lunedì 23 maggio 2016

Conan il ragazzo del futuro di Alexander Key - Recensione -

Titolo originale The Incredible Tide
Autore Alexander Key
1ª ed. originale 1970
Genere romanzo
Sottogenere fantascienza post apocalittica


In questo episodio non voglio parlare della bellissima serie animata degli anni ottanta omonima diretta dal bravissimo Hayao Miyazaki, ma dal romanzo da cui è stato tratto l’anime. Forse ad alcuni di voi sarà sfuggito ma da bambino/ragazzino ho sempre notato durante la sigla la scritta: tratto dal romanzo di Alexander Key “The incredibile tide”. Per molto tempo è rimasta una curiosità sopita, ma nel 2004 la Kappa lab importa il romanzo ribattezzandolo con il titolo del cartone (altrimenti dubito che in molti si sarebbero incuriositi).

The incredible tide narra la storia di Conan, un sopravvissuto agli eventi apocalittici che hanno portato a cambiamenti ambientali e geofisici della terra. Dopo 5 anni passati nella solitudine più totale viene finalmente soccorso da una nave di passaggio. Nave che si rileva essere facente parte della Unione della pace (Alexander Key non mette mai nel testo i nomi storici dell’URSS o degli Stati Uniti d’America, semplicemente si limita a mettere dei nomi di comodo ma che fanno ancora intendere il loro significato politico), da qui partirà l’avventura del ragazzo che lo porterà a salvare High Harbor e si suoi amici dal cataclisma.

Di solito non sono avvezzo a paragonare di mezzi così diversi di fruizione come il libro e il formato televisivo, in quanto essendo diversi possono offrire sia dei vantaggi che degli svantaggi per narrare una storia. Un romanzo non potrà mai mostrarci una battaglia in ogni sua parte per fare un esempio, ne una serie tv potrà mai mostrare chiaramente i moti d’animo del protagonista, ma se ben realizzati i due o altri media possono creare un’universo incredibile di emozioni e divertimento. Basti pensare al Signore degli Anelli ormai analizzato e approfondito in ogni sua sfumatura in fumetti, libri, videogiochi ecc. Per questo di solito preferisco recensire un media alla volta, mettendo solo qualche piccola correzione basata sul formato originale (quello che è uscito per prima in soldoni) quando la ritengo necessario, ma essendo questo romanzo cosi poco sconosciuto e per molti versi inferiore all'opera di Miyazaki ho preferito fare un confronto più diretto. Spero possa piacervi.

Partiamo dal protagonista. Conan nella versione cartacea è più vecchio della versione animata (come quasi tutti i personaggi del romanzo è all'incirca nella età della pubertà). Ha i capelli rossi ed è muscoloso, ha conoscenze del passato pre-cataclisma (in cui ha vissuto). Come carattere è decisamente vuoto e insipido, e non avrà nessuna evoluzione all'interno della storia. Ha un carattere fosco e irrisarcibile. Odia Industria con tutte le sue forze, senza ripensamenti o pentimenti (mentre il Conan televisivo aveva mostrato un comportamento più allegro e solare anche con i nemici). Mettiamoci pure ch'è il classico protagonista eletto dal destino (con tanto di voce che gli dice cosa fare nei momenti di pericolo), infallibile e sempre sulla strada giusta. Si finisce per odiarlo entro cinque pagine.

Lana è forse l’unico personaggio che non subisce grosse modifiche tra i due media. L’unica grossa differenza è che nella versione cartacea Lana ha paura del mare aperto per via degli incredibili cambiamenti climatici che sono successi e non si sposterà mai dall'isola (come invece accadeva nello show) e i due avranno come unico contato telepatico un gabbanella di mare che i due useranno come una sorta di messagiero.

Gli altri personaggi hanno un ruolo differente o non sono presenti nel romanzo: Il nonno di Conan non esiste, Il professore che dovrebbe essere il dottor Rao nell’anime non ha rapporti di parentela diretta con Lana (nel romanzo è uno zio), l’amico di Conan Gimsey viene solo accennato in una frase come sgherro di Orbo (un ragazzo di High Harbor nemico di Lana e di Conan e che nell'anime dovrebbe essere rappresentato da Uro ma senza averne lo stesso peso al livello di trama). Forse l'unica differenza più grossa è che alcuni personaggi (conan, il professore, Lana ecc) hanno capacità telepatiche rudimentali.

Tutti i personaggi compreso Conan sono caratterizzati con l'accetta, risultando piatti e noiosi (tutti tranne forse il professore che ha un profilo più definito).

Per una volta a mio modesto giudizio siamo di fronte a un romanzo inferiore all'opera derivata. Lasciamo perdere alcune fantasie anni settanta: Tipo che la plastica possa sostituire completamente il metallo o il legno (creando situazioni al limite del ridicolo come quando mettono Conan dentro una cella che ha una porta di plastica dura facilmente scardinabile dal protagonista), o che le fabbriche possano creare cibo sintetico. Se la versione proposta da Miyazaki aveva un messaggio ambientalista ben realizzato e coinvolgente, Alexander Key risolve il problema in due pagine per poi subito dimenticarsene. Anche se fazioni di Indastria e l'isola High Harbor sono appena abbozzate, con Indastria subito etichettata come cattiva (senza possibilità di riscatto), mentre l'isolani sono i buoni (un maggior approfondimento non avrebbe fatto male). Nel romanzo è presente una sorta di divina provvidenza a cui i protagonisti si rivolgono in continuazione quando la trama non ha sbocchi di uscita (capiterà frequentemente), cosa che ho davvero trovato odioso come metodo. Forse l’unico vantaggio del romanzo rispetto al lavoro di Miyazaki sta in una visione più realistica rispetto del cataclisma e dei suoi effetti noci sul mondo. Ovviamente tutte le fantasiose areonavi create da Miyazaki non sono presenti e sono un suo tocco personale.

Discorso a parte va fatto per il finale del romanzo. Ci possono essere finali aperti, chiusi, con un colpo di scena finale che permette il seguito, ma mai ho letto un finale cosi pasticciato e mal riuscito come questo. Sembra quasi che l’autore non sapendo più che pesci pigliare per finire il romanzo sia arrivato al numero minimo di pagine per un libro per ragazzi e abbia semplicemente chiuso la cartella sbattendosene del finale (Spoiler// in breve il romanzo finisce con Conan che mentre lo Tsunami sta per abbattersi sull'isola salva uno dei cattivi, si gira vede delle mani che lo raccolgono. Finisce veramente cosi Spoiler//). Davvero si finisce con avere l'amaro in bocca per un finale che fa presagire tutto e il contrario di tutto, ok il finale aperto ma qui siamo ai livelli di un romanzo inconcluso. Anche perché molti punti rimangono in sospeso (il rapporto tra Lana e Conan, il suo destino, il destino del mondo ecc).

In definitiva non aspettatevi nulla di entusiasmante. Forse l’unico motivo per leggerlo è quello di comprende come Hayao Miyazaki sia riuscito a fare propria quest'opera.  

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