mercoledì 9 agosto 2017

Lupin III - La leggenda dell'oro di Babilonia - Recensione -


Titolo originale Rupan Sansei - Babiron no ōgon densetsu
Paese di produzione Giappone
Anno: 1985
Durata: 100 min
Regia Seijun: Suzuki, Shigetsugu Yoshida
Soggetto: Monkey Punch
Sceneggiatura: Yoshio Urasawa, Atsushi Yamatoya

Moon logic?
Non credo di aver mai visto prima di questa recensione questo film, ne avevo sentito parlare per la sua fama negativa, ma ho sempre preferito farmi un'idea tutta mia prima di sparare sentenze definitive su un qualsiasi argomento. Lupin III: La leggenda dell'oro di Babilonia è il terzo film dedicato al ladro gentiluomo e l'unico prodotto fuori dalla terza serie dove il nostro protagonista indossi la giacca rosa, e con il triste primato di essere uno dei prodotti sul ladro gentiluomo più censurati in Italia (ben 10 minuti censurati su 100 minuti di film). 

La trama vede Lupin e soci alle prese con il misterioso tesoro di Babilonia, una fortuna legata ad una antica leggenda babilonese. Il tesoro è agognato dal boss della mafia italiana Marciano e legato in qualche strano modo ad esso c'è anche la stramba e alcolizzata vecchietta Rossetta, che sembra conoscere molto più di quello che vuol far credere.

Lupin e Rosita
La leggenda dell'oro di Babilonia è un film abbastanza deludente, si vede che si è cercato di combinare una storia ricca di mistero come in "La Pietra Della Saggezza" con lo spirito umoristico e caciarone della terza serie, ma il risultato finale è disastroso, con intere scene ben realizzate nel loro insieme ma che non si collegano mai con la trama principale del film, con il personaggio di Rosetta che dovrebbe a fare da collante. Non mancano scene che sembrano messe per allungare il brodo, come la scena dove uno scornato Zenigata per aver fallito per l'ennesima volta nel catturare Lupin si trova come terribile punizione (che al confronto la crocifissione si Fantozzi in sala mensa era una cosa da nulla) quella di fare da presentatore in un concorso di bellezza per poliziotte, per poi dopo neanche 5 minuti venire riassegnato al caso, ma solo se si porterà dietro le scalmanate perdenti.

Peccato perché alcuni elementi presi singolarmente sono molto interessanti (il mistero dietro al tesoro, il personaggio di Rosetta, per certi aspetti il boss della mafia Marciano ecc) ma rimangono purtroppo solo spunti. La parte comica è caratterizzata da un umorismo slapstick e nosense, non sempre perfettamente riuscito, ma comunque molto divertente da seguire (sopratutto le peripezie del povero ispettore costretto a fare da balia a un gruppo di scatenate donne poliziotto internazionali molto stereotipate). I cattivi questa volta partono bene come caratterizzazione ma con il passare dei minuti diventano sempre più macchiettistici e imbarazzanti, per fortuna si vedono poco e si dimenticano facilmente. Per quanto riguarda i nostri qui danno una prestazione al quanto basica, tranne Fujiko, Lupin e Zenigata che sono un pochino più curati. Da segnalare la forzatissima storia d'amore tra un impacciato Goemon e la bella poliziotta cinese. Molto interessante che la Lupin girl a questo giro sia una simpatica e perennemente  ubriaca Rosetta, con i suoi siparietti comici e non, mette continuamente in imbarazzo un disperato Lupin che non sa mai come comportarsi con questa strampalata vecchietta.

No comment
La realizzazione tecnica è buona, ma si notano spesso vistosi cali di qualità in molte scene. Si apprezza la profusione di risorse di energie e risorse nella realizzazione di alcuni spezzoni di film, per esempio la lunga e divertente sequenza d'inseguimento nella parte iniziale, che però non sono mai un elemento di arricchimento per il valore generale del film ma rimangono piuttosto uno sterile esercizio di stile, tanto che la loro esclusione dal film non comporterebbe gravi problemi alla comprensione del film. Il character design riprende lo stile della terza serie, che può non piacere a molti, ma che personalmente non mi dispiace visto che riprende lo stile di Monkey Punch, quindi uno stile molto caricaturale e poco realistico. Non manca una sorta di omaggio alla logica dei cartoni americani,  in una scena lupin si stacca i capelli come se fossero una parrucca per cacciare due respiratori o quando in piena logica Looney Toons Lupin ribatte indietro dei candelotti di dinamite semplicemente cacciando un segnale di inversione di marcia. Non si capisce bene a quale pubblico si rivolga il film, se a un pubblico di giovanissimi o a uno più adulto, se vuole essere prettamente comico o più oscuro e pauroso,  cambia costantemente di stile da una scena all'altra, rendendo il tutto molto confusionario negli intenti. Non mancano poi elementi fortemente bizzarri come l'arma di Kowalsky, uno schiaccia mosche con veleno.

In definitiva si può dire che questo film sia una versione allungata di una qualsiasi puntata della terza serie, con tutti i difetti e i pregi di quella serie. Il suo punto forte è sicuramente quello di non perdersi mai sul serio e di esagerare sempre in tutto, con il risultato di creare un film si gigionesco ma divertente da guardare (sopratutto se si cerca un film poco impegnativo).

Questa recensione fa parte del Lupin celebration week che questo blog dedica alla saga Lupin III per il suo cinquantesimo anniversario.



Puntate precedenti:

07/08/17 Lupin III - La pietra della saggezza
08/08/17 Lupin III - Il castello di Cagliostro

2 commenti:

  1. E mi pare che per la versione integrale si sia dovuto aspettare un sacco di tempo. Ricordo la particolarità comica di questo film, e il fatto che sia l'unico con la famigerata giacca rosa anni '80...

    Moz-

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    1. Verissimo, si è dovuto aspettare il lontano 2004 perché Yamato Video si decidesse a cacciare il dvd con le scene censurate ripristinate con i sottotitoli. Dopo questo film e un brevissimo cameo in "Verde contro rosso" i giapponesi hanno fatto terra bruciata intorno alla giacca rosa, probabilmente perché solo negli anni 80 era un colore umanamente accettabile (o forse perché ai giap quello stile non piacque).

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