domenica 31 maggio 2015

Kung Fury - Recensione -


Kung Fury
Diretto da David Sandberg
Prodotto da: Linus Andersson, Eleni Young
Sceneggiatura di David Sandberg
Anno: 2015
Daurata: 31 minuti
Paese di Origine: Svezia




Dopo questa scena lo voglio al cinema. Anzi lo pretendo.
Kung Fury è un film svedese del 2015, omaggio ai film di arti marziali e di polizia degli anni 80. Il cortometraggio è scritto, diretto e interpretato da David Sanderberg. Lo sviluppo del film è stato possibile grazie alla campagna fondi fatta con Kickstarter che ha superato l'obbiettivo iniziale dei 200,000 $ per realizzare un filmato da 30 minuti,  ma non il secondo da 1 milione di dollari, fermandosi a soli 630,019 €.

Trama

Gli anni 80 sono tornati...
Nel 1985 il detective Kung Fury e il suo partner Drago catturano un ninja  in un vicolo, mentre i due sono distratti il ninja ne approfitta per affettare a meta Drago, mentre Kung Fury è colpito da un fulmine e morso da un cobra (la fortuna!), cosa che gli conferisce straordinari poteri Kung Fu che gli permettono di diventare il miglior combattente di arti marziali del mondo. Ma una minaccia dal passato sembra pronta per affrontarlo….


Ci sono anche le battute alla Arnold :) !
Gli anni 80 hanno sempre avuto un magico fascino per ogni cultore della settima arte, i film e le saghe che in quel periodo sono nate rimarranno nella storia del cinema e ancora oggi riscuotono successo in ogni generazione di pubblico. Questo film riprende tutto questo, lo mixa con le nuove tecnologie e da nuova vita ai principi cardine di quei film: battute basate su giochi di parole, arti marziali, poliziotti ligi al dovere (meno al piano urbano). è una vera goduria vedere i vecchi stilemi tornare a nuova vita. Kung Fury non è altro che un lungo video citazionistico sui film e videogiochi del periodo. Dai vecchi cellulari portatili da 10 kg ai picchiaduro a scorrimento.


La storia è molto semplice ma vi prenderà subito: ci sono dinosauri, nazisti, battute sceme e sopratutto belle donne vichinghe armate di mitragliatrici. Cosa volete di più? Lo zio Adolfo che fa Kong fu? C'è anche lui! ed è più Kung Führer che mai!






Chi non vorrebbe un  HOFF9000 nella propria macchina? Chi? 
Ne consiglio la visione a tutti i fans dei movie anni 80. Non ne rimarrete delusi, per gustarvelo al meglio consiglio di radunare tutti i vostri amici nerd con abbondanti provvigioni e bibite. Il film è visionabile gratuitamente su youtube cosa aspettate?







Qui potete trovare il film intero:


Oltretutto il tema principale è cantato da David Hasselhoff (Il protagonista di Supercar). Non ci sono più scuse dovete vederlo.






In attesa di una nuova recensione vi saluto e ricordate che:

venerdì 22 maggio 2015

Mad Max: Fury Road - Recensione-


Titolo originale: Mad Max: Fury Road
Paese di produzione: Australia, USA
Anno: 2015
Durata: 120 min
Colore: colore
Genere: azione, avventura, fantascienza, thriller
Regia: George Miller




Max è tornato.
Mad Max: Fury Road è una rivisitazione della saga originale, fermatasi nel 1985 con Mad Max oltre la sfera del tuono, di cui Miller era sempre il regista della originale trilogia. Il protagonista è interpretato egregiamente da Tom Hardy dopo il forfè di Gibson. 12 anni fa Miller era su un volo Los Angeles – Sydney quando gli arrivo l'idea di girare un nuovo capitolo della saga, oggi possiamo vederlo finalmente al cinema. Il ritorno di Max sarà degno o sarà l'ennesimo remake succhia denaro? Accendente i motori e scopriamolo.



"La barbarie è lo stato naturale dell'umanità", disse l'uomo della frontiera guardando ancora seriamente il cimmero. "La civiltà è innaturale. È un capriccio delle circostanze. E la barbarie, alla fine, deve sempre trionfare." Robert E. Howard.

In futuro distopico, l'umanità è caduta nella barbaria dopo alcune catastrofi su scala globale. Max è un ex poliziotto ossessionato dalla perdita della propria famiglia, che cerca di sopravvivere in questo mondo folle e di superare allo stesso tempo i propri traumi interiori. Il nostro eroe dopo essere stato catturato da una banda di guerrieri del dittatore di turno, dopo alterne vicende, si ritrova ad aiutare Furiosa, un ex generale dell'esercito di Joe, con l'obbiettivo di liberare le mogli di Immortan Joe e impedire che possano dare una nuova stirpe al despota.




Mad Max è un film del 2015 ma con l'anima di uno degli anni 80, un film fracassone e pieno di esplosioni. Devo dire che le nuove tecnologie non hanno inficiato sulla qualità generale del film, anzi in molti aspetti il film riesce ad ottenere nuovi mezzi per dare vita a scene davvero spettacolari (la scena della tempesta è fantastica). Il film denota fin da subito che saranno motori ed esplosioni a farla da padroni, con totale approvazione del sottoscritto. La blindocisterna diventa immediatamente il centro del tutto, sia per i cattivi che per i buoni. Un mezzo ancora di salvezza per i primi, elemento da bloccare per i secondi, è lasciatemelo dire gioia per qualsiasi uomo in sala. Ogni mezzo, moto o caretta che sia trasuda quell'aria di dieselpunk post apocalittico che si sposa divinamente con l'ambientazione del film, ogni mezzo anche se inquadrato per breve tempo brilla di originalità e stile. Menzione speciale va all'auto rock, passatemi il termine, dove un chitarrista armato di chitarra/lancia fiamme e casse enormi, darà per tutto il film quel giusto sound durante le scene più concitate del film. Le scenografie riescono davvero a dare un'idea di luogo apocalittico, in cui scorrazzano gli ultimi superstiti della razza umana, dove la speranza e i buoni sentimenti sono andati bruciati da tempo. Quello che rimane dalla civiltà: è rovina, fuoco e qualcosa che ha parvenza umana ma di cui rimane ben poco di realmente umano, sembra di vedere la parte peggiore di noi stessi, quello che potremmo diventare se la civiltà non la tenesse a bada. In questo mondo in rovina dove la morte e la follia sembra ormai farla da padrona Max e Furiosa sembrano gli unici ancora capaci di credere nell'impossibile, un luogo dove l'umanità possa vivere in pace senza lottare ogni giorno per i granelli del mondo che fu. Entrambi i protagonisti non sono santi, hanno sbagliato, sbagli che sono costati tanto, che ancora gli fanno soffrire nel profondo nell'anima mentre il corpo si indurisce sempre più per sopravvivere a questo mondo. Furiosa è probabilmente il personaggio meglio riuscito del film, la sua forza e carisma vi conquisteranno. Una donna forte senza però atteggiamenti maschili. Vorrei più donne cosi nei film action.  I cattivi sono finalmente cattivi, sono stufo di vedere cattivi sempre più bellocci, vampiri glamour, lupi balestrasti, qui non hanno posto. I cattivi fanno ribrezzo, sai fin dal principio che da loro non riceverai altro che dolore e morte. È cosi deve essere. Gli attori fanno un ottimo lavoro, sopratutto Tom Hardy,
Charlize Theron e Hugh Keays-Byrne che aveva già partecipato al primo Mad Max (Interceptor da noi).



In definitiva consiglio il film a tutti gli appassionati della vecchia trilogia come me, Max è tornato ed è più Mad che mai. Miller ha dimostrato di che pasta è fatto e non vedo l'ora di vedere i prossimi seguiti della saga. Ci sono comunque qualche difetto: Passi per il Batman di Nolan (neanche li quel tipo di voce impostata mi piace), ma è davvero fastidioso sentire parlare il protagonista con questo tono cavernoso, sembra quasi abbia la raucedine, a rendere il tutto più ridicolo ci si mette il fatto che solo lui parli cosi mentre il resto della combriccola parli normalmente. La caratterizzazione del protagonista è nulla, se morisse e un altro lo sostituisse in corso d'opera non ve ne accorgereste, qualche minuto in più per caratterizzarlo meglio non avrebbe guastato (per capire bene su cosa avesse gli incubi ho dovuto cercare conferme su wikipedia). Ultima nota negativa è che il film si riduce ad un lungo inseguimento con piccole soste, per dare qualche informazione o dare una scossa alle vicende, non è proprio un grosso problema, ma alla lunga se non vi piacciono gli inseguimenti poterebbe annoiarvi. Ci sono qui e la qualche piccola sbavatura (auto che corrono al massimo senza mai avere guasti, benzina infinita ecc, ma in questo ci si può tranquillamente soprassedere). Quindi accendete i motori e correte a vedere il film.

In attesa della prossima recensione vi lascio con la sigla del cartone/anime più famoso ispirato da Mad Max:


    

giovedì 21 maggio 2015

Il Racconto dei Racconti - Tale of Tales - Recensione-


Il racconto dei racconti
Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Italia, Regno Unito, Francia
Anno: 2015
Durata: 125 min
Genere:fantastico, drammatico
Regia: Matteo Garrone
Soggetto: Giambattista Basile (raccolta di fiabe)
Sceneggiatura: Matteo Garrone, Edoardo Albinati, Ugo Chiti, Massimo Gaudioso






Premessa


È sempre difficile parlare senza pregiudizi di un film, sopratutto poi quando si tratta di un film italiano lo è ancora di più. Non credo verrò smentito quando affermo che da trent'anni a questa parte il cinema italiano abbia perso quella voglia di sperimentazione ed entusiasmo che l'aveva caratterizzato dal dopo guerra in poi, rifugiandosi dietro a facili e remunerative pellicole spazzatura o ad cinema pseudo impegnato. Da qualche anno sembra che finalmente ci siano i primi tentativi di rinascita, basti pensare a “la grande bellezza” di Paolo Sorrentino, alla timida entrata nel mondo action hero del “Ragazzo invisibile” di Gabriele Salvatores, l'ottima serie Gomorra ecc. Il film Il racconto dei racconti, complice un trailer decisamente poco riuscito, sembrava uno dei tanti film prodotti dalla RAI in questi anni senza tante pecche, ma neanche particolari lodi. Mosso da curiosità letteraria (visto che il film è tratto da una tra le più antiche raccolte di fiabe pervenuteci)  e da recensioni molto positive, sono andato a vederlo pieno di dubbi e perplessità. Alla fine della proiezione devo dire che ci troviamo davanti ad un piccolo gioiello.  

Va fatto un vero e proprio elogio a Garrone e agli sceneggiatori. La scelta di un tema cosi difficile come una favola classica non era facile, invece è stato fatto un'ottimo lavoro. La trama è formata da tre storie intrecciate, ma cosi ben girate che avrete voglia di sapere il continuo della precedente quando passerete alla storia successiva. L'uso della lingua inglese per la realizzazione da l'idea dello sforzo fatto per rendere internazionale il film, visto l'abbondante saccheggio de “lo cunto de li cunti” subito nel corso del tempo da altri autori di fiabe come i fratelli Grimm e Perrault, un successo a Cannes non è impossibile.

Il film prende spunto da tre diverse fiabe de “lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile, le cui vicende si intrecciano tra di loro per formare un'unica storia (le fiabe presenti sono: La regina, La pulce, le due vecchie). I temi trattai sono il desiderio di avere figli (la regina), la passione carnale e la ricerca della giovinezza (le due vecchie), l'egocentrismo e l'incapacità di governare (la pulce).


Piccolo Excursus letterario

Lo cuntu de li cunti o il racconto dei racconti fu scritto da Giambattista Basile (Giugliano in Campania, 15 febbraio 1566 – Giugliano in Campania, 23 febbraio 1632). il primo letterato ad usare la fiaba come espressione popolare.

“L'opera è composta da cinquanta racconti. La cornice costituisce il primo di essi, da cui scaturiscono gli altri quarantanove, narrati da dieci personaggi per cinque giornate; alla fine, con l’ultima fiaba, si ritorna alla vicenda principale, che ritrova la sua conclusione. Alla fine di ognuna delle prime quattro giornate compare un dialogo in versi, o egloga, a carattere satirico e morale, in cui si colpiscono, rappresentandoli in stile iperbolico e grottesco, i vari vizi umani, dall'ipocrisia alla cupidigia.” da wikipedia. 


Alcune delle bellissime location.
Garrone ha avuto il pregio di utilizzare dal vivo per quanto possibile le ambientazioni naturali del nostro paese, cercando di limitare dove non necessario l'uso della CGI per ricreare gli ambienti. Fa davvero piacere vedere il ponte della Maddalena, il castello di Roccascalegna presi dal vivo e messi in questo contesto fantastico. Le ambientazioni sono funzionali e credibili, ricreando perfettamente un'atmosfera fiabesca, direi quasi da sogno. I mostri sono quasi sempre realizzati con pupazzi o make up per abbrutire gli attori, rendendo il tutto  più naturale possibile, cosa che ho molto apprezzato visto l'andazzo moderno di fare tutto il possibile in fredda cgi per risparmiare. Nessun attore riesce a sfondare lo schermo, ma in una produzione corale è naturale che sia cosi. Ottime sono anche le ambientazioni interne e i vestiti dei personaggi.


In definitiva se siete amati del High fantasy o Tolkieniano che dir si voglia? questo film non fa per voi. Cercate una fiaba stile live action Disney? Questo film non fa per voi. Per quei pochi di voi che sono rimasti in sala, se ne sono rimasti, io ne consiglio la visione, era da molto che non trovavo un film italiano cosi interessante e piacevole, credo che sia uno di quei pochi film assieme a Il labirinto del fauno di Del toro ad aver ripreso lo stile classico della fiaba medievale. È quindi essente da difetti? Come tutti i film no naturalmente: le modalità narrative della storia non permettono di assentarsi un attimo o distrarsi per qualche secondo, quindi state concentrati o non capirete nulla. Le modalità di ripresa senza alcun filtro di sorta potrebbero dare fastidio a molti (cosa invece che io ho apprezzato), visto che il mondo fantasy cinematografico attuale sembra ormai cosparso di brillantina visto l'abbondante usi di filtri (guardate lo hobbit e ditemi che non è cosi). Il difetto più grosso è il finale, decisamente tronco, che lascia la sensazione nello spettatore di aver perso qualche pezzo del film. Io vi propongo di dare una possibilità a questo film, se non volete rischiare fate come me, andate al cinema il giorno in cui costa meno, di solito il martedì e dateli una possibilità (scaricarlo no, visto che oltre ad essere una brutta abitudine italiana, dovete considerare che questo film ha richiesto tempo e lavoro, quindi anche se vi dovesse far schifo almeno per le maestranze che ci hanno lavorano pagate il biglietto).




In attesa di una nuova recensione vi saluto con un pezzo della Soundtrack della Principessa Mononoke:





giovedì 14 maggio 2015

L'attacco dei Giganti prima parte: L'arco e la freccia cremisi -Recensione-


L'attacco dei Giganti prima parte: L'arco e la freccia cremisi
Titolo originale:Shingeki no Kyojin zenpen ~Guren no yumiya~
Titolo italiano: L'attacco dei Giganti prima parte: L'arco e la freccia cremisi
Tipologia: film riassuntivo dei primi 13 episodi della serie televisiva (25 episodi)
Anno uscita Giappone: 2014
Anno uscita Italia: 12-13 maggio 2015 (Uscita nelle sale)
Genere: azione, drama, horror


Staff:

Regia
Tetsuro Araki

Character design
Yasuko Kobayashi

Musiche

Studio
Wit Studio, Production I.G

Non ho seguito inizialmente questo anime, considerandolo uno di quei titoli amati dal pubblico fandom, ma che alla visione critica si dimostra poco più che una serie infinita di personaggi carismatici e gang, lasciando a desiderare in ogni altro aspetto. Dopo la visione del film ho dovuto ricredermi. Il film si dimostra valido sia per il compartimento tecnico che sotto il profilo della storia.


L'inizio di tutto.
 L’attacco dei giganti nasce come manga Shonen di Hajime Isayama nel 2009 (dal 2012 edito in Italia da Planet manga). Il manga è riuscito in breve tempo a conquistare la critica e il pubblico giapponese, vincendo numerosi premi del settore. Grazie a tale successo nel 2013 dal fumetto è stato tratto una serie anime da 25 episodi (di cui è arrivato l'annuncio di una seconda stagione nel 2016). Sono previsti inoltre due film riassuntivi, di cui uno uscito nel 2014 in Giappone (in Italia 12-13 maggio 2015) e un altro nel 2015. 'E stato annunciato un film live action ispirato al manga per l’estate 2016.

 Il primo film riassuntivo sarà qui recensito.


Il gigante colossale.
In un mondo alternativo al nostro l’umanità ha subito l’attacco di mostri di forma umanoide, i cosiddetti “giganti”, alti fino a 15 metri, non dotati d'intelletto, il cui unico scopo sembra quello di estinguere la razza umana. Per fronteggiare questa minaccia, l’umanità ha costruito tre gigantesche muraglie alte 50 metri (rispettivamente "Wall Maria"; "Wall Rose"; "Wall Sina"), che hanno garantito la pace per un secolo. All'interno del muro esterno vivono Eren Jaeger, Mikasa Ackermann e Armin Arelet, i protagonisti della serie, gli unici che sembrano ancora speranzosi in un futuro in cui l’umanità sarà affrancata dal pericolo dei giganti e libera di girare per il mondo.
La bellissima Mikasa
L’improvvisa comparsa di un enorme gigante capace di creare una breccia nelle mura (più alto di qualsiasi altro apparso precedentemente), fa scomparire le ultime speranze di una vita tranquilla negli abitanti. Nel caos che segue all'invasione dei giganti all'interno del muro, Eren assiste alla morte della propria madre, cosa che lo porterà a provare uno smisurato odio nei confronti dei giganti. I tre dopo aver perso tutto decidono di entrare nell'esercito per affrontare un giorno i giganti e vendicarsi del dolore subito. Cinque anni dopo i protagonisti si sono diplomati nell'esercito, quando i giganti riattaccano di nuovo. Inizia una crudele guerra, che metterà a dura prova gli affetti e la volontà dei protagonisti, mentre il mondo sembra cadere a pezzi sotto l’attacco dei giganti.

Eren Jaeger, è il protagonista maschile della serie. Ha un carattere Idealista, aggressivo e sognatore. Assieme ad Armin Arlet è l'unico che ancora dimostra la voglia di esplorare il mondo esterno, sogna di entrare di entrare nel corpo di ricerca nonostante il parere contrario dei genitori. Quando è agitato o arrabbiato tende a perdere la ragione e ad agire d'istinto. Dopo lo sfondamento del Wall Maria, a causa della pioggia di detriti è costretto ad assistere alla morte della propria madre divorata da un gigante, giurando dal quel momento in poi di eliminare ogni gigante che gli si dovesse parare davanti. Allo scopo si arruola nell’esercito dove dimostra ottime abilità in combattimento. Grazie agli esperimenti del padre sviluppa la capacità di combattere allo stesso livello dei giganti.
I protagonisti del film.
 Mikasa Ackermann è la protagonista femminile della serie. Orfana, viene salvata da Eren da degli schiavisti e adottata dagli Jaeger come se fosse la loro figlia naturale. Ha un morboso attaccamento per Eren e Armin. Decide di arruolarsi nell’esercito per non lasciare da soli i propri amici. Dimostra una forza e una abilità di combattimento eccezionali, nonché uno spirito di sopravvivenza a tutta prova. 'E di origini asiatiche. Armin Arelet è l'amico di Eren e Mikasa. Debole di costituzione ma dotato di una mente brillante, quando entra nell'esercito dimostra di essere il migliore nei corso teorici. È soggetto a frequenti attacchi di panico, soprattutto duranti gli assalti dei giganti. Durante l'attacco dei giganti al wall Rose dimostra eccezionali capacità di stratega. Il suo sogno da bambino era di esplorare il mondo esterno alle mura assieme ad Eren. Levi Ackermann è il caporale maggiore del corpo di ricerca, molto ammirato dai suoi uomini è considerato il più forte combattente dell'esercito. Soffre di una maniacale fissa per il pulito. Sono presenti come in ogni shonen un alto numero di comprimari, ottimamente cateterizzati, anche se spesso a causa del ristretto minutaggio il loro profilo è appena accennato.


La manovra tridimensionale.
Il film è una gioa per gli occhi. La qualità tecnica è stupefacente, animazioni spaccamascella si unico ad una CGI sublime (che non si fa notare, indice di un ottimo lavoro) per creare una visione emozionante, sembra di assistere dal vivo alle vicende del film. La realizzazione del “Equipaggiamento per la manovra tridimensionale” è veramente spettacolare, le acrobazie che i protagonisti possono fare attraverso questo strumento sono molto realistiche e sembra di assistere a quasi ad uno spettacolo acrobatico. La trama nonostante sia riassuntiva regge bene e la storia è ben comprensibile e funzionale, anche se una visione della serie televisiva è d'obbligo per comprendere le numerose sfumature della storia che nel film sono accentate o date per scontate.

Il bellissimo Shikishi.


In definitiva consiglio di dare la possibilità al film. Nonostante fossi stato prevenuto nei suoi confronti mi ha piacevolmente sorpreso. La trama è molto interessante e i protagonisti ben caratterizzati. Se andate in questi giorni (12-13 maggio) potrete sperare di ottenere il bellissimo Shikiski (Lucky red impara!!!).


In attesa della prossima recensione vi lascio con la OST del film:









domenica 10 maggio 2015

Maria the virgin witch -Recensione-


Maria the virgin witch
Titolo originale: Jenketsu no Maria
Titolo Italiano: Maria the virgin witch
Tipologia: serie televisiva (12 episodi)
Anno uscita Giappone: 2015
Anno uscita Italia: 2015 (trasmissione via web Dynit/Popcorn tv)
Genere: Fantastico, Magia, Commedia, Storico.

Staff

Direttore
Goro Teniguchi

Direttore del suono
Jin Aketagawa

Storyboard
Sunaga Tsukasa

Storia originale
Masayuki Inshikawa



"Guarda guarda guarda guarda guarda che famiglia che ho" cit 


Maria the virgin wirch nasce come manga in tre volumi di Masayuki Ishikawa, edito in italia da Star Comics, autore anche dell'interessante Moyashimon (a tema educativo,slice of life). Nel 2015 il manga viene trasposto in serie animata da 12 episodi.



La trama è ambientata in Francia durante la guerra dei cent'anni. Maria è una giovane e potente strega dotata di un forte senso di bontà e pacifismo, cosa che la porta ad essere apprezzata dagli abitanti del luogo per i suoi servigi ma ostracizzata dalla chiesa che la considera una eretica, visto il suo uso della magia. I suoi continui interventi nelle vicende umane attirano l'attenzione dell'arcangelo Michele, il rappresentate della chiesa celeste, che decide di fermare Maria dai suoi continui interventi nella vita degli uomini. Dopo uno scontro in cui la strega ha la peggio, Michele la condanna alla privazione dei suoi poteri se dovesse perdere la verginità e le vieta l'ulteriore utilizzo degli stessi, fornendole Ezechiele come guardiano per vigilare su ciò.

Gli usi della mascella, questi sconosciuti.


La serie è corale, ogni personaggio ha i suoi spazi e ognuno è ben caratterizzato. Maria è una strega dotata di una forte senso di giustizia e di carità cristiana, cosa che la porterà ogni 3x2 a interferire nelle battaglie tra francesi e inglesi per evitare inutili spargimenti di sangue. Si dimostra spesso ingenua in molti campi. Non conosce nulla del sesso, ne del membro maschile, dimostrando una vera e propria verginale innocenza (da questa sua innocenza nasceranno molti divertenti Sketch comici). Dimostra una forte testardaggine e l'incapacità di accettare i consigli ragionevoli se in contrasto con la sua visione del mondo (cosa che la porterà a commettere una serie di errori che avranno serie ripercussioni nelle vicende della trama). Verso la fine della serie, comincia a pensare seriamente al suo operato ottenendo una più matura visione del mondo e un comportamento più adulto

Maria sei solo confusa, non ti preoccupare! è l'ormone che ti fa parlare cosi.


Josep è il classico personaggio “tonno”, cotto perso della protagonista, di ottimi principi morali. Solo a fine serie riuscirà, bruciando tutte le tappe e a dichiararsi. Inizialmente troverà un mentore in Garfa, ma quando scopre la sua vera indole, decide preso dalla rabbia di affrontarlo in combattimento. Artemis e Priapos sono gli aiutanti/famigli di Maria, con il compito di depauperare le energie dei generali nemici (il povero Priapos si trova suo malgrado a non potere svolgere questo compito, visto che la nostra streghetta da vera verginella non ha mai visto un pene. Quindi il povero ragazzo si troverà nelle scene di nudo a girare perennemente con una nuvola di vapore che circonda la zona inguinale), le frasi a doppio senso di Artemis vi faranno ridere un bel po, visto che Maria non riesce mai a capirne il vero significato. Sono dotati di un vera ammirazione per la loro padrona, arrivando al punto di essere disposti al proprio sacrificio personale pur di salvarla. Costituiscono una vera è propria famiglia per la strega Maria, a cui successivamente si unirà Ezechiele. Ezechiele è un angelo mandato dalla chiesa celeste per controllare la nostra streghetta e riferire del suo operato (soprattutto dell'uso della magia, una specie di Salem di Sabrina). La sua estrema goffaggine lo porterà ad essere perennemente gabbato dalla nostra protagonista. Nel proseguo della serie comincerà ad affezionarsi a Maria arrivando al punto di disubbidire agli ordini impartiti per salvarla. Garfa è la nemesi di Maria, mosso anche gli da una forte volontà e da i propri ideali, ma è disposto al contrario di Maria a tutto pur di raggiungere il proprio sogno, anche calpestare la vita e i sogni altrui. Durante la serie a causa dell'intervento della strega Maria verrà ferito gravemente, cosa che lo porterà a sviluppare un profondo odio per la protagonista.
Preparatevi, queste espressioni le vedrete spesso.
Viv è una strega inglese prezzolata al migliore acquirente, inizialmente tenterà di convincere Maria a perdere la verginità. Dopo aver compreso le sue reali intenzioni, svilupperà una forte amicizia per la protagonista arrivando ad affrontare l'arcangelo Michele per aiutarla. Bernard è un monaco astuto, che cercherà di utilizzare Maria per il proprio tornaconto e quello della Francia. Le affermazioni di Maria arriveranno a minare profondamente le sue convinzioni religiose. Gilbert è il novizio aiutante di Bernard, a causa della defezione del suo superiore nel proseguo della serie avrà un ruolo sempre più importante. Cernunnos è l'antico dio celta della natura, a causa del cristianesimo i suoi poteri sono quasi del tutto scomparsi, arrivando al punto di chiedere alla Strega Maria di unirsi a lui per riportare gli antichi culti e tradizioni a nuova gloria, altrimenti destinati ad un lento oblio.

Tutta l'allegra combriccola.




La serie si dimostra ben realizzata, con fondali ben riusciti e un tratto fedele al manga. Si denota a sfavore un massiccio uso della CGI, sopratutto nelle scene di battaglia. Le scene di battaglia infatti sono quelle realizzate peggio, con un abbondante uso di inquadrature statiche, quando va bene o di estenuanti scene di bandiere svolazzanti se va male (Gli amanti delle Vessillologia avranno pane per i loro denti). La serie da interessanti spunti di riflessione sulla vita, la religione e la sua applicazione terrena, del libero arbitrio dell'uomo.
Non vi entusiasmate, più pelle di cosi non ne vedrete.
Come cavolo fa a non buscarsi neanche un raffreddore
Peccato che la serie con riesca a quadrare il cerchio e si accontenti di un finale alla “e vissero tutti felici e contenti”, lasciando numerosi buchi di trama (Il ruolo di Cernunnos, il suo rapporto con Maria, la visone della chiesa celeste e il suo ruolo nelle vicende terrene ecc). Purtroppo non avendo letto il manga non so dire se queste deficienze siano insite solo nella serie televisiva o siano presenti anche nella trama del manga. In definitiva consiglio questa serie per passare piacevolmente il tempo, apprezzando la storia per quello che è, sorvolando sulle piccole sbavature che via via si riscontreranno nella visione.


In attesa della prossima recensione vi saluto lasciandovi con la bellissima sigla finale: