lunedì 30 novembre 2015

Quando mediaset esportava sigle all'estero

Ci fu un periodo a cavallo tra la fine degli anni 80 e l'inizio degli anni 90 in cui Berlusconi cercò di portare la formula di canale 5 all'estero. Nacquero cosi una serie di sorelle di Canale 5 nei principali stati esteri europei, ci furono: La Cinq in Francia (primo canale di mediaset all'estero e attivo dal 86 al 92);  Tele 5 in Germania (presente dal 88 al 92); e Telecinco in Spagna, ad oggi l'unico canale ancora in attività (dal 1990). Per questi canali era necessario un palinsesto accattivante, per una questione di costi e semplicità molti di essi furono semplici riedizioni di quelli già mandati in Italia, o lievi variazioni delle stessi. Anche i cartoni vennero messi in lista, di solito già mandati da mediaset (all'epoca Fininvest) sul proprio canale, con una semplice traduzione nella lingua locale del doppiaggio italiano, anche se in alcuni casi come per "Max et compagnie" (il nostro: "E' quasi magia Johnny") ci furono ulteriori censure e stravolgimenti rispetto all'edizione nostrana. Ovviamente come ogni cartone che si rispetti c'è bisogno di una sigla che l'accompagni, se inizialmente le sigle usate erano quelle italiane semplicemente tradotte, successivamente si decise di adattare la base musicale che in italia era usata per un cartone con una serie che in Italia aveva un'altra sigla ancora, con risultati per le nostre orecchie mostruosi. Abbiamo così in Francia, Spagna e Portogallo lupin e soci abbandonare il furto per indossare i tacchetti e diventare Holly e banji  (rispettivamente olive et tom in Francia e Campeones in Spagna) o vedere in Germania gli abitanti di Mapple Town a causa della crisi dedicarsi alla pirateria con L'isola del tesoro (in tedesco la sigla si chiama Gold und Rum, ma serie si intitola Die Schatzinsel). L'obbiettivo del post di oggi è quello di mettere alcune sigle per ogni paese che per vari motivi hanno suscitato l'ilarità o lo stupore nella mia persona.

Spagna

La Spagna è sicuramente il paese con gli adattamenti siglistici più traviati su tutti e tre i paesi

In Spagna le tartarughe ninja ritornano in Giappone e diventano i cinque samurai. Sigla orrenda.



Citty Hunter un cartone che in Italia non era stato mandato su una rete mediaset (ma sempre comunque trasmesso nella controllata Italia 7) per i suoi contenuti non adatti, in Spagna ha sigla di C.O.P.S squadra anticrimine, e viene trasmesso con il nome Cazador (nome azzeccatissimo :P ). La sigla lo ammetto è molto orecchiabile (sopratutto rispetto al versione originale).



Lady Oscar in Spagna abbandona la Francia rivoluzionaria e si trasferisce in Australia dove diventa Georgie, cambiando anche nome in Barbara (la serie si chiama Nuevos Hermanos in Spagna). Sigla che dire brutto è dire poco, con dei tamburi all'inizio che non c'entrano nulla con la sigla.


Gli spagnoli riescono con un triplo salto carpiato ad adattare la nostra "Vola mio mini pony" in modo incredibile facendola diventare Mimì la nazionale di pallavolo (La panda de Julia in spagnolo). Sigla davvero ben fatta, che riesce nel difficile compito di cacciare da Vola mio mini pony qualcosa che non sia la stessa sigla.


Lupin cosi come in Spagna e Portogallo smette i panni del ladro per indossare i tacchetti e diventare Holly e Benji (Campeones). Che stiamo preparando qualche colpo tra una partita e l'altra?


In Francia

Anche qui ci sono vari svarioni, ma molto pochi visto la mole di sigle arrivate li (quasi tutte quelle mandate da canale 5 nello stesso periodo).

In Francia Alice nel paese delle meraviglie diventa il grande sogno di maya (Laura ou la passion du Théatre). Sigla bruttina quanto l'originale, ma che fa il suo lavoro.


I francesi non sono da meno degli spagnoli e dal nostro "Vola mio piccolo pony" creano la sigla di  Lalabel (In Francia le monde enchanté de Lalabel). Sigla brutta, che non raggiunge il miracolo raggiunto della sigla spagnola. In Italia questa serie aveva la sigla cantata dai Rocking Horse.


Hello Spank in Francia prende la sigla nostrana di "Siamo quelli di Beverly Hills" e ne caccia fuori una sigla altrettanto orribile. (Lo stesso titolo francese non è molto invitante: Les Aventures De Claire & Tipoune).


Gli stessi francesi sono gli autori di quel capolavoro di ilarità che è a sigla francese di Sandybell, che prende l'accompagnamento musicale nostrano della sigla Occhi di gatto (Sandy Jonquille).


La nostra "Benvenuta Gigì" diventa che segreto! o Jane e Micci (Nathalie et ses Amis in Francia). Sigla inaspettatamente orecchiabile e adatta al cartone.


Lo so ho già messo questa sigla, ma anche in francese rimane mostruosamente brutta e fuori contesto. Sembra che da un momento all'altro Holly e Benji stiano per derubare un gioiello di qualche spettatore o rubarsi la partita (olive et tom In Francia).




In Germania

Maple Town un nido di simpatia come detto prima diventa l'isola del tesoro (Gold und Rum, la serie Die Schatzinsel). Risultato neanche tanto male.


Anche i tedeschi hanno  l'orribile idea di mettere la base musicale di "Siamo quelli di Beverly Hills" per hello spamk (hallo Kurt)


Lady oscar in tedesco (fa paura). Ma per certi versi è molto più affascinante della versione cantata da Cristina D'Avena.


I Tedeschi cannano di brutto e mettono la sigla di Mila e Shiro per Mimì e la nazionale di pallavolo, cambiando nome pure la protagonista per non sbagliare (Mila Superstar). Sigla bruttina,


Spero che il post di oggi vi abbia divertito e in attesa di una nuova recensione vi saluto. Naturalmente se vi va commentate dicendo quale sigla vi ha colpito o se ne conoscete altre che sono rimaste colpite dal vostro cervello.

Qui potete trovare qualche informazione in più:
http://alinvest.altervista.org/menu_sigleestero.html
http://www.dreamooze.it/valerimanera/

martedì 24 novembre 2015

Lupin III L'avventura Italiana commento episodio 23-24



Siamo ormai arrivati agli sgoccioli di questa serie animata, una serie ormai che si trascina fiaccamente alla conclusione (anche se ormai mi ero affezionato ad questo piccolo spazio settimanale), parliamo di questi penultimi due episodi trasmessi. Essendo ormai alla fine gli sceneggiatori danno il massimo per creare due episodi cosi noiosi che l'attrattiva di guardare invece lo spoglio muro della stanza cominciava ad diventare un'attrazione irresistibile. Come sanno i miei cinque lettori del mio blog questa serie non ha mai riscosso la mia simpatia, a parte qualche raro episodio nel marasma generale, quindi quando la noia e il ribrezzo si fanno imperanti la mia mente comincia a divagare su domande a cui difficilmente avrò risposta. La domanda che frullava nella testa ieri era: Ma Rebecca Rossellini ha un ruolo nella trama generale o dobbiamo intenderla come semplice riempitivo delle imbalsamate avventure del nostro ladro gentiluomo?  Ma poi finita questa serie Rebecca Rossellini che fine farà?
    

Episodio 23 Randez Vous finale aka quel treno per yuma


Se alcune cose nella narrazione di questo episodio non vi sono chiare è perché questo episodio, come il sesto, sono considerati episodi special per l'home video per l'edizione giapponese, ma che mediaset ha bellamente ignorato mandandoli come se fossero episodi normali. Quindi questo sarebbe da considerarsi come episodio prequel della serie.


Intanto Jigen mangia sushi alla faccia di Lupin
L'episodio si apre con la proiezione di un film (ma sta scena non si era già vista?). Mr Maggiordomo come al solito esprime pareri inutili (tanto come al solito non lo ascolta nessuno, figuriamoci Rebecca). La scena cambia e vediamo Lupin e Jigen discutere davanti alla locandina del film, il nostro duo da veri perdigiorno rivangano nei ricordi. Lupin ci informa che il film è tratto da eventi veramente accaduti e di come quell'evento abbia portato i due a conoscersi (Ovviamente questa è solo una scusa per far partire con il flashback). Vediamo quindi Lupin mangiare in un sushi bar, ovviamente il nostro ladro non può mangiare in pace e viene informato da Jigen che il suo obbiettivo è stato rapito. Lupin III quindi è costretto a partire all'inseguimento, ma guarda un po' c'è un ospite indesiderato, il caro Zazà che ha pensato bene di fargli una sorpresa (ammanettando lui e Lupin con un paio di manette stile galeotto ottocentesco come regalo per il disturbo). Qui in poi vedremo il duo litigare come due innamorati, mentre cercano di spezzare le manette a pistolettate, ma finendo invece per ridurre la macchina ad un colabrodo (Lupin non doveva avere una mira inferiore solo a Jigen?).


Mr Fumetto ha un'aura potentissima o forse è la lussuria
Scopriamo che Rebecca è stata rapita dal'Uomo dei fumetti dei Simpson in versione young/emo. Mr Fumetto vuole costringerla a sposarlo o altrimenti si farà saltare in aria con lei per coronare il suo sogno d'amore (un po' confuso il ragazzo). Nel frattempo la nostra coppietta litiga, su chi sia più bravo a sparare o sul fatto che Zenigata si mangi a sbafo il sushi di Lupin ecc. Alla fine i nostri riesco a mettere da parte le divergenze e si mettono a lavorare di squadra per salvare la donzella in pericolo. Mr Fumetto ovviamente non prende bene la notizia che ci siano altri pretendenti e comincia a sparare per sfoltire la lista. Naturalmente se prima il nostro duo non riusciva a beccare con un proiettile una catena da 1 cm di distanza, ora per la legge " dell'esigenza di trama", non solo riesce a calcolare la traiettoria del proiettile in modo che rompa le manette, ma pure che il colpo rimbalzi per colpire il detonatore (avrà anche lui i sensi da ratto come Nyx?). Ovviamente Lupin salva il treno e scappa di scena. Da qui in poi vediamo una specie di flashforward che ci spiega come Lupin e Rebecca si sono conosciuti. Naturalmente da queste vicende Rebecca ne fa un film di successo (Come l'episodio 6 tu guarda). Puntata noisetta ma guardabile, nulla di più.
           

Episodio 24 Ti prenderò, Lupin.


Lupin III ma come ti sei ridotto!
L'episodio si apre con Rebecca che presenta il suo nuovo Vino "Castello signora Lupin" (nome originalissimo), veniamo a sapere che essa si è stufata di fare la "brava ragazza", e rimangiandosi la parola data vuole tornare a fare la ladra (che questa poi ladra lo è solo per gioco al massimo). A nulla servono le proteste di Mr Maggiordomo, che ormai anche i sassi hanno capito che prova del tenero per la bionda sanremese, alla fine nonostante la ramanzina di livello 9 viene gabbato dal solito trucchetto del gas soporifero e lasciato legato come un salame (poi diteme che Rebecca non è un personaggio viziato in cerca di emozioni). La nostra sanremese decide di partire con il botto e lancia una sfida a Lupin. Il nostro ladro gentiluomo è nel frattempo impegnato a scassinare una banca dopo l'altra per trovare un oggetto misterioso. Parte quindi la sfida Lupin/Rossellini, a suon di furti? attraverso un colpo impossibile? A chi dice prima Supercalifragilistichespiralidoso senza sbagliare? No, molto meglio. Si sfidano a suon di trabocchetti da bambini, mentre si lasciano a vicenda carte messaggini nella migliore tradizione mocciana.


Il sofisticato strumento antiriconoscimento per ladri chiamato
"occhiali da nerd" (che poi da una scena all'altra scompaiono magicamente).
Tra una trappola e l'altra scopriamo che mamma chiocciola Maggiordomo ha salvato più volte Rebecca dai guai intervenendo sul sistema di sicurezza (per essere tranquillo ha piazzato solo 862 microspie sui vesti di Rebecca). Nel frattempo compare una Fujiko random che sparate due stronzate sull'amore che va conquistato altrimenti non è bello, e sparisce con la stessa velocità con cui è comparsa. Scopriamo che il misterioso oggetto tanto cercato da Lupin, che lo ha costretto a svaligiare tutte le banche della capitale altro non era che una banconota scarabocchiata da 100€ che il nostro ladro gentiluomo doveva trovare per vincere la sfida (il tutto era una sfida tra lui e Jigen per decidere chi avrebbe pulito la stanza per un anno. Ma sono studenti universitari o cosa? Non avevano di meglio da fare?).


strumento antiriconoscimento parte seconda (ma davvero può funzionare?). 
Di colpo senza che nulla l'avesse fatto presagire parte il momento drammone lacrimevole, che tre secondi dopo viene dimenticato. Scatta l'allarme, causato da Lupin stesso (per noia presumo),  parte l'ennesima scena di fuga (ormai un must in questa serie), con Rebecca che persi in un worp dimensionale gli occhiali si ritrova ad usare una banconota per coprirsi la faccia  (banconota che diventa magicamente un foglio d'acciaio per esigenze di trama, visto che nonostante la corsa non si piega di un millimetro). Rebecca capisce che Lupin non l'ama e dopo essersi ripromessa di conquistarlo affoga i dispiaceri nell'alcol.


Come sempre nelle puntate dove compare Rebecca la noia regna sovrana. Ma davvero gli sceneggiatori pensavano che fosse un personaggio cosi interessante? Voi cosa ne pensate? Dite la vostra.
  

Il commento agli episodi precedenti li trovate qui: 01-0405-0708-1011-13141516; 1718192021-22

lunedì 23 novembre 2015

Doctor Who di Douglas Adams: Shada (Gareth Roberts) e La Città della morte (James Goss)



Per festeggiare il 52° compleanno della mia serie preferita ho deciso di fare questa recensione, spero che vi piaccia.

Salve oggi vorrei parlarvi di due libri che ho letto ultimamente, entrambi appartenenti alla saga del dottore (o Doctor Who) e scritti per lo show da Douglas Adams (lo scrittore che ha ideato la trilogia in cinque parti: "Guida galattica per autostoppisti"). Adoro sia Docotr Who (di cui sfegatato fan) sia Douglas (anche di lui un sfegatato fan) quindi la notizia della pubblicazione delle sue sceneggiature (quella di Shada è completamente inedita) trasformate in romanzi hanno alzato hai livelli di guardia le esclamazioni giulive della mia scimmia sulla spalla collazionatrice. Sono libri che ogni appassionato di Doctor Who o di Douglas Adams non può farsi sfuggire e che grazie alla Mondadori possiamo finalmente recuperare.


Partiamo da Shada il primo in ordine di pubblicazione italiana


Shada fu un irrealizzato arco narrativo delle serie britannica a tema fantascientifico Doctor Who. Nelle intenzioni degli autori avrebbe fatto da elemento di chiusura per le diciassettesima stagione (1979-80) con protagonista il quarto dottore (Tom Baker, il più famoso dottore del primo periodo di Doctor Who). Uno sciopero degli operatori della BBC però non permise la conclusione dello sceneggiato che non fu mai mandato in onda (anche se ci sono stati nel corso del tempo alcuni tentavi di riutilizzo del materiale completato per finire la storia). Questo per me è libro più interessante dei due, dove la verve comica di Douglas si sente di più e per certi versi potrebbe rivaleggiare con le attuali produzioni del dottore per qualità e entusiasmo suscitato presenti. Adams si dichiarò più volte deluso dal progetto, al punto che provò sollievo che la sua sceneggiatura non fosse andata in onda (mentre sembra che la troupe e Tom Baker furono cosi dispiaciuti della chiusura da mettersi a piangere). Le motivazioni che portarono l'autore ad una totale bocciatura del progetto furono: Nelle intenzioni dell'autore si voleva portare un dottore ormai stufo del proprio "mestiere" di salvatore di pianeti e razze e deciso a mollare tutto. Ovviamente il Dottore non può rinunciare alla sua vocazione e ritorna in azione. Il produttore dell'epoca Graham Williams, non fu dello stesso parere e chiese di riscrivere la sceneggiatura. Nonostante il tergiversare di Douglass il produttore non cambiò idea, costringendo l'autore a riscrivere la storia all'ultimo minuto (senza avere neanche il tempo di ricontrollare la sceneggiatura (di fatti molte correzioni vennero fatte direttamente durante la registrazione dello show). Nonostante le affermazioni di Adams la sceneggiatura non dovette essere a lui poco congeniale visto che ne riusò gran parte per scrivere il suo romanzo "Dirk Gently. Agenzia di investigazione olistica".

La trama vede un vecchio Signore del Tempo, il professor Chronotis (un vecchio amico del Dottore), chiedere urgente aiuto al dottore.  Egli si è ritirato all'università di Cambridge, dove la discrezione regna sovra e dove nessuno si è mai accorto che egli vive li da secoli. Egli ha bisogno dell'aiuto del Dottore, della sua giovane assistente Romana e di K-9, il suo fedelissimo assistente robot dalle sembianze canine. Il professore, lasciando Gallifrey, il pianeta d'origine dei Signori del Tempo, ha portato con sé alcuni souvenir, per lo più innocui (ma poi mica tanto innocui). Ma tra di essi, dimenticato, c'è n'è uno molto, molto pericoloso. L'antico codice di Gallifry, che fa gola a Skagra, che lo vuole usare per i suoi oscuri piani. Il dottore dovrà salvare per l'ennesima volta il nostro sonnolento pianeta e forse l'intero universo (il dottore non può mai andare in vacanza).

Il quarto dottore (Tom Baker) l'unico dottore della prima
 parte di Doctor Who arrivato in Italia. 
Il romanzo è stato pubblicato in Inghilterra nel marzo del 2012 (con modifiche apportate da James Goss per rendere più scorrevole il romanzo, con aggiunte prese dalle modifiche fatte durante le riprese), mentre qui in Italia è arrivato a ottobre 2013. Il romanzo mi ha preso fin dalle prime parole e non mi ha lasciato fino alla fine (che senso di vuoto alla fine della lettura!). Sia i personaggi primari, sia i secondari sono ben caratterizzati (sopratutto Chris e Clare). Il dottore nonostante l'aria da bonaria e gigionesca riesca ad intrigare ed appassionare il lettore, sopratutto quando rifila battute micidiali a Skagra (il cattivo del libro) o quando indossa completi ridicoli, in definitiva non potrete che adorare il personaggio. La sceneggiatura funziona perfettamente (nonostante il lavoro frettoloso di Douglas, in parte corretto da Roberts) con molti elementi qui quo pro nella prima parte, mentre nella seconda abbondano i colpi di scena. L'humour inglese di Douglas Adams è ben presente fin dalla prima frase e sono sicuro che vi farà cacciare qualche risata. La scrittura risulta scorrevole e non pesante per il lettore.Mi sono divertito molto a seguire le avventure di questo dottore  dalla sciarpa chilometrica. Se siete appassionati whovian o semplici lettori di fantascienza vi consiglio caldamente questo romanzo, anche i lettori occasionali o coloro che per la prima volta si affacciano al mondo del dottore rimarranno soddisfatti (Attenzione la lettura dei romanzi o la visione degli episodi di Doctor Who sono ad alto rischio di assuefazione, si declina ogni responsabilità :P ) . Potreste accompagnare la lettura del libro con una buona tazza di tè (consiglio un tè nero).


Parliamo del secondo romanzo. La Città della morte



Questo secondo libro non mi è piaciuto quanto il primo, sarà che la storia originariamente fu scritta da David Fisher (che a causa del suo divorzio non era puù disponibile per riscrivere la sceneggiatura) e solo successivamente venne chiamato Adams per modificarla. Questa avventura del dottore rispetto a Shada fu messa in onda dal  29 Settembre al 20 Ottobre 1979, risultando ad oggi una delle storie più amata della prima generazione di Doctor Who (ben 16 milioni di spettatori). Questa storia vede sempre la presenza del quarto dottore (Tom Baker)


La trama vede Il Dottore porta Romana in vacanza a Parigi. Peccato che come sempre il dottore abbia un'incorreggibile abilità ad trovare i periodi peggiori per andare in vacanza. Di fatti il 1979 si rivela tutt'altro che una buona annata per i nostri signori del tempo. Tra Monna Lisa rubate, macchine del tempo fatte in casa, il mistero dalla nascita della vita sulla terra, la rinascita dei Jagaroth. Tutto è nelle mani del dottore, in palio c'è la sopravvivenza del nostro pianeta.

Il Dottore e Romana
Romanzo carino, ma che non mi ha conquistato quanto il primo. La trama funziona, ma non produce abbastanza mordente per i miei gusti, ne il cattivo aiuta (una sottospecie di conte di Cagliostro alieno). I personaggi secondari sono ridotti all'osso, praticamente di meritevoli si salvano solo Duggan e la Contessa. Alcuni spunti sono carini, per esempio la storia dietro il dipinto  della Mona Lisa, ma non riescono a soddisfare pienamente. Sicuramente guardarlo in tv darà maggiori soddisfazioni, ma nel romanzo si sente che manca qualcosa. Lo stesso inizio del romanzo si adatta più ad essere filmato che ad essere letto. Il conte e la contessa Scarlioni sono personaggi molto interessanti (sopratutto la contessa), la lenta consapevolezza del conte della sua vera natura aliena è ben scritta ed interessante. Il dottore risulta come sempre bonario e buffo ma pronto ogni volta a salvare il mondo all'ultimo secondo. Romana rispetto al romanzo precedente ha più spazio e riusciamo a vederne meglio il carattere e il forte legame che la lega al Dottore. L'humour britannico è ben presente e vi farà sicuramente sghignazzare durante la lettura. In definita consiglio anche questo romanzo, anche se non mi ha preso come il primo.

In attesa della prossima recensione vi saluto e vi lascio al tema del quarto dottore (se non ti piace vuol dire che sei un Dalek!):


        

martedì 17 novembre 2015

Lupin III L'avventura Italiana commento episodio 21-22




Siamo quasi arrivati alla fine di questa serie e gli organizzatori del palinsesto per accorciare l'agonia degli spettatori decidono di trasmettere due episodi ad un'orario questa volta quasi umano. Le puntate di oggi sono forse il simbolo di questa serie; la prima decente ma completamente estranea alla figura di lupin, la seconda caratterizzata da un livello di empatia e umorismo ai livelli di una puntata di un qualsiasi cartone di serie c occidentale. Questa volta vi do una bella notizia, sempre se come ultimamente sta facendo mediaset venga smentito, sembra che alla fine dell'ultima puntata della serie verrà trasmesso un documentario su Lupin (visto il più che eccezionale evento). La notizia qui.


Puntata 21 Per sentirti cantare ancora aka Herbie, il maggiolino tutto matto aka l'inizio di up


Per essere anziana, malata e in coma Nora è invecchiata proprio bene
La puntata vede Lupin e Fujiko rubare l'auto appartenuta ad una famosa cantate degli anni 30? 40? 50? (Non si capisce, l'auto sembrerebbe una Lancia Ardea ma non ci giurerei) Nora Anita, che l'aveva ricevuta come premio per la canzone "L'auto vola e va" usata per promuovere il mezzo. Molti anni dopo scopriamo che l'auto è adesso in vendita ad un prezzo esorbitante e che fa gola a molti. Il sosia italiano di James Dean sta trattando la vendita con un cliente che alla fine si rivela Lupin, che prende il mezzo e fugge. Fin qui direte voi nulla di strano, sennonché  la macchina non risponde perfettamente ai comandi. Uno penserebbe naturalmente che la macchina abbia qualche problema meccanico. Tranne Lupin che una volta tranquillamente pontificato che la macchina ha volontà propria decide come se fosse la cosa più ovvia al mondo di farsi guidare dalla macchina stessa. Da qui in poi Lupin non farà altro che farsi guidare dalla volontà della macchina in giro per la città a velocità consentita mentre canticchia una la canzone di Nora, senza che nessuno tenti alcunché per fermarlo, mentre la storia va avanti senza di lui. La storia d'amore a cui ruota intorno alla macchina è molta bella e toccante in se, ma non si può piazzare una storia bella dove i protagonisti della serie hanno un ruolo marginale e sperare che vada bene cosi. Sarebbe come prendere una puntata  della serie How I Met Your Mother, metterci qualche minuto di Doctor Who e affermare tranquillamente che quella puntata è dello sceneggiato inglese; semplicemente non funziona. Alla fine Lupin e soci possono rubare la refurtiva? ovviamente no, una volta finito il suo scopo lupin torna a casa letteralmente a piedi. Puntata in se carina, ma che non c'entra nulla con il nostro ladro gentiluomo.      


Puntata 22 Dal giappone con amore


Questo è il massimo che riusciremo ad ottenere da questa serie
Partiamo dal fatto che nonostante il titolo faccia pensare a chi sa quale intrigo, di spionaggio in questa puntata non c'è nulla. Veniamo a sapere che Fujiko presa dalla nostalgia è tornata in Giappone. Naturalmente come vuole l'onorevole tradizione giapponese il primo luogo in cui si va per rilassarsi sono le terme, che qualsiasi appassionato di animazione sa che sono sempre per l'onorevole tradizione giapponese luoghi dove l'eccitazione maschile divampa. Peccato che questa serie sia più casta di tv2000 e quindi le possibilità di zinne al vento sono minori che trovare il petrolio scavando nel pavimento di casa vostra. Nel frattempo dopo decenni di soprusi, angherie e pacchi vediamo finalmente Lupin pronto a scendere in strada per fare stragi di donne e dimenticare Fujiko. Peccato che l'idillio duri zero e che il nostro ladro gentiluomo riceva una telefonata minacciosa che l'informa del rapimento di Fujiko e la sua liberazione a patto che Lupin faccia un furto su commissione. Svolta la commissione in breve tempo lupin III scopre che il rapimento non era altro che una scusa per farlo partecipare ad una scommessa tra Fujiko e Goemon.


Almeno Lupin si toglie qualche soddisfazione personale
Scopriamo poi che Goemon è ancora a Roma (a fare da attrazione turistica) e quello qui presente in Giappone un sosia, che si rivela essere il detective Akechi Holmes (perché chiamarlo per esempio Akechi Poirot non era abbastanza cool) venuto li per arrestare il nostro ladro gentiluomo. Parte il solito inseguimento, in cui io ho sperato di vedere un'altro esponente più degno in giacca verde mentre attraversa le terme con una rombante 500, naturalmente l'inseguimento è di breve durata e il nostro ladro catturato. Come vuole il canovaccio di questa serie l'avversario di turno deve essere caratterizzato come una macchietta napoletana e avere un livello di sfida pari alla pubblicità dei gratta e vinci. Naturalmente come insegna dal 96 Detective Conan la polizia giapponese segue fedelmente le direttive il primo tizio che comincia a sperare ipotesi teoricamente sensate, non importa se esso sia un bambino o un adulto dal vestiario e dai modi orripilanti. Quindi siccome Mr Japan Holmes decide che Fujiko non è di nessun interesse viene fatta scappare e dimenticata, il perché non si sa forse il detective è misogino, non ci vuole un genio per capire che Fujiko diventerà l'asse portante della storia e prenderà la sua rivincita sul detective. Naturalmente dopo un breve momento debolezza femminile. Parte un'altra scena d'inseguimento dove vediamo Fujiko liberare Lupin, mentre il nostro detective preso dal parossismo spara un piano folle dopo l'altro senza che nessuno si azzardi a fermarlo (prova perfino a far saltare il mezzo della fuga con la dinamite mentre Zenigata è sopra il mezzo ed in pieno centro urbano). Alla fine tutto finisce bene, il detective viene messo alla berlina e Fujiko può ammirare un bellissimo tramonto.





In attesa di una nuova recensione vi saluto.

             

Il commento agli episodi precedenti li trovate qui: 01-0405-0708-1011-13141516; 17181920;




martedì 10 novembre 2015

Lupin III L'avventura Italiana commento episodio 20



Puntata 20 Non svegliare il drago che dorme aka Il maggiore Nyx alle grandi manovre


Dopo la soporifera puntata precedente ci becchiamo una puntata ... Brutta? No, ringraziando il cielo. Umoristica? Per fortuna no. La puntata di oggi indovinate un pò è un'altra puntata soporifera! Urrà! I produttori visto che ormai siamo agli sgoccioli non contenti di aver castrato un personaggio, ridotto a tarallucci e vino la storia e sfornato alcuni dei personaggi più brutti mai partoriti da una mente umana decidono di storpiare anche l'unico personaggio quasi decente: Nyx.


"Colpisci al cuore, Lupin!" sicuramente un pezzo riuscito della sigla, ma non in senso positivo.


La puntata si apre con MI6 che subisce nuovamente un'attacco ai propri server (che cacciano fumo perché?). Assoldare qualche programmatore capace no? Ormai anche un bambino di 7 anni con un tablet cinese può entrare e carpire tutti i dati che vuole dai loro server. Mettiamo pure che MI6 nonostante tutti gli agenti che dispone debba richiamare in servizio il povero Nyx perché si, e che l'agente da povero ispettor gadget si ritrovi a cercare di salvare la famiglia dallo saltare in aria stile Willy il coyote se non svolgerà la missione. Il programma rubato, chiamato "coda di drago" è un'elenco di tutti gli agenti del IM6. L'elenco è stato rubato da una banda di mercenari random che risiedono in una isola militare cliché random, al cui capo c'è Fox vincitore del premio come migliore mercenario dell'anno ( ..... aspé cosa? Ma davvero?).

Aspettate un attimo: Spie, mercenari, programmi segreti, missioni sotto copertura.... gli sceneggiatori stanno omaggiando Metal Gear Solid!


Agente Nyx la missione di oggi è fuggire da questa stronzata


Un po' Commando di schwarzenegger, un po' Rambo di stallone, 100% cliché.
Naturalmente anche Lupin è interessato al programma. Ovviamente tra i due litiganti il terzo gode e Fox scopre la tresca. Lupin essendo ormai un Hacker cosi capace che il "burattinaio"  di Ghost in the Shell al confronto è un principiante, viene costretto a scoprire i segreti del programma. Mentre il povero Nyx grazie anche alle rivelazioni di Lupin sulla sua ormai ex partecipazione come agente del MI6 viene costretto a fare una serie di abluzioni decisamente poco piacevoli. Scopriamo che il nostro agente poco british ha la capacità di rendersi quasi morto rallentando i battiti del cuore, anche se poi la cosa non serve a nulla visto che Nyx preferisce fare quattro chicchere con il nostro ladro gentiluomo piuttosto che sfruttare la cosa al suo vantaggio, naturalmente facendosi sgamare in brevissimo tempo.


Carina la citazione alla scarpa telefono
Essendo la missione ormai compromessa MI6 decide di usare l'opzione più stealth , facendo letteralmente bombardare l'isola, per poi mandare gli agenti a finire il lavoro (ma essendo una agenzia segreta non sarebbe meglio far intervenire prima gli agenti, e poi nel caso bombardare?). Lupin e Nyx uniscono le forze e affrontano MI6, cosa che dovrebbe portare l'ex agente direttamente alla corte marziale per alto tradimento ma sono quisquille per gli sceneggiatori. La situazione viene risolta da Jigen e Goemon, ormai veri e propri deus ex machina della serie.


Da Vinci Roku Sei Ken: Colpo spacca tempie
Scopriamo che mandare l'ex agente di nuovo in azione era tutta una macchinazione del suo capo per farlo fuori (assieme alla sua famiglia, perché si). Naturalmente Nyx non la prende bene e comincia dare una sana lezione al suo superiore a suon di pugni. Purtroppo la lieta riunione viene interrotta da Leonardo, che diventato nel frattempo un maestro della letale stella del genio,  usando una delle sue micidiali tecniche mette ko Nyx (facendoli perdere i suoi "poteri") e fa fuori il suo capo. Il tutto mentre era alleato con Lupin!


Puntata senza infamia e senza lodi, che preanuncia il gran finale della serie. Voi che ne pensate? Non fate i timidi e commentate!


Il commento agli episodi precedenti li trovate qui: 01-0405-0708-1011-13141516; 171819;


In attesa di una nuova recensione vi saluto


P.S Ma quanto è bella la sigla finale della versione giapponese? Vi immaginate una sigla cosi cantata da una voce italiana famosa?


lunedì 9 novembre 2015

Monument Valley Recensione (gioco per Androind, IOS, Windows Phone)


Salve oggi vorrei parlarvi di Monument Valley gioco per cellulari che provato ultimamente e che mi è piaciuto molto.


Monument Valley è un'interessantissimo gioco basato sui paradossi grafici (per intenderci il gioco sfrutta gli stessi elementi dei disegni illusori come le scale infinite di Penrose o i famosi disegni di Escher). Il gioco è stato sviluppato dagli studi londinesi di ustwo (in questo momento è venduto a 1.49 sul play store).


Il gioco è un rompicapo grafico carino e dalla difficoltà non troppo elevata (i livelli possono essere completati in breve tempo, se si ha un buon occhio nel trovare le soluzioni). Il punto forte del gioco è basato sull'illusione ottica, di fatti se inizialmente una strada ci sembrerà bloccata o un punto impossibile da raggiungere basterà girare lo scenario o spostare il personaggio in una diversa dimensione del piano per trovare la soluzione al rompicapo. Sicuramente l'elemento vincente del gioco, dove gli sviluppatori hanno dato il meglio.

I livelli sono quasi tutti ben realizzati, con una sfida man mano sempre più difficile. I livelli anche visivamente sono una gioa per gli occhi. Essendo un gioco per cellulari gli scenari del gioco non sono molto ampi, anche se alcuni livelli si sviluppano su più piani. Alla soluzione dell'enigma il livello ci porterà automaticamente al pezzo successivo. Non so se è colpa del mio cellulare, ma ho riscontrato una certa difficoltà a far girare lo scenario in modo preciso essendo i comandi fin troppo sensibili (nulla che una buona volontà non possa risolvere,)


La grafica è molto carina, con un'uso abbondante di colori forti e dalle tinte accese (quasi pastello), cosa che aiuta sensibilmente il gioco illusorio. Gli ambienti quel gusto fatato e la grafica risulta ben realizzata per essere un gioco pensato per il cellulare. Il personaggi sono molto minimali, ma riescono comunque ad essere piacevoli all'occhio (non aspettatevi qualcosa di simile a Zelda o Peach). I suoni sono ben implementati, anche se l'uso di una arpa per accompagnare i movimento delle parti mobili del livello alla lunga potrebbe dare fastidio, sopratutto quando il livello richiede di girare più volte lo scenario. Le musiche di gioco sono molto carine, ma nulla che si faccia ricordare dopo la giocata.


La trama è sicuramente l'elemento debole del gioco. La storia, che vede una principessa andare di livello in livello per cercare di scoprire un mistero riguardante il proprio regno, non da nessuna soddisfazione. Non abbiamo nessun informazione su chi sia la principessa Ida (il nome della protagonista), su cosa sia successo al regno, o chi siano i corvi neri (unici avversari del gioco). Neanche il finale riesce a dare qualche soddisfazione, rimanendo molto criptico, quasi senza senso (io sono rimasto molto deluso). Si vede che gli sviluppatori si sono concentrati sullo sviluppo dei livelli dando giusto un'abbozzo di trama per collegare il tutto. Un vero peccato, perché un gioco cosi interessante meriterebbe una sviluppo narrativo migliore o perlomeno che sia chiaro.


Un'altro problema è l'esiguità dei livelli, c'è ne sono solo 10, che possono essere essere risolti in breve tempo (io avrò impiegato qualche ora giocando un livello ogni tanto). Sicuramente pochi, ma che per il prezzo attuale sono accettabili. 'E possibile acquistare un'espansione aggiuntiva da prezzo non proprio economico (quasi pari al gioco originale), ma che non aggiungono nulla a livello di trama o di gameplay. La rigiocabilità dei livelli è molto bassa visto che non c'è nessuna variabile.


In definitiva consiglio questo gioco agli appassionati dei giochi indie o delle avventure prettamente grafiche. Sicuramente da evitare se siete amanti dei giochi alla candy saga o giochi basati sulla sfida a quiz (o se amate i giochi gratis). Tenete presente che il gioco è breve, dalla sfida buona ma non elevata ed dal fatto che si tratti di un gioco a pagamento, che fa della grafica il suo perno. Se possibile evitate di scaricare illegalmente il gioco e se interessati compratelo.






















Aggiornamento del 06/10/2016

Sull'Amazon underground (una sorta di playstore fatto dal colosso americano) è possibile scaricare il gioco e la sua espansione completamente gratis. Dovete solo installare lo store e avere un account Amazon e il gioco è fatto.  

In attesa di una nuova recensione vi saluto

martedì 3 novembre 2015

Lupin III L'avventura Italiana commento episodio 19



Puntata 19 La prima cena aka Leonardo Steamboy

La punta di oggi funge da riassunto alle puntate precedenti cercando di dare un filo logico a una serie che nonostante gli sforzi degli sceneggiatori non si riesce a trovare (ridurre il tutto a 12, massimo 14 episodi avrebbe giovato alla serie). Puntata sostanzialmente noiosa, con uno spunto per una volta interessante buttato di nuovo tutto alle ortiche per il solito mistero dalla durata di due o tre episodi.

Bisogna fare il plauso a mediaset che ancora una volta ci dimostra il suo amore per questa serie (che ricordiamo si è presa in anteprima mondiale) mandandola in tarda serata con quaranta minuti di ritardo e aspect ratio sballato. Mandare delle repliche o addirittura mandarlo direttamente in seconda serata su italia 2 sembra brutto? Eppure la serie ha dimostrato che non c'è nulla che addirittura potrebbe bloccarne la visione su Boing o canali simili (sangue se ne visto poco, furti quasi nulla, zinne zero). Mi chiedo quale fosse il piano originale di trasmissione che aveva previsto mediaset, se ne aveva previsto uno ovviamente.

Chiedo scusa tutti. Sembra che mediaset abbia avuto un'ennesimo ripensamento e lo special  "Lupin e il sigillo di sangue" non è stato trasmesso preferendo l'ennesima replica di uno special già mandato in onda.



Lupin e Jigen sono pronti a fare strage di cuori nel vicino bocciodromo.  
La puntata si apre con con un dipinto di Lupin affisso ad un padiglione a Milano creato per la settimana della  moda milanese. Lupin è diventato megalomane? Sta per lanciare la sua linea di vestiti? Ovviamente no, c'è lo zampino di qualcun'altro. Un furioso Lupin pretende i diritti d'immagine sulla sua persona, anche se dovrebbe essere più preoccupato del fatto che la sua immagine giri liberamente per Milano. Assieme a Jigen il nostro ladro gentiluomo partecipa come spettatore ad una sfilata per vedere Rebecca e Fujiko in abiti alta moda, peraltro vestendosi pure malissimo. Anche Rebecca non scherza, visto che sembra che indossi più un abito da cosplay raffazzonato all'ultimo minuto, con tanto di capello con le orecchie da gatto, che un'abito di alta moda. Alla fine scopriamo che tutti (compreso Nyx e Zenigata) hanno subito lo stesso trattamento. Zenigata ci informa che tutte le opere si possono affermare con certezza che sono state dipinte da Leonardo in persona, che è riuscito ad affinare la tecnica in modo mostruoso visto che per dipingere 9 tele a grandezza naturale ha impiegato neanche un decimo del tempo che usò per realizzare la gioconda.



Capitan Prof Leonardo 
Lupin capisce che i quadri indicano la volontà di riunirsi al Cenacolo Vinciano (visto lo sfondo e lo stile dubito onestamente che si riferisse ad un McDonals). Una volta che i nostri arrivano nel luogo indicato scoprono che la sala è stata imbandita apposta per loro. Qui però i sceneggiatori si sono trovati in evidente difficoltà visto che i personaggi di Lupin non bastano per impersonare i 12 apostoli, quindi grazie a diversi escamotage (infilano a forza Zenigata, il maggiordomo di Rebecca e il capo del MI6 senza che nessuno di loro abbia ragione di esserci) riescono ad arrivare a 9, sperando che lo spettatore sia poco avvezzo alla religione cattolica o l'arte e farla franca. Scopriamo (se naturalmente non ci foste già arrivati da soli) che dietro tutto c'è Leonardo Da Vinci. Succede che anche i responsabili dello Character design non sanno che pesci pigliare per vestire Leonardo, quindi decidono di andare sul sicuro dandogli design a meta strada tra Capitan Harlock  e uno scienziato giapponese anni 80 con spruzzate li e là di steampunk.



Leonardo si dimostra pure un'anfitrione snob, visto che preferisce mangiare in separata sede, dando ordini a sofisticati meccanismo di servire i piatti (visto che non ha schermi per vedere come stanno i commensali probabilmente cambia le portate secondo il suo umore). Per l'infelicità della dieta di Jigen (vedere la punta precedente). Leonardo Da Vinci non bada comunque a spese visto che ogni singolo piatto è cosi ricco da bastare per almeno tre persone (io dopo il primo mi sarei arreso). Ogni piatto ha la particolarità di rappresentare un'evento delle serie e permettere al cicerone Lupin di riassumere la trama (comodo escamotage per riallacciare la trama, anche se rimangono buchi grossi come il traforo del Monte Bianco). Lupin ci informa tra una portata e l'altra che attraverso il sogno italiano IM6 è riuscita a recuperare da alcune cavie umane la memoria ancestrale su Leonardo creando una clone della sua memoria, che è poi scappato e si trova adesso in giro per l'Italia, e Lupin lo sa perché..... perché.... boh! lo sa e basta (come sia riuscito a sapere tali informazioni credo che rimarrà un mistero).

 
Leonardo grande fan della serie "il mistero della pietra azzurra"?
Il capo del MI6 si incavola per la soffiata e fa partire la retata precedentemente preparata (anche se alla fine non becca nessuno e tutto se ne vanno felici e contenti). Lupin raggiunge Leonardo, ma che dopo cena non ha voglia di fare chicchere e se ne va con il sua leomobile (una areo che cerca di prendere spunto dalle sue famose macchine ma che fallisce miseramente). Scopriamo che l'obbiettivo di Loenardo è il solito cliché dello scienziato che attraverso il suo intelletto superiore vuole dominare il mondo per renderlo migliore. Ma questo preoccuperà Lupin? Ma che domande! certo che no, visto che sbotta una battuta sugli artisti e le loro manie, preoccupandosi soli dei diritti d'immagine.


Punta noiosa che non aggiunge nulla, che introduce l'ennesimo mistero (credo che saremmo arrivati al quarto, quinto mistero). Spero che questa agonia finisca presto.


Il commento agli episodi precedenti li trovate qui: 01-0405-0708-1011-13141516; 1718;

lunedì 2 novembre 2015

Akagi live action (2015)


Paese di Origine: Giappone
Trasmissione: luglio 2015
Numero di episodi 10
Durata: 50 minuti
Attori principali: 
 Kanata Hongou  (Shigeru Akagi)
Masahiko Tsugawa (Iwao Washizu)
Disponibilità italiana: Crunchyroll (sottotitoli in italiano)



Oggi sono qui per parlarvi di una serie live action molto particolare basata sul gioco del mahjong. Credo onestamente di trovarmi di fronte a una delle più belle serie che abbia mai visto in questi anni. Ma prima un po di storia.

 Akagi (アカギ?), è un manga creato nel 1992 da Nobuyuki Fukoto e ancora in corso basato sul gioco del mahjong. In giappone la serie ha raggiunto una popolarità cosi altra da permettere la realizzazione di una serie animata da 26 episodi. La serie fa da prequel ad un'altra opera dello stesso autore, intitolata Ten.

Alcune informazioni sul mahjong:
Il Mah Jong (dal cinese 麻将 o 麻雀), scritto talvolta anche mahjong, májiàng, ma-chiang e secondo altre trascrizioni simili, è un gioco da tavolo per quattro giocatori, nato in Cina probabilmente nel XIX secolo, e oggi molto diffuso anche nel resto del mondo, soprattutto Stati Uniti e Giappone; in Italia viene giocato soprattutto a Ravenna e nel suo hinterland, ma sta prendendo piede anche a Milano, Firenze, Venezia-Udine, Bologna e altri luoghi. Il nome, letteralmente, significa "uccello di canapa" o "sparviero di canapa". Si tratta di un gioco con tessere, che presenta alcune analogie con qualche gioco di carte occidentale. I giocatori guadagnano punti creando opportune combinazioni di tessere e rimuovendole dal gioco. La composizione dell'insieme di tessere utilizzate, e le regole di attribuzione dei punti, variano leggermente a seconda della regione. I concetti fondamentali del gioco rimangono però sostanzialmente gli stessi in tutte le varianti dello stesso. Tratto da Wikipedia. 


Akagi Shigeru è un genio del mahjong, chiamato il "Leggendario Giocatore di Mahjong". Dalla sua prima vittoria contro un membro della Yakuza continuò a collezionare vittorie su vittorie (tanto che sulla tomba si raccolgono tutti i disperati che sperano di riottenere una vittoria con cui recuperare le loro perdite). Takeshi Ougi (secondo in comando del gruppo mafioso Inada) e Yosuoka (poliziotto corrotto) si affidano ad un giovane ragazzo (Akagi) incontrato durante una bisca clandestina per affrontare e sconfiggere Iwao Washizu, potentissimo esponente mafioso che dall'ombra controlla il Giappone. Washizu ha come passione quella del mahjong (non ha mai perso, grazie alla sua buona stella), ma con regole molto particolari. Washizu è ossessionato dalla morte, tanto da sfidare chiunque in un gioco mortale in cui sono in palio la vita dello sfidante (ogni tot di punti vinti da Washizu equivale ad un prelievo di tot cc di sangue, fino alla eventuale morte per dissanguamento. Non sono previsti ritiri) o i soldi del patrimonio  di Washizu ( (ogni tot di punti vinti dallo sfidante equivale ad un prelievo di contanti. Non sono previsti ritiri). Il gioco di Washizu è molto particolare, non tanto per le regole (che non hanno particolari modifiche rispetto al gioco originale) ma per le tessere. In quanto per ogni tessera sono previste 3 coppie trasparenti, mentre una sola coppia ha il fondo opaco. Ciò rende ancora più difficile la fase di scarto, in quanto non permette di capire quali tessere l'avversario scarterà. La sfida tra Washizu e Akigi inizia, ogni sfidante collezionerà vittoria e  sconfitte, ma solo uno potrà alzarsi alla fine della partita.


Davvero una serie spettacolare, prima di questa serie aveva solo un vaga idea di cosa fosse il mahjong. Ma questa serie ha suscitato in me in un vivo interesse per questo gioco. La storia nonostante riguardi solo una piccola parte del maga, è molto coinvolgente e ben fatta. La produzione fa anche uso di non invasiva CGi per ricreare lo spirito del fumetto. Gli attori  Kanata Hongou e
Masahiko Tsugawa  fanno un ottimo lavoro, anche se Kanata è alle volte troppo teatrale nelle sue espressioni, che se vanno bene per un fumetto risultano fin troppo esagerate per una serie tv. Tutta la storia è incentrata in una sola stanza, quindi non ci sono grossi problemi con la location. La soundtrack è molto buona e riesce a dare le giuste sfumature per tutte le situazioni: le vittorie, le sconfitte, ribaltamenti di fronte ecc. le tattiche che i personaggi usano nel majhong sono ben spiegate, quindi anche per un profano è possibile comprendere le mosse. Le traduzioni sono molto buone e non ho riscontrato gravi errori di sorta. In definita la consiglio a tutti, visto che la serie gode di un buon ritmo, non è troppo impegnativa vista la sua lunghezza, e la trama regala molto colpisci di scena (tutti ben gestiti e mai banali).    

Qui potete trovare il link alle serie: Akagi