martedì 29 settembre 2015

Lupin III L'avventura Italiana commento episodio 14




Puntata 14 la fine di lupin


Eccoci all'appuntamento settimanale con le recensioni delle puntate della nuova serie di lupin. Questa volta sembra che Mediaset ci delizi con una sola puntata, è tale dovrebbe rimanere l'andazzo, visto che spostarlo in altra giornata sembrava brutto (capacità gestionale del palinsesto livello ginius). Ma nonostante il singolo episodio, perché perdere l'occasione di mettere 278 minuti di pubblicità molesta? La puntata in questione è il remake della quarta puntata della prima serie "l'evasione di Lupin", sarà buono? O perlomeno decente? Beh! Indovinate? Per una volta forse la puntata di salva, se la noia fosse una cosa positiva.



"L'arte e il ladro hanno una cosa in come: entrambi ti rubano il cuore." 
Nuovo incipit della serie, sicuramente migliore del precedente.



Sicuramente la scena più bella dell'episodio.
Lupin dopo i casini in cui si era cacciato nelle puntate precedenti si ritrova nelle amorevoli cure di Zenigata. Che non vede l'ora di poter coronare il suo sogno di sbatterlo in cella. Naturalmente l'ispettore non perde tempo per lamentarsi delle scarse condizioni di sicurezza del carcere nostrano in cui è finito il nostro ladro (Zazà qui un'area intera solo per Lupin con un corpo di polizia penitenziaria per sorvegliarlo sono il non plus ultra della sicurezza visto le scarse finanze che ricevono). Inutile che il povero direttore intervenga per informare che in Italia il massimo della pena è l'ergastolo, quindi tenere tutto questo dispiegamento di forze sarebbe giustamente impossibile. Dopo diversi tentativi di fuga, compreso una fuga da una cella dalle pareti d'acciaio, Lupin viene sbattuto da Zenigata in una nuova prigione su una isoletta sperduta nell'Adriatico (alla faccia dello spreco di denaro). Nonostante i piattini preparati da mamma Zazà (prima o poi vedremo l'ispettore alla prova del cuoco ne sono sicuro), Lupin sembra aver perso lo spirito combattivo che lo contraddistingueva e si consuma pian piano per l'inedia. Passano sei mesi e Lupin è ancora dentro, ne la sua banda sembra intenzionata a farlo fuggire (visto che sanno che il ladro gentiluomo vorrà fare tutto da se). Zazà si strugge perché comprende che per lui, come per Lupin, la sfida è più importante del premio messo in palio. Senza il ladro gentiluomo nessuno sarebbe capace di tenergli testa, quindi si troverebbe senza scopo. Nonostante che varie volte si ritrovi tentato ad aprire la porta, riesce sempre a riprendersi e non aprire la cella (dandosi sonore sassate in testa come un novello aspirante karateka). Un giorno il nostro ladro gentiluomo sembra che abbia ormai consumato le ultime forze e chiede all'ispettore un'ultima sigaretta e un rasoio per radersi (citazione diretta della prima serie, dove Lupin dopo aver fumato una sigaretta prima di morire chiede di avere un barbiere per radersi, per poi organizzare la fuga), l'ispettore concede solo la sigaretta e Lupin III dopo averla fumata si accascia a terra. Un emozionato Zenigata apre la cella promettendo tombe e funerali munifici a Lupin. Ma ovviamente era un barbatrucco di Lupin che grazie al cibo scartato aveva creato dei colori per dipingere una sua immagine illusoria per terra (Per me è già tanto se riuscirei a fare un'omino con le righe). Per la felicità di Zenigata Lupin fugge e ritorna dalla banda, non prima di aver spolpato il portafoglio per rifocillarsi (mi chiedo di quanto corrispondano le sua finanze per essere così facilmente consumate o è andato a svuotare il primo ristorante di lusso disponibile?). Puntata tutto sommato salvabile che si lascia guardare, anche se rimane nettamente inferiore all'originale. Nel frattempo i personaggi secondari fanno di tutto, tranne avere un buon motivo per essere in scena. Visto che compare Nyx non poteva che essere lanciato un nuovo mistero questa volta riguardante un'uomo nudo dall'aspetto a meta tra Silente e Nostradamus.

Il personaggio misterioso.
Non credo ci sia da fare paragone tra questa puntata e quella della prima serie. Abbiamo due lupin agli antipodi: nella prima serie Lupin è molto più scaltro e cinico (fa impiccare delle guardie senza pensarci su) mentre in questa è semplicemente troppo buono. Il Lupin del 71 aveva un buon motivo per rimanere in prigione, visto che Zenigata lo aveva abbattuto come un'animale con dei proiettili soporiferi, quindi aveva tutto l'interesse a fargli ripagare con gli interessi l'orgoglio ferito. Il Lupin del 2015 invece non si capisce perché dovrebbe passare mesi in una prigione, se non per puro estro egoistico. Anche Zazà si dimostra ben più bastardo nella prima serie, anche se come nella seconda alla fine dimostra quel sentimento di rivalità che prova con il ladro gentiluomo, che lo porta a tifare una sua evasione. Diciamo che l'aspetto citazionistico si riduce a qualche aspetto esteriore e qualche lieve rimando a qualche scena. Vi consiglio di recuperare l'episodio della prima serie, facilmente trovabile sulla rete, che vi darà sicuramente più soddisfazioni.    

Il commento agli episodi precedenti li trovate qui: 01-0405-0708-1011-13

martedì 22 settembre 2015

Lupin III L'avventura Italiana commento episodi 11-13



Anche oggi commentiamo gli episodi della nuova serie di Lupin, ormai più per forma che per reale interesse. Potrà il mistero italiano risollevare le sorti di codesta serie? Beh, credo che la risposta la conoscete anche voi. Ma perlomeno ci sarà un episodio che almeno darà un senso alla serata? Questa volta sono molto sfortunato.

Episodio 11  Nettare d'amore

Credo ormai che i produttori per realizzare questa serie si siano appuntati una lista di stereotipi da utilizzare negli episodi (dopo la carbonara e la pizza, non poteva mancare il vino. Ovvio, ormai ci manca solo il caffè e siamo alla frutta :) ). L'episodio inizia con un Lupin fantozziano che riceve l'invito sia da parte sia di Fujiko che di Rebecca a partecipare ad una asta per un vino, che ha come effetto collaterale quello di produrre uno stato di eccitamento simile all'amore nei riguardi della persona che ci sta di fronte (io la chiamerei ubriacatura pesante, ma stiamo al gioco). Ovviamente il qui presente fesso non riesce a decidere con chi andare e quindi usa la famosa tecnica del "piede in due staffe" (con tanto di trucco distrai ragazza per andare dall'altra), ma che però fallisce miseramente in tre minuti netti. Ambedue hanno attirato lupin per rubare il vino (anche se poi nessuna delle due sembra avere bisogno del ladro), ma visto che ci sono decidono di fare una sfida femminile per stabilire chi sia la migliore. Mentre la cat fight è in corso i partecipanti danno libero sfogo alle loro pulsioni nonostante lo sguardo sdegnato di Lupin. Naturalmente la sfida dura il tempo di tre secondi, giusto il tempo di permettere a Rebecca di acquistare alle 9 di sera una antica villa (le comodità di essere ricconi). Ma lei non era la ricca che viveva il brivido del furto, ecc ? Alla prima difficoltà (una porta con serratura) ti arrendi e prendi la soluzione più comoda? Complimenti! un Lupin d'oro a te.

Azz adesso capisco perché Lupin si è sposato Rebecca
Naturalmente si scopre che il cattivone di turno ha usato il vino magico per rendere tutti inoffensivi (anche se come afferma lui stesso bastava usare il vino solo sulle guardie. Probabilmente si è detto tra se Melius abundare quam deficere). Quindi tutti sono sotto gli effetti del vino tranne Lupin (compreso Fujiko e Rebecca, che sarebbe anche disposte a fare un menage a troi con Lupin) il villone  può scappare comodamente in sidecar. Nel frattempo il povero Lupin deve subire le virili attenzioni indesiderate di un gruppo di uomini. Rebecca e Fujiko riescono a fermare il cattivone e si mettono a litigare per decidere chi sia degna di stare con Lupin (naturalmente sono sotto l'effetto del vino, ma va!). Alla fine dietro il vino c'è un segreto di ingegneria chimica, dai risvolti anche piuttosto inquietanti, ma non c'è tempo per queste baggianate. Molto più importante è parlare del perché Lupin non abbia subito l'effetto del vino. Che non ci crediate o no alla fine si afferma che non subisce l'effetto del vino perché è già innamorato di tutte le donne! Ah! Ah! Ah! Grande Giove come siamo caduti in basso.

Episodio 12 Il mistero italiano (parte prima)
Inizia finalmente questo mistero italiano, visto la presenza di Rebecca e Nyx  sarà almeno decente? Partiamo con Rebecca che analizza un'intricato libro (anche sembra un mix tra i disegni di un bambino e quei libri in stile necronomicon). Quando sembra essere arrivata alla soluzione esce di casa. Dopo essere arrivata ad una casetta abbandonata, dalle quale stanno uscendo degli uomini in nero, la nostra intelligentissima ladra chiede "Siete agenti del MI6 ?", e quelli offesi per non essere stati riconosciuti come Man in Black la stordiscono facilmente per poi portarla alla loro base (lei sembra quasi dargli una mano). Grazie al provvidenziale intervento di "Ambrogio"  L team viene messo a conoscenza del rapimento e nella più classica tradizione cavalleresca parte al salvataggio. Naturalmente MI6 sceglie il rifugio meno prevedibile, il Teatro Marcello, pieno di trappole e congegni. Sembra che Rebecca abbia ricevuto il libro da un brillante ricercatore di neuroscienze, e che le pagine del libro siano le sue ricerche camuffate. Quindi la torturano per farla confessare (infondo è solo una delle donne più famose d'Italia chi vuoi si accorga della sua scomparsa).


I disegni di questa settimana vi sono offerti da Vincenzo Cacciagrano
5° elementare di Sassuolo.  
La seconda meta dell'episodio si distingue per alcuni dei disegni più brutti della serie. Comunque Lupin e soci giustamente per una volta riescono a fare un piano che funzioni (probabilmente grazie l'aiuto del maggiordomo) e riescono a far fuggire Rebecca. Nyx non la prende proprio benissimo, visto che è stato lui a portarla fuori, sopratutto quando ambrogino ha la brillante idea di minacciare la vita dei famigliari, che infatti si incazza e diventa un mix tra green goblin e Vegeta. Lupin e soci ne approfittano per scappare.

Rebecca in stile quindicenne che combina un guaio chiede umilmente scusa a tutti. Ma le battutine di Lupin sul libro causano la rabbia di Rebecca che si rifugia piangente in camere.  Il maggiordomo dopo aver creato la giusta atmosfera da spiegone da buon papà castoro racconto la storia di Rebecca e del libro. Infatti il tizio che regalò il libro a Rebecca è stato l'unico suo vero amore. Lupin afferma che risolverà il mistero del libro.  


Episodio 13 Il mistero italiano (parte seconda)

Rebecca bruna non è affatto male
Naturalmente lupin dopo aver passato tutta la notte a decifrare il manoscritto riesce nel suo intento. Ma il premio non è dei migliori, visto che dopo essersi addormentato si ritrova catapultato in un mondo a metà tra Matrix, Paprika di Satoshi Kon e la settimana enigmistica. Grazie allo spione Lupin scopriamo che una giovanissima Rebecca aveva una storia sentimentale con Wataru. Lupin scopre che è stato proprio lui ha creare questo mondo, facendo in modo che il decifratore del libro prestasse il suo subconscio al ricercatore, questo è infatti il "Sogno italiano". La capacità di ricreare la propria mente in quella altrui. Prima di scomparire Waturu dice a Lupin che sono stati gli uomini ombra ad ucciderlo e gli chiede di distruggere le sue ricerche. Lupin dopo essersi svegliato, assieme a Rebecca, distrugge tutto il materiale del ricercatore. Il tutto mentre sono ancora tallonati dall'arrabbiatissimo agente Nyx (una camomilla no?). Dopo un breve inseguimento il ladro gentiluomo si vede costretto ad affrontare l'agente del MI6, non prima che Rebecca gli riveli che il matrimonio non è mai esistito visto che non sono stati consegnati  documenti (mi state dicendo che per tutto sto casino era una farsa? Che ci siamo sorbiti episodi pallossimi per nulla? Mi salgono brutte parole). Naturalmente lo scontro si conclude prima che possa accadere qualcosa di serio. Anche se l'affermazione di Lupin sul fatto che i topi sarebbero capaci di schivare le pallottole mi ha lasciato abbastanza basito, per non parlare del fatto che affermi che Nyx sia un topo potenziato o una cosa del genere. Lupin viene salvato dal MI6 da Zazzà, non prima che lupin ci lanci la storiella sull'amore.

Tre episodi che lasciano più che l'amaro in bocca. Almeno nelle altre tre trance avevamo un episodio decente ogni tre, quindi il nulla cosmico. Nettare d'amore è un'accozzaglia di scene senza capo ne coda, quel poco di buono viene gettato via in tre secondi come fosse spazzatura (la sfida tra Fujiko e Rebecca, il mistero del vino) per concentrassi su aspetti davvero ridicoli. Il mistero italiano è un mistero degno di una soap opera di serie b, e il risvolto matrimoniale mi ha causato una fortissima gastrite.  Riusciremo a trovare il riscatto?  Ditemi la vostra.

Il commento agli episodi precedenti li trovate qui: 01-0405-0708-10

 Comunque nel prossimo episodio di Lupin.....
Ahhhh! Noooo!  un remake di uno dei più bei episodi della prima serie (L'evasione di Lupin - Prigioniero!).
Dio fa che sia almeno decente! x  infinito
        

lunedì 21 settembre 2015

The Thief and the Cobbler (o The Princess and the Cobbler) Il perduto capolavoro d'animazione di Richard Williams



The Thief and the Cobbler (Il ladro e il ciabattino) è un film diretto, co-sceneggiato e co-prodotto dall'animatore canadese Richard Williams (famoso per aver realizzato le scene animate nel film "Chi ha incastrato Roger Rabbit"). Il film è diventato famoso per la sua travagliata storia, il lungo processo di realizzazione (ben 31 anni), il tentativo di produzione indipendente e l'uso di tecniche di animazione complesse. Il film è rimasto in pausa per oltre due decenni, prima di entrare in produzione effettiva nel 1988 quando la Warner Bros decise di approvare la produzione e la sua distribuzione. Il sodalizio venne interrotto quando i costi di produzione superarono di molto il budget stanziato e le tabelle di marcia non furono più rispettate. La Warner Bros cacciò Williams e l'originale gruppo di produzione e li sostituì con una compagnia terza con il compito di concludere velocemente il film. Il lungometraggio venne rieditato e modificato dal produttore Fred Calvert senza il consenso di Richard William. Il film uscì prima in Australia e Sud Africa come "The Princess and the Cobbler"(La principessa e il ciabattino) nel 1993. Nel 1995 Miramax rilascio una ulteriore versione con nuove modifiche del film in Nord America con il titolo "Arabian Knight" (Il cavaliere arabo).

Pochi film di animazione hanno visto una storia cosi travaglia e tragica. Quello che si doveva dimostrare il capolavoro di una vita, si dimostrò per Richard William una disastro su tutti i fronti. Ma fu anche un film che influenzò i creatori del film "Aladdin" della Disney (che deve molto a questo film per i suoi personaggi) o il film animato irlandese "Song of the Sea". Ritardi, litigi con i produttori, mancanza di budget, tutto si è mosso contro la realizzazione di questo film. Ma cosa ha portato una opera magna a trasformarsi in un film mal diretto, mal raccontato e con alcune delle peggiori canzoni cantate della storia della animazione? Vediamo di fare luce in questo mare oscuro.  

Trama originale

Il protagonista Tack 
Il film si apre con un narratore che descrive una  prospera città chiamata la Città D'Oro, governato dal sonnolento Re Nod e protetta da tre palle d'oro in cima al minareto più alto. Secondo una profezia, la città sarebbe caduta in mano a mostri con un occhio solo, noti come "one-eyes" (gli un occhio), se le sfere fossero state rimosse, e in quel caso la città potrebbe essere salvata solo "dall'anima più semplice con la più piccola e più semplice di cose."

Nella città il ladro (che rimane senza nome) dopo aver rubacchiato in giro irrompe nella casa di Tack il ciabattino. Nasce una buffa colluttazione tra i due (con Tack che nel sogno cuce i suoi vesti con quelli del ladro), finendo in strada mentre il gran visir Zigzag stava passando. Alcuni chiodi  usciti dal vestito del ciabattino pungono il Gran Visar, che arresta Tack per aver "attentato alla sua vita".

Arrivato al castello reale Tack viene salvato dalla principessa Yumyum che prova del tenero per lui, facendo ingelosire il visir da sempre intenzionato a prendere in moglie la principessa per diventare il futuro re. Nel frattempo il ladro, si interessa alla sfere d'oro che proteggono la città, dopo diversi tentativi a rubare le sfere. Toccherà a Tack e Yumyum recuperare le sfere per fermare One eyes e ZigZag dal conquistare la città.

Ulteriori versioni

The Princess and the Cobbler (1993, Allied Filmmakers)

Il ladro o the Thief
La Allied Filmmakers porto numerose modifiche al lavoro originale di Richard. Quattro canzoni furono aggiunte, quando originalmente non erano previste. Molte scene furono tagliate: i tentativi di furto del ladro e la sua fuga dalla condanna alla pena capitale, una scena in cui Zigzag cerca di dare in pasto Tack a Phido (suo condor domestico). Sono stati eliminati ogni riferimento al sesso o a scene di nudo (la donna di Mombassa). Tack in originale praticamente muto in questa versione parla diverse volte e narra le maggior parte delle scene come se fossero accadute nel passato(nello script originale era previsto un narratore solo all'inizio e alla fine del film). Sono state aggiunte alcune scene come quella dove la principessa Yum Yum desidera qualcosa di più dello sfarzo reale. Diversi passaggi dei dialoghi furono modificati o eliminati.

Arabian Knight (1995, Miramax)

La versione Miramax comprende tutte le modifiche fatte dalle versione Allied Filmmakers. In più, molti personaggi che non avevano voce sono stati doppiati, sopratutto il ladro (thief), che narra le vicende che gli accadono usando un monologo interiore. La città d'oro diventa Baghdad. Le scene con la strega sono state eliminate, come quasi tutte le scene della battaglia finale.

The Recobbled Cut (2006, 2007, 2013)

Materiale incompleto usato per completare il film nella Recobbled cut
Garrett Gilchrist ha tentato di riportare il film a quello che era il progetto di Williams. Per il suo intendo egli ha usò la maggior parte del materiale originale, compreso materiale non finito. Per realizzare questo film sono stati comunque utilizzati materiali provenienti dalla parte realizzata da Calvert e secondo Gilchrist utili alla economia del film. Per questo la sua versione non può essere considerata una director cut.


Lo sviluppo e la produzione durante il periodo "Nasrudin" (1964-1972) 
(per questa parte, come per le successive mi sono basato principalmente sulla pagina inglese di The Thief and the Cobbler di Wikipedia).

Nel 1964 Richard William, animatore canadese, viveva in Inghilterra, dove lavorava come animatore per spot commerciali o per sequenze speciali per film. Oltre a questa attività Williams illustrò una serie di libri di Idres Shah, che raccoglievano le favole di Mulla Nasruddin (una sorta di filosofo immaginario presente in molti racconti favolistici orientali). Richard colpito dalle storie presenti nei libri decise di realizzarne un film animato basato su di essi. La produzione del film iniziò presso la Richard Williams Productions a Soho Square, Londra. La famiglia Shah accetto di produrre il film in cambio del 50% degli incassi del film.

Il Gran Visir Zigzag
Mentre la produzione del film andava a rilento, Williams per cercare fondi per il suo progetto accettò di realizzare film e cortometraggi per conto di terzi. Dopo l'assunzione di Ken Harris come animatore chiave il film venne ribattezzato "The Amazing Nasrudin" (non sarà ne il primo ne l'ultimo cambio di nome). Nel 1970, il progetto è stato re-intitolato "The Fool Majestic". Williams nel frattempo riuscì ad ottene attenzione dalla critica quando lui e il suo studio produssero un adattamento televisivo di "A Christmas Carol" di Chuck Jones, che vinse un Academy Award come miglior cortometraggio d'animazione.

In questo periodo furono registrati i dialoghi del film, ancora chiamo Nasrudin. L'attore Vincet Price venne assunto per dare la voce al cattivo del film, Anwar (successivamente rinominato "Zigzag"). Sir Anthony Quayle venne scelto per Re Nod.

Nel 1972, Williams e il suo studio avevano animato circa tre ore di film per "Nasrudin". Howard Blake, il compositore del film, faceva pressioni a Williams che per realizzare un film eccellente la trama doveva essere divisa in tre atti. La famiglia Shah si affidò ad un contabile che non fu capace di tenere in ordine la contabilità del progetto, cosi Williams subodorò che il produttore Omar Shah stesse sottraendo fondi al progetto per scopi personali.  Ciò comportò un litigio con la famiglia Shah e l'abbandono del progetto su "Nasrudin".  Tuttavia la famiglia Shah permise a Williams di mantenere i character design dei personaggi che aveva progettato per il film, tra cui il personaggio del ladro che era il suo preferito.

Produzione prolungata (1972-1978)

Re Nod e la principessa Yumyum
Williams commisionò un nuova sceneggiatura a Howard Blake. Il testo di Blake introduceva un goffo ciabattino di nome Tack e l'uso del ladro di Williams creato per Nusrudin. L'intera storia fu concentrata e semplificata, il punto centrale della storia fu spostato su Tack. La storia includeva un re assonnato e un malvagio visir originariamente chiamato Anwar (personaggi già creati da Williams per la storia originale), inoltre molte scene che facevano parte di Nusrudin furono mantenute. Nel corso degli anni settanta, Williams avrebbe ulteriormente riscritto la sceneggiatura con Margaret French, sua moglie in quel momento. Williams avrebbe continuato a semplificare i dialoghi, ma la sceneggiatura non avrebbe subito cambiamenti strutturali.

Williams promosse il suo film come "un epico film animato da 100 minuti, con un cast di migliaia di disegnatori". I personaggi furono rinominati. Zigzag (precedentemente Anwar) parla esclusivamente in rima, mentre la maggior parte dei personaggi, con l'eccezione di Tack e del ladro che sono mute, parlano normalmente. Richard Williams disse di non voler creare un film sulla scia della Disney. Egli continuò a dichiarare che il film sarebbe stato "il primo film d'animazione con una vera e propria storia simile ai romanzi gialli", con i suoi due personaggi principali muti. Sarebbe stato alla fine "un film muto con un sacco di suono", come i film comici muti di Charlie Chaplin che erano stati una fonte di ispirazione fin da quando il film era ancora chiamato  "Nasrudin". L'aspetto di Tack è stato modellato sulla base degli attori dei film comici muti.

Illustratore britannico Errol Le Caino venne contattato per creare dipinti e gli sfondi, da usare come stile del film. Nel corso dei decenni in cui il film fu in produzione , i personaggi furono più volte ridisegnati, e  le scene più volte rianimate. Nelle prime stesure di Williams, al culmine della battaglia finale con Zigzag dopo il crollo della macchina da guerra, il Visir evoca un drago orientale, solo dopo essere stato colpito da Tack rivela di essere niente più che un palloncino gonfiabile. Anche se disegni di produzione della scena con il drago orientale furono creati, la scena non è mai stata animata, in quanto era troppo difficile da realizzare.

Nel 1974 la recessione costrinse lo studio a dare la precedenza alla creazione di spot commerciali, facendo diventare il film un progetto parallelo. A causa di ciò  Williams non fu in grado di tenere un gruppo di lavoro per la produzione del film, il film si trasformo in un lavoro epico che durò decenni. Ken Harris rimaneva l'animatore principale del film, come lo era stato su Nasrudin, Williams gli avrebbe assegnato sequenze su cui lavorare, mentre supervisionava la produzione di spot. Per risparmiare tempo le scene sono venivano create solo con la matita senza colorarle, come consigliato da Richard Purdum: "Lavorare sulla carta, non mettere su il colore per non spendere tempo ... basta fare disegni grezzi! Williams aveva intenzione di finire queste sequenze quando ci sarebbero stati i fondi.

Gli sfondi particolari del film
Williams stava imparando sul campo l'arte dell'animazione, prima di The Thied and the Cobbler, il suo stile  d'animazione era tipicamente basto su disegni semplicistici in vena comica dei corti d'animazione della UPA. Williams assunse animatori veterani dei tempi d'oro dell'animazione, come Art Babbitt, Emery Hawkins e Grim Natwick per lavorare nel suo studio a Londra e aiutare lui e il suo staff insegnando loro le loro tecniche.

Col passare degli anni, il progetto è diventato sempre più ambizioso. Williams disse che "l'idea è quella di fare il miglior film d'animazione che sia mai stato fatto. Non c'è davvero alcun motivo per cui non possa essere fatto". Williams immaginato un film caratterizzato da una animazione molto dettagliata e complessa, del calibro che nessun altro studio di avrebbe tentato di ottenere. Inoltre il film sarebbe stato girato sui 24 frame al secondo invece degli usuali 12.


L'ottenimento del sostegno finanziario (1978-1988)

Nel 1978, un principe saudita, Mohammed bin Faisal Al Saud, si interessò al progetto e accettò di finanziare una sequenza di prova di dieci minuti, con un bilancio da $ 100.000. Williams decise di animare una parte della battaglia finale per il test. Lo studio mancò due scadenze, e la scena fu completata solo alla fine del 1979 per un costo complessivo di $ 250.000. Feisal, nonostante la sua impressione molto positiva, decise di non sostenere la produzione a causa delle scadenze non rispettate e del sforamento di bilancio.

Nel 1980, Williams creò un campione bobina del film da mostrare agli amici ed eventuali produttori. Nel 1986, Williams incontrò il produttore Jake Eberts, che decise di finanziare la produzione del film attraverso la sua società, infine, ha fornito $ 10 milioni su un budget di $ 28000000.  Della distribuzione e la vendita si sarebbe occupato la Allied distribution e il suo partner, Majestic Films, iniziarono a promuovere il film sotto il titolo di lavoro " Once...." (Una volta...). Ma gli accordi non furono portati avanti.

In questo momento, Eberts incoraggiò Williams ad apportare modifiche alla sceneggiatura. Una scena che coinvolgeva il personaggio della principessa Mee-Mee, sorella gemella della principessa Yum-Yum e una dove il Principe Bubba sarebbe stato trasformato in un orco furono cancellati

Steven Spielberg dopo aver visto parte del film fu talmente colpito che egli, con il regista Robert Zemeckis, chiesero a Williams di dirigere l'animazione di "Chi ha incastrato Roger Rabbit".  Williams accettò, al fine di ottenere i finanziamenti per il suo film e finirlo definitivamente. Roger Rabbit uscì nel 1988, ed diventò subito un blockbuster. Williams vinse due Oscar per il film. Il successo del film dimostrò che Williams poteva lavorare all'interno di uno di studio e poteva creare animazione di alta qualità in tempo e nel rispetto del budget.  Disney e Spielberg promisero a Williams che in cambio del suo aiuto per Roger Rabbit, avrebbero fatto lo stesso per il suo film, ma tale promessa non venne mantenuta.

A causa del suo successo del film di Roger Rabbit, Williams e Warner Bros negoziarono un finanziamento e la distribuzione per The Thied and the Cobbler, che comprendeva un budget $ 25000000. Imogen Sutton, attuale moglie di Williams gli suggerì di finanziare il film attraverso l'aiuto di sostenitori europei. Ma Richard insistette che per produrre il film con un grande studio. Williams e Warners firmarono un contratto per la produzione del film per il 1988,  Williams ottene aiuto finanziario anche da parte di alcuni investitori giapponesi. Williams successivamente si penti amaramente di aver firmato tale contratto e dichiarò che avrebbe preferito lavorare autonomamente al film per altri cinque anni prima di promuovere il film.

Produzione sotto Warner Bros. (1989-1992)

Una delle scene che usa la tecnica delle tre dimensioni
Con il nuovo finanziamento, il film finalmente entro in piena produzione nel 1989. Williams perlustrò le scuole d'arte d'Europa e in Canada per trovare artisti di talento. In questo periodo la quasi totalità degli animatori originali erano o morti o erano passati ad altri progetti, quindi quando la produzione iniziò era per lo più composta da una nuova squadra di animatori. Vincent Price che originariamente aveva registrato i suoi dialoghi tra il 1967 e 1973 venne richiamato da  Williams per registrare ulteriori dialoghi per la produzione del 1990, ma l'età e la malattia di Price comportarono che alcune frasi non furono doppiate.

Williams aveva sperimentato il disegno in tre dimensioni durante la produzione delle scene d'apertura del film Roger Rabbit. Con The Thied and the Cobbler progettò diverse scene che avrebbe usato tale tecnica.

La Warner Bros ottene un accordo per cui se il film non fosse stato completato entro i tempi stabiliti essa avrebbe potuto rivolgersi a terzi per completarlo. Williams a causa della sua zelanteria era sotto pressione, in quanto stava cercando di guadagnare tempo per garantire che le sequenze sarebbero state perfette. Gli animatori lavoravano indefessamente per portare a termine il film, a volte lavorando sessanta ore alla settimana se era necessario. Williams cercava di ottenere il meglio dalle persone che lavoravano per lui, ma la disciplina che subivano era molto dura e  molti animatori furono licenziatati o si licenziarono. Williams era altrettanto duro con se stesso; "Era la prima persona che arrivava al mattino e l'ultima ad uscire di notte", ricorda l'animatore Roger Vizard . I finanziatori fecero pressioni su Williams per ottenere i disegni definitivi dei personaggi principali da utilizzare per il marketing. I disegni definitivi dei personaggi furono realizzati proprio in quel momento.

I due lavori Hanno molte simiglianze.
Alcuni animatori che lavorano con Williams successivamente lavoreranno
con Disney per realizzare Aladdin.
Il film non era stato completato entro la data del 1991 che la Warner originariamente aveva imposto Williams per la sua conclusione. Il film necessitava di 10 a 15 minuti di tempo su schermo per essere completato, che Williams stimava di completare in "una stretta di sei mesi", o più a lungo. La Warner decise di far rispettare gli accordi e chiamò un'altro studio per spronare la realizzazione del film nel più breve tempo possibile. Il rappresentate della Warner Jean MacCurdy non sapeva nulla di animazione, come ha ammesso ad un artista che aveva lavorato per la Williams, mentre lei stava vedendo filmati di The Thief. Molte scene non completate furono furono eliminate. Un animatore che lavorava in Warner Bros. salvò quasi 40 minuti in 35 millimetri di lavoro dalla spazzatura di MacCurdy  Nel frattempo la Walt Disney Feature  aveva cominciato a lavorare su un nuovo film chiamato "Aladdin", un film che aveva molte somiglianze sulla storia, stile e carattere con The Thied and the Cobbler. Per esempio, il carattere di Zigzag e molte delle sue azioni  lo accomunano con il cattivo di Aladino, Jafar.

La Completion Bond Company chiese all'animatore e produttore Fred Calvert di analizzare lo stato della produzione. La sua conclusione fu che Williams era "tristemente in ritardo e così anche il budget"Il regista aveva davvero una sceneggiatura, ma Williams  non la stava seguendo fedelmente. L'agente della società Completion Bond Componay e Calvert, visitarono lo studio più spesso verso la fine. Williams dava quotidianamente visioni di sequenze che erano finite o erano state cestinate dal 1980, sperando di dare visone che la produzione stava procedendo a ritmo serrato alla Warner Bros. A Williams fu chiesto di mostrare agli investitori una brutta copia del film con le scene mancanti rimpiazzate da storyboard al fine di stabilire una narrazione definitiva del film. Williams aveva evitato fino ad allora di creare una storyboard, ma nel giro di due settimane fece ciò che gli investitori avevano chiesto. Williams fece un workprint che unì a finiti footage, test a matita , storyboards, ed i movimenti della suite sinfonica, Sheherazade, per coprire i 10-15 minuti mancanti. Gli Animatori scoprirono che avevano completato materiale più che sufficiente per un film da 85 minuti, ma che dovevano essere ancora finite alcune sequenze che riguardavano la storia centrale.

Nel maggio 1992, questa versione grezza del film fu proiettato per la Warner Bros, ma non fu ben accolta. Durante la proiezione, la penultima bobina del film era mancante, cosa che non aiutò a risollevare la situazione. La Warner perse la fiducia e fece marcia indietro sul progetto. Affidando il suo completamento alla Completion Bond Company, che prese il controllo sulla realizzazione del film, spodestando Williams dal progetto. Jake Eberts, che a questo punto era produttore esecutivo, abbandonò il progetto. Inoltre, secondo lo stesso Richard Williams, la produzione aveva perso una fonte di finanziamento quando gli investitori giapponesi si erano tirati fuori a causa della recessione in seguito alla bolla speculativa giapponese.

La Produzione sotto Fred Calvert (1992-1993)

Sue Shakespeare della Creative Capers Entertainment aveva precedentemente offerto di risolvere i problemi di produzione con Richard Williams suggerendo di portare  Terry Gilliam nel ruolo di consulente, consentendo a Williams di finire il film sotto la sua supervisione. Williams riferì di aver accettato la proposta di Shakespeare, ma la sua offerta venne respinta dalla società a conclusione di un contratto più economico offerto da Fred Calvert. A Calvert fu assegnato il compito di finire il film nel modo più economico e più rapidamente possibile. "Io davvero non volevo farlo", disse successivamente Calvert, «ma se  non l'avessi fatto io, sarebbe stato dato al miglior offerente. L'ho preso come un modo per cercare di conservare qualcosa e almeno di portare il film sullo schermo e farlo vedere."

Occorsero 18 mesi a Calvert per finire il film.  Le nuove scene furono realizzate con un budget molto più basso, con l'animazione prodotta da animatori freelance a Los Angeles ed ex animatori Williams. Sullivan Bluth Studios e Kroyer film animation si occuparono della animazioni di due delle sequenze per le canzoni. Il lavoro di inchiostro e colorazione venne subappaltata a Wang Film Productions a Taiwan e in outsourcing in Ungheria, Tailandia e Corea. Il compositore Robert Folk è stato contato per comporre alcune canzoni in stile Disney originali (con paroliere Norman Gimbel) per questa versione del film. I risultati finali sono stati ampiamente inferiori in qualità alle scene originali di Williams.

Personaggi

I personaggi del film riprendono lo stile delle fiabe, quindi con nessuna o quasi caratterizzazione (l'unico personaggio che si sviluppa leggermente è Tack). Anche visivamente gli unici personaggi che spuntano sono Tack, Principessa Yumyum e Zigzag. Comunque la caratterizzazione anche se molto semplice raggiunge lo scopo. Devo comunque ammettere che il rapporto che si instaura tra Tack e Yumyum basato su sguardi e gesti è ben gestito e riuscito (riuscendoci a far affezionare ai due piccioncini) Probabilmente gli sforzi di Williams erano rivolti alla parte visiva del film, e lo sviluppo dei personaggi sarebbe venuto solo dopo o sarebbe stato accantonato.

Storia

Come in molti film che puntano sul comporto visivo la parte nolente è la storia. Decisamente fin troppo semplice per un tale progetto, risulta fin troppo abbozzata e non ben amalgamata tra le varie scene. Il problema fu probabilmente che Williams lavorava singolarmente su ogni scena del film, con solo una vaga idea del contesto generale (la storyboard fu creata solo dietro pressione dei finanziatori nel 1990), in quanto il suo obbiettivo era animare quante più scene possibili e nel modo più accurato possibile. Nonostante tutto se riuscite a superare il problema, la visione è più che soddisfacente.

Comparto tecnico

Molte scene come questa non completata
 furono realizzate
senza alcun uso della CGI. 
Il comparto tecnico è sicuramente è il punto forte del film. Difficilmente in altri film può essere notata una tale cura per il disegno. Molte scene sono una vera gioa per gli occhi per qualsiasi appassionato di animazione in 2D. Gli sfondi paiono dipinti in movimento, mentre le animazioni sono davvero fluide, difficilmente riscontrabile in altri film (tranne in qualche breve scena). Molte tecniche d'animazione sono cosi ben riuscite che si fa fatica a credere che siano tutte state realizzate a mano. Davvero un peccato che il film non sia stato completato secondo la visione di Williams. Anche se bisogna dire che un film del genere difficilmente avrebbe permesso di recuperare i soldi investiti. Il problema di Williams, così come di tanti altri registi con a disposizione un grosso bundget è quello di perdere il controllo sulla produzione, continuando ad implementare nuove scene su schermo perdendo di vista l'obbiettivo centrale e rendendo il film un bellissimo ma costosissimo spettacolo per gli occhi.





Considerazioni Finali

Personalmente considero questo film nella versione pensata da Williams come un capolavoro (anche nella sua incompletezza). Nonostante non esista una versione doppiata in italiano (anche se mi sono giunte voci di un possibile doppiaggio nostrano della versione Miramax. Nel caso se ci fosse qualcuno che fosse a conoscenza di qualche dettaglio vi prego di contattarmi), l'inglese usato è molto semplice e di facile comprensione (e se anche uno scarso in inglese come me è riuscito a comprendere i dialoghi, sicuramente potrete farlo anche voi). Adesso è anche possibile grazie al volenteroso Garrett Gilchrist recuperare una versione per quanto possibile fedele a quella che Richard Williams aveva in mente per il film (anche se molte scene purtroppo si rilucono ai soli disegni preparatori o semplici bozze di animazione), quindi che aspettate ad guardare il film? Qui sotto vi lascio la versione Mark 3 sottolineata da  Lucifero_90 (che ringrazio per aver tradotto i dialoghi).


In attesa di una nuova recensione vi saluto

martedì 15 settembre 2015

Lupin III L'avventura Italiana commento episodi 8-10

Oggi come sempre commentiamo i nuovi episodi di questa serie di Lupin, saranno belli o brutti? Non mi resta che visionarli per voi. L'orario è stato di nuovo spostato alle 23 e 30 grazie all'ennesimo film spazzatura. Riuscirà il vostro Long John a rimanere sveglio? Vediamo.


Continuare o abbandonare questa serie, questo è il problema.
Intanto mi faccio una bella tazza di tè.


Episodio 8 Il rapimento

Iniziamo la serata con questo bell'episodio reunion della combriccola (tranne Fujiko e Goemon che probabilmente hanno trovato più interessante fare qualche colpo). Se nell'episodio 2 ci si vantava la pasta alla carbonara, in questo abbiamo la pizza! Urrà per l'originalità! Perlomeno gli sceneggiatori hanno l'accortezza di dire che questa è la vera pizza, mica quella che ti rifilano all'estero. Lupin e Jigen iniziano l'episodio con un bel furto in una boutique di gioielli, perché boh! C'è la crisi e ci si deve accontentare di quello che passa il convento, mica si può sempre rapinare musei e banche (di cui L'Italia è poverissima). Tutto sembra girare per il meglio quando il diabolico duo viene scoperto dall'ispettore Gadg.. emh Zenigata e parte l'ennesima scena di inseguimento. La nostra combriccola ha dovuto però abbandonare il proprio veicolo e prenderne un altro in "prestito", con una piccola sorpresa dentro. Una bomba direte voi. Magari! rispondo io. La piccola sorpresa è Brigitte, la figlia dell'agente Nix, che adesso scopriamo essere un amorevole padre di Famiglia! (i casi della vita) Naturalmente l'agente del MI6 non è per nulla contento che sua figlia sia stata rapita. Parte quindi un altro inseguimento, questa volta tra Nix e Lupin & co. Nel frattempo entra in scena anche Rebecca, perché la ragazzina a causa del suo menefreghismo ha preso la sua borsetta con il necessario per i furti (un genio questa donna). Si arriva allo scontro finale dove un Nix in versione Mr Hyde sembra pronto a fare a pezzettini i presenti, ma non vi preoccupate! Rebecca risolve il qui pro quo tutto con un pò di shopping, perché si sa che per risolvere le liti è la cosa migliore. Ovviamente visto che c'è l'agente del MI6 ci viene rifilato un mistero (il sogno italiano) che probabilmente si rivelerà aria fritta. Naturalmente la refurtiva viene persa, sia mai che si faccia un vero furto in questa serie.        

Episodio 9 Benvenuti all'albergo infestato aka Lupin meet Scooby Doo

Metal Jigen!
L'episodio si apre con Lupin e Jigen che decido di passare la notte in un castello che ha la nomea di essere stregato per trovare un tesoro che sembra sia nascosto li. La storia vuole che nel castello sia stato commesso un'orribile massacro durante il matrimonio di Adele, figlia del signorotto locale e che d'allora in poi i fantasmi perseguitino il luogo. Ormai abbiamo capito che gli sceneggiatori sono alla frutta, e quindi ricorrono all'espediente della casa stregata per sbarcare il lunario. Il povero Jigen finisce davvero per incontrare il presunto fantasma della defunta Adele e scappa via terrorizzato come un bambino. Con un Lupin che lo prende in giro per la sua codardia. Ma ehi! non abbiate paura! Questo è un trucco del proprietario del castello, che infatti mascherando la svampita figlia da fantasma spera di creare un luogo di attrazione per gli amanti del brivido. Jigen affoga giustamente l'umiliazione per la figura di melma fatta nell'alcol. Nel frattempo entra in scena la banda della mamma (composta da madre, da uno stupido clone di shaggy e da naruto in versione obesa), facepalm al livello nazionale! La madre vuole usare Lupin come apripista per il tesoro per poi sgraffignarlo a cose fatte. Jigen ubriaco marcio si comporta come qualsiasi turista ubriaco nel nostro bel paese e fa minzione nel primo pertugio disponibile.

Lupin incontra Carla (o meglio Clarissa de Il castello Cagliostro da bambina)
Grazie a questo cafonesco metodo Lupin scopre il passaggio segreto che porta al tesoro, mentre Jigen va a carrozzarsi per affrontare il "pericolosissimo" direttore (Jigen ma come ti sei ridotto). Ovviamente il direttore spiffera tutto sulla truffa (anche se io speravo in qualche frase del tipo:   "l'avrei anche fatta franca se non fosse stato per voi ladri ficcanaso!").



Naturalmente il passaggio si rivela pieno di trappole e trabocchetti degni di un film di Indiana Jones. Tra una trappola e l'altra Lupin incontra una ragazzina principescamente vestita. La ragazzina si presenta come Carla (Anche se il character design cita di brutto Clarissa del film il castello di Cagliostro, film sempre di Lupin. Perché ormai citare Miyazaki a random è sempre cosa buona e giusta), sorella di Adele. La ragazzina sembra avere stranamente una conoscenza approfondita della collocazione della trappole. Infatti Carla afferma di essere stata lasciata a guardia del tesoro fino al ritorno della sorella. Lupin da vero gentiluomo si dimostra davvero gentile, e per non preoccuparla si dichiara un amico di Adele venuto a controllare come stava la sorellina. Nel frattempo interviene la banda "mammoni", giusto in tempo per rimediare una figuraccia colossale prima di scomparire dagli schermi (grazie anche l'intervento provvidenziale di Jigen). Lupin dopo essere fuggito dall'ennesima trappola arriva al luogo del tesoro. Qui assistiamo ad uno degli episodi più tristi e belli della serie. //Spoiler// Si alza il sole e si scopre che la ragazzina era veramente il fantasma del castello. Rimasta per secoli a vegliare sul tesoro mentre aspettava una sorella che non sarebbe mai tornata. Lupin commesso dalla fedeltà della bambina le regala delle bellissime parole di stima e una tomba che permetteranno alla bambina di riposare in pace. //Spoiler// Sicuramente il miglior episodio dei tre trasmessi.

P: "Grazie Lupin" L: "Di cosa? Sei tu quella speciale" 

             
Episodio 10 Requiem per gli assassini

In questo episodio è Goemon a farla da padrone con il suo essere samurai gentleman. Come già successo nell'episodio incentrato su Jigen, il canovaccio si basa sull'eroe di turno che salva la bella dal pericolo. Episodio tutto sommato nella norma, senza guizzi ne ricadute. Uniche cose da segnalare sono la forza erculea di cui è dotato Goemon (capace di fare balzi lunghissimi e alzare montagne di polvere con una pedata). Naturalmente alla fine tutti si risolve per il meglio e alla vissero tutti felici e contenti. Purtroppo si nota tantissimo che questa puntata era stata pensata più per Jigen che per Goemon, ma probabilmente gli sceneggiatori si sono accorti all'ultimo minuto di aver dimenticato una puntata dedicata al nostro samurai gentiluomo.



Si riconferma l'andazzo generale della serie, con i suoi pochi picchi e la calma piatta generale. Voi che cosa avete deciso? Continuerete a seguire la serie? Cosa vi sta piacendo? e cosa no di questa serie? Ditemi la vostra.

Il commento agli episodi precedenti li trovate qui: 01-0405-0708-10

lunedì 14 settembre 2015

Cronache di Mondo9 recensione


È un pianeta desertico, letale, una sconfinata distesa di sabbie velenose. Nel corso dell’evoluzione i suoi abitanti si sono applicati a una sola arte, la meccanica, rendendolo il regno delle macchine, del metallo e della ruggine. Eppure Mondo9 vive su una fiorente attività di commerci: titanici veicoli a ruote, grandi come bastimenti e governati da decine di uomini, solcano i deserti tra una città e l’altra. Perché c’è una guerra in corso: macchine contro macchine, metallo contro metallo. E mille pericoli attendono le loro prede acquattati sotto le dune: un misterioso
morbo che trasforma la carne in ottone, fiori giganteschi che si nutrono di ruggine… (tratto dal blog di Urania).


L'autore
Dario Tonani nasce a Milano il 21 luglio 1959, è uno scrittore e giornalista creatore di numerose opere di fantascienza e horror. Ha conseguito una laurea in economia politica all'università Bocconi.

Ha ottenuto numerosi riconoscimenti e apprezzamenti a livello nazionale e internazionale.

Nel novembre 2012 pubblica Mondo9 con la Delos Books, libro che comprende i primi quattro racconti brevi, scritti tra il 2010 e il 2012 in formato libro elettronico e comprendenti (Cardanica, Robredo, Chatarra e Afritania). La seconda raccolta si compone di cinque titoli usciti sempre Delos Books in formato ebook (Mechardionica, Abradabad, Coriolano, Bastian e Miserable). Il ciclo è stato riunito integralmente da Mondadori con il titolo di "Cronoche di Mondo9" su Millemondi n.72 nel 2015. 



Considerazioni
L'opera è costituita da richiami ai generi Horror, Fantascienza e Steampunk. Lo Steampunk si riconosce dall'uso di macchine che fanno dell'uso di vapore e oli il loro cardine; Fantascienza perché ci troviamo in un mondo alla deriva, dove macchine coscienti sono disposte a tutto per sopravvivere (anche a modificare la fauna nei corsi di generazione per farle diventare parti di ricambio della nave); Horror di tipo fisico, quasi strisciante, che attanaglia l'anima. L'opera vede protagonisti non tanto gli esseri umani (ormai relegati ad una esistenza misera e votata ad una lenta agonia), ma le gigantesche navi gommate che viaggiano incessantemente da un polo all'altro del pianeta. All'umanità non rimane che tentare di sopravvivere in un mondo sempre più ostico. 

L'edizione proposta è in linea all'offerta media Urania (Formato e prezzo da edicola, e copertina con il famoso logo rosso). L'edizione è impreziosita da disegni realizzati da Franco Brambilla (non aspettatevi cosi sa quali capolavori). Questa edizione vedi testi parzialmente modificati e con pezzi aggiunti tra un racconto e l'altro che fungono da punto di collegamento tra una storia e l'altra, dando approfondimenti sui personaggi e le vicende non raccontante. I primi quattro episodi hanno una caratteristica one shoot, e non sono che collegate che da vaghi accenni l'una all'altra (Quando l'autore ha scritto il primo racconto non aveva pensato a possibili seguiti). Mentre i successivi 5 hanno un respiro più ampio e sono fittamente intrecciati tra loro (sicuramente i più riusciti dell'intera saga).

In definitiva consiglio questo a tutti gli appassionati di fantascienza e steampunk. Questa volta Urania ha fatto una mossa veramente azzeccata a pubblicare questa raccolta. Sopratutto quando per una volta  ci si trova difronte ad una opera di un'italiano veramente meritoria e non solo strombazzata come tale. Anche il prezzo aiutata a prendere una decisione positiva.     

Il prezzo di copertina è di 7,90€ per l'edizione fisica, mentre per l'edizione elettronica è di 4,99€ (sono ancora disponibili a prezzo inferiori le vecchie edizioni delos in formato ebook, se si volesse provare uno o più racconti della saga prima di comprare questa opera omnia).





Formato Kindle
Formato Epub

martedì 8 settembre 2015

Lupin III L'avventura Italiana commento episodi 5-7



Si continua con il commento dei nuovi tre episodi trasmessi da italia uno nel confortevole orario delle 23:15 perché questo è un prodotto in anteprima mondiale al quale Mediaset tiene a cuore come Berlusconi le toghe rosse (poi si dice che l'animazione giapponese in Italia non tira.... se ti ostini a metterlo in orari impossibili o mandarlo al cinema a prezzo aumentato per pochi giorni le cose di certo non miglioreranno). Quindi mi sono armato di una buona tazza di tè nero e ho affrontato di petto la situazione. Devo dire che dopo la partenza in sordina della serie questi tre episodi danno sicuramente più soddisfazione dei precedenti e riescono a dare qualche spunto interessante alla serie, anche se il tutto poi naufraga in un mare di delusione.

Episodio 5 La mano sinistra del mago

Per quanto il titolo possa far pensare ad qualche escamotage erotico che tanta fama ha dato alla serie, di tutto ciò (come finora in tutta la serie) non c'è nulla. L'episodio vede protagonista Fujiko, che dopo aver abbandonato per l'ennesima volta il nostro ladro gentiluomo si rifugia nelle giovani braccia di Luca. Il ragazzo è l'unico ad aver eredito il manuale di magia del grande Tony (che muore guarda caso prima di poter insegnare alcunché al giovane allievo). Tutti sono interessati al manuale ma finora nessuno è riuscito ad carpirne i segreti al giovane mago, solo Fujiko riesce a convincere Luca a impratichirsi nelle tecniche presenti nel manuale per diventare un grande mago (i poteri della patata.....). Tutto sembra far pensare al solito raggiro, ma Fujiko in versione fatina volenterosa insegna qualcosa a Lucca (non pensate subito male) sul valore del sacrificio e di come la volontà possa far trionfare su tutto, anche se poi tutta la sua manovra era votata come al solito a guadagnarsi la pagnotta. Davvero carina la parte finale dove un Lupin geloso chiede a Fujiko se con il ragazzo ci sia stato qualcosa di concreto e si ritrova rifilata per una volta una risposta degna di Fujiko (che ci fa capire perché Lupin non riesca a farne a meno, nonostante i continui due di picche che gli rifila). Episodio tutto sommato carino, ma in cui speravo di intravedere qualcosa per cui valesse la pena di aspettare per un'orario cosi tardo.

Episodio 6 Zombie a Venezia

Episodio dove Rebecca fa da padrona (quindi con trama ridicola e votata allo spirito comico mal riuscito). Lupin sembra finalmente riuscito ad ottenere un appuntamento per annullare il matrimonio (ma non era una farsa? Possibile che Lupin sia stato cosi fesso da mettersi la palla al piede da solo? Sto matrimonio non s'ha da fare? Ma sopratutto stiamo guardando Lupin o How I Met Your Mother italian edition?). Mentre stanno per firmare le carte dall'acqua compaiono individui che nonostante i colpi di pistola sparati non cadono a terra; sono zombi sentenzia il geniale detective Lupin, e parte il fuggi fuggi generale con tanto di dichiarazione d'amore di Rebecca in extremis. Dici finalmente un po d'azione e trama sul segno della prima serie, e invece no, era tutta una farsa orchestrata dalla sanremese per realizzare un film dove lei sarà la protagonista usando nuove tecniche cinematografiche: essenzialmente far credere alle persone coinvolte che è tutto reale e girare con telecamere nascoste. una sorta di mockumentary; pratica che si può definire nuova in italia ma ormai vecchia nel resto del mondo. Non si capisce bene perché per la realizzazione del film si ha bisogno di coinvolgere Lupin, che alla fine dopo aver cercato di rubare la pellicola del film, acconsente a realizzarlo a patto di essere camuffato da zombi (che lo rende irriconoscibile a suo parere.... credici Lupin). Il non plus-ultra dell'assurdo si raggiunge nel finale dove nella Première del film (si capisce che siamo alla mostra di Venezia) tutta la banda si dimostri d'accordo a consideralo un buon film, anche Goemon che da che mondo è mondo apprezza solo film tradizionali giapponesi! Comunque le pratiche del divorzio non sono state firmate e quindi aspettiamoci altri episodi di Casa Lupin!

P.S I due fratelli Luppini dovrebbero essere un omaggio ai registi dell'Horror Fulci e Romeo, ma di cui fatico a credere.

Episodio 7  Fino al tramonto della luna piena

Abbiamo ormai capito che chi ha trovato giovamento della serie è Zenigata, qui veramente in gran forma e quasi privo del tratto comico che tanto era presente nelle vecchie serie. Un ispettore davvero capace che riesce in breve tempo a mettere nei guai la banda Lupin e dimostra un'integrità al dovere davvero ammirevole. Episodio tutto sommato carino ma che risente di una trama deboluccia (prima sembra x, poi diventa y e alla fine z. Davvero incasinata per soli 22 minuti). Il fatto che un giovane ragazza venga salvata da un magnate delle comunicazioni non vi fa pensare a qualcuno? Giacobbo sta indagando sul caso. Non si capisce perché Lupin rinunci al furto, aveva pure aiutato Zenigata e l'ereditiera, per poi abbandonare il tutto perché si è fatto tardi (ma Lupin non era il genio del furto?) Davvero incredibile che si sia accennato alla prostituzione (anche se lei dice che il padre la costringeva a fare cose spiacevoli), ma davvero un grande passo in avanti per Mediaset (il sangue rimane censurato comunque non vi preoccupate, anche se non si sa se sia un intervento a monte o è stato fatto direttamente da Mediaset).



Devo dire che dopo 7 episodi la trama non decolli per nulla, non c'è niente per cui valga la pena di continuare la visione, qualcosa che ti faccia appassionare. Tutto si riduce ad una accozzaglia di racconti mal riusciti, che qualcosina potrebbero anche dare ma che risultato confusi e mal diretti. Si raggiunge una sufficienza davvero risicata (e ci vado di manica larga). Davvero un gran peccato perché Lupin cosi brutto non si è mai visto, neanche nei peggiori special. Ormai ho perso la speranza in questa serie. Complimenti a Mediaset per avermi rimbambito a forza di ricordarmi che la Champions l'hanno solo loro, sono sicuro che non farò mai un contratto con loro.

Il commento agli episodi precedenti li trovate qui: 01-04 

lunedì 7 settembre 2015

Sailor Moon la serie live action che non vide mai la luce


Se la cosa vi sembra strana o state pensando che mi sia preso una sbronza per il troppo Rum e mi sia confuso con la serie giapponese live action di Sailor Moon (sempre orripilante comunque; prima o poi potrebbe naufragare in questo blog) beh! Vi sbagliate, un'altra serie live action esiste, o meglio era in porto.

Alcuni bozzetti del progetto
Nel 1993 lo studio di animazione Toon Makers e la Renaissance Atlantic (la compagnia che si occupava di adattare i Super Sentai per renderli Power Ranger per la Saban Entertainment) volevano produrre una versione americana della serie giapponese Sailor Moon dopo il successo che la serie stava riscuotendo in Europa.  Per promuovere il progetto venne realizzato un episodio pilota da 17 minuti (ad oggi introvabile, ma che pagherei oro per vedere), che avrebbe combinato spezzoni animati per le parti di combattimento e parti filmate in cui le guerriere Sailor avrebbero vissuto una comune vita da teenager americane. Una volta completato l'episodio pilota la società sperava di invogliare la Bandai o la Saban a produrre la serie che sarebbe andata in onda sulla Fox il sabato mattina a partire dal 1994. 'E stato prodotto anche un video musicale a scopo promozionale che mostra il cast degli attori, la loro versione animata e la sigla dello show. La serie non ottenne l'interesse sperato e venne cancellata. La serie visto le similitudini con i Power Rangers venne rinominata "Saban Moon" dagli appassionati.


Gli "Sky Flyer" che sarebbero stati usati nella serie.
La serie sarebbe stata caratterizzata da un'aspetto più politically correct della versione giapponese, ogni Sailor (scusate in questa versione ribattezzate "Princesses of Power") avrebbe rappresentato una cultura diversa: Sailor Moon sarebbe stata una bionda allegra; Sailor Mercury sarebbe stata una portatrice di handicap dai capelli rossi (va in giro in carrozzella nelle scene live action, mentre nelle scene animate usa una carrozzina volante armata di laser. Cosa abbastanza fantastica al dire il vero); Sailor Mars sarebbe stata asiatica; Sailor Jupiter sarebbe stata afroamericana; Sailor Venus latina.



Ogni ragazza avrebbe avuto la sua "Sky Flyer", essenzialmente una Windsurf capace di volare nel cielo/spazio (tranne Sailor Mercury che avrebbe usato una carrozzina volante come detto prima). Le barche sarebbero stati lanciati tramite un galeone bianco, che sarebbe stata contrapposta alla nave di Queen Beryl, il Galeone Oscuro.

La carrozzina volane di Sailor Mercury
Ogni ragazza sarebbe stata la principessa del proprio pianeta, riuniti da Queen Serenity per formare un'alleanza, con capitale la luna, per fermare Queen Beryl. Per rinforzare l'alleanza la regina aveva promesso sua figlia (Sailor Moon è il nome proprio in questa serie) all'erede al trono della Terra, Darian (Il Mamoru/Endymion della serie giapponese).




La storia (almeno dallo script ritrovato) era totalmente riscritta rispetto alla versione giapponese, e si svolgeva in un tempo e in luogo diversi dal nostro (una sorta di universo parallelo), dove il nostro sistema solare è assediato dalle forze del male. Dopo centinaia battaglie La Regina malvagia rapisce le principesse di Urano, Nettuno, Plutone e Saturno, ed prende i loro gioielli di potere.

Nel frattempo un party è in svolgimento sulla luna. Tutto sembra andare per il meglio quando improvvisamente Queen Beryl attacca. Queen Serenity apre un portale per far fuggire tutti promettendo che troverà il modo di comunicare con loro. Mentre stanno scappando, Darian viene colpito, e le Sailor ne presumono la morte. La battaglia continua sul pianeta Giove, dove una figura misteriosa aiuta le guerriere e poi scompare (Darian). Da qui in poi le vicende della serie si sarebbero spostate sulla terra. Ma l'interruzione della serie non ci permette di capire gli sviluppi futuri.

Il Principe Darian
Un video musicale è stato trasmesso al Anime Expo del 1998 dopo che la serie era stata cancellata. Ad oggi è l'unico filmato trovabile facilmente sulla rete.

A fine 2012 un armadio appartenete allo studio di produzione è stato venduto e all'interno è stato rinvenuto materiale e bozzetti appartenuti alla serie. Tra il materiale ritrovato è stato rintracciato lo script dell'episodio pilota.






è difficile giudicare una serie con solo qualche bozzetto e un breve filmato. Probabilmente anche se fosse uscito, oggi nessuno si ricorderebbe di una serie del genere (come i cartoons americani su street fight o rambo). Probabilmente la sua cancellazione gli ha regalato una notorietà che altrimenti non avrebbe avuto. Rimane la curiosità per un progetto che si è concluso ancora prima di cominciare.



Versioni a confronto (immagini dal sito moonsisters.org): 
Sailor Moon

 Sailor Jupiter 

Sailor Mars

Sailor Mercury


Sailor Venus



Il copione dell'episodio pilota

In attesa di una nuova recensione vi saluto e vi lascio con l'unico video disponibile su questa serie:


"Who's that, look,
Flying higher than a bird
SAILOR! SAILOR MOON!
She's got a life in the sky
And another here on Earth
SAILOR! SAILOR MOON!

She's got her cat Luna
To give her advice
She's so fine
So stand by her side!

SAILOR! SAILOR MOON!
SAILOR! SAILOR MOON!

Sometimes she's a fun-loving
sixteen year old girl
SAILOR! SAILOR MOON!
Sometimes she's a superhero
For the world
SAILOR! SAILOR MOON!

She can get dressed up
And look so sweet
She morphs into a form 

SAILOR! SAILOR MOON!
SAILOR! SAILOR MOON!

She's ready to fight
For all that she believes
SAILOR! SAILOR MOON!
She's gonna stop evil forces
And save the galaxy
SAILOR! SAILOR MOON!

She and her four friends
Stand by her dreams
They gonna fight crime
Again and again! 
SAILOR! SAILOR MOON!
SAILOR! SAILOR MOON!"

il testo della sigla

martedì 1 settembre 2015

Lupin III L'avventura Italiana commento episodi 1-4

Lupin III - L'avventura italiana
ルパン三世
Titolo giapponese: Rupan Sansei
Tipologia: serie TV
Regia: Yuichiro Yano
Musiche: Papik
Realizzato da: TMS Entertainment
Rete Tv: Italia 1
Trasmesso a partire dal 30 agosto 2015
Numero episodi: 26 


Lupin III - L'avventura italiana è la quinta serie realizzata su Lupin. La serie è composta da 26 episodi e le vicende della serie sono ambientate tra San Marino e L'italia, per l'occasione Lupin sfoggia una nuova giacca di colore blu; anche se era già comparsa nel film: La lapide di Daisuke Jigen (nel link la mia recensione del film). La serie viene trasmessa in anteprima mondiale su Italia 1 il giorno 30 agosto 2015, mentre in Giappone la serie verrà trasmessa su NTV il 2 ottobre dello stesso anno. La serie è caratterizzata da un tratto più contraddittorio rispetto alle serie precedenti, con un Lupin più vanesio e buono rispetto a quanto eravamo abituati a vedere.


« Se l'Italia è il paese dell'amore, allora tutto l'amore è nelle mie mani. » 

Episodio 1 "il matrimonio di Lupin III"

Rebecca Rosselini e Lupin
Lupin si trova a San Marino per organizzare il proprio matrimonio con Rebecca Rosselini, una ricca ereditiera sanremese (una Paris Hilton nostrana per intenderci). Una tradizione locale impone ai due novelli di sposi di partecipare ad una cerimonia di fronte ai reggenti e alla corona reale. Lupin  ha lanciato la sfida alla polizia locale e all'ispettore Zenigata per rubare la corona reale, ma sembra che il ladro gentiluomo ne sia all'oscuro e che il  messaggio sia stato mandato da qualcun'altro.

Sicuramente l'episodio più noioso visto finora della serie, i colpi di scena sono tutti ampiamente prevedibili. per capire chi ha veramente mandato la sfida basta semplicemente usare un poco di logica. Naturalmente il matrimonio si è rilevato una farsa, anche se il povero Lupin ci rimane un po' scornato comunque visto che non può consumare il matrimonio con Rebecca grazie all'intervento provvidenziale del maggiordomo (la ragazza non si era fatta problemi. Povero Lupin hai tutta la mia comprensione). Veramente divertente la scena dove Zenigata prova a catturare Lupin durante il suo matrimonio tra lo sdegno generale, venendo poi sbattuto fuori come un comune guastafeste dalla guardie locali. Carine le citazioni al film Il castello di Cagliostro. Per una volta possiamo vedere una Fujiko un po inviperita dalla gelosia per Lupin, anche se come sempre troverà il modo di vendicarsi. Bello il gioco di quadra del "Lupin Team", con Jigen veramente in forma smagliante. Alla fine l'unico che credeva veramente nel matrimonio era quella "Volpe" di Goemon. Qui è presente il primo di tanti errori che si vedranno negli episodi successivi, San Marino dispone di una Corona anche se è stata sempre una repubblica, da dove venga fuori rimane un mistero. Rebecca come personaggio in se è ben riuscito, anche se non sembra uscire dalla tipologia "Personaggio ricco con tanto di maggiordomo e gadget tecnologici con tanto tempo libero a disposizione", narcisista e ed egocentrica, sarà una nuova spina nel fianco per Lupin o finirà nel limbo come tanti personaggi lupineschi?

Il problema più grosso di questo episodio è la sua mancanza di attrazione, alla fine dell'episodio se non fosse per la passione che mi lega al personaggio non mi sentirei in alcun modo motivato a continuare la visione. Sembra uno dei tanti episodi della seconda serie.

Episodio 2: Il falso fantasista
Mauro Brozzi
Il calciatore Mauro Brozzi della squadra di calcio del San Marino viene ricattato dall'imprenditore mafioso Ricardo Mondini, con delle cartelle cliniche che rivelerebbero l'uso di doping da parte del giocatore. Con l'aiuto di Fujiko, Brozzi riesce a contattare Lupin per rubare le cartelle cliniche, altrimenti potrebbe essere escluso dalla finale di campionato.

Devo dire che inizialmente questo episodio non mi era piaciuto ma nel finale si è riscattato alla grande. Brozzi inizialmente sembra un qualsiasi giocatore di successo che ormai in fase calante della propria carriera non riesce a fare a meno della bella vita e dei soldi facili ed è disposto a tutto pur di continuare a godersela. Invece nel finale dimostra una caratura da vero campione, di quelli che ti rimango impressi per sempre come esempio (da Balotelli a Baggio per intenderci). Comunque sono presenti errori o incongruenze che non possono non far ridire lo spettatore: La prima è vedere Lupin arrabbiarsi per aver perso la schedina, come un qualunque uomo appassionato di calcio. La seconda è vedere il San Marino battere la Roma (anche se viene nominata come squadra giallorossa della capitale) e vincere il campionato; si vede che ai giapponesi vincere il mondiale con Holly e Banji non era bastato. La terza è vedere l'imprenditore mafioso corrompere una squadra di cui non conosce nemmeno i colori (naturalmente è fatto per rendere più chiara la situazione ai giapponesi, ma per un'italiano la situazione è comicissima). Mi è piaciuta tantissimo la scena dove un Lupin buongustaio assaggia la pasta alla carbonara e con tanto di scintillio negli occhi afferma che è buonissima, mi ha fatto venire voglia alle 10 di sera di pasta alla carbonara.

Episodio 3: 0.2% possibilità di sopravvivere (anche se io l'avrei intitolato Lupin vs 007/Supercar)

Dopo la scoperta di un frammento della collana di Maria Antonietta, Lupin e Jigen sono intenzionati a fare il colpo. Ma sembra che MI6 sembra anch'essa interessata al frammento, L'agente Nix darà filo da torcere a Lupin (era già comparso nel'episodio precedente).

Episodio senza infamia e senza lodi, anche se non mi aspettavo una scena di tortura (anche se appena accennata). Carino il gioco di deduzione di Lupin per scoprire da dove nascono le incredibili capacità dell'agente Nix. è presente anche un Deus machina che permette di salvare la vita a Lupin e Jigen, perlomeno è molto ben congegnato.

Episodio 4: Tiratore scelto
Quel bel figurino di Eric
Jigen entra in un ambulatorio per farsi curare un dente e scopre che la città è preda di una banda di un certo Eric, il quale promette protezione agli abitanti in cambio di somme sempre più esose. Sono in molti a volerlo morto, ma forse solo Jigen può risolvere la situazione.

Sicuramente l'episodio più bello visto finora, sarà perché è l'unico personaggio presente in scena è Jigen. In questo episodio Jigen dimostra tutta la sua abilità come pistolero eliminando un gran numero di nemici senza quasi usare la pistola. Bella la spiegazione dell'accaduto in stile detective di Zenigata, per una volta riesce a dimostrare le sue reali capacità senza cadere nel comico. Per l'ennesima volta Jigen potrebbe combinare qualcosa con la bella di turno, ma per misoginia o per altri motivi se ne va senza combinare nulla, ma visto come vanno a finire le donne che si innamorate di lui è meglio cosi.
                       
Considerazioni Finali
Sicuramente se avete visto la serie precedente (La donna chiamata Fujiko Mine) la delusione sarà cocente. guardandola per quello che è la sufficienza per il momento la guadagna (anche se il primo episodio rischia di affossare tutta la baracca nella sua insipidezza). Sicuramente per la trasmissione in Italia e all'estero si è voluto stemperare i suoi eccessi e puntare tutto sullo charme del personaggio e dei suoi comprimari.Come qualità tecnica è una serie fatta veramente bene. Speriamo che i nuovi episodi possano dare una più chiara visione de prodotto.

In attesa di una nuova recensione vi saluto e vi lascio con la sigla che tanto ha fatto di rumore, ma che personalmente non disprezzo più di tanto (ho visto di peggio):