martedì 22 novembre 2016

Ace Attorney (anime) - Recensione -

逆転裁判 〜その「真実」、異議あり!〜
(Gyakuten saiban: sono "shinjitsu" igi ari!)
Regia Ayumu Watanabe
Soggetto Atsuhiro Tomioka
Char. design Keiko Ōta, Koji Watanabe
Musiche Kaoru Wada
Studio A-1 Pictures
Episodi 24
Durata ep. 24 min
Rete it. Crunchyroll (sottotitolata)
Generi dramma, mystery



La saga di Ace Attorney nasce in Giappone nel 2005 per continuare con vari seguiti fino ai giorni nostri riscuotendo sempre un grande successo ad ogni uscita. Nei primi tre capitoli (Ace Attorney, Justice for All e Trial and tribulations) il giocatore era chiamato ad impersonare Phoenix Wright (Yuki Kaji), avocato alle prime armi, e attraverso di lui difendere  dei personaggi presunti colpevoli (ma in verità innocenti). Il tutto condito da un buon mix di momenti di comicità esilarante (ad esempio l'espressioni assurde che assumono i protagonisti nei momenti di difficoltà, vero e proprio marchio di fabbrica della serie) a tratti molto più seri, permettendo anche a chi non era avvezzo al genere investigativo di trovarsi al suo agio.    


La serie di Poenix Wright poteva prendere tante strade per il suo sviluppo: poteva decidere di creare una nuova storia a se; creare una storia parallela o riportare semplicemente la trama dei videogiochi in modo quasi fedele. Per fortuna gli sceneggiatori hanno deciso di seguire la terza strada e il risultato è decisamente ben riuscito e divertente da seguire.



La trama segue quasi fedelmente quella del videogioco, riprendendo i primi quattro casi da "Phoenix Wright: Ace Attorney" (precisamente: Banco di prova; Un caso paranormale; La caduta del samurai e Ombre dal passato) e gli ultimi tre casi da "Phoenix Wright: Ace Attorney - Justice for All" (Incontri e separazioni; Delitto al circo e Un triste addio).

Punto forte della serie tv è quella di essere riuscita ad riprendere in modo perfetto lo stile del videogioco, sopratutto nei momenti comici. Sono davvero rimasto stupito dall'uso di un tratto si fedele ma allo stesso tempo originale. Tutti i casi presentati sono interessanti e riesco ad appassionare (era da tempo di JoJo che un anime non mi appassionava cosi tanto da non vedere l'ora che uscisse una nuova puntata).

Ogni caso occupa dalle tre alle quattro puntate (con un capitolo finale chiamato Last Trial che chiude definitivamente le vicende). Ci sono comunque elementi abbastanza assurdi se si conosce un minimo come funziona un processo. Per esempio il fatto che il processo al massimo duri uno o due giorni o che il giudice possa tornare più volte sulla decisione presa, ma essendo presi dal videogioco non mi sento di dargli un giudizio totalmente negativo. Tutti i casi proposti sono interessanti e ben scritti, anche se alcuni risultano (sopratutto nel finale) con moventi o cause non sempre ben riuscite  (sopratutto il caso "Delitto al circo"). Per tipologia e sviluppo la trama si avvicina più al giallo classico che al dramma. Con l'avvocato che come uno investigatore deve trovare le prove e le discrepanze nelle dichiarazioni per scoprire la verità e far confessare il colpevole.

Vero punto forte della serie sono i protagonisti. Tutti ben caratterizzati e ben inseriti nella trama (anche se non mancano i classici stereotipi giapponesi come il protagonista volenteroso e di buon cuore, il rivale dal temperamento freddo ma che nasconde un cuore d'oro ecc). Sopratutto i due protagonisti Phoenix Wright e Maya Fey sono divertenti da guardare e la loro crescita interiore è tratta con i giusti tempi (sopratutto il modo in cui i due interagiscono tra di loro è veramente piacevole da guardarsi). Sopratutto il temperamento infantile di Maya e le disavventure del nostro investigatore vi faranno strappare sicuramente una risata.

I disegni sono di buona fattura, ma si nota che l'anime è stato realizzato al risparmio, con personaggi disegnati quasi sempre a mezzo busto o con quadrature in primo piano per diminuire il numero di elementi in movimento. Nonostante ciò l'anime risulta visivamente accattivante e piacevole alla vista, con colori accessi e disegni semplici ma espressivi. Veramente belle le animazioni per le classiche esclamazioni di Phoenix e co, come il classico "obiezione". Ammetto candidamente di aver lanciato anch'io un "Obiezione" durante lo show. L'unica cosa imperdonabile è l'uso di una pessima CGI per animare la giuria durante i processi. Onestamente si fa fatica a credere che una animazione cosi scattosa e parca di dettaglia sia stata considerata sufficiente.

Il doppiaggio è di ottima fattura e gli urli di Phoenix e Co hanno il giusto tono. bellissima la seconda sigla d'apertura, che riesce a riprendere bene l'atmosfera della serie.

La traduzione italiana di Crunchyroll è veramente ben fatta.

In definitiva consiglio vivamente questa serie. Sia agli appassionati, che ai novizi che non conoscono il brand. La serie ha una trama intrigante, i personaggi sono divertenti e se vi piace il giallo troverete pane per i vostri denti. Quindi cosa aspettate? Un'obiezione?

2 commenti:

  1. Ho iniziato a vederlo dopo la tua segnalazione: fa cappottare dal ridere!
    Il nonsense totale ma di quello bello.
    Grazie per averlo segnalato.

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    Risposte
    1. Mi fa piacere che ti stia piacendo. È una serie adatta per farsi due risate (sopratutto grazie a quel fenomeno di comicità di Maya Fey).

      Spero che prima o poi ne annuncino una seconda stagione, ma ho poche speranze che ciò accada.

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