lunedì 17 aprile 2017

A Normal Lost Phone - Recensione - (Android, iOS, Steam)



I nostri cellulari ormai sono ormai dei piccoli e preziosi scrigni del tesoro, in cui traspare molto spesso la nostra vera natura, scevra di filtri o imposizioni che provengono dalla società. Ma cosa succederebbe se il cellulare di un altro cadesse nelle nostre mani? Cancelleremmo tutto e ci terremmo il cellulare o cercheremmo di riportare il cellulare al proprio legittimo proprietario indagando nei dati sensibili dell'altro? Con il rischio, complice la curiosità morbosa che comincerà a insinuarsi nelle nostre azioni dopo i primi controlli generici, di scoprire qualcosa di apparentemente strano nei comportamenti del proprietario?

A normal lost phone ci mette proprio in questa strada. Trovato un cellulare starà a noi decidere cosa fare, se cancellare tutto e beccare un semplice achievement, o mossi dalla curiosità tenere il cellulare e scoprire qualcosa sul proprietario e perché abbia abbandonato il suo cellulare. Sarà proprio attraverso la seconda scelta che cominceremo a scoprire una realtà molto diversa da quello che appare inizialmente sfogliando pigramente le app presenti sul cellulare. Se infatti inizialmente ci sembrerà di curiosare in un semplice cellulare di un ragazzo qualunque, andando avanti cominceremo a notare delle discrepanze tra i messaggi, che qualcosa non quadra in quello che leggiamo. Starà a noi da novelli detective trovare informazioni e password che ci permetteranno pian piano di scoprire, come in una sorta di matriosca, una realtà molto diversa da quella immaginata inizialmente. Una sorta di viaggio nella natura umana.

Il gioco ci metterà alla "caccia" del diciottenne Sam, un ragazzo come tanti misteriosamente scomparso durante il giorno del suo compleanno. Starà a noi scoprire il perché di questo gesto.

La modalità di gioco è molto semplice, nella maggior parte dei casi dovremo cercare nei testi presenti nel cellulare per comprendere la password che ci permetterà di entrare in una app o altro, per scoprire poi un ulteriore tassello nella vita di Sam (il nome del ragazzo possessore del cellulare). Per esempio per trovare la password del wi-fi pubblico dovremo spulciare tra i vari messaggi fino a trovare l'imbeccata giusta per arrivare alla soluzione del mistero. Non ci son variazioni di sorta da questo meccanismo, anche perché l'intento dei programmatori non era quello di creare un gioco basato sugli enigmi, ma semplicemente attraverso una serie di piccole sfide (mai difficili) farci interessare alle vicende di Sam.

Ottima la traduzione in italiano del gioco. Mi sono piaciute molto anche le musiche del gioco, tutte realizzate da artisti indipendenti, che si legano bene con il gioco, cosa che da quel tocco di "atmosfera" davvero impagabile.

Il punto dove il gioco da il meglio di se è la trama. Una storia di formazione davvero inusuale, ma dannatamente interessante, che tratta argomenti come bullismo, l'omofobia e le tematiche transgender davvero rare da trovare in un videogioco (sopratutto queste ultime sono state davvero interessanti. Visto che di questo mondo conoscevo pochissimo), che solo di recente stanno cominciando ad emergere come temi. Una storia delicata e molto naturale (sopratutto nei dialoghi tra i vari personaggi), che sono sicuro che vi farà riflettere su molti argomenti che normalmente non siamo avvezzi a trattare.

Forse il problema principale del gioco a mio giudizio è che le tematiche sono si interessanti ma il gioco in se non è abbastanza appagante da rimanere fisso nella mente del giocatore. Una maggiore caratterizzazione dei personaggi non avrebbe sicuramente guastato il prodotto, che in certi punti risulta troppo poco immersivo. Ma per una volta forse il gioco può tranquillamente passare in secondo piano.

A Normal Lost Phone è un gioco che promuovo a pieni voti. Un videogioco che fa riflettere sul come molto spesso ci basiamo su pregiudizi per analizzare e affrontare realtà e pensieri che non sapiamo comprendere. Sul fatto che ci possano essere ragazzi e ragazze con una sensibilità diversa dalla nostra, che molto spesso per le proprie aspirazioni e sentimenti personali sono osteggiati e criticati, ma che invece dobbiamo rispettare e comprendere.

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