venerdì 18 novembre 2016

L’incredibile viaggio di Albert l’ornitorinco che voleva conoscere il mondo - Recensione -



L’ornitorinco non è certo il primo animale che verrebbe in mente come protagonista di una storia, essendo un animale goffo e schivo, eppure il romanzo in questione si rivela essere un bellissimo diamante grezzo. 

Disegni di Claire Hummel
Albert è un abitante di uno zoo di Adelaide in Australia. Convinto dalle voci che circolano nello zoo di una zona in Australia senza umani, decide di abbandonare la sua casa e di andare alla sua ricerca nonostante sia un animale poco avvezzo alla vita selvaggia. Nel viaggio da lui intrapreso non troverà quello che si aspettava, con l’unica compagnia di una bottiglia vuota di vetro, si troverà  in un mondo a metà tra il far west e il nostro mondo attuale. Qui si scontrerà con una serie di personaggi diversi, che faranno una breve tratto di strada con lui ma che non lasceranno mai il suo cuore. 

 Il romanzo di Howard L. Anderson si rivela un buon libro da leggere. Per quanto il titolo chilometrico faccia pensare ad un’avventura rivolta a un pubblico di bambini, ci troviamo di fronte a un romanzo più simile a un racconto di formazione in salsa western. 

 La trama non è molto elaborata, ma è ben scritta e costruita. I personaggi che il protagonista incontra sono tutti ben caratterizzati. Invece il protagonista risulta a mio giudizio troppo vuoto e poco preso dalle vicende che lo circondano, anche se si nota una sorta di crescita interiore durante il romanzo. Il vero plauso va a personaggi secondari. Si va da un vombato con manie da piromane, che farà da mentore a Albert; due Bandicoot perennemente sotto i fumi del alcool; un vecchio diavolo della Tasmania, ex campione di lotta, che combatte vuoto che sente dentro; e vari altri animali. Tutti i personaggi avranno qualcosa da lasciare come insegnamento a Albert, come una sorta di testimone della loro esistenza, a testimonianza che alle volte sono proprio gli incontri imprevisti a farci crescere di più. 

Disegni di Claire Hummel
Il romanzo di Howard non è comunque un romanzo perfetto. Il protagonista è fin troppo abbozzato per suscitare simpatia. Ci sono fin troppi deux et machina che ogni volta salvano il protagonista dai guai. In alcuni punti il romanzo perdere il ritmo e cala vistosamente nella quasi staticità. Per il resto risulta un romanzo godibile. Sopratutto i legami che legano alcuni dei personaggi vengono alla luce con il giusto tempismo e ciò permette al lettore di sviluppare il giusto senso di curiosità. Il fatto che il romanzo sia ambientato in un mondo simil western in salsa australiana da un tocco di stile davvero ben riuscito e interessante. 

 Unico neo assieme alla caratterizzazione del protagonista sono i due antagonisti principali, che sono mossi da idee mai chiare o comprensibili, che compaiono solo quando serve una scossa alla trama. 

 Bellissimo il messaggio che ci lascia l’autore. Che alle volte sono proprio gli incontri più inaspettati e i personaggi più assurdi a darci gli più grandi e i rapporti più sinceri.    

La scheda del libro sul sito dell'editore qui

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