martedì 4 ottobre 2016

I Magnifici 7 (2016) - Recensione -


Anno: 2016
Durata: 132 min
Genere: azione, western
Regia: Antoine Fuqua
Sceneggiatura: Richard Wenk, Nic Pizzolatto

Ormai è un fatto certo Hollywodd non ha più il coraggio per proporre qualcosa con un grosso investimento senza allacciarlo in qualche modo a qualche big del passato. Ecco qui un film tutto sommato decente che deve tenersi un nome molto più grosso di lui.

Siamo in California nel 1879 . Il piccolo villaggio di Rose Creek è perseguitato da Bartholomew Bogue e i suoi scagnozzi, che intendono cacciare gli abitanti per poter sfruttare il terreno ricco d'oro. Quando Bogue arriva ad incendiare la chiesa e massacrare alcuni abitanti della cittadina si scatena la rabbia della popolazione. La giovane vedova Emma Cullen parte alla ricerca di pistoleri per organizzare la rivolta. 

I Magnifici Sette
Partiamo dalla premessa che questo film dell'originale mantiene poco e nulla, giusto lo spunto della difesa di una città in mano a un cattivo e poco più. La trama è abbastanza sempliciotta nel suo sviluppo, il classico assedio in cui i nostri dovranno affrontare varie orde di avversari fino all'epilogo finale. Il film al netto dei proclami di modernità non si discosta tanto dai vecchi cliché del film western alla John Wayne. L'unica grossa novità è quello del cast multietnico che fa molto politically correct, ma è un pugno nello stomaco nei confronti della realtà storica (onestamente nel cast mancavano solo un italiano per diventare l'incipit di una barzelletta), compreso una donna che sa spare e che fa farà il sostituto di uno dei magnifici quando non sarà presente in scena. 

Il film si potrebbe almeno salvare se ci fosse almeno una motivazione decente dietro alla scelta dei comprimari di seguire Denzel Washington in quello che si preannuncia un sicuro massacro. Peccato che il film non abbia ne voglia ne tempo per dare anche un briciolo di spiegazioni e il modo in cui vengono reclutati potrebbe essere riassunto cosi:

Denzel: "Dimmi ti piacerebbe venire con me in quello che sicuramente si preannuncia un'impresa suicida, in cui se va bene alla fine della fiera non si salverà nessuno?"

Tizio: "Mmmm... Aspetta (controllando l'agenda).... Ci pagheranno?

Denzel: "Ci pagano una miseria"

Tizio: "Ah! Ok, per questa settimana sono libero".

Davvero non sto scherzando. Nessuno a parte Denzel Washington e Chris Pratt ha una motivazione o uno straccio di caratterizzazione per fare quello che fa. Sembrano letteralmente  dei mentecatti che vanno allegramente al massacro perché si. Peccato perché tralasciando il discorso storico i personaggi presentati sono tutti abbastanza interessanti. Abbiamo l'abile capo nero; un cecchino attanagliato dai sensi di colpa; un cinese che lo accompagna abilissimo con i coltelli; un messicano; un indiano che combatte con arco e  tomahawk; un gigantesco montanaro/cacciatore di scalpi interpretato da Vincent D’Onofrio che combatte come un'orso (che nel doppiaggio italiano ha una voce da idiota) e un irlandese ubriacone (Chris Pratt) ma dal cuore d'oro. È davvero un peccato che la sceneggiatura non si impegni per nulla per dare uno straccio di caratterizzazione al cast. Tanto che il film non cerca minimamente di nascondere le proprie pecche narrative.

Le scene di azione sanno intrattenere, ma si nota che Antoine Fuqua non sa narrare le sparatorie e i duelli, limitandosi a eroi che fanno fuori con un singolo colpo l'avversario senza mai sbagliare, qualsiasi sia la minaccia gli si pari di fronte, con situazioni al limite dell'assurdo con i protagonisti che in campo aperto vanno incontro al nemico a canna spianata o peggio all'arma bianca inarrestabili, mentre l'avversario si limiterà a sparare a casaccio sperando di colpire qualcosa. Almeno durante il film non ci si annoia mai e questo è sicuramente un grande pregio nel panorama dei remake moderni.

Il cattivo è onestamente uno dei più brutti e noiosi che il cinema western abbia mai partorito. Sembra la caricatura di una caricatura di un cattivone classico da film western, tanto che Peter Sarsgaard sembra aggirarsi sul set in preda a un torpore da oppio per quanto è annoiato da quanto gli accade intorno.

In definitiva i magnifici sette (2016) è un film guardabile, che diverte, con buone scelte d'azione ma afflitto da una sceneggiatura debole e un accostamento a un grande film western che non può che affossarne il giudizio finale.           

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