lunedì 30 maggio 2016

Il signore della svastica di Norman Spinrad - Recensione -

Titolo originale The Iron Dream
Autore Norman Spinrad
1ª ed. originale 1972
1ª ed. italiana 1976



Tutti noi conosciamo la storia di Adolf Hitler, il suo pensiero politico e le sue alberanti azioni. Ma se tutto questo non fosse accaduto e Hitler fosse stato costretto degli eventi a fuggire in America e fosse diventato un mediocre scrittore di fantascienza? Ci saremmo ricordati ancora di lui? Le sue opere avrebbero avuto lo stesso successo delle sue teorie? Norman Spinrad nel 1972 con il romanzo “Il signore della svastica” pubblica un romanzo con queste premesse.

Nell’universo alternativo creato da Spinrad un Hitler che ha mai preso il potere in Germania, dopo aver partecipato alla prima guerra e aver fatto parte di un gruppo di destra è stato costretto a fuggire negli Stati Uniti per scappare dal pericolo rosso che ha inglobato l’europa. Qui dopo aver imparato la lingua inglese vive di stenti come pittore. Dopo aver dipinto diverse copertine per Amazing Stories, Hitler si lancia nella scrittura di romanzi fantasy e di fantascienza di infima qualità che riscuotono un buon successo tra le pubblicazioni popolari.

Nel 1954 nell’ultimo periodo di vita scrive nel pieno di una attività febbrile il suo romanzo capolavoro. Il signore della svastica, con cui vince il premio Hugo (nella realtà mai assegnato).

Il romanzo fittizio scritto da Adolf Hitler, nasconde in verità tra le sue righe una realtà in cui possiamo riscontrare eventi che nel nostro mondo sono accaduti ma che nella realtà del romanzo non sono mai accaduti (un po’ come accadeva per il romanzo fittizio “La cavalletta non si alzerà più” che vedeva i nazisti perdere la guerra invece di averla vinta come accadeva nella fittizia realtà del romanzo La svastica sul Sole di Dick). Sarà facile avendo una infarinatura di storia moderna scorgere la presa al potere di Hitler, la notte dei lunghi coltelli, la campagna di Russia ecc, nelle azioni di Federic Jagger e affiliati.

Il romanzo di Hitler è scritto come se fosse un autore dilettate a scriverlo (oggi lo definiremmo al livello di uno scrittore medio di selfie pubblising), vero tocco di stile di Spinrad, con numerose ripetizioni di termini, personaggi caratterizzati malissimo (dei veri e propri fanatici senza raziocino); campagne militari irrealistiche, che non tengono conto di problemi di logistica, formazioni e morale dei soldati (con l’esercito che si lancia in campagne di migliaia di chilometri per poi andare allegramente al massacro con un attacco frontale). Le battaglie sono di quanto più assurdo si possa immaginare con i soldati che armati di mitragliatrici e manganelli attaccano esseri immensi con la pura forza della loro follia. Finendo per far diventare ogni battaglia una dimostrazione orgiastica di morte e sangue. Le scene di violenza sono ripetitive e cosi trite da diventare noiose. Nel romanzo sono presenti vari riferimenti fallici, a partire dalla grande mazza di Heldon, a indicare una sopita omosessualità in Hitler.

Il romanzo creato da Hitler si svolge in un mondo che ha subito un disastro nucleare in cui la gran parte della terra è radioattiva e popolata da mutanti, a parte poche zone risparmiate in cui si isolano delle popolazioni geneticamente sane.

Il protagonista, Federic Jagger, è un uomo puro nato nella reppublica di Heldon, poco prima che suo padre ne fosse cacciato per ragioni politiche. Fedderic dopo essere tornato nella repubblica di Heldon si farà promotore di una campagna che riporterà all’antico splendore Heldon e distruggere i mutanti che hanno conquistato il mondo.

Il romanzo fittizio di Spinrad si dimostra davvero ottimo per la sua realizzazione e per l’abilità di raccontare la sua storia come se fosse stata scritta da un altro scrittore. Creando una storia si ridicola e piena di colpi illogici (come probabilmente l’avrebbe scritta Hitler), ma creando un mondo si fantastico ma allo stesso tempo realistico, dove un Hiltle sconfitto e deluso riversa le sue frustrazioni e sogni all’interno dei suoi romanzi da quattro soldi. I suoi scritti infatti sono presenti leggermente camuffati i suoi principi e odi (si può vedere chiaramente nei mutanti e nei Dom, che altro non sono che razze inferiori ed Ebrei/Unione sovietica, mentre i cittadini di Heldon  e Federic  Jagger sono il popolo e l’invincibile leader sognato da Hitler). Il romanzo è cosi ben riuscito che in Germania ovest è stato bandito per anni per apologia del nazismo.

Molto interessanti sono la prefazione e il saggio critico presenti nel romanzo a fare da analisi stessa del romanzo (con l’ovvio limite che le manie di Hitler sono viste come pulsioni interne e non come ideologia).

In definitiva vi consiglio questo romanzo, che sicuramente offre un’ottima chiave di lettura sul pensiero di Hitler e di come nonostante in questa versione sia soltanto un pessimo scrittore le sue idee abbiano ancora un fascino sinistro su molti di noi.

Piccola riflessione:
Avete mai pensato come la gran parte dei nemici nel fantasy/fantascienza possa essere equiparta senza problemi ai Dom del fittizio romanzo di Hitler? Esseri brutti e per questo destinati ad essere cattivi senza riscatto (come se l’esteriorità fosse una espressione delle pulsioni interni).

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