sono forse la migliore del film, delle piccole opere d'arte che riescono benissimo a ricreare quella atmosfera sognante da favola che sembra circondare il castello. Le musiche sono fantastiche e riescono a ricreare bene le atmosfere del film, ma con Yuji Ohno non ci si poteva aspettare di meno. 

La craterizzazione dei personaggi è forse la parte più debole del film. Alcuni come Zenigata e Fujiko guadagnano tantissimo in questo film, il primo diventa un carismatico leader dal forte carattere hard boiled (finalmente libero da quella caratterizzazione buffonesca e comica che siamo abitualmente costretti a vedere), la seconda diventa una donna dal carattere forte e indipendente (bellissima la scena dove afferma che è stata lei a scaricare Lupin e non il contrario), ma comunque con un cuore buono. Altri come Jigen e Goemon hanno una craterizzazione tutto sommato classica (anche perché il loro minutaggio è abbastanza basso).

Passiamo al lato negativo: I cattivi in questo film sono abbastanza stereotipati, il Conte di Cagliostro è il classico furfante pomposo e vanesio, cattivo perché sì e dimenticabile, lontano anni luce da cattivi più carismatici come Mamoo (che poi di nome come farà? Conte? Boh!), addirittura risultano più interessanti i suoi sgherri simil ninja. La parte più controversa del film è sicuramente Lupin III, che rispetto a quanto siamo abituatati a vedere è un personaggio molto diverso, più buono e cavalleresco (tanto che nel film non ruba nulla, anche di scarso valore), più concentrato come un novello eroe a salvare la principessa in pericolo che a fare il suo mestiere, una sorta di furfante positivo ma bambinone. Alla fine non si può notare come detto sopra la volontà di Miyazaki di inserire i suoi valori nel personaggio, dimostrando il suo forte disprezzo per il materiale originale (la scena flashback dove un giovane Lupin viene riempito di frecce l'ho sempre vista come una sorta di uccisione del vecchio Lupin di Monkey Punch da parte di Hayao Miyazaki), cosa che lascerà indispettito Monky Punch stesso che si vedrà modificata la propria creatura agli antipodi di quello da lui disegnato. Clarissa è un personaggio interessante, dolce, carina e capace di andare oltre al proprio ruolo imposto per essere solo se stessa, ma ancora troppo legato al classico ruolo della damigella in pericolo per assumere il ruolo cardine delle eroine Miyazaki o dalla Lupin-girl di turno (anche se il suo personaggio fungerà poi da base per la creazione del personaggio di Nausicaä nell'omonimo film).

Questo film gode di ben tre doppiaggi in italiano (solo il film La pietra della saggezza gode di un numero maggiore di edizioni), con cast completamente diversi da una edizione all'altra. Personalmente rimango legato al secondo doppiaggio, quello che ha Gigi Rosa come doppiatore di Lupin (che avrei benissimo come sostituto di Del Giudice alla sua morte come doppiatore ufficiale di Lupin), anche con tutti i suoi errori di traduzione (in primis il cardinale che diventa il Papa). Per la recensione ho rivisto il film con l'ultimo doppiaggio, quello con Del Giudice che giustamente doveva doppiare questo film prima della sua dipartita, ma che purtroppo si nota come ormai fosse ormai troppo malato e vecchio per doppiare e il risultato finale su Lupin è veramente pessimo (con la sua voce che cade spesso in una sorta di farsetto), ma per un doppiatore che ha reso così iconico Lupin gli si perdona tutto.

In definitiva a mio giudizio Lupin III - Il castello di Cagliostro è un capolavoro della animazione giapponese, che tutti prima o poi dovrebbero guardare. Un film che merita di essere visto per ogni secondo di pellicola, che fa capire bene perché poi Miyazaki è diventato tanto rinomato nel mondo. L'unico difetto, peraltro relativo, che posso dargli è quello di essere un film che si avvicina paradossalmente più ad un proto ghibli che un film basato su Lupin III, visto quanto Miyazaki metta del proprio nel film. Sicuramente un film che può piacere al pubblico generico ma che può far storcere la bocca in qualche passaggio il fan di Lupin più scatenato.  

Questa recensione fa parte del Lupin celebration week che questo blog dedica alla saga Lupin III per il suo cinquantesimo anniversario.


Puntate precedenti:

07/08/17 Lupin III - La pietra della saggezza

5 commenti:

  1. Pensa che per me questo è uno dei migliori film di Miyazaki. Ma appunto, non è quasi un'opera su Lupin, infatti tendo a vederla sempre come cosa a sé :)

    Moz-

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    1. Sono completamente d'accordo. È uno di quei rari casi dove lo stravolgimento di un personaggio è comprensibile e per certi versi interessante.

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    2. Esatto. Che poi è noto il caratteraccio di Miyazaki XD

      Moz-

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  2. "Dall'altra non si può non notare la forte antipatia di Miyazaki per il personaggio di Monkey Punch, tanto che del vecchio Lupin in questo film rimangono solo la giacca verde e pantaloni, un pupazzo sgonfio che fu poi riempito dal futuro fondatore dello Studio Ghigli con i suoi concetti, cosa che personalmente non ho mai apprezzato." finalmente leggo una recensione che dice le cose come stanno. Ti faccio notare il refuso: Studio Ghibli e non Ghigli.

    Però ti dico questo: Fujiko solo nel doppiaggio italiano dice che Lupin è stato il suo "boyfriend", mentre in origine dice solo che lo conosce bene. Insomma, la solita banalizzazione all'italiana di una coppia che non c'è

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    1. Grazie per il commento e la correzione.

      Per il fatto del doppiaggio cannato purtroppo non sarebbe la prima volta che succede in Italia.

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