lunedì 19 giugno 2017

Malpertuis di Jean Ray - Recensione -



Malpertuis è una strana casa che sembra nascondere un male senza nome. Per una questione di eredità un gruppo di persone sarà costretta a vivere dentro a questa strana dimora, dove ogni giorno accadono cose mostruose e la rassicurante realtà sembra nascondere antichi e terrificanti misteri, mentre antichi dei sono pronti per ritornare in scena. I miti possono veramente tornare a vivere sulla terra?

Queste sono le premesse dell'interessante romanzo di Jean Ray. Purtroppo fino a qualche tempo fa questo interessante volume era praticamente introvabile nel mercato nostrano, per fortuna nel dicembre del 2016 Urania ha deciso finalmente di ristampare questo volume.
Il romanzo si può dividere sostanzialmente in tre parti (nel'escamotage narrativo di un documento ritrovato che narra le vicende accadute precedentemente a Malpertuis e redatto da tre persone diverse), sempre più negative e orrorifiche con il passere delle pagine, che narreranno le sfortunate vicende di Jean Jacques e di sua sorella Nacy, costretti per questioni di eredità assieme ad altre persone (ma successivamente anche per altri più diabolici motivi) a vivere all'interno della oscura magione di Malpertuis. Le vicende iniziali, con le loro storie di avidità, rabbia, invidia, accidia, possono ricordare molto un qualche romanzo di Dickens (Per dire uno a "David Copperfield"), ma il succedersi di eventi e sparizioni sempre più strane fanno presagire pian piano che qualcosa non va, che la casa possa essere infestata da qualcosa di più angosciante delle antiche leggende legate alla magione o dai noiosi inquilini. Quando ormai il protagonista sembra abituarsi ai fatti, tutto precipita definitivamente e gli ultimi pietosi veli vengono strappati e la follia e l'assurdo evento di cui sono vittime viene a galla in tutta la loro empia e malvagia entità.

Partiamo dalla premessa che l'accostamento con un altro grande della letteratura come Lovecraft nella quarta di copertina è deleterio e crea false assonanze, anche perché i due non si sono mai conosciuti personalmente. Per quanto lo stile in certi punti abbia una certa somiglianza, lo stile proposto è sostanzialmente diverso. Ray propone un testo sostanzialmente asciutto e moderno nello stile, mentre il solitario di Providence aveva un stile arcaico e barocco. Anche il tipo di Horror è sostanzialmente agli antipodi. Quindi durante la lettura dimenticate Lovecraft o potreste rimanere sostanzialmente delusi.  

Malpertuis è un'interessante riflessione su come i miti e le leggende possano sopravvivere ancora oggi in forme e archetipi camuffati dall'attuale religione/pensiero dominate, in modi che sfuggono quasi del tutto dal controllo umano. Basti pensare a quante feste e riti che ancora oggi applichiamo (dalla festa del natale, al rito dello sposo che porta la sposa in braccio al momento di entrare nella casa ecc) derivino da rielaborazioni di riti e antiche divinità precedenti, e possano tornare con le giuste spinte alle vetuste forme e alle loro modalità mostruose per l'occhio umano moderno. Ma anche le divinità fortunatamente (o forse no...) devono sottostare all'inesorabile ruota del destino, a cui nessuno può rifiutarsi o bloccarne il flusso, pena la distruzione totale.

Jean Ray  riesce a creare un romanzo magnifico, dove ogni tassello trova il suo giusto posto all'interno del romanzo, quasi fosse qualcosa che sta accadendo in quello stesso momento davanti ai nostri occhi. I colpi di scena sono azzeccatissimi e la trama scorre piacevolmente. I personaggi, anche quelli che inizialmente sembreranno più irrilevanti, nel corso della storia avranno il loro posto negli ingranaggi della stessa. Ognuno di loro avrà una caratterizzazione davvero riconoscibile e immediatamente ci sembrerà di averli sempre conosciuti.

L'unico difetto che posso riscontrare è che la divisione del testo in tre ipotetici narratori, non porta in fin dei conti a un reale vantaggio ai fini della storia, risultano più che altro un comodo metodo per inserire elementi aggiuntivi nella storia. Aggiungerei inoltre, ma non è un vero e proprio difetto, che la storia narrata non rientra tanto nell'Horror puro, ma risulta più che altro un miscuglio di vari generi, con una forte componente Weird, che a molti forse potrebbe storcere il naso.

In definitiva è un romanzo che consiglio vivamente. È un classico che ogni appassionato di letteratura deve leggere almeno una volta nella vita.

2 commenti:

  1. In effetti dalla descrizione ricorda molto La Casa Stregata di Lovecraft ed anche L'incubo di Hill House di Shirley Jackson.
    Comunque sembra interessante.

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    1. Per prima cosa grazie per aver commentato.

      Di Lovecraft mi ha ricordato molto per certi aspetti "Il caso di Charles Dexter Ward", sopratutto per il senso di destino beffardo e cieco che accomuna i due protagonisti.

      Se non l'hai letto ti consiglio di dargli un'occhiata, la prima metà del romanzo è abbastanza noiosa in alcuni punti, ma quando il romanzo comincia a svelare il mistero della magione e dei suoi occupanti diventa molto appagante da leggere (anche solo per il finale vale la pena di leggerlo).

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