martedì 27 ottobre 2015

Lupin III L'avventura Italiana commento episodio 18




Puntata 18 La marionetta assassina

Dopo due puntate di melma Lupin e soci ci regalano una punta d'oro, che finalmente ripaga in parte lo spettatore della visione di questa serie. Per certi versi mi ha ricordato il romanzo "Battle Royale" di Koushun Takami e "e non ne rimase nessuno" di Agatha Christie.

Altra buona notizia l'otto novembre alle 08.30 su Italia1 andrà in onda lo special inedito"Lupin III - Registro delle osservazioni dell'oriente - Another Page" (in parte ambientato in italia).



Salve oggi vi presentiamo il power paly super jo.... Ehm... la sconfitta di Lupin III !
Nella odierna puntata vediamo la banda lupin contro un santone, anche se sembra più un imbonitore televisivo (uno di quelli che si vedevano tempo fa nelle reti private a vedere tutto il ciarpame possibile) e che ha come spalla un prete (sottile critica alla chiesa? In Italia? Eresia!). Il santone grazie ai suoi poteri ipnotici è riuscito a sgominare diverse bande criminali mettendo i loro membri gli uni contro gli altri con il presuntuoso pretesto di liberare il nostro paese dai criminali (ci credo tanto, ma tanto). Questa volta Greco (il nome del santone) decide di alzare il tiro e puntare sulla banda del ladro gentiluomo, sfidando lupin a precipitarsi all'intero di una chiesa per rubare un calice mentre lui tenterà di ucciderli. Lupin decide di accettare per dimostrare che il santone è solo un imbroglione. Nel frattempo Fujiko scopre che su un sito è possibile puntare sulla sconfitta dei due avversari e che le speranze di vittoria del ladro gentiluomo sono basse (che sia un nuovo sito di scommesse di lottomatica?). Dopo essere entrati nella chiesa Lupin e soci cadono nella evidentissima trappola tesa e cascano nella cripta della chiesa. La voce di Greco ci informa che un elemento della banda ora è la marionetta e che dovrà eliminare tutti gli altri elementi della stessa.



Totti: anch'io ciò i numeri per fare il biscazziere
Nel frattempo la banda si riunisce e si prepara per la fuga, quando l'uscita viene fatta saltare. Il santone informa che quella era l'unica uscita e che un'altra bomba verrà fatta detonare il giorno dopo per riaprire il passaggio, sempre se ci sarà ancora qualcuno vivo. Greco da la notizia che uno di loro è diventato la sua marionetta. Parte quindi il "momento sospetto" nella banda, con varie accuse lanciate tra i membri che finiscono cosi per separarsi. Il santone e il prete nel frattempo controllano tutto da una sala monitor, svelando a meno di 8 minuti dall'inizio della puntata la verità sui presunti poteri di Greco. La scena successiva ci fa vedere che in un bisca si punta pesante sulla sconfitta di Lupin.  


Fujiko il sogno di ogni Serial Killer, visto che potrebbe passare estatiche ore
affondando il coltello nel suo ampio petto prima di raggiungere il cuore.  
Uno dopo l'altro tutti gli elementi della banda finisco uccisi dalle manovre della marionetta. Con tanto di duello tra Jigen e Goemon (nulla che non si sia già visto, ma che comunque fa sempre piacere rivedere, per quanto brevemente). Il mistero che si cela dietro la marionetta è ben gestito, per quanto non sia  nulla di originale (/Spoiler ovviamente la marionetta era Lupin, che fa il doppio gioco /Spoiler).  Mentre viene mostrato come si sono svolti i fatti le due volpi si autocompiacciono per il loro piano e ordinano alla marionetta di uccidersi. Ovviamente la marionetta disobbedisce visto che il tutto era un piano di Lupin per beffare il santone (era tutta una farsa). Bellissima la frase che Fujiko usa per giustificare la sua non-morte mentre estrae il coltello dai due super santos che si ritrova:  "esistono tanti modi per non farsi trafiggere" ( ;) Fujiko abbiamo capito tutto), con tanto di sangue che esce dal naso di Greco (fulgido esempio di onorata tradizione giapponese nel campo).


chi di insulto scimmiesco colpisce di insulto scimmiesco perisce?
Alla fine si scopre che i poteri del santone derivano da un gas che inibisce la capacità di giudizio (anche se per me bastava una visione da 5 minuti del Grande Fratello per ottenere lo stesso risultato e spendevi di meno). Con tanto di prete che sbotta frignando: "noi volevamo essere i salvatori del mondo", truffando e uccidendo gente? Spirito caricatovele portami via! Alla fine Lupin ripaga della stessa moneta Greco e lo ipnotizza con il suo stesso gas. Incredibile ma vero, ma questa volta Lupin usa il cervello e prima di partire ha piazzato una scommessa sulla sua vittoria sbancando il banco e guadagnando una marea di soldi (letteratamente).


Che dire? puntata carina, che fa divertire in modo semplice ma ben riuscito. Peccato che i poteri del santone si siano rilevati nulla più che uno stratagemma truffaldino. Avrei preferito uno scontro simile a quello che si ebbe tra Pycal/Whisky e Lupin nella prima serie (ma non si può avere tutto dalla vita). Dalle anticipazioni della prossima puntata sappiamo che rivedremo Rebecca e Mr Leonardo, quindi preparate i malox che probabilmente servirà.


Il commento agli episodi precedenti li trovate qui: 01-0405-0708-1011-13141516; 17;
   

lunedì 26 ottobre 2015

Recensione Abaddon di Giuseppe Menconi



Prefazione
Autore: Giuseppe Menconi
Tipologia: fantascienza, horror, space opera militare, 
 Copertina di: Manuel Preitano
Editor: Vaporteppa
Lunghezza: circa 270 pagine 
Prezzo: 4,99 euro

Oggi vorrei consigliarvi un romanzo che ho letto ultimamente e che mi è piaciuto molto, Abaddon di Giuseppe Menconi.

Chi è Vaporteppa

Vaporteppa è una collana di Antonio Tombolini editore, curata da Antonio Carrara (aka il Duca di Baionette) che promuove la buona letteratura con un spirito steampunk o come è stato tradotto dallo stesso Duca: "Vaporteppa". L'obbiettivo di Vaporteppa è quello di pubblicare narrativa di qualità, sopratutto di narrativa anticonvenzionale, curiosa e con un interesse sul vecchiume storico. Con un occhio di riguardo per i generi poco considerati dai grandi editori come la bizzarro fiction o promuovendo autori italiani emergenti di buona qualità (seguendoli nel processo creativo e  promuovendo un processo di formazione).


Trama

Il maggiore William Boore è un eroe di guerra.
Il maggiore William Boore è un codardo.
Sono passati due anni da quando William ha causato la morte di tutta la sua squadra e, per puro caso, è divenuto un eroe. Da allora è stato assegnato a sorvegliare Abaddon, la colossale astronave nera che da sessant’anni rimane sospesa tra il Golden Gate e Alcatraz, senza comunicare, inaccessibile.
Abaddon è divenuto un luogo per suicidi, disperati che si lanciano dal Golden Gate contro gli scudi di energia dell’astronave, convinti di venire portati altrove invece di essere disintegrati.
Molti pensano che gli alieni siano tutti morti e l’astronave sia solo una tomba. William lo spera: vuole passare qualche anno tranquillo, divenire tenente colonnello e finire dietro una scrivania senza rivedere più un combattimento, pensando solo alla moglie e al figlio.
Ma, un giorno, gli scudi di energia si abbassano. William, con la sua squadra, dovrà entrare e affrontare gli orrori di Abaddon, assieme al pericolo più grande di tutti: sé stesso, un ufficiale che ha perso la capacità di comandare e di vincere.




Abaddon è davvero un romanzo inusuale del panorama italiano, sopratutto in quello fantascientifico, la cui presenza in Italia è quasi nulla e di livello generalmente mediocre. 'E un romanzo che riprende la tradizione della space opera militare, caratterizzata dall'uso di armi e armature tecnologicamente avanzate  (anche se in questo caso in futuro prossimo o quasi attuale). La storia si può sostanzialmente dividere in due parti: una parte iniziale che introduce l'ambientazione e i personaggi e una di stampo più tradizionale del genere e di stampo action/horror. L'autore riesce a tenere un buon ritmo per tutto il romanzo, con un progressivo aumentare della tensione man mano che arrivammo alla conclusione del libro. Per gli alieni e per la storia si nota l'ispirazione per la saga videoludica "dead space", per il libro Fanteria dello spazio di Robert A. Heinlein e la mitologia norrena. Il personaggio principale è ben caratterizzato e la sua storia e le vicende che lo hanno portato ad essere quello che è sono spezzettate per tutto il romano e non buttate in un capitolo e poi subito dimenticate, cosa che ho molto apprezzato visto che riesce a creare quel'alone di mistero che fa venire voglia di continuare la lettura per scoprire ulteriori pezzi della vita del protagonista. William (il protagonista) non si rileva di certo uno stinco di santo, anzi per certi aspetti e un personaggio molto negativo (basti vedere le vicende inerenti la morte di suo fratello), ma che proprio per questo risulta più umano di molto personaggi simili che i film e la narrativa, sopratutto di stampo americano ci hanno abituato a vedere. Degna di nota l'evoluzione che subisce il protagonista durante le vicende, con le sue paure, desideri, speranze che lo porteranno a difficili scelte (alcune coronate da un insuccesso). I personaggi secondari, sopratutto quelli militari, nel romanzo, sono scarsamente caratterizzati e si riducono a semplice carne da macello per la storia, si poteva fare qualcosina di più per la loro caratterizzazione. L'ambientazione non è nulla di eccezionale, è la classica nave aliena letteralmente piena di pericoli (basti pensare alla USG Ishimura di dead space o la Nostromo di Alien) , ma è funzionale alla storia. Il pezzo forte del romanzo sono gli alieni e la loro storia, davvero ben riuscita ed interessante (spoilersopratutto la parte riguardante il perché della presenza degli alieni, la funzione degli Dei e il siero che rende immortali /spoiler). Il finale mi ha davvero spiazzato positivamente (complimenti all'autore).        

In definitiva se amate la space opera di stampo militare, e sentite la voglia di un po di sana fantascienza condita con alieni dalle cattive intenzioni e avete voglia di dare possibilità ad un autore italiano vi consiglio vivamente questo romanzo.

Trovate il romanzo qui:
Streetlib
Amazon

In attesa di una nuova recensione vi saluto.

martedì 20 ottobre 2015

Lupin III L'avventura Italiana commento episodio 17




Puntata 17 Il giorno libero di Lupin

Prima di parlare dell'episodio odierno do una buona notizia. Italia 1 trasmetterà lo special inedito "Lupin III - Il sigillo di sangue - La sirena dell'eternità", titolo originale "Rupan Sansei - Chi no kokuin - Eien no mermaid" il primo novembre alle 8.35 (speriamo non sia l'unico e che migliori l'orario). Special molto carino, che consiglio di guardare.

Dopo la bella notizia passiamo alla soporifera puntata odierna. Ormai abbiamo capito che l'andazzo è una puntata decente ogni 3-4 puntate brutte o peggio. La trama potrebbe essere risolta in 5 minuti, e la cui vivacità di sceneggiatura può rivaleggiare con un episodio di Peppa Pig.


Dopo la visione di una puntata di Super Quark
un loquace Jigen si lancia in un appassionanto discorso sulle
mantidi religiose e sulla loro passione per il tabagismo.


Premetto che i primi 15-17 minuti di questa puntata non hanno alcun senso, si passa da una scena all'altra senza nessun collante o motivo. Lupin e soci dovrebbero andare a mangiare sushi in un locale rinomato, ma come al solito un traviato Lupin ha un piano diverso (quello di riportare un rompiscatole cane dalla sua padrone miliardaria/stereotipo della zitella per Fujiko). Partiamo con un Jigen che sbotta di colpo un discorso sulle mantidi religiose senza ne capo ne coda e che fa il capriccioso perché Lupin sbaglia il gusto delle sue sigarette, un redivivo Goemon in versione Dog sitter e la cui utilità per la trama è nulla (oltre a collezionare figure di melma a profusione), un Lupin che deve correre per soddisfare i suoi istinti naturali e che si lancia in avventure da 4 soldi per accontentare la sempre affamata di denaro Fujiko (strada facendo cerca anche di carpire i segreti del pizzo perfetto di Jigen, purtroppo fallendo), Zenigata ha venduto dignità e serietà e fa il cretino per tutta la puntata.





Almeno alla fine Lupin riesce a portare a termine la missione? Ovviamente no, visto che il cane piuttosto che tornare dalle padrona/mostro si butta in mare (provvidenzialmente salvato da delle ragazze). Puntata che batte a mani basse la pur brutta puntata precedente, il livello della puntata è cosi basso da toccare il fondo e cominciare a scavare furiosamente.






Spero che la nuova puntata "La marionetta assassina" possa rialzare il livello della serie, altrimenti dovremmo resistere per altri 7 pesantissimi episodi. Ma la famosa trama di fondo che dovrebbe collare tutti gli episodi che fine ha fatto? Avremo delle risposte? Voi che ne pensate?


Il commento agli episodi precedenti li trovate qui: 01-0405-0708-1011-13141516

lunedì 19 ottobre 2015

Recensione di Kiku-San La moglie giapponese di Pierre Loti



Pierre Loti, pseudonimo di Louis Marie Julien Viaud (Rochefort, 14 gennaio 1850 – Hendaye, 10 giugno 1923), è stato uno scrittore francese, membro dell'Académie française. Loti vivrà una vita avventurosa che lo porterà a girare per il mondo. Nel 1885 Pierre si trova bordo della nave da guerra "Trionphante". Salpata dall'isola di Formosa la nave necessita di alcune riparazioni che la fanno approdare a Nagasaki, dove si fermerà per 36 giorni (in un Giappone appena uscito dall'epoca dello shogunato Tokugawa). In quei giorni di sosta Loti deciderà di prendere una moglie giapponese per un limitato periodo di tempo in cambio di una certa quantità di denaro (Quindi qualcosa di simile ad una Etera piuttosto che una moglie nel nostro senso occidentale). Da queste vicissitudini nascerà nel 1887 il romanzo qui trattato (qui la scheda dell'editore).


Il romanzo (anche se sarebbe meglio dire diario, visto che le vicende sono divise per giorni e sono presenti principalmente i discorsi e i pensieri dell'autore) parla della volontà del protagonista di prendere come era in uso a quel tempo di una graziosa moglie giapponese per avere compagnia e supporto durante il periodo in cui ci si trovava in Giappone. Dopo una scelta frettolosa deciderà di prendere come moglie  Kiku-san o Crisantemo (da lui chiamata anche musmè). Ma l'illusione che aveva portato Pierre a cercare moglie dura solo un battito di ciglia, giusto il tempo di vedere la propria "moglie" contare il denaro della transazione (che il protagonista vedrà come una vera e propria offesa alla sua persona). Le speranze del protagonista di comprendere il Giappone attraverso l'aiuto di Kiku-san, vanno scemando sempre più  un senso di vuoto e noia che si fa sempre più pressante. Tutto diventa allora bizzarro, assurdo, incomprensibile; Pierre diventa spettatore di un mondo di cui si sente rifiutato e di cui attraverso la propria visione occidentale non può che arrivare ad disprezzare o a rifiutare. Si riduce a descrivere  gli ambienti minimali dove vive, le pareti di carta che disprezza perché vuote mentre di contro i piccoli oggetti sono finemente lavorati, nelle quali il vuoto e la spartanità sono imperativi che imprigionano. Anche se di contro le simpatie che la "moglie" prova per Yves fanno scattare in lui ilari gelosie (Quasi da commedia italiana), con l'autore pronto a far ragionare l'amico infedele. Pierre diventa vittima del suo stesso sogno, di quel Giappone sentito nei racconti degli amici e dei loro souvenir (fatti di piccole donne deliziose dal lungo collo e dal paesaggio alieno). La stessa Nagasaki confonde lo spettatore straniero, con la sua vitalità aliena, in cui manca gli spazzi cari delle città occidentali in cui si vive la vita comunitaria, ma allo stesso tempo famigliare con i suoi porti e luoghi vicini che stanno subendo una rapida occidentalizzazione (con tanto di bar che cantano gli inni francesi o inglesi o negozi forniti degli ultimi modelli occidentali). La vita degli abitanti diventa quindi buffa, fatta di continui inchini e descrizioni fisiche negative (solo le donne di alta classe e i bambini sembrano salvarsi da una gioiosa bruttezza), l'unica abitante del Giappone che susciti le sue simpatie è un vetturino, parente della moglie (quindi considerato anche suo), che con la sua semplicità d'anima ne diventerà il preferito.  Anche lo stesso rapporto con Crisantemo viene vissuto come artificiale, tutto rinchiuso in gesti di cortesia artificiale, senza le premure che l'amore possono dare. Pierre sembra vivere tra l'illusione affettiva e la "commerciale" realtà da cui non riesce a liberarsi (anche se ci si chiede come il protagonista sperasse di ottenere sentimenti d'affetto da una persona presa quasi come un'oggetto).

 Tzvetan Todorov, teorico della letteratura e saggista, nel suo libro Noi e gli altri dedica un piccolo saggio a Madame Chrysanthème e, a proposito della relazione tra Pierre Loti e la sua musmè, sottolinea qualcosa di notevole: “Le due fasi di questa relazione – l’incomprensibile infatuazione per la straniera e il suo abbandono finale – rispecchiano esattamente l’ambivalenza dell’esotismo di Loti: l’uomo europeo è attirato e sedotto, ma ritorna invariabilmente a casa sua; vince così su due fronti: ha il beneficio dell’esperienza esotica (una donna e un paese stranieri) senza mai mettere veramente in discussione la sua appartenenza, né la sua identità”. tratto dalla prefazione di Francesca Scotti presente all'interno del libro. 


Pierre, Kiku-San (o  Crisantemo) e l'Amico Yves


Ho letto piacevolmente questo libro, non tanto per il profilo storico (praticamente nullo) ma perché permette di avere uno squarcio del Giappone che fu e della sua evoluzione che stava subendo in quel momento, e di cosa ne pensasse un visitatore occidentale senza nessun filtro attuale (di fatti oggi molti comportamenti di Lotti sarebbero considerati razzisti). Sicuramente per certi aspetti si potrebbe ricollegare a quella visione da sogno che molti di noi attraverso i media più disparati hanno del Giappone o di altri paesi esteri, ma che non sempre corrisponde alla realtà dei fatti quotidiani. In definitiva non essendo una lettura facile, ne tanto meno pregna di elementi storici perlomeno interessanti ne consiglio la lettura solo a coloro che voglio avere una visione diversa del Giappone.

martedì 13 ottobre 2015

Lupin III L'avventura Italiana commento episodio 16



Puntata 15 Sotto copertura al liceo

Come al solito parliamo della puntata odierna della nuova serie del ladro gentiluomo. Oggi vediamo Lupin alle prese con un liceo e i suoi "sveglissimi" insegnati. La puntata "sotto copertura al liceo" è cosi soporifera che anche avrei quasi preferito riseguire le lezioni di matematica che la mia acidissima prof mi propinava alle superiori. Visto ormai il vuoto pneumatico con cui è confezionata la serie la mia mente divaga verso domande a cui difficilmente avremo risposte. Del tipo: Vedremo mai le zinne di Fujiko? Vista la perenne crisi in cui versa la banda Lupin, la scarsa presenza Goemon nella serie è dovuta al fatto che è stato assunto con un contratto a chiamata? Ma soprattutto la presenza per un attimo della giacca verde nella sigle vuol dire che ci sarà una puntata con quella giacca? (brividi).


Questo frame ormai si è fissato nella mia testa (una speranza o un terrore inimmaginabile alla Lovecraft?)
  
La puntata parte con Lupin che mostra a Jigen il frutto delle sue ultime fatiche, il diamante di Cleopatra (a cui dedicare una puntata non sarebbe stata cosa brutta). Naturalmente il ladro gentiluomo essendo in queste serie dotato di un QI a una sola cifra tiene il diamante in mano come si terrebbero le feci di cane, con il risultato che inciampa sul primo oggetto disponibile e con un tempismo che neanche in una puntata di Mr Bean il diamante volando finisce nello zainetto di uno studente. Al povero Lupin non rimane che infiltrassi come insegnate nella scuola (nessuno si stupisce di nulla, neanche il preside). Qui facciamo conoscenza con il nostro T-team (insegnanti) di sfigati di turno che stanno creando una bomba, il perché boh, i programmi di studio del governo saranno cambiati da quando andavo a scuola. Lupin inizia le perquisizioni in una classe random, dove trova di tutto (fumetti, bottiglie di alcol di ogni genere, sigari, coltelli), ma non quello che cerca. Naturalmente come ci insegna Verga in "Rosso Malpelo" il ragazzino cattivo della puntata deve essere uno dai capelli rossi con le lentiggini. 


Lupo Alba e Itamen, citazioni a Lupo Alberto e Dragon Ball?
Ne leggevo di volumi durante le lezioni di matematica!


Ma forse questa volta non c'entra nulla, visto che sembra che il diamante se lo sia intascato il prof "coniglio" rappresentante di classe (un vero coniglio e pure stronzo). Lupin in meno di due secondi  scopre le volpi e lancia la sua sfida per recuperare il diamante (Davvero Lupin? Da Wiskey/Pychal a un gruppo di insegnati? Complimenti). Il T-team decide di sfidarlo con le loro temibili armi, ma la sfida è sul livello "I'm too young to die" di DOOM, e Lupin gli sconfigge senza bisogno di muoversi visto che fanno tutto da soli.  


Le temibili armi del T-team.
(P.S non fate caso all'aria fin troppo soddisfatta dell'insegnate con la scopa)

I fessi confessano tutto, come in un film di fantozzi uno di loro aveva rotto un dente mentre si alzava con una testata a un losco figuro che gli aveva minacciati. Invece di andare di andare diretti dalla polizia o vendere il diamante, il nostro diabolico gruppo aveva pensato di creare una bomba per difendersi. Alla fine un buonista Lupin salva il corpo insegnati (dopo la scena di redenzione del prof coniglio) e butta in mare il diamante, il perché si (è malvagio e venderlo sembrava brutto). Il tutto per la felicità di Fujiko che si trova un diamante regalato dai delfini in mezzo ai seni.  

Toh! Un po di Fan service. Il sottoscritto apprezza. 


Onestamente è un episodio che sarebbe sopportabile solo come puntata filler, perché altrimenti non si capisce l'interesse a mettere in campo questa storia visto, che ci sono fan fiction scritte da tredicenni scritte e pensate meglio. Voi che ne pensate? Vi è piaciuta?    


Il commento agli episodi precedenti li trovate qui: 01-0405-0708-1011-131415

lunedì 12 ottobre 2015

Recensione Gangsta

Gangsta.
ギャングスタ
(Gyangusuta)
serie TV anime
Autore: Kohske
Regia: Shukō Murase
Musiche: Tsutchie
Studio Manglobe
Rete ABC, Tokio MX, TV Aichi, BS11
1ª TV 1º luglio 2015 – 27 settembre 2015
Episodi 13 (completa)


Prefazione
Gangsta è tratto dall'omonimo manga seinen d'azione scritto e disegnato dalla mangaka Kohske. Attualmente composto da 6 volumi, pubblicato in Italia da Panini comics. La versione animata è distribuita da Yamato animation nel proprio canale youtube (qui la Playlist). La serie ha subito diversi ritardi e difficoltà di realizzazione, finendo senza un vero finale. 'E arrivata da pochi giorni la notizia che lo Studio Manglobe è fallito (qui la notizia), quindi un'ipotetica stagione 2 diventa molto difficile.

Trama
I protagonisti
La città di Ergastulum è una città nata per contenere i Twilight, una sorta di prigione da cui è vietato uscire. Un luogo dove la legge non è dettata dallo stato, ma dalla peggior feccia. Puttane, tossici, ladruncoli e poliziotti corrotti, nulla sembra mancare a questa città. Ma per i lavori che nessun'altro vuole occuparsi ci sono i "tuttofare", Nicholas Brown e Worick Arcangelo. La pace faticosamente raggiunta tra i Normal (persone senza alcun aumento di potenza) e i Twilight (soggetti che hanno subito trattamenti potenzianti per aumentare le loro capacità naturali) faticosamente raggiunta sembra in pericolo, forze nell'ombra sono pronte ad abbattere il sistema e portare allo sterminio i twilight.




Nicholas Brown: Di circa 34 anni, è un maestro dell'uso della spada. Essendo muto dalla nascita usa quasi sempre per comunicare il linguaggio dei segni. È un Twilight di livello A/0. Da adolescente servi come mercenario sotto il padre di Worick. Caratterizzato da un comportamento testardo e molto spesso violento, cosa che molto spesso lo mette in pericolo (sopratutto quando abuso del farmaco Celebrer, andando in overdose e  perdendo cosi il senso del dolore e l'autocontrollo). Nonostante il suo comportamento burbero, è capace di mostrare un lato tenero, sopratutto con Nina e Alex.

Worick Arcangelo: Di Circa 35 anni. è la nemesi di Nicolas. Caratterizzato da una abilità con le pistole eccezionale. Porta una benda sull'occhio sinistro, ricordo dei maltrattamenti subiti in gioventù. 'E dotato di un carattere allegro e spensierato, come secondo mestiere fa il gigolò (lavoro che svolge fin dal suo arrivo a Ergastolum (visto la sua bellezza riesce facilmente a conquistarsi i favori delle donne). Worrick è dotato di una memoria eccezionale (riesce a ricordarsi interi libri a memoria. Può perfino ricordarsi di un volto anche se visto di sfuggita), secondo il dottor Theo soffre di ipertimesia. Nessun boss ha voluto avere a che fare con lui, anche se per un certo periodo è stato assieme a Nicholas sottoposto di Daniel Monroe.      


Alex Benedetto
Alex Benedetto: Di circa 24. Caratterizzata da un passato oscuro (a causa delle droga che i suoi aguzzini la costringevano ad assumere), svolgeva il ruolo di lucciola per il proprio protettore Barry Aboot. Una volta che questi fu eliminato dai "tutto fare", passa come loro bottino, grazie all'intervento di Worick che non voleva eliminarla. Alex funge da segretaria per il duo, anche se piano pian comica a relazionarsi con gli abitanti della città. Si impegna durante per imperare il linguaggio dei segni. è dotata di un fisico letteralmente da togliere il fiato.      

Loretta Cristiano Amodio: Capo della Famiglia Cristiano, dopo la morte prematura del padre. Dal carattere d'acciaio, è molto rispettata dai suoi uomini, che sarebbero disposti a morire per lei (come lei per loro). Sicuramente uno dei personaggi più interessanti di Gangsta (il mio personaggio preferito assieme ad Alex).

Dr. Theo: E' l'unico medico di Ergastolum che accetta di assistere i Twilight, anche se malati o poveri, fornendo  egli stesso una forma sostitutiva del Celeber ufficiale prodotta da lui stesso. Nonostante la sua aria debole è dotato di una forza incredibile, tanto che Nicholas sembra temerlo. Si occupa di Nina.

Nina: Assistente del Dr. Theo, ha un forte rapporto di amicizia  Nicolas, molto spesso si occupa di fare da interprete per lui. Ha un carattere molto dolce e spensierato, ma quando serve riesce a mostrare un carattere freddo e abile.

Comparto tecnico
Cristiano Loretta, Marco, Gallahad 
La serie non è male, i colori sono di solito virati verso i colori scuri, cosa che da il giusto senso di chiuso e claustrofobico. Le ambientazioni sono quasi sempre urbane, dagli spazzi stretti e corti, come è naturale per una città nata in fretta e furia per contenere tutta quella massa di gente. I combattimenti sono ben realizzati e riesco ad emozionare.

Purtroppo la serie subisce qui e la dei cali di qualità sopratutto dall'episodio 8 in poi, causati dalle difficoltà di produzione (tanto che è stato necessario un episodio riassuntivo per dare tempo alla società di completare il lavoro). Un vero peccato peccato perché la serie meritava un trattamento migliore.

Si nota una certa affinità con un'altra serie abbastanza famosa "Black Lagoon". I personaggi si assomigliano molto, Nicholas riprende molto il personaggio Revy di Black Lagoon (sia per personalità che per fisicità), Worick riprende lo stile di Dutch e cosi via. Sicuramente il personaggio più originale è Alex, sicuramente buona ma che ha comunque un lato oscuro.

L'elemento originale della serie, i cosiddetti "Twilight" è ben gestito e i misteri inerenti allo loro persona vengono svelati con il giusto ritmo, dando la possibilità allo spettatori di recepirli. Fa piacere vedere che essi hanno sia vantaggi che svantaggi (le condizioni instabili di salute, le difficoltà con le medicine, l'eredità del problema ecc), cosa che non si vede molto spesso nel panorama degli anime, fin troppo pieno di personaggi fortissimi ma senza una effettiva mancanza, cosa che gli fa rendere umani piuttosto che dei con sentimenti umani.

Le traduzioni sono molto buone, c'è qualche errore ma nulla che pregiudichi la serie. Complimenti a Yamato video per l'ottimo lavoro.  

Considerazioni Finali
Consiglio vivamente questa serie, per molti aspetti ricorda Black lagoon. Sono sicuro che anche il pubblico femminile apprezzerà questa serie, vista la prestanza dei due protagonisti. Davvero un peccato che la serie finisca di botto senza un vero finale, lasciando lo spettatore con l'acquolina in bocca per una seconda stagione che difficilmente vedremo, Quindi prima di intraprendere la serie consiglio di recuperare il manga, altrimenti rischiate di rimanere con una storia tronca che non avrà mai un finale.











In attesa di una nuova recensione vi saluto e vi lascio alla bellissima sigla iniziale della serie:

martedì 6 ottobre 2015

Lupin III L'avventura Italiana commento episodio 15


Puntata 15 Non spostate la gioconda

Eccoci come al solito al settimanale appuntamento per parlare della nuova puntata di codesta serie che ci ha riservato ben poche soddisfazioni e un mar di delusione. Prima di parlare della puntata odierna vorrei informarvi che nonostante l'orario notturno (2:30 di notte, poi noi osiamo lamentarci :) ) in Giappone la prima puntata di Lupin ha ottenuto ottimi riscontri tra gli appassionati (beati loro). Questa punta si rivela un grande sorpresa! Non è brutta ma neanche fa sognare, diciamo che si lascia guardare, ma assistiamo al primo furto di Lupin & co!
Abbiamo anche le palline da golf a tema!


La Mona Lisa di Isleworth anche se nell'episodio
sembra quasi identica all'originale
La puntata si apre con lupin e soci ridotti cosi male che quasi quasi si mettono a chiedere l'elemosina, visto che lo stomaco brontola ma il frigorifero è vuoto (vedi Lupin cosa succede a voler fare  l'Edmond Dantès della situazione e lasciare i conti a quelle due volpi di Jigen e Goemon?). Ma questa volta Lupin III ha un piano geniale per risolvere tutti i problemi, rubare la Gioconda (finalmente vediamo Lupin rubare qualcosa, preparate i fuochi d'artificio). Come al solito si parte con il solito tricchè e ballacche di Zenigata per fermare il ladro gentiluomo (con tanto di lezioncina a tema storico). Per la prima volta in questa serie vediamo effettivamente Arsenio Lupin fare quello che gli riesce meglio, il furto. Il ladro gentiluomo porta la Gioconda da un acquirente molto patriottico che vuole il dipinto per riportarlo in Italia (che poi rimanga nascosto a casa sua sono dettagli senza importanza). Dopo una serie di eventi Lupin scopre che il dipinto in suo possesso è un falso (alla faccia dei suoi occhi che non sbagliano mai). Ma la fortuna sorride agli audaci e la gioconda falsa di Lupin III si rivela essere una versione alternativa dell'originale e dal valore elevatissimo, tanto che permette a Lupin e soci di acquistare una villa (Si tratterebbe della Mona Lisa di Isleworth dipinto antecedente a quello esposto al Louvre, l'onore degli occhi di Lupin è salvo). Per una volta Lupin da una bellezza lezione a Fujiko regalandoli una mitraglia di monetine. Intanto mister omino barbuto di esplorando il corpo umano afferma che il disegno sulle monete da un euro è suo. Per chiudere in bellezza Lupin nel prossimo episodio diventerà insegnate in una scuola stile "scuola di polizia" in negativo per trovare un diamante.

Ma quindi mi state dicendo
che  non è il maestro di
esplorando il corpo umano?
Delusione. 
Episodio tutto sommato carino, che si lascia guardare. Per una volta assistiamo a un lupin che sa il fatto suo, che per la prima volta ruba, e che non fa il casca morto ma per una volta non lesina di dare una bella lezione a Fujiko. La seconda parte è sicuramente più confusionaria della prima parte, un vero peccato perché siamo di fronte ad uno dei migliori episodi della serie. Ho notato molti commenti positivi sulla rete, se vi va dite la vostra sulla serie.    

Il commento agli episodi precedenti li trovate qui: 01-0405-0708-1011-1314

lunedì 5 ottobre 2015

Lupin Il Film (Live Action del 2014) - Recensione -


Diretto da Ryuhei Kitamura
Prodotto da Mataichirō Yamamoto
Sceneggiato da Mataichirō Yamamoto
Storia creata da Mataichirō Yamamoto; Ryuhei Kitamura; Joey O'Bryan
Basato sul fumetto Lupin III creato da Monkey Punch
Attori:
Shun Oguri (Lupin III)
Tetsuji Tamayama (Daisuke Jigen)
Gō Ayano (Goemon Ishikawa XIII)
Meisa Kuroki (Fujiko Mine)
Tadanobu Asano (Koichi Zenigata)
Jerry Yan (Michael Lee)
Kim Jun (Pierre)
Kazutaka Yoshino (Saber)
Yuka Nakayama (Maria)
Kohtee Aramboy (Joseph)
Music di Aldo Shllaku
Rilasciato il 30 agosto 2014 (in Giappone)
Durata 133 minuti
Budget: $10.500.000 (stimato)



Oguri su Lupin III
Quante volte abbiamo sognato di vedere i nostri eroi di carta dal vivo? Di vedere le loro avventure su celluloide?  Ma se sappiamo una cosa su i film tratti da fumetti o manga è che difficilmente riescono al meglio (basti pensare al film live action di Ken il guerriero). Nel 2014 dopo i successi della serie "La donna chiamata Fujiko Mine" sembra arrivato finalmente  il momento propizio per trasporre le avventure di Lupin e soci in live action (anche se esiste già un film semitrash del 1978 antecedente a questo, ma essendo stato realizzato senza alcuna autorizzazione non conta). Riusciranno i nostri eroi a realizzare un film accattivante o sarà una delusione? Questo film fu annunciato per la distribuzione in Italia da Indie Pictures nel febbraio 2015, non essendoci pervenute ulteriori notizie probabilmente la società è andata a gambe all'aria (sia il sito che la pagina facebook non vengono più aggiornate da tempo), quindi a meno di recuperi da parte di altri distributori (da alcuni dichiarazioni di Onofri il film dovrebbe essere stato doppiato nella nostra lingua), l'unica di possibilità di vedere il film è quella di cercare nella rete (sicuramente troverete una versione sottolineata in inglese o in italiano).

Aggiornamento del 22/02/16
La locandina è decisamente bruttina.
Anche perché cosi non si capisce
che si tratta di un film live action con attori orientali.
Microcinema porta al cinema il film al cinema il live action, nelle date 22-23-24 febbraio con doppiaggio italiano. Una buona notizia per gli appassionati di Lupin.


La trama del film è questa (ATTENZIONE possono esserci delle anticipazioni sulla trama del film): Lupin III è il leggendario nipote del ladro gentiluomo Arsenio Lupin, fa parte di una organizzazione criminale chiamata "The Works", con il nobile fine di rubare oggetti preziosi. Per stabilire chi sarà il nuovo presidente della organizzazione viene istituita una gara tra Lupin e suoi compagni: Fujiko Mine (qui sempre in chiave di donna manipolatrice e doppiogiochista), Pierre (genio del computer), Jiro (Man that death for first) e Micheal Lee (rivale diretto di Lupin). Lupin III riesce a rubare ai sui rivali la medaglia che era l'obbiettivo della missione, ma è costretto a cederla a Micheal sotto minaccia di uccidere lui. Alla riunione di "The Works" Fujiko viene eletta vincitrice. Thomas Dawson, leader della organizzazione, mostra a tutti i partecipanti la Crimson Heart Of Cleopatra, una collana commissionata da Marco Antonio per la sua amante Cleopatra. Tuttavia il rubino che andava combaciato la collana non fu mai riunito. In quello stesso momento un gruppo di delinquenti guidati da Micheal ruba la collana e uccide Jiro e Dawson, per vendicare "Edward Lam" padre di Lee, ucciso probabilmente da Dawson. La morte di Dawson porta allo scioglimento del The Works.  Lupin, Fujiko, Pierre e Daisuke Jigen (qui in veste di ex guardia del corpo di Dawson) uniscono le forze per trovare Michael e la collana.


Da sinistra: Zenigata, Goemon, Lupin III, Jigen e Fujiko.


Partiamo dai personaggi sicuramente più riusciti: Fujiko, Zenigata e Lupin III.

Fujiko Mine è sicuramente assieme a Zenigata il personaggio più riuscito del film. Meisa Kuroki riesce a fare un bel lavoro (cosa non facile visto che si poteva pensare di creare un personaggio tutto curve e finirla li), anche se dotata di una carrozzeria inferiore alla controparte cartacea, riesce comunque a restituire quella carica erotica e doppiogiochista del personaggio. Anche gli aspetti più nascosti del personaggi vengono ben espressi nella mimica (il rapporto d'affetto con Micheal, il doppio gioco con Lupin  per esempio). Anche nelle scene più action l'attrice non se la cava male (memorabile la scena dove una Fujiko in accappatoio affronta la sicaria Maria). Avrei voluto vedere qualche scena romantica in più, ma in fondo Fujiko è affascinante proprio per la sua aurea di mistero che la circonda.


Lupin e Zenigata
Zenigata è ben riuscito e rispecchia fedelmente il personaggio del fumetto (non quello più beota e comico di miyazachiana memoria). Tadanobu Asano fa un lavoro egregio, forse macchiato da un fisico non proprio adatto, ma tutto sommato il linea con l'idea del personaggio. Lui e Oguri (Lupin) lavorano veramente bene insieme e  riescono ricreare quel feeling che ha sempre caratterizzato i due personaggi.



Shun Oguri fa un lavoro più che discreto su Lupin. Riuscendo a farlo veramente suo, cosa non scontata visto la difficoltà di un personaggio che può scadere facilmente nel bamboccio se non ben gestito. Nelle scene d'azione da il suo massimo, sicuramente le parti dove si trova più a suo agio (Si è allenato 10 mesi per essere pronto per il film, e il risultato si vede). Anche nelle parti riflessive, più calme fa un lavoro onesto, anche se a volte non sembra essere proprio calato totalmente nei panni lupineschi. L'unica pecca che gli do è una certa ritrosia a mostrare il lato più sghignazzante del personaggio, traducendo il tutto in una smorfia non proprio adatta al personaggio (del tipo ci provo ma non chiedetemi di più), anche se il finale riesce comunque a fare una bella sghignazzata alla Lupin. In definitiva come Lupin l'approvo.

Jerry Yan (Michael Lee) fa un buon lavoro, purtroppo il suo personaggio grida cliché da tutte le parti. Appena lo guardi comprendi vita, morte e miracoli che lo riguardano.  

Fujiko, Jigen e Lupin III
Tetsuji Tamayama fa un lavoro onesto su Jigen Daisuke, ma sarà la sceneggiatura (gli sceneggiatori non si sbattono neanche per trovargli un movente per entrare nella banda lupin. Semplicemente si trovava li e Lupin l'assolda. Onestamente si poteva fare di più), sarà che già di suo Jigen non si presta ad essere sotto le luci dell'azione, ma questo personaggio che ci sia o non ci sia non comporta grosse perdite per il film. Davvero un peccato perché Tetsuji si impegna per dare spessore al personaggio, ma tutto viene sprecato da una sceneggiatura troppo frettolosa per dargli il giusto respiro. 

Gō Ayano (Goemon) assieme a Kim Joon (Pierre) è sicuramente la nota dolente del film. Sembra un giapponese qualunque a cui abbiano affibbiato katana e abito tradizionale per impersonare una comparsa in un film di samurai. Mettiamoci pure che Gō sembra solo aspettare l'assegno tra una scena e l'altra per andarsene e ci siamo capiti. Emblematica la scena dove sembra essere in procinto di carpire il segreto di un meccanismo di sicurezza basato su raggi laser, per poi entrare semplicemente in un trip allucinogeno in cui si abbuffa come un porco per svenire tre secondi dopo. Davvero pessimo.
La locandina in esclusiva è bellissima

Kim Jun (Pierre) è adatto al ruolo come la nutella con il brodino. Non si capisce quale sia il suo ruolo nella banda visto che la metà del film la passa a giochicchiare e l'altra fa solo da tramite tra la banda e un hacker assoldato per l'occasione (si lo so è stato chiamato per incentivare le vendite in corea visto la sua fama locale come cantante/rapper per ragazzine). Potevano fargli fare qualcosa per motivare la sua presenza nel gruppo, mi sarebbe bastato che pigiasse a caso le lettere della tastiere. O era un pericolo troppo grosso per la sua manicure? Sicuramente il personaggio a cui avrei voluto dare una sprangata sui denti.

Menzione particolare per Kazutaka Yoshino (Saber) e Yuka Nakayama (Maria). Il primo per aver lavorato egregiamente al proprio personaggio (anche se stupito e dal poco minutaggio), ma che è riuscito a regalarmi grosse risate. La seconda semplicemente perché ha partecipato a Miss International, mi sembra una motivazione più che logica.          

Il doppiaggio italiano è di ottima fattura, non sono presenti censure o grossi stravolgimenti. Tutti i doppiatori fanno un lavoro più che egregio, sopratutto Onofri (il doppiatore di Lupin). L'unica pecca che sento di dire, che non vuole essere in alcun modo una critica al doppiaggio italiano, è che visto si tratta di un film live action non sarebbe stato male usare dei doppiatori che si avvicinassero di più alle voci degli attori originali (La Korompay per quanto bravissima ha una voce troppo matura per Meisa Kuroki all'epoca ventiseienne), ma capisco che tale scelta avrebbe comportato una affluenza miserrima nelle sale e l'ira funesta di migliaia di fan. L'adattamento italiano ha eliminato totalmente i passaggi in inglese presenti nel film, ma credo onestamente che il film ne abbia solo guadagnato.        

La qualità tecnica il film è nella sufficienza piena. Anche se bisogna dire che una maggiore attenzione alle scene all'esterno avrebbe giovato al film, sopratutto nelle scene d'inseguimento dove una orribile CGI ne fa da padrone (più che muoversi le macchine sembra che vengano trascinate sullo schermo).

Le scene di combattimento sono ben realizzate e la coreografia è ben riuscita.

I vari siparietti comici funzionano bene e riusciranno a strapparvi una risata.

Elemento sicuramente non riuscito è un breve uso di una sequenza animata malissimo (sembra che usino due o tre frame massimo) e dal disegno orripilante. Tanto valeva usare qualche scena ripresa da una vecchia serie animata.

Carino invece l'uso per i disegni delle facce dei due macchini dello stile di Monckey punch.

Menzione particolare va all'uso per un buon quarto del film della lingua inglese nel doppiaggio originale, scelta dettata dal fatto forse di dare un respiro più internazionale al film. Anche se il risultato sembra più una puntata del magic english visto la dizione lenta e dal'uso di espressioni molto semplici. Onestamente ne avrei evitato l'uso. Anche se permette a chi non ha dimestichezza con il giapponese di capire qualcosa della trama.


Come film in se non è male, intrattiene e riesce a strappare qui e la qualche risata. Come film di Lupin diciamo che si potrebbe fare di meglio, alcuni personaggi non sono proprio ben riusciti e la trama avrebbe bisogno di una revisione (sopratutto nella prima parte fin troppo farraginosa), ma tutto sommato riesce a incarne lo stile Lupin (sopratutto della prima serie). Lo consiglio principalmente hai fan di vecchia data di Lupin (che troveranno un modo piacevole di ritrovare i loro eroi) magari con qualche giovane novizio (bisogna sempre diffondere il verbo lupinesco alle nuove generazioni).

Esiste un altro film live action di Lupin realizzata negli anni 70, di qualità veramente pessima (qui potete trovare la mia recensione).

In attesa di una nuova recensione vi saluto.